<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344</id><updated>2012-02-16T08:58:14.920+01:00</updated><category term='Portogallo'/><category term='Romania'/><category term='Turchia'/><category term='Grecia'/><category term='Germania'/><category term='Austria'/><category term='Svezia'/><category term='Russia'/><category term='Spagna'/><category term='Polonia'/><category term='Francia'/><category term='Repubblica Ceca'/><category term='Olanda'/><category term='Svizzera'/><category term='Italia'/><category term='Croazia'/><title type='text'>Il blog sugli Europei 2008</title><subtitle type='html'>News, report e molto altro sugli Europei di Austria e Svizzera&lt;br&gt;Silvio di Fede</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>68</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-4939455388068498921</id><published>2008-06-30T10:51:00.003+02:00</published><updated>2008-06-30T10:56:32.154+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagna'/><title type='text'>Solo il Niño poteva riportare la Spagna alla vittoria</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Fernando Torres mette la firma sulla vittoria, Iker Casillas alza al cielo il trofeo: la Spagna è Campione d’Europa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/92/23/729223_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/92/23/729223_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iker Casillas &lt;/span&gt;può alzare quel trofeo che tutta la sua Nazione desiderava: la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;è Campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia dopo aver sconfitto la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania &lt;/span&gt;nella finale dell’Ernst Happel grazia ad un 1-0 firmato proprio dal giocatore di maggior qualità del settore offensivo, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres &lt;/span&gt;che sigilla con una prodezza la finale e il titolo. Chi si lamentava del rendimento insufficiente del Niño fin qui ha avuto la risposta migliore possibile nel lob basso che ha reso inutile l’uscita di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lehmann &lt;/span&gt;e reso pesante la disattenzione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lahm&lt;/span&gt;, un episodio che condanna la Germania ad una sconfitta tutto sommato giusta per quanto visto nel match: la Mannschaft è stata infatti troppo lenta nel proprio gioco e sempre in difficoltà in difesa, a parte una decina di minuti nella ripresa in cui è riuscita ad imprimere un cambio di ritmo, senza però trovare la giusta continuità. Meglio la Spagna, che con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fabregas &lt;/span&gt;in campo ha aggiunto incisività in regia per un gioco sicuramente più razionale e più invitante per l’unica punta Fernando Torres, con le Furie Rosse che oltre al gol hanno avuto un altro paio di buone occasioni e nel finale avrebbero potuto (e dovuto) chiudere la partita. Questo ha finito per rendere un po’ sofferto anche il finale, ma la Spagna ha saputo tenere bene, è rimasta sempre compatta (soprattutto grazie ad un centrocampo che raramente s’è staccato di molto dalla linea difensiva) e non ha concesso grandi occasioni agli avversari, meritandosi quindi pienamente l’urlo liberatorio arrivato dopo il triplice fischio finale, un urlo che ripaga di un’attesa durata 44 anni, quando un gol di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcelino Martinez &lt;/span&gt;nel finale di gara regalò il successo sull’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;USSR &lt;/span&gt;e il successo casalingo nell’Europeo del 1964, successo che finalmente la Spagna è riuscita a bissare con un altro trofeo. Adesso è giustificato il giubilo dei media spagnoli, davvero protagonisti in quasi tutti gli sport importanti, dal basket al ciclismo passando anche per il tennis, una Nazione che evidentemente riesce ad esprimere talenti in ogni disciplina e che soprattutto riesce a valorizzarli: in questo senso, ottenere un successo così prestigioso in un sport così popolare è anche un merito giusto per le politiche sportive di questa Nazione che troppo spesso si ritrova divisa in regionalismi (forse è l’unico stato “meno unito” dell’Italia in questo senso, viste le tante volontà di autonomismo portate avanti dai baschi o dai catalani, per fare un paio di esempi) ma che ha saputo creare delle squadre vere in questi sport, superando tutte queste differenze culturali e di vedute. Ma a vincere sono soprattutto i calciatori, nonostante le prestazioni individuali (anche in questa finale) non siano state molto esaltanti, con Fernando Torres su tutti a strappare applausi per la tenacia, l’astuzia e poi la classe con cui ha firmato la rete decisiva, con Cesc Fabregas che impone il suo talento con grande maturità anche in occasioni così importanti, dimenticandosi che la carta d’identità lo vedrebbe soltanto 21enne, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcos Senna &lt;/span&gt;che s’è specializzato nell’annullare elementi chiave delle squadre avversarie (dopo il successo con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrei Arshavin &lt;/span&gt;della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;s’è ripetuto con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Michael Ballack &lt;/span&gt;della Germania), con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carlos Marchena &lt;/span&gt;sorprendentemente più solido di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charles Puyol &lt;/span&gt;e con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sergio Ramos &lt;/span&gt;molto continuo in fase di spinta, anche se sulla sua corsia ha dovuto fronteggiare un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lukas Podolski &lt;/span&gt;piuttosto insidioso. Non si può certo dimenticare neppure &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luis Aragones&lt;/span&gt;, che nonostante tante scelte impopolari (e francamente sbagliate, come quella di lasciare a casa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Raul &lt;/span&gt;o di tenere quasi sempre in panchina Fabregas) è riuscito dove molti suoi predecessori (anche più quotati) avevano fallito, ovvero per far alzare un trofeo alle Furie Rosse: il successo sta nell’aver puntato sempre sulla stessa formazione nei match che contavano (soltanto contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;c’era stato spazio per le riserve, in un match che non contava più nulla nell’ottica del girone), ma forse sta soprattutto nell’aver messo in cantina il ripetitivo tiqui-taca che aveva decisamente fallito nel quarto di finale contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;, rivelandosi inadeguato per match che contano davvero. Con un gioco più razionale (e forse più aggressivo) la Spagna è riuscita ad ottenere due vittorie piuttosto meritate e ad arrivare alla vittoria di questo Euro 2008, che ha visto le Furie Rosse subire sempre gol nella fase a girone (una rete subita in ognuna delle tre partite iniziali), ma che poi nella fase decisiva ad eliminazione diretta non ha concesso neppure un gol, proprio in quella fase dove storicamente la Spagna finiva per fallire. Niente da fare per la Germania, espressasi ai massimi livelli soltanto nel quarto di finale contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;e incapace di ripetere quei livelli nelle due partite successive: il carattere (e un po’ di fortuna) era servito per ottenere una vittoria soffertissima contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia &lt;/span&gt;ma da solo non è bastato in questa finale, dove la Spagna ha saputo limitare le velleità offensive tedesche con un muro abbastanza solido a centrocampo. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joachim Low &lt;/span&gt;non riesce a portare a casa il quarto titolo europeo ma sono poche le scelte che gli possono essere criticate, soprattutto considerando che si è ritrovato un Ballack in condizioni pessime nel momento decisivo del torneo. Proprio il centrocampista del Chelsea perde un altro trofeo in finale, ripetendo in maniera incredibilmente fedele quanto successo nel 2000, quando con il Bayer Leverkusen perse all’ultima giornata la Bundesliga (in uno spettacolare rush finale che premiò il Bayern Monaco) e fu sconfitto in finale di Champions League e Coppa di Germania, per poi perdere il Mondiale in finale contro il Brasile (partita che Ballack saltò per squalifica): molto simile è quello che è successo quest’anno, visto che Ballack (o perlomeno la sua squadra, visto che il tedesco ha saltato qualche mese per infortunio) è stato sconfitto in finale di Community Shield (la Supercoppa inglese), Carling Cup e Champions League, vedendo sfuggire il titolo della Premier League anche questa volta all’ultima giornata e ripetendo la sconfitta in finale con la propria Nazionale. Parliamo sempre di un giocatore che ha vinto molto, ma che non riesce ad essere molto fortunato al momento di conquistare un importante alloro internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania scende in campo con quel 4-2-3-1 che ha caratterizzato la propria fase ad eliminazione diretta, proponendo soltanto un cambio di formazione rispetto all’undici che ha sconfitto la Turchia, con l’esclusione di Simon Rolfes per l’ingresso di Torsten Frings in mediana. E’ regolarmente in campo invece Michael Ballack, in dubbio fino all’ultimo per un fastidio al polpaccio. Dopo aver proposto quattro formazioni identiche nei primi due match del girone e nei primi due ad eliminazione diretta, la Spagna si trova costretta a cambiare un tassello nel proprio undici per l’infortunio subito da David Villa, sostituito da Cesc Fabregas in un modulo che diventa un 4-1-4-1 con Fernando Torres unica punta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inizio di gara è molto lento e un po’ di studio (come si dice in gergo), con la Germania che vuole mostrare la propria compattezza per non dare spazio al solito fraseggio spagnolo per poi cercare di ripartire in velocità o pressando alto per sfruttare qualche possibile errore difensivo. In questi primi 10 minuti, la Germania riesce ad aprirsi gli spazi in maniera più convincente rispetto alla Spagna, ma con lo scorrere del tempo il trend sarà destinato a cambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tiro del match intanto arriva al 9’ minuto: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Klose &lt;/span&gt;svaria e riceve palla sulla sinistra, avanza un po’ e tocca in orizzontale per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hitzlsperger &lt;/span&gt;che calcia troppo debolmente e centrale, permettendo a Casillas la facile presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 14’ è la Spagna a crearsi una buona chance, anche se in modo piuttosto casuale: bel servizio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xavi &lt;/span&gt;verso il vertice sinistro dell’area di rigore per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iniesta&lt;/span&gt;, il quale ha grande spazio per affondare ma sorprendentemente si ferma per poi rientrare sul destro e cercare un difficile appoggio verso il centro, creando però un rimpallo che rischia di condannare la Germania, con in particolare l’ultimo tocco di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Metzelder &lt;/span&gt;che prende quasi in controtempo Lehmann, il quale però ha il gran riflesso per deviare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema tattico di gara è abbastanza chiaro: le due squadre non hanno alcuna intenzione di scoprirsi e rimangono molto compatte dietro per non lasciare spazi e in fase di manovra il numero dei giocatori che attaccano è sempre molto inferiore rispetto a quelli che difendono. Si cerca quindi di recuperare palla in buona posizione per far partire la transizione offensiva e sfruttare un minimo di sbilanciamento avversario. Come accaduto anche negli ultimi due match, dopo pochi minuti la Spagna inverte i suoi esterni, portando Iniesta sulla fascia sinistra e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Silva &lt;/span&gt;sulla destra, ma le Furie Rosse hanno il solito difetto di non allargare mai il gioco e imbottigliarsi costantemente al centro, cosa che non succede nella Germania perché Klose svaria sempre molto, così come Podolski rimane sempre piuttosto largo sulla sinistra per puntare il terzino avversario, ovvero Sergio Ramos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sergio Ramos però è molto pericoloso in fase offensiva e al 23’ triangola lungo con Cesc Fabregas, il quale di prima gli ritorna un gran pallone aprendogli lo spazio per il cross che arriva preciso verso il secondo palo, dove Fernando Torres sovrasta nello stacco &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mertesacker &lt;/span&gt;e colpisce bene di testa a schiacciare, la conclusione sarebbe impossibile da parare per Lehmann ma a salvare la Germania ci pensa il palo, che nega la gioia del gol al Niño. Bravissimo l’attaccante del Liverpool in stacco e conclusione, ma le migliori azioni della Spagna passano tutte dai piedi di Fabregas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna adesso sfrutta realmente le fasce per allargare il proprio gioco ma grazie alla spinta dei due terzini, che permettono così di accelerare un po’ il gioco. In questa fase centrale la Germania appare poco fluida nel gioco, soprattutto perché è evidente l’inferiorità numerica della Mannschaft dalla trequarti offensiva in su che finisce per costringere i tedeschi nel puntare sulle azioni personali provenienti dalle fasce, soprattutto con la rapidità di Podolski (che però appare anche abbastanza impreciso). In tutto questo, Ballack appare troppo poco brillante e mai incisivo nel gioco dei suoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I difensori tedeschi appaiono in grossa difficoltà perché Fernando Torres li attacca sempre tenacemente sui palloni vaganti, finendo per far valere il proprio passo decisamente più rapido. Proprio questo succede al 33’, nell’episodio che decide il match: la verticalizzazione dalla trequarti di Xavi è imprecisa, Lahm appare in vantaggio su tutti ma si addormenta nell’attendere l’uscita del proprio portiere, non accorgendosi del fatto che il passaggio è troppo corto per rendere così semplice l’intervento di Lehmann. Fernando Torres si accorge dell’incertezza e attacca Lahm, riesce ad incunearsi tra il terzino e Lehmann e poi batte il portiere con un delizioso lob basso che manda il pallone lentamente ma con estrema precisione a morire all’interno della rete, per il gol dello 0-1. Reattivo e chirurgico nella conclusione il Niño, uno che non si lascia trasportare dalle emozioni in occasioni così importanti, ma troppo evidente e grave l’erroraccio di Philipp Lahm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania tenta una reazione di nervi ma questi prendono troppo corpo in Michael Ballack, che è anche sfortunato perché si apre un sopracciglio in un contrasto testa contro testa con Marcos Senna, finendo steso come un pugile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In avvio di ripresa, Low decide di togliere Lahm, destinato a diventare protagonista negativo della partita, inserendo un terzino di spinta come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jansen&lt;/span&gt;. La Germania prova così a fare gioco ma lo fa troppo lentamente, senza mettere mai in seria difficoltà la difesa spagnola, con le Furie Rosse che invece riescono a creare qualche pericolo potenziale in contropiede, con Fernando Torres che può sfruttare l’enorme differenza di passo con Mertesacker: l’inerzia sembra tutta per la Spagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 53’ gli spagnoli ripartono in modo intelligente, con Fabregas che apre sulla destra dell’area di rigore per Fernando Torres, il quale guarda a centro area e poi tocca dietro per Xavi, che calcia radente ad incrociare costringendo Lehmann ad una difficile deviazione in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 55’ arriva un altro contropiede pericoloso con Iniesta che verticalizza bene per Fernando Torres, il quale prende bene il tempo a Jansen e sembra poter puntare la porta ma davanti a sé trova una grande uscita a terra di Lehmann a strappargli la palla dai piedi: la Germania barcolla pesantemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Low passa ai ripari provando a cambiare modulo e a tornare al 4-4-2, inserendo al 58’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kevin Kuranyi &lt;/span&gt;al posto di Hitzlsperger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambio ha l’effetto sperato e la Germania riesce ad alzare il ritmo, cominciando a spingere forte sulle fasce e a creare affanni nella difesa spagnolo. Questa fase però dura soltanto una decina di minuti e frutta soltanto una chance, al 60’: Puyol si complica terribilmente la vita sulla corsia sinistra d’attacco della Germania, Jansen recupera palla e la tocca dentro per Klose che appoggia di prima per Ballack, il quale ha l’opportunità di trovare una buona conclusione ma non colpisce bene il pallone, la traiettoria del tiro è comunque insidiosa e la palla va ad uscire sfiorando il palo, con Casillas che aveva visto tardi il pallone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 64’ c’è un episodio non gravissimo sul piano disciplinare, ma che conferma l’incompetenza dell’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rosetti&lt;/span&gt;: David Silva trattiene vistosamente Podolski per impedire un’azione molto pericolosa sulla sinistra, con un intervento che sarebbe da ammonizione per tutta la vita. Oltretutto, il fantasista del Valencia ha un battibecco con l’avversario e gli rifila una mini-testata, con un gesto non certo violento ma sicuramente da punire: ce ne sarebbe abbastanza per un cartellino giallo, ma non per Rosetti che incredibilmente non ammonisce lo spagnolo. Quando un arbitro non ammonisce questa trattenuta e poi (qualche minuto dopo) si inventa un gomito alto per ammonire Fernando Torres in un normale (e involontario) contrasto testa contro testa con Mertesacker si capisce quanto sia inadeguato per arbitrare una partita del genere: nel calcio però le raccomandazioni contano e fanno una carriera e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Collina &lt;/span&gt;è un santo in paradiso per questo arbitro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il buon momento della Germania viene spezzato al 67’: la difesa tedesca prova a fare fuorigioco su una punizione dalla destra ma in questo modo finisce soltanto per lasciare liberissimo Sergio Ramos in area di rigore per un incornata che Lehmann deve alzare in corner con un altro buon intervento. Il portiere dell’Arsenal (che l’anno prossimo giocherà allo Stoccarda) tiene in vita le speranze della Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corner successivo è battuto corto, nessuno va a contrastare Iniesta che entra facilmente in area e calcia verso il primo palo, dove appostato c’è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frings &lt;/span&gt;a salvare con il piede. Incredibile però la distrazione tedesca, con il centrocampista del Barcellona che va alla conclusione con una facilità estrema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sfuriata della Spagna non frutta il raddoppio ma riesce nuovamente a cambiare l’inerzia della partita, perché adesso gli spagnoli tornano ad essere insidiosi in contropiede e tolgono continuità d’azione alla Germania, che adesso fatica a ritrovare velocità e a rendersi insidiosa negli ultimi metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’81’ la Spagna non chiude colpevolmente il match: ci sono praterie sulla destra per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Santi Cazorla &lt;/span&gt;(subentrato al posto di David Silva pochi secondi dopo che il giocatore del Valencia aveva rischiato di subire un cartellino) che crossa dalla destra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Guiza &lt;/span&gt;può colpire liberamente ma schiaccia troppo il pallone di testa e invece di mandarlo verso la porta lo devia addirittura orizzontalmente, il tentativo sbagliato rischia di diventare un assist per Marcos Senna che però da pochi passi non trova la deviazione vincente e la difesa tedesca si salva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania finisce troppo ferma il match, con Ballack che non esiste nel gioco dei suoi e la Spagna decisamente più viva: in questo modo, la Mannschaft non riesce neppure a creare un ultimo attacco, anche perché Metzelder gestisce in maniera pessima gli ultimi possessi. Nell’unica occasione che la Germania trova per inserirsi in area ci pensa il solito Rosetti a rovinare tutto, inventandosi un fallo su Capdevila in area di rigore, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Schweinsteiger &lt;/span&gt;che avrebbe avuto a disposizione un pallone molto pericoloso: si spengono qui le speranze tedesche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna si incorona quindi Campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia e saluta nel modo migliore il proprio ct Aragones, destinato a firmare con il Fenerbahce: adesso c’è curiosità per capire chi sarà il suo successore, visto che per adesso non si sono fatti dei nomi credibili. Di certo, il nuovo ct raccoglierà un’eredità pesante ma potrà far crescere un gruppo di giocatori ancora giovani ma già vincenti, come ad esempio Sergio Ramos, Andreas Iniesta, Cesc Fabregas o Fernando Torres: con altri due anni d’esperienza, questi talenti potrebbero diventare ancora più forti in vista del Mondiale del 2010. Come detto, ancora non si ha idea di chi potrebbe essere il nuovo ct spagnolo, ma in Spagna c’è un tecnico vincente che è libero da tre anni e che potrebbe fare il caso delle Furie Rosse, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vicente Del Bosque&lt;/span&gt;: forse, proprio il 57enne ex tecnico del Real Madrid potrebbe essere perfetto per la Nazionale spagnola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono invece dubbi su chi sarà il ct della Germania nel prossimo biennio, visto che Joachim Low è stato confermato senza alcun problema e potrà continuare il suo lavoro anche in vista dei prossimi Mondiali. L’Europeo della Mannschaft è stato decisamente positivo, anche se la Germania è mancata nell’acuto finale: di certo, Low avrà il compito di creare un impianto decisivo più solido in vista del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania-Spagna 0-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania (4-2-3-1):&lt;/span&gt; Lehmann 6,5 – Friedrich 6 Mertesacker 5,5 Metzelder 4,5 Lahm 4 (46’ Jansen 6) – Frings 6 Hitzlsperger 5 (58’ Kuranyi 5) – Schweinsteiger 5 Ballack 4 Podolski 6 – Klose 6 (79’ Gomez sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Enke, Adler, Fritz, Westermann, Rolfes, Neuville, Trochowski, Borowski, Odonkor&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Joachim Low 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna (4-1-4-1): &lt;/span&gt;Casillas 6 – Sergio Ramos 6,5 Puyol 6 Marchena 6,5 Capdevila 6 – Marcos Senna 7 – Iniesta 6 Fabregas 6,5 (63’ Xabi Alonso 6) Xavi 6 David Silva 4,5 (66’ Santi Cazorla sv) – Fernando Torres 8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Palop, Reina, Raul Albiol, Fernando Navarro, David Villa, Sergio Garcia, Arbeloa, Juanito, De La Red&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Luis Aragones 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Roberto Rosetti (Italia) 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 33’ Fernando Torres&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti:&lt;/span&gt; Ballack, Kuranyi (G), Casillas, Fernando Torres (S)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-4939455388068498921?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/4939455388068498921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=4939455388068498921' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/4939455388068498921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/4939455388068498921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/solo-il-nio-poteva-riportare-la-spagna.html' title='Solo il Niño poteva riportare la Spagna alla vittoria'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1281189550646475405</id><published>2008-06-27T01:59:00.002+02:00</published><updated>2008-06-27T02:04:36.205+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Russia'/><title type='text'>Una Russia spompata non riesce ad opporsi: la finale sarà Germania-Spagna</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Le Furie Rosse sbloccano la partita in modo fortunoso e poi dilagano grazie ad un grande Cesc Fabregas, autore di due assist nel 3-0 finale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/79/61/727961_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/79/61/727961_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando il tabellone delle semifinali di Euro 2008, le due protagoniste più attese per sfidarsi in finale erano Germania e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;e, in qualche modo, entrambe le Nazionali sono riuscite a non fallire: Vienna ospiterà quindi una finale comunque nobile, con la Germania che parte come favorita per la conquista del suo quarto Europeo, mentre la Spagna proverà a risolvere i suoi problemi di gioco per vincere il suo secondo titolo europeo. Le Furie Rosse, infatti, non sono apparse brillantissime neppure in un match vinto in modo netto contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia&lt;/span&gt;, con il 3-0 che maschera un po’ eccessivamente alcune difficoltà degli spagnoli nel trovare profondità e pericolosità, considerando anche che il gol del vantaggio è arrivato in modo decisamente fortunoso e ha spento tutte le velleità della squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hiddink&lt;/span&gt;. Rispetto alla lentezza estenuante mostrata contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;, la Spagna ha già fatto un passo avanti nella prestazione di questa semifinale, ma parlare di gioco soddisfacente è una forzatura eccessiva, perché la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luis Aragones &lt;/span&gt;si è dimenticata per tutto il primo tempo nell’esistenza delle corsie laterali e ha rifornito le proprie punte soltanto con lanci lunghi. Fondamentale, oltre al gol di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xavi &lt;/span&gt;che ha sbloccato il match, è stato l’ingresso in campo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cesc Fabregas&lt;/span&gt;: ormai è chiaro come il 21enne sia l’unico centrocampista della Spagna capace di dare verticalità al gioco delle Furie Rosse, ma sorprende sempre più come Aragones continui a snobbarlo dalla formazione titolare. Per vedere Fabregas in campo, infatti, c’è voluto l’infortunio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Villa&lt;/span&gt;, con il catalano che è riuscito a non far rimpiangere il Guaje grazie ad una prestazione di altissimo livello e ai due assist che hanno chiuso il confronto, aprendo la strada per la seconda e la terza rete degli spagnoli: bisogna essere davvero folli per continuare a lasciare in panchina il centrocampista dell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arsenal&lt;/span&gt;, che già ai quarti era stato determinante realizzando il rigore decisivo. Dopo il vantaggio, per la Spagna le cose si sono messe completamente in discesa anche per l’impalpabilità della reazione della Russia, apparsa davvero troppo spompata sul piano fisico dopo lo splendido quarto di finale giocato contro l’Olanda e incapace di creare un’azione insidiosa in tutta la ripresa, dopo che nel primo tempo la squadra di Hiddink era riuscita comunque a tenere bene il campo e a rendersi anche più pericolosa degli avversari. Come nei primi due match di questi Europei era stata decisiva l’assenza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrei Arshavin &lt;/span&gt;(contro la Spagna, nella sconfitta per 4-1 nel girone, e contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia&lt;/span&gt;, partita vinta 1-0 ma non brillantemente), la stessa cosa si può dire anche per quest’ultimo match, visto che il talento dello Zenit San Pietroburgo dopo aver mostrato tutto il meglio del proprio repertorio contro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt;, in questa semifinale ha mostrato davvero il peggio di sé, con una prova decisamente incolore: Arshavin non è mai stato nel vivo del gioco ed è stato ingabbiato bene dalla mediana spagnolo (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcos Senna &lt;/span&gt;in particolare), ma di suo non ci ha messo nulla per uscire da questa situazione difficile, dimostrandosi sempre troppo prevedibile nei movimenti (andando troppo spesso a puntare sul centro-sinistra) e troppo timido contro l’aggressività degli avversari. Senza la fantasia del proprio trequartista, alla Russia sono mancate le alternative, anche perché pure gli altri centrocampisti sono apparsi in giornata negativa e non sono riusciti ad attuare quella serie di inserimenti che ha fatto impazzire l’Olanda nei quarti di finale. Il cammino dei russi è stato comunque esaltante, anche se a Guus Hiddink resterà il rammarico di non essersi riuscito a giocare la semifinale con la squadra al meglio delle proprie possibilità. Alla fin fine, il secondo tempo ha reso legittima la vittoria della Spagna, ma a ben vedere sono pochi gli uomini di Aragones che hanno brillato davvero in questo match, in cui le Furie Rosse hanno aumentato agonismo e furore atletico, ma in cui spesso sono mancati di lucidità: per questo motivo, il 3-0 finale è un risultato fin troppo largo per quanto visto in campo, ma visto di uno scoramento finale della Russia e delle grandi qualità tecniche di Fabregas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la grande vittoria ottenuta sull’Olanda, la Russia conferma il proprio schema tattico, con il 4-4-1-1 che vede un mediano fisso davanti alla difesa (il capitano Semak) e l’altro a svariare più verso il fronte offensivo (Semshov). L’unico cambio di formazione riguarda la squalifica del difensore centrale Kolodin, sostituito da Vasili Berezutski. Conferme in serie anche per la Spagna, che dal primo match del torneo gioca con la stessa formazione titolare (a parte l’ininfluente sfida contro la Grecia in cui Aragones ha fatto riposare tutti i titolari), con il 4-4-2 che conta molto sulla rapidità di Fernando Torres e David Villa in attacco e sul dinamismo degli esterni Andreas Iniesta e David Silva, i quali svariano e si scambiano spesso di posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa della Russia è molto svagata in questo inizio di gara e al 6’ concede troppo facilmente un’occasione alla Spagna: lancio a sventagliare verso la fascia destra per David Villa, che fa scorrere il pallone per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres&lt;/span&gt;. Il centravanti del Liverpool vince il contrasto con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ignashevich &lt;/span&gt;(non perfetto nella chiusura), si gira e calcia verso la porta ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Akinfeev &lt;/span&gt;era uscito bene e aveva trovato la giusta posizione per chiudergli lo specchio e per respingere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna tiene maggiormente il possesso di palla e ha un gioco meno lento del solito, in particolare più rapido di quello visto ai quarti di finale contro l’Italia. Le due punte, però, vengono servite in maniera convinta soltanto una volta nei primi 10 minuti, con le Furie Rosse che mancano di profondità in maniera evidente. La Russia inizia la partita in maniera sorniona, attendendo gli avversari e non riuscendo a rendersi viva in attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discreto inizio della Spagna non viene però quantificato con grandi occasioni da rete, nonostante all’11’ Iniesta porti avanti un buon pallone sul centro-sinistra, servendo poi David Villa che fa un movimento breve a rientrare e calcia da fuori area, con Akinfeev che riesce però a respingere bene nonostante la conclusione fosse abbastanza angolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia fatica a guadagnare metri, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pavlyuchenko &lt;/span&gt;che non riesce mai a farsi vedere in appoggio per i compagni, mentre Arshavin è immediatamente aggredito dagli avversari ogni volta che tocca il pallone, una tattica che finisce per non farlo respirare e mandarlo in grande difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune volte, però, questa aggressività è eccessiva, come al 15’ quando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Puyol &lt;/span&gt;lo stende in malomodo da fuori area, ma l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Bleeckere &lt;/span&gt;non fa nulla per proteggere il russo e non estrae un sacrosanto cartellino giallo. La susseguente punizione viene battuta da Pavlyuchenko, ma la traiettoria del suo tiro non ha grande angolazione e termina alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella fase centrale del primo tempo la Spagna fatica moltissimo a fare gioco, perché la Russia si è completamente impadronita del campo, non facendo nulla di eccezionale sul piano estetico: gli spagnoli si affidano sempre più ai lanci lunghi per Fernando Torres o David  Villa, anche perché non hanno alcun gioco sulle due fasce, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Silva &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iniesta &lt;/span&gt;che stringono sempre verso il centro e non trovano il modo per essere realmente efficaci. Oltretutto, sono molto rare le azioni ragionate della Spagna e, come ampiamente visto in questi Europei, Xavi non riesce mai ad essere incisivo nella manovra dei suoi. La Russia non riesce mai ad attaccare la difesa avversaria con gli inserimenti dei centrocampisti, cosa che invece era successa molto bene contro l’Olanda: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semshov &lt;/span&gt;appare poco vivo e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zyrianov &lt;/span&gt;non riesce ad essere dinamico, per cui le uniche giocate buone arrivano sempre grazie alle partenze da dietro di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yuri Zhirkov&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 31’ la Russia crea la migliore occasione della sua partita: azione confusa con Zhirkov che al limite in scivolata riesce ad anticipare Puyol per far scorrere il pallone verso Pavlyuchenko, il quale calcia a giro cercando l’incrocio dei pali, con il pallone che sfiora il palo ed esce di un nulla dopo esser anche stato toccato da Casillas in volo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 34’ un problema muscolare costringe David Villa a dare forfait e uscire dal campo, sostituito da Cesc Fabregas: la Spagna passa al 4-2-3-1, piazzando il centrocampista dell’Arsenal in posizione di trequartista, ma David Silva e Iniesta finiscono per piazzarsi sempre troppo vicini al catalano e imbottigliare il gioco verso il centro in maniera ancora maggiore. L’infortunio di David Villa è una cattiva notizia per Aragones, con l’attaccante che si fa male nel battere una punizione e che adesso è anche in dubbio per la finale di domenica prossima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Fabregas in campo la Spagna ha finalmente un uomo che fa girare il gioco e che verticalizza, permettendo agli spagnoli di tornare padroni del campo, pur faticando molto nei movimenti: David Silva e Iniesta in particolare continuano a non trovare la posizione giusta. Finisce senza ulteriori squilli un primo tempo piuttosto brutto, dove non c’è mai stata un’azione davvero brillante e lucida creata da una delle due squadre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scenario nella ripresa cambia subito, perché al 50’ la Spagna passa in vantaggio, pur non meritandolo particolarmente: azione molto lenta che va sulla sinistra per Iniesta, il quale cerca un tiro-cross a giro, al centro Xavi si inserisce e trova una fortunosa deviazione in scivolata che prende in controtempo Akinfeev e finisce in rete, per lo 0-1 che manda in discesa la partita per le Furie Rosse. Xavi riesce così a riscattarsi in parte dopo un Europeo mediocre, realizzando un gol dall’importanza capitale, vista anche la fatica che la Spagna stava facendo per avere la meglio della Russia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo momento in poi, in campo c’è solo la Spagna: due minuti dopo David Silva va via in contropiede ma al limite dell’area si intestardisce nell’azione personale ma, quando sta ormai per perdere il pallone, riesce a toccare per Fabregas, il quale di prima fa scorrere per Fernando Torres che in area di rigore (e defilato sulla sinistra) manda alto il suo destro a giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione della Russia è troppo confusa e la squadra di Hiddink perde troppi palloni nel momento in cui dovrebbe servire Pavlyuchenko e Arshavin, con quest’ultimo in particolare che continua ad essere incapace di uscire dalla gabbia tesagli dalla Spagna, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcos Senna &lt;/span&gt;che riesce facilmente ad avere la meglio nei suoi confronti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso la Spagna ha più continuità nell’azione offensiva, ma Fernando Torres spreca un po’ troppo e non chiude il match: al 61’ Sergio Ramos riesce ad andare fino in fondo, crossa basso per il tiro in anticipo del Niño che però manda largo il proprio tentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo Sergio Ramos riesce nuovamente a spingere bene e ad arrivare nuovamente sul fondo, il cross basso e stretto è ottimo per Fernando Torres che però conclude in modo goffo e mandando largo, sprecando una ghiotta occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia riprende in mano ma il suo secondo tempo è molto brutto, perché non riesce ad essere né brillante né incisiva, neppure dopo i due cambi di Hiddink, che inserisce anche l’ex enfant prodige &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sychev&lt;/span&gt;, decisamente anonimo dal suo ingresso in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 69’ anche la Spagna opta per un doppio cambio, togliendo Xavi e Fernando Torres per inserire Xabi Alonso e Dani Guiza: sul piano tattico non cambia nulla, ma è significativo come Fernando Torres esca dal campo senza nemmeno degnare di uno sguardo il ct Aragones, dopo i vari battibecchi avuti dai due negli ultimi giorni. Tra le incapacità di Aragones, infatti, c’è anche quella di non saper tenere unito il gruppo (in particolare, stanno facendo il giro del mondo le voci sulle sue liti con Sergio Ramos), ma nonostante tutto la Spagna domenica si giocherà il titolo europeo: pochi sport sanno essere più strani del calcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita è già segnata, ma a chiuderla definitivamente ci pensano le due reti che la Spagna trova nella fase finale di gara: al 73’ è splendida la palla di prima di Fabregas a scavalcare un difensore e servire l’inserimento puntuale di Guiza in area di rigore. L’attaccante del Maiorca controlla e poi di esterno destro fredda l’uscita di Akinfeev con una bella conclusione che vale lo 0-2 e che permette al Pichichi dell’ultima Liga di scrollarsi di dosso alcune critiche che gli sono piovute addosso dopo le brutte prestazioni mostrate contro Grecia (partita in cui aveva comunque trovato un gol) e Italia. Bravo Guiza, ma straordinario Fabregas nell’assist che spiazza la difesa avversaria: mettere questo giocatore in panchina anche in finale sarebbe una scelta assurda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna nasconde poi il pallone ad una Russia ormai stesa al tappeto e all’82’ riesce ad accelerare con un lancio sulla sinistra per Fabregas, il quale punta l’area e poi è ancora lucidissimo nell’assist al centro per David Silva, che di piatto sinistro batte con estrema precisione Akinfeev e chiude il match, realizzando il definitivo 0-3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà se questi due assist e questa prestazione eccezionale basterà a Fabregas per entrare nelle grazie di Aragones in tempo per la finale di domenica prossima in cui la Spagna proverà a superare la solidità della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania&lt;/span&gt;, anche se paradossalmente questi due turni ad eliminazione diretta hanno dato una sensazione opposta per questo fattore: se la Germania ha subito ben quattro gol (due contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;e due contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia&lt;/span&gt;), la Spagna è riuscita a mantenere entrambe le volte la porta imbattuta, anche se va detto che ha avuto la fortuna di affrontare due squadre molto poco incisive come l’Italia di questi Europei e la Russia di questa semifinale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce con una sconfitta senza tanti appelli l’Europeo della Russia, una delle squadre che ha sorpreso maggiormente, soprattutto per lo splendido gioco mostrato contro Svezia e Olanda: grande artefice è quel mago della panchina che è Guus Hiddink, il quale ha un contratto fino al 2010 ma che potrebbe addirittura prolungarlo fino al 2012, altro segnale di come questa Nazionale voglia continuare la propria crescita con una guida così importante come quella dell’olandese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia-Spagna 0-3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia (4-4-1-1): &lt;/span&gt;Akinfeev 6 – Anyukov 5,5 Vasili Berezutski 5 Ignashevich 6 Zhirkov 6 – Saenko 5 (57’ Sychev 4) Semak 6 Semshov 5 (56’ Bilyaletdinov 5) Zyrianov 5,5 – Arshavin 4 – Pavlyuchenko 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Gabulov, Malafeev, Yanbaev, Aleksei Berezutski, Adamov, Ivanov, Shirokov, Bystrov&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Guus Hiddink 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna (4-4-2): &lt;/span&gt;Casillas 6,5 – Sergio Ramos 6,5 Puyol 6,5 Marchena 6 Capdevila 6 – Iniesta 5 Marcos Senna 6,5 Xavi 6 (69’ Xabi Alonso 6) David Silva 6 – Fernando Torres 5 (69’ Guiza 7) David Villa 5,5 (34’ Fabregas 8)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Palop, Reina, Raul Albiol, Fernando Navarro, Santi Cazorla, Sergio Garcia, Arbeloa, Juanito, De La Red&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Luis Aragones 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Frank De Bleeckere (Belgio) 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 50’ Xavi, 73’ Guiza, 82’ David Silva&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Zhirkov, Bilyaletdinov (R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sarà quindi la finale di Euro 2008:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Domenica 29 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania-Spagna&lt;/span&gt; (Ernst Happel Stadion, Vienna)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1281189550646475405?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1281189550646475405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1281189550646475405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1281189550646475405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1281189550646475405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/una-russia-spompata-non-riesce-ad.html' title='Una Russia spompata non riesce ad opporsi: la finale sarà Germania-Spagna'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1511634074879165289</id><published>2008-06-26T01:43:00.003+02:00</published><updated>2008-06-26T01:58:41.770+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><title type='text'>La Germania soffre tantissimo ma Lahm la porta in finale</title><content type='html'>Brutta partita della Mannschaft che però approfitta degli errori di una Turchia scriteriata e vince 3-2 dopo un finale da thrilling&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.thesun.co.uk/multimedia/archive/00517/lahm2_666x450_517065a.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://img.thesun.co.uk/multimedia/archive/00517/lahm2_666x450_517065a.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mentre le immagini video della regia internazionale facevano le bizze (danke ZDF per aver trovato una via alternativa per proporre il finale di gara, nel mentre la Rai rimaneva con le mani in mano a proporre gli episodi alla moviola: cercare un metodo alternativo alla Rai per seguire un evento non è mai sbagliato), al St Jakob Park di Basilea andava in scena una semifinale davvero illogica, dominata nel primo tempo dal grande dinamismo della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia&lt;/span&gt;, nella ripresa dalla paura e dagli errori dei portieri, per poi essere decisa proprio al 90’ dalla giocata di quello che era vicino per diventare il peggiore in campo, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Philipp Lahm &lt;/span&gt;che passa dall’esser dominato da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabri Sarioglu &lt;/span&gt;(e da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Colin Kazim-Richards &lt;/span&gt;nel primo tempo) all’essere l’uomo della provvidenza, quello che apre le porte della finale alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania&lt;/span&gt;. Vittoria forse non meritatissima per la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joachim Low&lt;/span&gt;, che nel primo tempo è stata schiacciata e aggredita dalla forte pressione turca, ma che soprattutto ha deluso molto nella ripresa, quando cioè gli avversari hanno perso freschezza e brillantezza fisica e la Mannschaft doveva comandare le operazioni e imporre il proprio gioco, cosa che non è certo successa. E allora, in un match deciso dagli episodi non poteva che vincere la squadra che storicamente riesce meglio di tutti a far girare dalla propria parte questi episodi, trovando l’eroe del giorno in Lahm in una serata in cui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jens Lehmann &lt;/span&gt;l’aveva davvero combinata grossa nel regalare il gol del momentaneo 2-2 alla Turchia e in cui &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Michael Ballack &lt;/span&gt;non è mai entrato in partita, non riuscendo né a rendersi pericoloso in avanti né a dare qualità al gioco della sua squadra. Nonostante tutto, alla fine ad andare in finale (e molto probabilmente da favoriti per la vittoria) è sempre la Germania, che mancava quest’appuntamento agli Europei dal 1996, casualmente l’ultimo anno in cui riuscì a superare la sempre ostica fase a gironi (è evidente che un girone di un Europeo concentra mediamente una qualità maggiore a quello di un Mondiale), involandosi anche lì senza grande brillantezza ma con splendido cinismo alla finale, vinta poi con ulteriore sofferenza contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca&lt;/span&gt;. A dir la verità, in questo Euro 2008 una partita davvero convincente la Germania l’aveva mostrata ai quarti contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;e non è detto che non riesca a ripetersi anche nel match dell’Ernst Happel di Vienna. Esce dopo aver dato più del massimo una Turchia completamente incerottata (gli elementi disponibili ormai erano davvero pochi a furia di infortuni e squalifiche) e a tratti tanto bella quanto scriteriata nel proprio atteggiamento: la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fatih Terim &lt;/span&gt;ha infatti speso tantissimo nella pressione effettuata nel primo tempo, in cui la Turchia ha ben evidenziato le lacune difensive della Germania ma in cui ha anche rischiato più volte di lasciare grandi spazi in contropiede ai tedeschi, per poi risultare piuttosto affaticati fisicamente nel corso della ripresa, in cui elementi chiave della prima frazione come Colin Kazim-Richards sono decisamente spariti. E’ vero che forse quello era l’unico modo per mettere in difficoltà la Germania, ma accentuare il dinamismo nel primo tempo ha finito per essere deleterio per tutta la ripresa, quando poi Terim non aveva neppure tante alternative in panchina per cambiare la situazione. Proprio per questo motivo, esteticamente la squadra turca s’è fatta decisamente preferire, ma nella sconfitta subita la colpa sta anche nella tattica adottata e sarebbe stato curioso vedere la reazione atletica dei turchi in caso di prolungamento ai tempi supplementari. Di certo, Terim non poteva estrarre molto di più da questa squadra e il cammino della Turchia è già da applausi, considerando anche il modo incredibile in cui le partite precedenti erano state raddrizzate dei finali di gara: anche in questa semifinale il gol del pareggio era arrivato all’86’ e quindi negli ultimi minuti, ma stavolta qualcosa è andata storta e al 90’ la difesa s’è aperta troppo facilmente per consentire alla Germania la rete del definitivo 3-2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania conferma lo stesso undici che ha vinto brillantemente contro il Portogallo, lasciando in panchina anche l’ormai recuperato Torsten Frings, sostituito nuovamente dalla coppia centrale Rolfes-Hitzlsperger, mediani nel 4-2-3-1 voluto da Joachim Low. La Turchia invece deve forzatamente cambiare il proprio undici titolare, soprattutto a causa della squalifica del talentino Arda Turan e dell’infortunio della punta titolare Nihat Kahveci: il modulo rimane il 4-1-4-1 visto contro la Croazia, ma sulla fascia sinistra gioca Ugur Boral, mentre il centravanti è Semih Senturk. Non c’è posto in avanti per Tolga Zengin, il 24enne portiere del Trabzonspor che Terim aveva provato in allenamento come punta centrale, con quella che molto probabilmente era soltanto una provocazione e nulla di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita inizia molto lentamente, con la Turchia che dà l’impressione di volersi difendere con quasi tutti gli uomini dietro la linea della palla per poi provare delle ripartenze, ma mai impressione fu più errata perché di fatto gli uomini di Terim vogliono soltanto prendere le misure agli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa fase bloccata, la Turchia riesce comunque a creare due buone chance: la prima arriva al 7’ minuto, con Kazim-Richards che recupera palla a centrocampo e guarda sulla propria destra l’arrivo della sovrapposizione di Sabri Sarioglu per poi provare a far tutto fa solo e cercare la conclusione personale da fuori, con traiettoria però centrale che viene bloccata facilmente da Lehmann.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo Lahm combina un pasticcio e perde palla in zona molto pericolosa, a riconquistarla è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hamit Altintop &lt;/span&gt;che però trova subito l’uscita di Lehmann, pronto a chiudere con il piede sulla conclusione dell’avversario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania prova ancora a fare manovra ma soffre tantissimo la densità di uomini della Turchia nella metà campo offensiva e non riesce ad essere brillante e ad incunearsi in questa selva di maglie. La Turchia, invece, prende sempre più coraggio e aumenta nell’intensità degli inserimenti offensivi e dei contrattacchi, approfittando dell’eccessiva lentezza dei tedeschi nel far girare il pallone e aggredendo gli avversari con grande tenacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tedeschi faticano tantissimo in difesa: al 13’ Ayhan riprende con troppa facilità una palla vagante all’interno dell’area di rigore e sul fondo alla destra della porta, la difesa tarda a rientrare e il centrocampista turco può appoggiare facilmente all’indietro per Kazim-Richards, il quale calcia subito potente da distanza ravvicinata e colpendo benissimo il pallone, bruciando il possibile tentativo di Lehmann ma colpendo in pieno la traversa. Grossa occasione per la Turchia, con il giocatore del Fenerbahce che era stato bravissimo nella conclusione ma che è sfortunato nel non trovare il gol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia ora è in piena pressione e in pieno possesso del gioco, riversandosi nella metà campo avversaria e giocando con grandissimo dinamismo, cercando di attaccare gli avversari con continui inserimenti dei centrocampisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo, la difesa tedesca è smascherata in tutti i suoi limiti e al 22’ si fa trovare ancora una volta troppo ferma, permettendo a Sabri Sarioglu di scambiare con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ayhan &lt;/span&gt;dopo una rimessa laterale: il cross di prima del terzino del Galatasaray trova in area di rigore una deviazione beffarda di Kazim-Richards, che colpendo in scivolata crea un involontario e stranissimo pallonetto che scavalca e sorprende nettamente Lehmann ma che finisce sulla traversa. La respinta finisce sui piedi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ugur Boral &lt;/span&gt;che calcia immediatamente, prendendo in controtempo un Lehmann che provava a ripiazzarsi tra i pali e che non trova la coordinazione per respingere il pallone prima che questo varchi la linea di porta, facendoselo passare anche goffamente tra le gambe: è la rete dello 0-1, con la Turchia che passa meritatamente in vantaggio anche se trova il gol in modo fortunoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al primo attacco vero, però, la Germania pareggia: al 26’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Klose &lt;/span&gt;è molto bravo nel tenere palla a centrocampo e far risalire la squadra appoggiando per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hitzlsperger&lt;/span&gt;, il quale apre sulla sinistra e dà il là alla ripartenza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Podolski&lt;/span&gt;, che avanza fino ad arrivare all’altezza dell’area di rigore, punta in uno contro uno Sabri Sarioglu e crossa basso al centro per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Schweinsteiger&lt;/span&gt;. L’esterno del Bayern Monaco è bravissimo ad andare incontro al pallone prendendo il tempo a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mehmet Topal &lt;/span&gt;ma è ancora più bravo nella deviazione di esterno destro che sorprende &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rustu &lt;/span&gt;e che infila il pallone nell’angolo più lontano, per la bellissima rete dell’1-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita adesso diventa molto bella perché la Turchia insiste nella spinta offensiva ma rischia di creare una spaccatura tra la propria difesa e il proprio centrocampo, in cui il buon lavoro in sponda e in appoggio di Klose finisce per dare un respiro leggermente diverso agli attacchi tedeschi, che comunque continuano a non essere continui. Terim chiede a Kazim-Richards di giocare più vicino all’unica punta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semih Senturk &lt;/span&gt;e di dare più incisività in avanti, visto che sulla destra ci pensa Sabri Sarioglu a dare velocità all’azione e a spingere come un forsennato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo, però, il giocatore del Galatasaray lascia delle praterie in difesa, coma accade al 34’: Hitzlsperger lancia ancora una volta la ripartenza di Podolski, che parte da centrocampo e può attaccare a campo aperto ma, arrivato in area, l’attaccante del Bayern Monaco non è freddo nella conclusione perché potrebbe anche piazzare con semplicità il tiro ma decide di alzare la sua traiettoria e manda il pallone a sfiorare la traversa. E’ una grandissima occasione per la Germania, che ha ampi spazi sulla corsia sinistra perché su quella fascia la Turchia appare troppo sbilanciata in avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ comunque ottimo il primo tempo di Kazim-Richards, che salta sempre il proprio avversario diretto grazie ad una grande esplosività che così gli permette di crearsi delle buone opportunità e di fare letteralmente impazzire Lahm. La Turchia riesce a giocare con una determinazione pazzesca e ad aprire la macchinosa difesa tedesca anche con gli scambi stretti, anche perché Semih Senturk gioca quasi esclusivamente in fase di appoggio per i compagni, un lavoro che riesce a fare molto bene: la squadra di Terim, così, riesce ad avere continuamente in mano il pallino del gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 41’ la Turchia attacca per una volta con un’azione lenta e Kazim-Richards sulla destra va in appoggio per Sabri Sarioglu, il quale dal vertice destro dell’area ha poca pressione e calcia direttamente in porta, mandando il pallone alto di poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’intervallo la Germania opta per una sostituzione forzata, visto che nel primo tempo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rolfes &lt;/span&gt;si era fatto malo in uno scontro testa contro testa con Ayhan ed è costretto ad uscire, per l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frings&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come successo in avvio di primo tempo, anche nella ripresa la Germania inizia a manovrare, ma questa volta riuscirà a tenere il pallino del gioco con più continuità, anche perché la Turchia appare meno esplosiva fisicamente. Nella Mannschaft è sempre buono il lavoro in regia di Thomas Hitzlsperger, mentre Michael Ballack continua a non brillare e a non essere mai incisivo. Sono poco continui invece i movimenti di Bastian Schweinsteiger, il quale tende a stringere verso il centro e non punta mai sulla propria fascia, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hakan Balta &lt;/span&gt;finisce per non essere mai attaccato seriamente in tutti i 90 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le migliori azioni partono dai piedi di Hitzlsperger, che al 51’ apre ancora una volta bene sulla sinistra, dove Lahm sfonda e all’altezza della linea dell’area di rigore viene letteralmente travolto da un intervento in ritardo di Sabri Sarioglu: incredibilmente, l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Busacca &lt;/span&gt;non vede il fallo e non assegna un rigore abbastanza evidente. L’unico dubbio riguarda la posizione di Lahm, che forse al momento del contatto era fuori area, ma il non assegnare questo fallo solare è da perfetti incompetenti: la categoria arbitrale europea è davvero in piena rovina se i Busacca, i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rosetti &lt;/span&gt;o i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Michel &lt;/span&gt;sono i fischietti migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo di gara è adesso molto basso, con la qualità di gioco che appare anche decisamente scadente: la Turchia continua a tenere bene il campo e ritorna a manovrare, ma appare decisamente meno incisiva in avanti perché molto stanca dopo il dispendioso primo tempo e perché Kazim-Richards si eclissa totalmente dalla partita e non ripete l’ottima impressione data nei primi 45 minuti, risultando a tratti disastroso in questa ripresa. E’ eccellente invece la prestazione in mediana di Mehmet Aurelio, il quale annulla Ballack e recupera un gran numero di palloni. Adesso che la Turchia è stanchissima dovrebbe essere la Germania a comandare il gioco e ad imporsi, ma la Mannschaft delude decisamente in questa fase perché fa una fatica immensa a fare due passaggi di seguito e ad avanzare con una manovra brillante: secondo logica, i tedeschi avrebbero dovuto approfittare dell’affanno fisico degli avversari per travolgerli sul piano del gioco, ma questo non succede assolutamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il migliore della Germania è sempre Hitzlsperger, che al 73’ scaglia una botta mancina delle sue che diventa devastante nonostante la pressione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hamit Altintop&lt;/span&gt;, con il pallone che va largo di poco, anche se c’è da dire che Rustu era volato bene in tuffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rustu fa molto peggio al 79’: dopo una manovra lentissima e prevedibile, Lahm forza un cross molto lento dalla trequarti, il portiere turco decide di uscire in maniera folle fino all’altezza del dischetto dell’area di rigore e si fa anticipare dallo stacco di Klose, che di testa non ha difficoltà ad insaccare nella porta vuota e nel realizzare il gol del 2-1. Davvero terribile l’errore di Rustu, che bissa la papera con cui aveva regalato a Klasnic il gol quasi decisivo nel quarto di finale contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia&lt;/span&gt;, quando però Semih Senturk riuscì nel miracolo di trovare comunque il pareggio e di portare la partita ai rigori: ancora una volta, l’attaccante del Fenerbahce di rivelerà il suo angelo custode.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia infatti tenta il tutto per tutto e all’86’ trova l’ennesimo gol nel finale di gara del suo Europeo: Lahm si fa ridicolizzare nello stretto da Sabri Sarioglu, che aggira l’avversario con troppa semplicità e arriva sul fondo per poi cerca il cross basso, la traiettoria finisce per essere troppo stretta ma Lehmann si addormenta e non si accorge che Semih Senturk s’era inserito per anticiparlo nettamente e per toccare alle sue spalle da posizione defilata, realizzando la rete del 2-2. Anche qui c’è un grosso errore del portiere, ma la Turchia sembra aver trovato l’ennesimo miracolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però la squadra di Terim non ha fatto i conti con la voglia di riscatto di Philipp Lahm che al 90’ cancella totalmente una partita che fino a quel momento era stata pessima: il terzino del Bayern Monaco parte da lontano sulla sinistra e riesce ad accentrarsi grazie anche ad uno scivolone maldestro di Kazim-Richards (il quale addirittura si fa male in questa caduta) che gli apre un grande spazio, chiude un bel triangolo di prima con Hitzlsperger e va via incuneandosi benissimo in area per poi battere con freddezza l’uscita di Rustu, mandando il pallone sul sette con il piatto destro e realizzando alla grande il gol del 3-2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ anche la rete che decide la semifinale e che porta la Germania a giocarsi il titolo nella finale di domenica 29: dopo una prova così brutta, la Mannschaft dovrà fare di meglio nella partita di Vienna, dove affronterà una tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia&lt;/span&gt;. Paradossalmente, la squadra più pericolosa potrebbe essere quella di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hiddink&lt;/span&gt;, perché concentra il proprio gioco su quegli inserimenti continui dei centrocampisti che in questo match hanno fatto letteralmente impazzire la difesa tedesca, un trend che potrebbe ripetersi qualora fossero i russi ad approdare in finale. In caso di vittoria della Spagna, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mertesacker &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Metzelder &lt;/span&gt;dovranno stare attentissimi alle accelerazioni di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Villa&lt;/span&gt;, ma la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aragones &lt;/span&gt;dovrebbe accelerare nettamente il proprio gioco per non rischiare di far uscire fuori la superiore fisicità della Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce qui l’incredibile avventura della Turchia, squadra dimostratasi folle anche in questa semifinale: la squadra di Terim ha sovvertito tutti i pronostici e ha dimostrato che in questi tornei brevi la combattività e la capacità di non mollare mai può essere un’arma fondamentale e vincente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania-Turchia 3-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania (4-4-2):&lt;/span&gt; Lehmann 5 – Friedrich 6 Mertesacker 5 Metzelder 5,5 Lahm 6 – Rolfes 5 (46’ Frings 5,5) Hitzlsperger 7 – Schweinsteiger 6 Ballack 4 Podolski 6 – Klose 6,5 (92’ Jansen sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Enke, Adler, Fritz, Westermann, Gomez, Neuville, Trochowski, Borowski, Odonkor, Kuranyi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Joachim Low 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia (4-1-4-1): &lt;/span&gt;Rustu 4 – Sabri Sarioglu 6,5 Mehmet Topal 5,5 Gokhan Zan 6 Hakan Balta 6 – Mehmet Aurelio 7 – Kazim-Richards 6 (92’ Tumer Metin sv) Hamit Altintop 6 Ayhan 6 (81’ Erding sv) Ugur Boral 6 (84’ Gokdeniz sv) – Semih Senturk 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Tolga, Servet Cetin, Emre Belozoglu, Emre Gungor&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Fatih Terim 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Massimo Busacca (Svizzera) 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 22’ Ugur Boral (T), 27’ Schweinsteiger (G), 79’ Klose (G), 86’ Semih Senturk (T), 90’ Lahm (G)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammonito:&lt;/span&gt; Semih Senturk, Sabri Sarioglu (T)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1511634074879165289?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1511634074879165289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1511634074879165289' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1511634074879165289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1511634074879165289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-germania-soffre-tantissimo-ma-lahm.html' title='La Germania soffre tantissimo ma Lahm la porta in finale'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-4001457280743912888</id><published>2008-06-23T03:57:00.003+02:00</published><updated>2008-06-23T04:12:15.767+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Tra Spagna e Italia passa la meno peggio… Forse…</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Partita orrenda con gli spagnoli a manovrare lentamente e gli italiani a difendersi e solo i rigori fermano lo stallo e assegnano la vittoria alla squadra di Aragones&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/CescFabregas_971743.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/CescFabregas_971743.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meno male che dopo due ore di nenia calcistica arrivano i calci di rigore a salvare la noia e dare qualche emozione: per quanto strano possa essere, i rigori per il calcio sono come il tiebreak per il tennis quando i set sono bloccatissimi e nessuno riesce mai a strappare il servizio all’avversario (fondamentalmente questo accade maggiormente nel tennis maschile piuttosto che in quello femminile, ma questo è un altro discorso), mentre la soluzione punto a punto ravviva un certo interesse per lo spettatore neutrale. La stessa cosa è capitata nella notte di Vienna, notte anche per il calcio che non è entrato in campo, lasciato fuori soprattutto dalla stucchevole e lentissima manovra della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna&lt;/span&gt;, che sulla carta dovrebbe essere capace di addormentare la difesa avversaria ma che di fatto addormenta soltanto gli spettatori. L’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia &lt;/span&gt;dal canto suo ha rinunciato a fare gioco per quasi tutta la partita (solo nel secondo tempo supplementare si può dire che gli Azzurri ci abbiano davvero provato), giocando col motto “lancio su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Toni &lt;/span&gt;e pedalare”, gioco che non ha avuto maggiore effetto di quello degli avversari, soprattutto perché a rompere le azioni in mediana c’era il giocatore in migliore serata per la Spagna, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcos Senna&lt;/span&gt;. E allora, per quello che si era visto in campo entrambe le squadre meritavano di prendere l’aereo ed uscire dal torneo, ma non essendo possibile è giusto assegnare il vincente con i calci di rigore, che hanno premiato la Spagna perché più fredda, mentre hanno punito un’Italia che già era miracolata ad esser arrivata fin qui e non era neppure giusto che andasse oltre. Non che la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luis Aragones &lt;/span&gt;abbia meritato chissà che, anzi: il tiqui-taca tanto voluto dal ct spagnolo è uscito sonoramente sconfitto da questo quarto di finale, perché rivelatosi completamente inoffensivo in 120 minuti in cui la Spagna ha creato le sue (poche) occasioni quando ha deciso di allungare il gioco. Fare passaggini ripetuti non vuol dire stancare la difesa avversaria se questo lavoro non coincide con un ripetuto movimento senza palla di elementi che dovrebbero prepararsi a ricevere la sfera. Invece, la Spagna ha giocato sempre in orizzontale e soltanto raramente ha scoperto l’arma della profondità, diventando stucchevole per lo spettatore e prevedibile per la difesa avversaria, che raramente è entrata in difficoltà: eppure, questa difesa dell’Italia nelle partite precedenti era stata in ambasce proprio quando l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda &lt;/span&gt;o la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania&lt;/span&gt; l’avevano attaccata in velocità, soprattutto da quando al centro della difesa giocano due elementi che hanno passato gran parte della carriera a fare i terzini e che non sempre hanno mostrato grande intesa, come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cristian Panucci &lt;/span&gt;e il buon &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giorgio Chiellini&lt;/span&gt;, che comunque in questo match s’è oltremodo impegnato, anche se non è certo un giocatore paragonabile a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nesta &lt;/span&gt;o al &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fabio Cannavaro &lt;/span&gt;che vedevamo fino ad un paio di stagioni fa. Quindi, la Spagna si guadagna la gioia del passaggio del turno, ma sul piano del gioco ne esce totalmente ridimensionata, soprattutto per le scelte a volte folli di Luis Aragones, ct davvero molto discutibile. Per quanto riguarda l’Italia invece c’è poco da aggiungere a quanto detto nel corso del girone, visto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roberto Donadoni &lt;/span&gt;non ha aggiunto nulla al proprio gioco, sempre basato sul lancio lungo e nello sperare che Toni faccia qualcosa, mentre il centrocampo fatica dannatamente a creare gioco, specialmente vista l’assenza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrea Pirlo &lt;/span&gt;che ha reso ancora più approssimativo il gioco degli Azzurri (sicuramente più pesante la sua assenza rispetto a quella del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gattuso &lt;/span&gt;visto in questi Europei). Dopo il “regalo” dell’Olanda (che poi è stato più un regalo della Romania, viste le colpe avute dalla squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Piturca &lt;/span&gt;nell’ultimo match del girone) e la qualificazione del tutto miracolosa e poco meritata, era lecito attendersi che gli italiani dessero l’impressione di meritare questo miracolo, anche perché due anni fa un “altro miracolo” (tra virgolette, pensando all’estate irripetibile che hanno avuto i vari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Materazzi &lt;/span&gt;o &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grosso&lt;/span&gt;) li aveva portati sul tetto del mondo e, appunto, da una squadra Campione del Mondo si ci attenderebbe di più rispetto ad una partita impostata tutta sulla difesa in un quarto di finale di questo livello (sulla carta, visto che il livello in campo è stato basso). Questa volta, il solo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Buffon &lt;/span&gt;non è bastato e allora solo questo nulla calcistico mostrato dall’Italia può far meritare il passaggio del turno ad una Spagna mediocre, segno perfetto del peggior quarto di finale visto a questi Europei, dietro anche a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia-Turchia&lt;/span&gt; che almeno ha dato qualche emozione (vedi la traversa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olic&lt;/span&gt;, molto meno casuale del palo “colpito” da Marcos Senna in questo match) in più e qualche segno di annotazione in più, anche prima dell’incredibile botta e risposta al termine dei supplementari. Avanzano le Furie Rosse, apparse più delle lumache visto il ritmo imposto in campo, ma della “MaraVilla” decantata dai media spagnoli dopo il match contro la Russia non s’è visto proprio nulla in questo match: in questo quarto di finale delude di più la Spagna per il semplice motivo che da una formazione impostata solo per difendersi non si ci aspetta certo nulla sul piano dello spettacolo, mentre molto di più dovrebbe fare la squadra che ha in mano il centrocampo e il pallino del gioco e che sulla carta dovrebbe regalare squilli offensivi, cosa che la Spagna non ha fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver affrontato la Grecia con una formazione piena di riserve, la Spagna torna alla sua formazione tipo, che è quella senza Fabregas e con il 4-4-2 che vede Fernando Torres e David Villa in avanti. Parlare di formazione tipo per l’Italia è un azzardo, visto che Donadoni propone la quarta formazione stravolta in quattro match di Euro 2008: questa volta, però, il ct è giustificato dalle assenze di Pirlo e Gattuso per squalifica, sostituito rispettivamente (considerando la posizione in campo nel centrocampo a tre) da Ambrosini e Aquilani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna inizia subito provando ad aggredire gli avversari per recuperare subito il pallone, ma un’ammonizione data dall’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fandel &lt;/span&gt;ad &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iniesta &lt;/span&gt;fa passare alle Furie Rosse questa voglia di entrare sempre in modo rude sugli avversari e le Furie Rosse diventano degli agnellini, abili a tenere palla tra i piedi ma incapaci di incidere e di rendere efficace questo possesso: qualche volta la Spagna prova pure a verticalizzare e accelerare, ma i lanci sono sempre troppo imprecisi e poco brillanti. L’Italia cerca sporadicamente qualche accelerazione sulla sinistra con Fabio Grosso e proprio su quella fascia staziona sempre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antonio Cassano&lt;/span&gt;, che sulla carta sarebbe la seconda punta, ma che in realtà è costretto a rincorrere sempre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sergio Ramos &lt;/span&gt;e non si vede mai in zona offensiva: la scelta di Donadoni sarebbe stata già discutibile con il Sergio Ramos visto di solito del Real Madrid e molto pericoloso nelle incursioni di potenza, ma diventa assolutamente insensata con il Sergio Ramos bloccato e in non perfette condizioni fisiche visto a questi Europei, con il 22enne che infatti supera sporadicamente la metà campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad accendere la partita e far infuriare gli spagnoli ci pensa l’arbitro al 16’ minuto: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Villa&lt;/span&gt; difende palla davanti a Grosso nel vertice destro dell’area, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ambrosini &lt;/span&gt;arriva in ritardo nell’intervento e lo atterra in modo abbastanza chiaro, ma l’arbitro Fandel si tappa gli occhi e non assegna un rigore sacrosanto alla Spagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo vero tiro ce l’ha l’Italia in una delle sporadiche avanzate: al 19’ Ambrosini va al cross da fermo e dalla fascia sinistra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perrotta &lt;/span&gt;si inserisce da dietro e colpisce di testa ma è troppo lontano dalla porta e non può dare quella potenza che servirebbe per mettere in difficoltà Casillas, il quale blocca facilmente. Questo è uno dei tantissimi cross dalla mediana cercati dall’Italia, in particolare da quella corsia mancina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua ad essere assurda la scelta di Aragones di non puntare su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cesc Fabregas&lt;/span&gt;, visto che in regia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xavi &lt;/span&gt;ha ancora una volta una prestazione troppa opaca e gioca quasi sempre palla in orizzontale, così a incaricarsi di qualche verticalizzazione è Marcos Senna, il quale però nel gioco di Aragones ha tutt’altro compito, quello di dare equilibrio alla squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 25’ la Spagna crea un’occasione che si può chiamare così solo in mancanza di altro in mezzo alla straziante sequenza di passaggi architettata dagli spagnoli: punizione da circa 20 metri leggermente decentrata sulla sinistra, David Villa cerca il palo del portiere ma il tiro radente è anche troppo centrale e per Buffon è uno scherzo bloccarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita ha uno spettacolo inesistente, con la Spagna che ha il possesso di campo ma che non fa mai nulla per accendersi in avanti, continuando a giocare sottoritmo senza mai mettere in difficoltà la difesa italiana: di fatto, questa trottola di passaggi degli spagnoli non fa neppure smuovere il muro difensivo dell’Italia, che dal canto suo non ci pensa nemmeno a provare a fare un po’ di gioco. In questo modo, per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres &lt;/span&gt;e David Villa ci sono pochissimi palloni in profondità, mentre per Luca Toni ci sono da raccogliere soltanto lanci lunghi e casuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Silva &lt;/span&gt;si sposta stabilmente sulla fascia destra e al 32’ crea un break, saltando un uomo sul breve e calciando col sinistro radente da fuori area, con il pallone che ha una traiettoria angolata (anche troppo, visto che il replay evidenzia come si sarebbe spento sul fondo) ma Buffon arriva comunque a bloccarlo senza brividi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora David Silva prova a creare qualcosa al 38’: l’esterno del Valencia si muove arretrandosi e poi accentrandosi al limite dell’area per scagliare un altro sinistro, stavolta con traiettoria ad incrociare. Il tiro radente è buono e il pallone va sul fondo, uscendo non di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 42’ un episodio abbastanza comico fa capire come l’arbitraggio di Fandel sia di dubbio gusto: Grosso atterra David Silva proprio qualche centimetro fuori dall’area di rigore e un secondo dopo l’intervento va subito ad indicare come il tocco fosse arrivato oltre la linea dell’area di rigore, talmente era sicuro del fallo commesso. Nonostante la reazione abbastanza sincera dell’italiano avrebbe dovuto aiutarlo, Fandel invece s’inventa un tuffo di David Silva e non fischia nulla in maniera assurda: è davvero tragicomico vedere Grosso indicare il punto dove ha commesso il fallo con l’arbitro che invece glissa inspiegabilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In avvio di ripresa si capisce che la partita non cambierà ritmo neppure per volontà divina e si vede una grande serie di errori individuali, come al 51’ quando Sergio Ramos si intestardisce e perde un sanguinoso pallone a centrocampo che potrebbe far partire il contropiede dell’Italia, che invece riparte lentamente e conclude l’azione con una terribile verticalizzazione di Cassano per Ambrosini. In questo inizio di ripresa anche David Villa e Fernando Torres hanno due buone chance potenziali, ma le sprecano malamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 59’ Aragones capisce che è l’ora di togliere l’inguardabile Xavi e puntare sulla vitalità di Cesc Fabregas, il quale però entrando dalla panchina sembra rendere meno rispetto a quando gioca da titolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 61’ su un pallonetto dalla trequarti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Rossi &lt;/span&gt;si scatena una gazzarra in area di rigore spagnola, dove succede di tutto: Toni riesce a rendere imperfetto il tentativo di uscita di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Casillas&lt;/span&gt;, il pallone rimane in area e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Camoranesi &lt;/span&gt;prova la conclusione, il portiere spagnolo però riesce a rientrare e salva col piede. Azione orribile tecnicamente, ma specchio fedele della partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna non dà mai sensazione di sicurezza in difesa e continua a giocare senza mai fare del movimento senza palla, elemento fondamentale in un gioco basato sul possesso palla: inoltre, gli spagnoli non accendo mai una combinazione tra le due punte, con David Villa che ci mette del suo non saltando mai l’uomo nell’uno contro uno, neppure in quelle rare volte in cui ha un po’ di spazio. L’Italia continua a difendersi e basta e probabilmente l’unico vero merito dei centrocampisti è quello di fare arrivare pochi palloni facili da giocare per Fabregas nella metà campo offensiva. Poi, in tutto questo orrore si ci infila perfettamente Fandel, che adesso prende di mira David Villa e Luca Toni, non concedendogli più nessun calcio di punizione e, anzi, fischiandogli contro alla minima occasione: va a finire che i due attaccanti sono i più fallosi delle rispettive squadra e nel duello personale vince El Guaje per 5 falli a 4. E’ scorretto dire che questa sia una partita a scacchi tra le due squadre, perché in questo caso ci sarebbe stata decisamente più vitalità tra gli sfidanti, con i due re (metaforicamente parlando) Buffon e Casillas che non vengono mai messi sotto scacco, mentre in tribune il vero Re spagnolo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Juan Carlos &lt;/span&gt;viene pescato dalle telecamere con un espressione a dir poco annoiata, come tutti del resto: ripensando alla campagna terribile fatta dai media italiani su Olanda-Romania, verrebbe da pensare che il vero “biscotto” sia questa partita se solo non si sapesse già che lo 0-0 non servirebbe a nessuna delle due squadre per il passaggio del turno, tanto era evidente come difficilmente questo match avrebbe visto l’ombra di un gol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo fiume di noia, Marcos Senna prova ad impensierire Buffon all’80 con una punizione da 25 metri battuta a giro, con traiettoria centrale e prevedibile che viene facilmente respinta di pugno dal portiere italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buffon però corre un brivido un minuto dopo: Marcos Senna va al tiro da fuori che però è molto forzato e va centrale, il portiere però sbaglia la presa bassa e si fa sfuggire il pallone che lentamente va a toccare il palo per poi essere ripreso da Buffon. Questo episodio ricorda moltissimo quella della finale di Usa ’94, quando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pagliuca &lt;/span&gt;fece un mezzo errore simile, con la differenza che quella era una presa a mezz’altezza e che il pallone andò a finire sulla traversa: in quel caso, il portiere diede un bacio di ringraziamento alla traversa, in una partita che per bruttezza ricorda molto questo match, così come lo ricorda anche per l’epilogo finale, con lo 0-0 e la sconfitta ai rigori per l’Italia contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Brasile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si sa se Aragones possa esser confermato sulla panchina della Spagna dopo gli Europei, ma di certo dopo l’85’ minuto gli sarà arrivata un offerta dall’FC Manicomio, visto che incredibilmente fa uscire Fernando Torres per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Guiza&lt;/span&gt;: per quanto poco avesse fatto il Niño, il cambio rimane assurdo. Se proprio doveva uscire un attaccante, tanto valeva che uscisse un David Villa molto più spento e a tratti irritante per gli errori commessi, con l’attaccante del Valencia che inoltre stava subendo l’ostilità dell’arbitro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo 0-0 non si sblocca e si arriva ai tempi supplementari, che partono con la più grande occasione dell’intero match: al 93’ David Silva contro una respinta al limite dell’area e calcia subito di potenza, con il pallone che va proprio a sfiorare il palo. Questa è davvero una grande occasione, soprattutto perché probabilmente Buffon non ci sarebbe arrivato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo frangente, anche l’Italia si crea la sua migliore occasione del match, al 95’: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zambrotta&lt;/span&gt; per una volta si fa vedere in avanti e trova spazio per il cross dal fondo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Natale &lt;/span&gt;stacca bene e gira di testa ma Casillas è attento e devia in corner con un buon riflesso. Evidente però l’errore di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charles Puyol&lt;/span&gt;, il quale rimane troppo fermo nello stacco e si fa sovrastare da Di Natale, uno che ad occhio e croce non ha propriamente la stessa altezza di Toni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’atteggiamento spagnolo diventa via via ancora più irritante visto che ora la squadra di Aragones è poco lucida e reclama rigore ad ogni soffio di vento: Fabregas prova a giocare qualche metro più avanti e verticalizza già maggiormente il gioco, ma David Villa appare in giornata disastrosa e continua a sbagliare tantissimo. L’Italia invece punta sui soliti lanci lunghi per Toni, con il alternativa qualche break centrale di Camoranesi a rompere la monotonia della manovra degli Azzurri. A parte i due portieri, nessun giocatore in campo merita un voto oltre la sufficienza per il basso spettacolo mostrato, a parte le eccezioni di Marcos Senna da una parte e Fabio Grosso dall’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo tempo supplementare l’Italia riesce a guadagnare qualche metro, mentre la Spagna prova a colpire in ripartenza e anche in questo caso commette troppi errori, diventando pericolosa solo al 110’: bella verticalizzazione in area di David Silva che crea un buono spazio per David Villa, il quale però sbaglia ancora nel controllo ed è costretto a defilarsi e quando prova la conclusione ha ormai davanti Buffon avanzato in uscita a chiudergli lo spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di dubbi sul risultato di 0-0 al 120’ ce n’erano pochi e allora si va ai calci di rigore, con la Spagna che calcia per prima ma con l’Italia che dà il primo sussulto in negativo: alla seconda conclusione degli Azzurri, infatti, Iker Casillas si esalta, opponendosi alla grande sul calcio di rigore di De Rossi che aveva giusto la colpa di essere non potentissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli altri rigoristi calciano molto bene, fino a quando Guiza arriva sul dischetto per il quarto tentativo spagnolo: l’attaccante del Maiorca tira malissimo, mandando il pallone troppo centralmente e permettendo a Buffon la respinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Subito dopo, però, Di Natale pensa bene di imitare lo spagnolo e calcia proprio in fotocopia, con Casillas che riesce a respingere con estrema facilità e tiene in vantaggio la Spagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A calciare il rigore decisivo per gli spagnoli non va un giocatore esperto come logica vorrebbe, ma Aragones conferma la sua pazzia mandando Cesc Fabregas a calciare il quinto rigore, che fondamentalmente è spesso quello decisivo: nonostante il catalano sia un giocatore dalla tempra assoluta e dall’esperienza già consolidata, rimane comunque un 21enne e il rischio corso dal ct spagnolo è davvero grande. Fabregas, però, si conferma grande anche in questa occasione, visto che calcia un rigore angolato perfettamente e spiazza pure Buffon, regalando la qualificazione alla sua Nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna approda quindi alla semifinale e ad attenderla è la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia&lt;/span&gt;, squadra che le Furie Rosse hanno già affrontato nel loro esordio agli Europei, vincendo anche con un largo 4-1 e con una tripletta firmata da David Villa. Quella, però, era completamente un’altra Russia rispetto a quella vista nei quarti di finale e adesso può contare su un giocatore eccezionale come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrei Arshavin&lt;/span&gt;, che nel match nel girone era assente per squalifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia esce invece con le pive nel sacco e a testa bassa per la serie di brutte prestazioni proposte: evidentemente, i miracoli non accadono ogni estate, o perlomeno non ogni partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna-Italia 0-0 (Spagna vince 4-2 ai rigori)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna (4-4-2): &lt;/span&gt;Casillas 7  – Sergio Ramos 5 Puyol 5,5 Marchena 6 Capdevila 6 – Iniesta 5 (59’ Santi Cazorla 5,5) Marcos Senna 6,5 Xavi 4 (59’ Fabregas 6) David Silva 6 – Fernando Torres 5 (85’ Guiza 4,5) David Villa 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Palop, Reina, Raul Albiol, Fernando Navarro, Xabi Alonso, Sergio Garcia, Arbeloa, Juanito, De La Red&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Luis Aragones 3,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia (4-3-1-2): &lt;/span&gt;Buffon 6,5 – Zambrotta 5 Panucci 5,5 Chiellini 6 Grosso 6,5 – Aquilani 5 (108’ Del Piero sv) De Rossi 5,5 Ambrosini 5 – Perrotta 5 (58’ Camoranesi 6) – Toni 5,5 Cassano 4 (75’ Di Natale 4,5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Amelia, De Sanctis, Gamberini, Borriello, Quagliarella, Materazzi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Roberto Donadoni 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Herbert Fandel (Germania) 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Iniesta, David Villa, Santi Cazorla (S), Ambrosini (I)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza rigori:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1-0: David Villa (gol)&lt;br /&gt;1-1: Grosso (gol)&lt;br /&gt;2-1: Santi Cazorla (gol)&lt;br /&gt;2-1: De Rossi (sbagliato: tiro parato da Casillas)&lt;br /&gt;3-1: Marcos Senna (gol)&lt;br /&gt;3-2: Camoranesi (gol)&lt;br /&gt;3-2: Guiza (sbagliato: tiro parato da Buffon)&lt;br /&gt;3-2: Di Natale (sbagliato: tiro parato da Casillas)&lt;br /&gt;4-2: Fabregas (gol)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il programma delle due semifinali di Euro 2008:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Mercoledì 25 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania-Turchia&lt;/span&gt; (Sankt Jacob Park, Basilea)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Giovedì 26 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia-Spagna &lt;/span&gt;(Ernst Happel Stadion, Vienna)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-4001457280743912888?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/4001457280743912888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=4001457280743912888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/4001457280743912888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/4001457280743912888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/tra-spagna-e-italia-passa-la-meno.html' title='Tra Spagna e Italia passa la meno peggio… Forse…'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-5625177329759988398</id><published>2008-06-22T11:43:00.004+02:00</published><updated>2008-06-22T11:59:34.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olanda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Russia'/><title type='text'>Arshavin domina in campo, Hiddink stravince nella tattica: la Russia vola</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Partita straordinaria della squadra russa che batte con pieno merito l’Olanda e approda a sorpresa in semifinale, dopo la vittoria per 3-1 ai supplementari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/Andrei-Arshavin_969144.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/Andrei-Arshavin_969144.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo esser stata sottovalutata all’inizio del torneo, la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;si scopre grande: grande merito va dato a quel mago della panchina che è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guus Hiddink&lt;/span&gt;, il quale ne ha combinata un’altra delle sue, tirando fuori il massimo da una squadra che non sembrava neppure competitiva tecnicamente soltanto una decina di giorni fa. Invece, il ct della Russia ha compiuto una grande impresa, eliminando quell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda &lt;/span&gt;che è la “sua” Nazionale in uno dei più clamorosi “tradimenti” (parola usata dallo stesso Hiddink nelle dichiarazioni antecedenti al match) della storia del calcio, ma eliminando soprattutto quella che era stata la squadra più bella vista fin qui, e lo ha fatto meritando ampiamente questo successo, vincendo nettamente la sfida con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marco Van Basten &lt;/span&gt;sul piano tattico e ricavando più del massimo dai propri giocatori. La Russia vista al St Jakob Park di Basilea è stato un puro spettacolo, anche perché esaltata e trascinata dalle qualità enormi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrei Arshavin&lt;/span&gt;, autore di un match quasi perfetto: il 27enne si sta imponendo come il migliore talento visto a questi Europei, nonostante abbia saltato le prime due partite per squalifica, ma proprio ricordando quei due match in cui il giocatore dello Zenit San Pietroburgo è mancato si può capire quanto la sua squadra sia cambiata con la sua presenza in campo. Contro la Spagna in particolare la Russia aveva dato una brutta sensazione, giocando anche un discreto calcio in fase offensiva ma sbagliando tanto in fase offensiva e regalando altrettanto con un atteggiamento difensivo pessimo. Sembrava di ritrovarsi davanti una delle squadre meno valevoli di questo torneo, ma invece nel match decisivo del girone contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia &lt;/span&gt;(con Arshavin in campo) è arrivata una prova buonissima sul piano del gioco e una prestazione che è stata ripetuta in meglio in questo quarto di finale, dove davvero la Russia ha fatto impazzire l’Olanda, dominando dal primo minuto e facendo saltare in aria tutti i piani di Van Basten, pressando con continuità la difesa degli Orange fino alle follie finali, quando la terza linea olandese non è riuscita più a reggere e nel secondo tempo supplementare ha concesso delle enormi occasioni che i russi sono stati bravi a sfruttare. E’ incredibile come la presenza in campo di Arshavin sia riuscito a cambiare tutto in questa squadra, ma questo giocatore s’è dimostrato anche contro l’Olanda un vero talento, forse poco in mostra in un campionato come quello russo che non ha la visibilità di altri tornei europei ma che adesso ha attirato una selva di ammiratori, in particolare dalla Premier League: secondo alcune voci, Arshavin si sentirebbe pronto a lasciare per la prima volta San Pietroburgo (che è anche il suo paese nativo) e squadre come Everton e Newcastle si sono subito interessate ad aprire una trattativa, ma la voce più forte sembra collegare il russo all’Arsenal. Chi ha visto le sue giocate, le sue serpentine inarrestabili in tutto il match contro l’Olanda si sarà fatto l’idea di un giocatore da prendere assolutamente, soprattutto perché riesce a divertire il pubblico con giocate mai fine a sé stesse, senza mai eccedere in finte da fermo (come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cristiano Ronaldo &lt;/span&gt;di tanto in tanto fa): sicuramente, un elemento come Arshavin in una squadra che gli potrebbe garantire una maggiore visibilità finirebbe per venire considerato uno dei giocatori più ricercati e più forti al mondo. Euro 2008 perde dunque un’altra squadra che s’era fatta ammirare molto nella fase a gironi, ma che è scivolata subito nel primo test ad eliminazione diretta: come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia&lt;/span&gt;, l’Olanda aveva vinto con anticipo il suo raggruppamento, convincendo tutti con un calcio di ottima qualità, ma questa Russia di Hiddink è stata capace di dominare tatticamente e di rendere inoffensivi gli Orange, pericolosi soltanto su calci piazzati, come nell’occasione del gol dell’1-1 che a fine secondo tempo sembrava aver tolto le castagne dal fuoco. Invece, l’Olanda ha avuto un’alta percentuale di tiri forzati (come si direbbe nel basket), perché la manovra olandese non trovava mai brillantezza negli ultimi metri e i vari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sneijder &lt;/span&gt;(10 tiri totali) e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van der Vaart &lt;/span&gt;(5 tiri per lui) provavano a trovare il jolly con conclusioni da fuori area senza ritmo che davvero raramente hanno messo in difficoltà il portiere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Akinfeev&lt;/span&gt;: guardando le statistiche, è interessante vedere come dei 28 tiri olandesi soltanto 3 arrivino da dentro l’area di rigore, sintomo di una grossa difficoltà a penetrare negli ultimi metri, tutto l’opposto della Russia che ha tirato due volte in meno (la statistica Uefa conta 26 tiri totali per i russi) ma che ha avuto un gioco fatto di continui inserimenti in area di rigore e di attacchi in profondità, cosa che ha permesso alla squadra di Hiddink di trovare sempre tiri più pericolosi e di andare al tiro almeno una decina di volta da dentro l’area di rigore. Questa situazione fa davvero tutta la differenza del mondo ed è piuttosto indicativo per capire dove la Russia ha vinto la partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver fatto riposare i titolari contro la Romania, l’Olanda torna alla formazione titolare, la stessa che aveva abbattuto Italia e Francia nel girone iniziale: Van Nisterlooy va quindi a fare l’unica punta, con alle sue spalle Kuyt, Van der Vaart e Sneijder. La Russia mostra invece un cambio di formazione rispetto all’undici che aveva battuto la Svezia, con Hiddink che inserisce Saenko al posto di Bilyaletdinov, con il giocatore del Norimberga che fa l’esterno destro in quello che è un 4-4-1-1 in cui, però, i due centrocampisti centrali hanno compiti decisamente diversi: se Semshov giostra sempre qualche metro avanti e pronto ad inserirsi, Semak è il mediano basso davanti alla difesa e non si sgancia mai per dare sempre equilibrio alla squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita prende subito una piega tattica abbastanza sorprendente, perché già dall’inizio l’Olanda appare molto bloccata e non riesce a prendere il possesso del pallone, subendo un’iniziale pressione della Russia, che punta fin da subito su quella che sarà poi la chiave tattica del match, ovvero i continui inserimenti da dietro dei centrocampisti a puntare l’area di rigore, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pavlyuchenko &lt;/span&gt;che fa grande gioco d’appoggio. In questo inizio, la squadra di Hiddink punta molto sulla corsia di destra, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van Bronckhorst &lt;/span&gt;sembra in evidente difficoltà contro il dinamismo degli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima occasione arriva al 6’ minuto: punizione dal vertice destro dell’area battuta da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zhirkov&lt;/span&gt; cercando direttamente la porta con un tiro a giro a cercare il primo palo che trova &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van der Sar&lt;/span&gt; pronto in tuffo a deviare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le azioni russe sono tutte ben orchestrate, segno di una squadra che ha una propria fisionomia di gioco ben precisa: all’8’ minuto Pavlyuchenko va in sponda in appoggio per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semshov&lt;/span&gt;, il quale si inserisce in velocità sulla destra e poi crossa al centro, dove lo stesso Pavlyuchenko si era inserito velocemente trovando anche una certa libertà per il colpo di testa, ma la punta dello Spartak Mosca non riesce a schiacciare e manda alta una grande occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo quarto d’ora l’Olanda non esce praticamente mai dalla propria metà campo con la palla al piede e le cose non vanno meglio neppure nei minuti successivi, merito di una Russia messa benissimo in campo da Hiddink ma anche per una sorprendente paura degli Orange, totalmente bloccati sulle gambe. La Russia, invece, gioca con la mente sgombra, sapendo di non avere nulla da perdere e manovra lentamente con i difensori per poi provare delle fiammate nella trequarti offensiva: è molto buono l’inizio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zyrianov &lt;/span&gt;sulla sinistra, mentre Arshavin parte lentamente per poi cominciare via a carburare e deliziare la platea. Nell’Olanda, Van Basten decide di spostare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kuyt &lt;/span&gt;a sinistra dopo una ventina di minuti per provare ad arginare meglio la Russia su quella corsia, ma il primo tempo di Sneijder è completamente inoffensivo visto che il giocatore del Real Madrid non chiude mai in difesa e non fa molto neppure in fase offensiva. Per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van Nisterlooy&lt;/span&gt;, così, ci sono pochissimi palloni giocabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ davvero sorprendente la capacità dei russi di attaccare sempre molto bene gli spazi offensivi: al 31’ Zyrianov porta avanti un contropiede sulla sinistra e serve Arshavin, che defilato in area di rigore va in uno contro uno da fermo contro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ooijer &lt;/span&gt;e poi tira col piatto destro cercando l’angolo lontano, ma Van der Sar si distende bene e devia in corner la conclusione bassa e molto insidiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In precedenza si era detto di una Russia brava a prendersi molti tiri da dentro l’area di rigore, ma i russi sono insidiosi anche quando calciano da lontano, perché raramente il tiro è forzato: succede dopo corner successivo che viene respinto e controllato sulla trequarti da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kolodin&lt;/span&gt;, il quale non viene aggredito dagli avversari e va a cercare la botta da 30 metri, colpendo bene il pallone per trovare potenza e precisione e Van der Sar deve ancora impegnarsi per alzare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua la pressione russa, perché dopo il susseguente corner ancora Kolodin cerca il bis, stavolta da appena dentro il centrocampo trovando ancora buona potenza e mandando il pallone alto di poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello della Russia è davvero un ottimo calcio, con Arshavin che continua a crescere e svaria molto sulla sinistra, trovando spesso una situazione vantaggiosa quando può puntare in uno contro uno un giocatore più lento come Ooijer. Il gioco inizia sempre sulle fasce con trame brevi e veloci, che aprono spazi e poi permettono di accentrare l’azione con la difesa già collassata ed è una situazione che fa soffrire moltissimo la difesa olandese, con gli Orange in piena difficoltà anche con i mediani, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Jong &lt;/span&gt;in particolare che non riesce proprio a scuotersi ed è dominato da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semshov&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Van Nisterlooy capisce che deve darsi molto da fare e al 37’ si incarica della prima risposta olandese, ricevendo palla appena dentro l’area e spalle alla porta per poi girarsi verso il destro e calciare immediatamente, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Akinfeev &lt;/span&gt;che però è attento e respinge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’intervallo nell’Olanda esce Kuyt (che comunque non era certo stato uno dei peggiori nel primo tempo degli Orange) per l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Robin Van Persie&lt;/span&gt;, il quale va a destra con Sneijder a tornare a sinistra: Van Basten si affida all’attaccante dell’Arsenal per trovare più pericolosità offensiva e continuità nella manovra, ma anche in questo caso la Russia non si lascia intimorire e continua a fare il proprio gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Van Basten prova ad inserire anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Heitinga &lt;/span&gt;per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Boulahrouz &lt;/span&gt;e proprio dalla fascia del neo entrato arriva l’azione del vantaggio russo al 56’: il neoacquisto dell’Atletico Madrid non può nulla sulla grande combinazione sulla sinistra tra Arshavin e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semak &lt;/span&gt;che permette a quest’ultimo di crossare di prima e basso al centro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mathijsen &lt;/span&gt;è in ritardo nella marcatura su Pavlyuchenko, il quale va incontro al pallone e tocca bene verso l’angolino basso con il piatto sinistro al volo, non permettendo neanche il tentativo di intervento a Van der Sar e realizzando la rete dello 0-1. Vantaggio strameritato dai russi, che arriva anche con un’altra azione ben congeniata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 62’ l’Olanda ha già finito i cambi, visto che Van Basten si gioca il tutto per tutto togliendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Engelaar &lt;/span&gt;per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Afellay&lt;/span&gt;, il quale va a fare l’esterno sinistro con Sneijder trequartista e Van der Vaart in mediana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Orange sono veramente pericolosi solo su calcio piazzato: al 65’ c’è un corner dalla destra battuto lungo da Van der Vaart, Akinfeev esce a vuoto e sul secondo palo Van Persie cerca il colpo di testa ma non trova lo spazio per pescare lo specchio della porta e manda alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente arriva la reazione dell’Olanda ma è anche troppo confusa e l’azione finisce sempre per imbottigliarsi al centro: Van der Vaart comincia ad intestardirsi e a cercare giocate troppo difficili, perdendo brutti palloni. La Russia continua a fare molto bene, chiudendo tutti gli spazi e pungendo molto in contropiede, con Arshavin che fa impazzire tutti gli avversari, in particolare quando svaria sulla sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sorprende è che la Russia riesce a chiudere e ammassare bene gli spazi, ma in contropiede spinge con molti uomini a creare delle chance importanti, come al 70’: bell’azione e inserimento in area di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anyukov &lt;/span&gt;su un pallone volante di prima di Pavlyuchenko, il terzino cerca di prendere in controtempo Van der Sar con un tiro da posizione defilatissima ma il portiere in qualche modo riesce a salvarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Olanda si sbilancia e lascia buchi enormi in difesa e la Russia ha il demerito (l’unico della propria partita) di non chiudere  dei contropiede potenzialmente pericolosissimi che avrebbero potuto anche chiudere il match, sbagliando anche occasioni ghiottissime in superiorità numerica. Van Basten le prova tutte ma gli Orange non riescono ad aprire la chiusissima difesa russa perché hanno una scarsa fluidità di manovra e non trovano neppure grandi giocate individuali: Van Persie nel finale ha maggiori compiti di accentramento ma è molto impreciso, così come lo stesso Afellay non riesce quasi mai a superare Anyukov in uno contro uno. La Russia non soffre particolarmente dietro e tiene bene, concedendo soltanto tiri da lontano che non sono mai insidiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un buon tiro da fuori arriva però all’80’: Sneijder riceve palla sui 25 metri, la difesa per una volta scala lentamente in marcature e il giocatore del Real Madrid ha spazio per il tiro, scagliandolo con potenza e mandandolo alto davvero di un soffio, con Akinfeev che avrebbe potuto farci poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pareggio arriva sull’unica situazione in cui la difesa russa soffre gli olandesi, le palle da fermo: all’86’ c’è una punizione dalla fascia sinistra battuta da Sneijder, la difesa scala male e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ignashevich &lt;/span&gt;da pochi passi dalla porta è fuori tempo nell’intervento, alle sue spalle Van Nisterlooy ne approfitta subito e segna di rapina deviando di testa da poco più di un metro, realizzando la rete dell’1-1. L’ambiente del St Jakob Park si accende, con l’Olanda che tira un grosso sospiro di sollievo, visto che stava anche giocando male e prolungare lo stesso la partita ai supplementari per scongiurare la sconfitta è già un risultato importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al primo minuto di recupero, poi, arriva anche il giallo arbitrale, che a questi Europei non manca mai, con la terna arbitrale comandata da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lubos Michel &lt;/span&gt;che è ancora a piede libero dopo il terribile arbitraggio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia-Italia &lt;/span&gt;e ne combina un’altra: Sneijder tiene in campo il pallone sulla linea di fondo e Kolodin interviene in ritardo affondandolo, meritandosi così il secondo cartellino giallo e la conseguente espulsione. Tutto sarebbe sacrosanto ma questa terna arbitrale è ben abituata ad essere oscena e il guardalinee richiama l’arbitro e gli fa rimangiare tutto, inventandosi che il pallone era uscito dalla linea di fondo: la palla, invece, era rimasta in campo di almeno un metro e la terna commette un errore davvero incredibile, con Kolodin che rimane in campo miracolato da “San Michel”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va così ai supplementari, dove le due squadre mostrano subito l’intenzione di volersela giocare e di non starsene con le mani in mano ad aspettare i rigori, cosa che purtroppo succede spesso negli extratime. Nonostante la fatica dei 90 minuti, la Russia continua a giocarsi le proprie carte con gli inserimenti continui dei centrocampisti, tenendo maggiormente palla ma risultando un paio di volte imprecisa nelle conclusioni, dopo che si era creata bene lo spazio per il tiro. L’Olanda invece si affida più alle giocate degli elementi offensivi e continua a faticare a trovare un gioco di squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 93’ è ancora Van Nisterlooy a crearsi una buona occasione, controllando ancora il pallone spalle alla porta per poi girarsi a svincolarsi dalla marcatura di Kolodin e calciare a giro dal limite dell’area, mandando il pallone alto di poco con Akinfeev che controllava forse con troppa disinvoltura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose più belle però le fa vedere ancora la Russia, sintomo di una superiorità inaspettata: al 97’ Pavlyuchenko controlla un pallone largo sulla sinistra e punta Ooijer per accentrarsi fino al vertice dell’area di rigore e calciare potentissimo verso l’angolo più vicino, battendo Van der Sar ma trovando una sfortunata traversa a negargli un gran gol, visto che il pallone era diretto proprio all’incrocio dei pali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la Russia è insidiosa con quasi tutti gli uomini, con Arshavin è assolutamente spettacolare: al 99’ il fantasista dello Zenit San Pietroburgo se ne va da solo dalla trequarti saltando secco Van Bronckhorst per avanzare e saltare nettamente anche Sneijder in area di rigore per andarsene via defilato sulla destra, Mathijsen deve scalare a coprire e lasciare libero al centro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Torbinski &lt;/span&gt;che è servito col tempo giusto dal servizio di Arshavin che gli concede una grandissima palla gol, ma il giocatore della Lokomotiv Mosca dall’area piccola calcia troppo centralmente e debole, permettendo a Van der Sar di salvare. Grande errore di Torbinski, ma Arshavin ha ancora la forza per fare azioni personali di questo tipo e di avere questa lucidità nel giocare il pallone: davvero fenomenale quello che riesce a fare il trequartista russo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va al secondo tempo supplementare con il risultato di parità, ma la difesa olandese via via fatica sempre maggiormente, perché dopo oltre 100 minuti di pressione dei centrocampisti non riesce più ad essere lucida e viene sfondata con continuità, da una Russia che invece ha una brillantezza pazzesca: la condizione fisica della squadra Hiddink le permette di attaccare sempre con 5 o 6 uomini, ma poi rientrare in tempo per essere compatta e coprire gli spazi. Così, nel secondo tempo supplementare è la Russia a schiacciare gli avversari, continuando ad attaccare benissimo gli spazi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai è chiaro da qualche minuto che la terza linea olandese è in totale affanno e al 112’ commette l’errore decisivo: Arshavin va via defilato sulla sinistra e trova il fondo dall’interno dell’area di rigore e crossa in modo beffardo, colpendo anche leggermente di esterno e scavalcando Van der Sar con una traiettoria strettissima, da pochi passi ne approfitta Torbinski che trova in qualche modo la deviazione nella porta sguarnita per realizzare la rete dell’1-2. La Russia trova il logico vantaggio, con un’azione che evidenzia come la difesa dell’Olanda sia ormai in bambola per la pressione avversario: Ooijer tentenna troppo nel chiudere Arshavin, Van der Sar dorme sul cross e Van Bronckhorst rimane a guardare Torbinski che appoggia in rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad Arshavin mancava solo il gol per completare una prestazione stratosferica: al 116’ Anyukov batte una rimessa laterale lunga in profondità, Heitinga si addormenta e non segue il taglio da sinistra di Arshavin che prende alle spalle Ooijer e riceve palla direttamente dalla rimessa per poi avanzare un paio di metri e calciare basso con il destro, Van der Sar si fa passare il pallone tra le gambe e arriva la rete dell’1-3 che chiude ogni speranza olandese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia ottiene così una meritatissima vittoria e passa il turno dopo aver dominato il quarto di finale, attendendo ora la vincente della sfida tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia &lt;/span&gt;per poi continuare a sorprendere anche nel prossimo turno: con Hiddink in panchina nulla è impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Van Basten subisce una vera lezione di tattica dal ct avversario e quell’Olanda che era stata splendida nel girone iniziale si ritrova ad uscire dopo esser stata demolita da un avversario che sulla carta era molto inferiore: più che il risultato, è il dominio subito dagli Orange a sorprendere in modo particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda-Russia 1-3 dopo tempi supplementari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda (4-2-3-1):&lt;/span&gt; Van der Sar 4,5 – Boulahrouz 6 (54’ Heitinga 4) Ooijer 3 Mathijsen 4,5 Van Bronckhorst 4 – De Jong 3 Engelaar 5 (61’ Afellay 5) – Kuyt 6 (46’ Van Persie 4,5) Van der Vaart 4 Sneijder 3,5 – Van Nisterlooy 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Timmer, Stekelenburg, De Zeeuw, Robben, Melchiot, Bouma, De Cler, Huntelaar, Vennegoor Of Hesselink&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Marco Van Basten 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia (4-4-1-1): &lt;/span&gt;Akinfeev 6,5 – Anyukov 7 Ignashevich 6,5 Kolodin 6,5 Zhirkov 7 – Saenko 6 (81’ Torbinski 6) Semshov 7 (69’ Bilyaletdinov 6,5) Semak 7,5 Zyrianov 7 – Arshavin 9,5 – Pavlyuchenko 8,5 (115’ Sychev sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Gabulov, Malafeev, Vasili Berezutski, Yanbaev, Aleksei, Berezutski, Adamov, Ivanov, Shirokov, Bystrov&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Guus Hiddink 10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Lubos Michel (Slovacchia) 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;56’ Pavlyuchenko (R), 86’ Van Nisterlooy (O), 112’ Torbinski (R), 116’ Arshavin (R)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Boulahrouz, Van der Vaart, Van Persie (O), Kolodin, Zhirkov, Torbinski (R)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-5625177329759988398?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/5625177329759988398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=5625177329759988398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/5625177329759988398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/5625177329759988398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/arshavin-domina-in-campo-hiddink.html' title='Arshavin domina in campo, Hiddink stravince nella tattica: la Russia vola'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1676875316513700663</id><published>2008-06-21T14:12:00.005+02:00</published><updated>2008-06-21T14:39:04.594+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Croazia'/><title type='text'>Le follie dell’Imperatore Terim</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La Turchia accede in semifinale eliminando la Croazia ai rigori dopo un incredibile botta e risposta negli ultimi due minuti dei supplementari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/Turkley-v-Croatia-penalty-win_966424.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/Turkley-v-Croatia-penalty-win_966424.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbero stati 120 minuti riassumibili con la semplice parola “noia” fino all’incredibile epilogo dei supplementari: la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;favorita, infatti, faticava a fare gioco e a creare occasioni vere dopo la clamorosa traversa colpita nel primo tempo da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivica Olic&lt;/span&gt;, ma proprio al 119’ minuto un pasticcio del portiere turco &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rustu Recber &lt;/span&gt;aveva regalato ai croati il gol all’apparenza decisivo, realizzato tra l’altro da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivan Klasnic&lt;/span&gt;, uno che in questi due anni ne ha passate sul serio di tutti i colori. Tutti a pensare già al titolo da favola, un uomo che riesce ad uscire dai gravi problemi di salute, da due trapianti di rene (il primo rene era stato rigettato dall’organismo e diventò obbligatoria un’altra operazione) e un lungo periodo di stop per poi arrivare agli Europei e firmare il gol decisivo per lo storico accesso della Croazia alla semifinale di Euro 2008. Invece no, dall’altra parte c’è sempre la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia&lt;/span&gt;, la squadra più folle delle 16 arrivate ad Austria e Svizzera: gli uomini di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Terim&lt;/span&gt;, dopo essersi difesi per buona parte del match, trovano la forza per gettarsi in avanti e proprio all’ultimo secondo del recupero trovano la zampata vincente con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semih Senturk&lt;/span&gt;, con una conclusione imprevedibile per il portiere avversario che tarpa le ali ad una Croazia che già si sentiva in semifinale e che invece è stata ritirata giù ad un centimetro dal traguardo. Ai rigori non c’è stata storia: i ragazzi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bilic &lt;/span&gt;erano troppo colpiti psicologicamente per risultare freddi dal dischetto, quelli di Terim sapevano di non aver più nulla da perdere e hanno avuto la calma necessaria per realizzare tutte le loro conclusioni, regalando alla Turchia un clamoroso accesso ai quarti di finale. Il tutto diventa ancora più incredibile se si considerano anche le altre rimonte effettuate dai turchi nel loro girone iniziale: dopo la sconfitta contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo&lt;/span&gt;, la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera &lt;/span&gt;era stata regolata da un gol di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arda Turan &lt;/span&gt;al 92’ minuto (anche lì vittoria in rimonta, col gol di Yakin che era stato pareggiato al 57’ da Semih Senturk), mentre il meglio di sé la Turchia l’ha dato contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca &lt;/span&gt;nella partita decisiva per la qualificazione, quando fino al 75’ era sotto di due gol e poi ha completato la rimonta grazie alle reti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nihat &lt;/span&gt;all’87’ e all’89’, reti che sono valse rispettivamente il pareggio e il sorpasso decisivo. E allora questa non può più esser considerata semplice fortuna, ma è il frutto di una forza d’animo incredibile di questo gruppo, capace di lottare fino all’ultimo secondo e di non darsi mai per vinto, di gettarsi anche disperatamente all’ultimo pallone e di risalire a galla quando tutto sembra preannunciare l’uscita di scena di questa Turchia davvero folle. E allora in semifinale ci arriva la protagonista più attesa, una Turchia che non era mai arrivata nella sua storia a questo punto degli Europei e che sta ripetendo i fasti dell’estate del 2002, quando con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Senol Gunes &lt;/span&gt;in panchina si classificò al terzo posto nei Mondiali di Giappone e Corea del Sud: il segreto di questa squadra è anche quello di avere giocatori piuttosto polivalenti, che permettono a Terim di schierare una marea di moduli tattici anche all’interno dello stesso match e che rende impossibile prevedere formazione e schema di gioco della Turchia prima del match. Questo ha permesso ai turchi di riuscire a creare sempre un effetto sorpresa verso gli avversari, anche se per la semifinale l’impresa si farà più ardua, sia perché la Turchia dovrà affrontare una squadra molto abituata a questi appuntamenti decisivi come la Germania, ma soprattutto perché già è certo che le assenze saranno abbastanza numerose: avendo un numero incredibile di diffidati (nella formazione titolare, soltanto tre giocatori non erano già stati ammoniti nei precedenti match), le ammonizioni di Rosetti faranno scattare la squalifica per Arda Turan, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tuncay Sanli &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emre Asik&lt;/span&gt;, elementi (soprattutto i primi due) di grande rilievo tattico per la squadra. Esce di scena invece la Croazia, che non ha saputo esprimere il calcio che voleva, s’è fatta imbrigliare dalla tattica difensiva degli avversari e ha portato troppo alla lunga la partita, smascherando anche una certa dose di paura che ha bloccato le gambe di qualche giocatore. Nonostante ciò, la squadra di Slaven Bilic era stata capace a sbloccare il match proprio nella fase finale dei supplementari e sentirsi già proiettata ai quarti di finale, ma la Turchia è stata brava e fortunata a trovare quella traiettoria pazzesca al suo secondo tiro in porta (il primo era stato scagliato da Tuncay all’8’ minuto ed era stato tutt’altro che indimenticabile) e a regalare ai croati una clamorosa beffa finale. Le lacrime dei giocatori croati (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Srna &lt;/span&gt;su tutti) sono davvero giustificate, perché quello che è accaduto all’Ernst Happel ha qualcosa di illogico e impensabile: è da immaginare anche l’amarezza del ct Bilic, che dopo aver costruito una squadra così forte e promettente ha visto sciogliersi tutto per un tiro anche un po’ casuale al 122’ minuto. Un altro rammarico riguarda un assente importante: Ivica Olic è un giocatore generosissimo ma che sbaglia anche tanto e chissà come sarebbe finita se al suo posto ci fosse stato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eduardo Da Silva&lt;/span&gt;, il bomber croato nelle qualificazioni che a Febbraio s’è rotto una gamba, spegnendo così il proprio sogno di partecipare ad Euro 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il match ininfluente vinto contro la Polonia, la Croazia torna alla propria formazione titolare e ripresenta il 4-4-1-1 con cui è stata battuta la Germania, con Kranjcar alle spalle della punta Olic. Diverse novità ci sono invece (come al solito) nella Turchia, che opta per il 4-1-4-1 con Hamit Altintop avanzato a centrocampo a formare la coppia di interni con Tuncay, mentre Sabri Sarioglu va a fare il terzino destro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tentativo del match arriva al 5’ minuto: la Turchia lotta tenacemente su un pallone sulla trequarti e Tuncay riesce a farlo scorrere per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hamit Altintop&lt;/span&gt;, il quale tenta la conclusione da fuori ma colpisce male e manda largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia inizia con maggiore pressione offensiva ma attacca anche con grandissima confusione, andando di fatto ad intasarsi da sola gli spazi con un gioco troppo diretto verso il centro. La Croazia fatica molto a prendere campo ed in questo inizio si rende pericolosa solo con una fiammata solitaria sulla solita corsia di sinistra, quella che la squadra di Bilic riesce sempre a sfruttare bene, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hakan Balta &lt;/span&gt;anticipa bene il possibile tap-in di Olic a porta semivuota sul cross di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rakitic&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bella azione croata rischia di rimanere isolata, ma al 19’ la Croazia riesce a rifarsi viva in avanti e a crearsi una clamorosa occasione da rete: Srna verticalizza per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Modric&lt;/span&gt;, il quale passa troppo facilmente in mezzo a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mehmet Topal &lt;/span&gt;e Hakan Balta ed entra sulla destra dell’area di rigore per poi crossare basso verso il centro, il pallone supera il tentativo d’intervento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gokhan Zan &lt;/span&gt;e Olic va a colpire in scivolata dall’area piccola e a porta ormai sguarnita ma clamorosamente colpisce la traversa, sciupando una colossale palla gol. L’attaccante dell’Amburgo è un ottimo attaccante di fatica e dalla grande corsa, ma proprio questo tipo di gioco finisce per pesare sulla sua lucidità sotto porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia a funzionare con più continuità la corsia mancina per la Croazia, con le partenze da lontano di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pranjic &lt;/span&gt;che cominciano a mettere in seria difficoltà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabri Sarioglu&lt;/span&gt;, anche perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kazim-Richards &lt;/span&gt;non rientra bene a supporto del compagno e lo lascia in una situazione svantaggiosa di due contro uno, considerando che su quella corsia spinge sempre Rakitic per poi tagliare verso il centro: in questo modo, adesso è la Croazia a spingere con più continuità, a riprendere possesso del centrocampo e a trovare una maggiore profondità. La partita si mantiene comunque a ritmi bassissimi, con soltanto qualche fiammata ad accelerarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le occasioni sono pochissime, ma a mettere un po’ di pepe alla partita si ci mette un probabile errore dell’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rosetti&lt;/span&gt;: al 37’ Tuncay prova a scavalcare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simunic &lt;/span&gt;in pallonetto per entrare dal versante destro dell’area, ma il difensore dell’Herta Berlino lo ferma in modo goffo, allungando il braccio e opponendosi poi con il corpo. Nulla di criminale, ma questo poteva essere un fallo da calcio di rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia rimane in zona offensiva e un minuto dopo va vicinissima al vantaggio: Mehmet Topal vede spazio davanti a sé e carica la botta da 30 metri cercando il palo più lontano, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pletikosa &lt;/span&gt;vola ma non riesce ad arrivarci e il pallone esce fuori di pochissimo. Davvero grande conclusione del turco, che per poco non trova il jolly per rompere gli equilibri di un match bloccatissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se nel primo quarto d’ora s’era vista una Turchia più in palla e successivamente una Croazia tornata ad essere superiore, l’ultimo quarto d’ora della prima frazione è tutto sul filo dell’equilibrio eccessivo e del ritmo inesistente, che finisce anche per rendere banale il gioco di coloro che dovrebbero accendere invece la partita con la loro fantasia, in particolare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kranjcar&lt;/span&gt; nella Croazia e Arda Turan nella Turchia, entrambi ingabbiati dalla troppa paura delle due squadre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In avvio di ripresa la Croazia ha una grossa occasione, ma l’azione ha poco di calcistico: al 51’ tutto parte da un lancio lungo dei croati, Gokhan Zan va al retropassaggio per il portiere ma lo calcola male e lo manda troppo corto permettendo ad Olic di inserirsi per poi cercare il pallonetto su Rustu, riuscendo a superarlo ma trovando anche lui una traiettoria troppo corta. Emre Asik va a tentare di salvare ma invece di allontanare il pallone lo liscia di testa e dalla linea di fondo Olic lo riesce nuovamente a toccare verso il centro, fin quando arriva Hakan Balta a spazzare tutto e a mettere fine a questa sagra dell’orrore: davvero un’azione assurda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 57’ la Croazia si propone in un’azione lenta sulla trequarti ma Rakitic riesce ad accelerarla vedendo l’inserimento di Kranjcar in mezzo alla difesa avversaria e servendolo, ma il giocatore del Portsmouth arriva al limite dell’area per poi calciare senza dare angolo alla propria conclusione e Rustu può bloccare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terim dà più libertà di azione ad Arda Turan, permettendogli di accentrarsi con più continuità, ma la Turchia rimane molto bloccata a chiudere gli spazi agli avversari, con la Croazia che fatica a trovare brillantezza: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Niko Kovac &lt;/span&gt;e Luka Modric tengono bene il campo ma non riescono a far alzare il ritmo al proprio gioco, in una partita che rimane lentissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due tecnici provano a cambiare qualcosa: al 61’ esce un inesistente Kazim-Richards per l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ugur Boral&lt;/span&gt;, che fa a fare l’esterno mancino a centrocampo con Arda Turan spostato a destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Croazia al 65’ esce un anonimo Kranjcar per l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petric&lt;/span&gt;, il quale però non va a fare la seconda punta ma rimane a fare il trequartista in un 4-2-3-1 che vede gli esterni leggermente più avanzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia riesce a reggere difensivamente e a rendere lente le manovre croate, ma di suo la squadra di Terim non fa nulla in attacco, con Nihat che corre moltissimo a vuoto, mentre Tuncay e Hamit Altintop sono più impegnati a rincorrere gli avversari che ad aiutare la propria punta: in questo modo, Nihat non riesce mai a tentare un tiro in tutta la partita. Nella Croazia, Olic continua a correre tantissimo ma sono anche tanti i suoi errori per mancanza di lucidità, mentre Pranjic e Rakitic non riescono più a sfruttare la fascia sinistra come accaduto in qualche fase del primo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 70’ è proprio Rakitic a rendersi insidioso con un taglio centrale che apre la difesa per poi effettuare un triangolo con Olic, il quale di prima gli apre lo spazio per la conclusione ma il giocatore dello Schalke 04 conclude malissimo e manda molto alto da buona posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 76’ Terim opta per un cambio un po’ a sorpresa, visto l’atteggiamento della sua squadra: esce infatti il mediano Mehmet Topal per l’inserimento della punta Semih Senturk, che modifica il modulo in un 4-4-2 con Hamit Altintop e Tuncay (uno che in realtà sarebbe un attaccante ma che in questa Turchia fa tutti i ruoli possibili) in mediana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale il tema rimane il solito: ritmi bassi, Croazia a fare gioco e Turchia a difendersi. In questo modo, proprio i croati trovano una buona chance su palla da fermo, all’84’: punizione da 25 metri e defilata sulla sinistra che Srna batte a giro cercando l’incrocio dei pali protetto da Rustu, che ha una buona reazione e devia in corner la traiettoria precisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stupisce come all’89’ minuto la Croazia mandi soltanto quattro uomini a saltare in area di rigore su un calcio d’angolo, segno di come anche i croati abbiano paura di subire il gol decisivo in contropiede. Un minuto più tardi, però, la squadra di Bilic crea un’altra buona chance: Modric scambia bene con Srna ed entra in area di rigore sulla destra per crossare basso, Olic interviene e devia il pallone in scivolata ma il suo tentativo è troppo centrale e Rustu blocca in due tempi. E’ evidente come l’attaccante croato finisca il match boccheggiando dalla fatica, ma Bilic lo fa rimanere ancora in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va ai tempi supplementari e nella prima frazione è la Turchia a tenere più possesso palla e creare un mezzo pericolo grazie a Tuncay, autore di una partita davvero generosissima perché di fatto è il giocatore più arretrato nel centrocampo turco, cercando anche di proporsi in fase offensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 97’ arriva la tardiva sostituzione di Olic, per l’inserimento di Klasnic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia prova a rendersi insidiosa: al 100’ Modric e Niko Kovac sono troppo statici al limite dell’area dopo una rimessa laterale, Nihat riesce a far scorrere il pallone per Semih Senturk che calcia immediatamente, mandando alto anche se non di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra turca sembra avere maggiori energie e al 102’ riesce a portare avanti un buon pallone, Tuncay lo controlla dal limite e da posizione centrale calcia basso cercando l’angolo sinistro della porta ma colpisce un po’ sporco e manda larga di poco la sua conclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo tempo supplementare è invece la Croazia a distendersi in avanti con più continuità, ma sempre con poco coraggio: inoltre, i croati fanno molta fatica con i due difensori centrali che soffrono il dinamismo di Nihat e Semih e più volte rischiano il pasticcio, con Simunic in particolare che evidenzia grosse insicurezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 117’ arriva una brutta notizia per la Turchia: Nihat si fa male al muscolo di una coscia calciando una punizione ed esce per lasciare spazio a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gokdeniz  &lt;/span&gt;e le sue condizioni saranno da verificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita sembra ormai diretta ai calci di rigore ma al 119’ Rustu la combina grossa: il portiere turco esce alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nikopolidis &lt;/span&gt;(emulando il greco nella papera con cui regalò l’1-0 alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;nella fase a gironi) su una palla che sta per uscire dopo un rimpallo ma che rimane corta, Modric riesce ad anticiparlo per tenere vivo il pallone e poi girarsi a crossa prima che il portiere torni in porta, trovando anche precisione nel traversone per Klasnic che di testa anticipa Gokhan Zan, colpisce nella porta sguarnita e prende in controtempo un Rustu in corsa disperata, realizzando la rete dell’1-0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra chiusa la partita, ma con la Turchia non si può mai dire mai: l’arbitro segnala un minuto di recupero e quando il cronometro sta per scoccare il minuto 121 Rustu va al lancio disperato verso l’area di rigore, Simunic pasticcia e non riesce a respingere bene, la palla rimane vagante in area e Semih Senturk riesce a calciare di sinistro trovando clamorosamente l’incrocio dei pali, con Pletikosa che non può che restare fermo. E’ la rete dell’1-1 che arriva proprio all’ultimo momento possibile e che riapre la partita, portandola ai calci di rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sequenza dei rigori domina la condizione psicologica delle due squadre: calcia per prima la Croazia con il rigorista Modric, che manda largo sulla destra il proprio tiro basso a cercare l’angolino, dando subito un potenziale vantaggio alla Turchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo a calciare per la Turchia è Arda Turan, che conclude male e centrale, Pletikosa però devia soltanto e non riesce a neutralizzare la conclusione: sembra allora scritto che tutto debba andare bene alla Turchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al terzo rigore croato arriva la nuova conferma, visto che Rakitic imita Modric nella conclusione e nell’errore, con la sola differenza che il fantasista dello Schalke 04 calcia sulla sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Croazia non c’è via d’uscita e addirittura al quarto rigore Rustu si esalta respingendo il tiro di Petric, facendosi in parte perdonare l’erroraccio sul gol di Klasnic e dando la certezza del passaggio del turno della Turchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra di Terim continua quindi a stupire sia per i risultati raggiunti sia per il mondo in cui questi arrivano: adesso sarà difficilissimo ripetersi contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania&lt;/span&gt;, ma la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Low&lt;/span&gt; dovrebbe ormai sapere che contro la Turchia una partita non è mai chiusa e che non può distrarsi un attimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande delusione invece per la Croazia, che realizza soltanto un rigore su quattro tentativi, segno di una condizione psicologica davvero pessima dopo aver subito in quel modo il pareggio. I croati però hanno una buona squadra e notevoli margini di crescita e possono pensare di rifarsi già dalle qualificazioni per i Mondiali 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia-Turchia 1-1 dopo tempi supplementari (Turchia vince 3-1 ai rigori)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia (4-4-1-1): &lt;/span&gt;Pletikosa 6 – Corluka 6 Robert Kovac 6 Simunic 5 Pranjic 6 – Srna 5 Niko Kovac 5,5 Modric 6,5 Rakitic 6 – Kranjcar 5 (64’ Petric 5) – Olic 5,5 (97’ Klasnic 7)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Galinovic, Runje, Simic, Vejic, Vukojevic, Kalinic, Pokrivac, Knezevic, Leko&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Slaven Bilic 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia (4-1-4-1):&lt;/span&gt; Rustu 6 – Sabri Sarioglu 6 Gokhan Zan 6 Emre Asik 6,5 Hakan Balta 6 – Mehmet Topal 5,5 (76’ Semih Senturk 7) – Kazim-Richards 4 (61’ Ugur Boral 5) Hamit Altintop 6 Tuncay 6,5 Arda Turan 6 – Nihat 5,5 (117’ Gokdeniz sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Tolga, Servet Cetin, Emre Belozoglu, Tumer Metin, Emre Gungor, Ayhan, Erding&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Fatih Terim 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Roberto Rosetti (Italia) 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;119’ Klasnic (C), 122’ Semih Senturk (T)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Emre Asik, Tuncay, Arda Turan, Ugur Boral (T)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza rigori:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;0-0: Modric (sbagliato: tiro finito largo)&lt;br /&gt;0-1: Arda Turan (gol)&lt;br /&gt;1-1: Srna (gol)&lt;br /&gt;1-2: Semih Senturk (gol)&lt;br /&gt;1-2: Rakitic (sbagliato: tiro finito largo)&lt;br /&gt;1-3: Hamit Altintop (gol)&lt;br /&gt;1-3: Petric (sbagliato: tiro parato da Rustu)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1676875316513700663?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1676875316513700663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1676875316513700663' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1676875316513700663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1676875316513700663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/le-follie-dellimperatore-terim.html' title='Le follie dell’Imperatore Terim'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1083124896605182479</id><published>2008-06-20T02:11:00.002+02:00</published><updated>2008-06-20T02:19:18.805+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Portogallo'/><title type='text'>Quando conta, la Germania esprime sempre il meglio di sé</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La squadra di Low vince anche più nettamente del 3-2 finale per l’atteggiamento decisamente migliore rispetto a quello del Portogallo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/32/18/723218_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/32/18/723218_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fine partita le statistiche rivelano un totale di 22 tiri per il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;contro gli 11 della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania&lt;/span&gt;, ma alla luce di quanto visto in campo nei 90 minuti, quanti tra i veri esperti di calcio possono dire che la Mannschaft non ha strameritato la vittoria? Pochissimi, giusto un nugolo di cultori del calcio ultraoffensivo possono opporsi a questa visione, mentre tutti gli altri non possono che applaudire per l’ennesima volta la forza mentale di questa squadra: mentre il Portogallo usciva con gli applausi dalla fase a girone dando spettacolo, la Germania giocava malissimo la stessa fase, ma alla fine quando si fa sul serio difficilmente si sbaglia a puntare sui tedeschi, specialmente quando possono disporre di una buonissima squadra. E allora, sul terreno del St Jakob di Basilea s’è vista tutta la differenza tra una squadra esteticamente apprezzabile ma molto circense contro una squadra di calcio, con undici giocatori che sanno sempre quello che devono fare, che magari non attira l’occhio ma che alla fine diventa per forza più concreta: sotto il profilo della mentalità e del gioco il risultato di 3-2 sta pure stretto all’undici di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joachim Low &lt;/span&gt;ed è derivato anche dagli errori difensivi di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per Mertesacker &lt;/span&gt;nei due gol portoghesi, ma quella della Germania può essere definita una vera e propria lezione di calcio sul Portogallo. Le finte ripetute e i colpi di tacco servono a poco se non si concretizza il gioco, così una squadra che il luogo comune vuole solida finisce per segnare tre reti e per creare almeno un paio di altre grandi occasioni da rete, sempre lasciando poco allo spettacolo. Nel calcio non esiste e né ci sarà un tipo di gioco vincente in assoluto, ma la Germania porta sempre avanti la sua mentalità e quando la qualità del gruppo è di buon livello arrivano anche i risultati positivi, cosa che non era successo negli ultimi due Europei in cui la Mannschaft aveva sempre fallito all’interno del girone iniziale, senza vincere neppure una partita, perché nel 2000 la squadra era troppo vecchia e nel 2004 mancava di qualità nelle zone offensive, dovendo puntare tutto su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kevin Kuranyi &lt;/span&gt;in attacco. Si ferma invece qui l’esperienza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Felipe Scolari &lt;/span&gt;sulla panchina del Portogallo: dopo sei anni di buoni risultati (la finale nell’Europeo casalingo e la semifinale ai Mondiali del 2006), alla squadra lusitana è mancato nuovamente quell’ulteriore salto di qualità che consente ad un gruppo tutto sommato buono di diventare anche vincente. In questo match il Portogallo non ha saputo reggere l’impatto contro la solidità degli avversari, ma Scolari ha provato a rimescolare le carte, finendo per sbagliare qualcosa tatticamente, soprattutto nel portare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Deco &lt;/span&gt;troppo defilato dalla zona nevralgica del campo, finendo per perdere quasi definitivamente l’apporto del fantasista del Barcellona, che dopo aver giocato due partite splendide in questo Europeo (ha saltato la terza contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera &lt;/span&gt;perché Scolari ha schierato una squadra piena di riserve) è risultato quasi inesistente nei 90 minuti decisivi, un po’ come tutto il Portogallo che s’è sciolto di fronte a questo grande avversario e in questo appuntamento così importante. La squadra portoghese aveva le qualità per mettere in difficoltà una difesa della Germania non sempre perfetta, ma alla fine di occasioni vere ne ha create pochine, limitandosi a qualche leziosità di troppo e a tanti tiri da lontano: secondo le statistiche della Uefa, ben 13 dei 22 tiri totali arrivano da fuori area e di questi soltanto due partono dal limite dell’area, mentre la maggior parte di questi sono delle conclusioni forzate che non hanno mai creato nessun pericolo per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lehmann&lt;/span&gt;, quasi a provare a dare una conclusione a delle azioni che finivano per le lunghe o a cercare il jolly con il gol strepitoso, non certo l’atteggiamento giusto per conquistare qualche trofeo importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Portogallo scende in campo con la formazione tipo, ovvero lo stesso undici proposto nei due match contro Turchia e Repubblica Ceca, quelli del girone eliminatorio in cui la qualificazione era ancora da conquistare: il modulo è il 4-3-3 (inizialmente Scolari non ha mai optato per quel 4-2-3-1 che i media segnalano erroneamente, mentre questo modulo s’è visto nel corso del match dopo qualche sostituzione) con Deco e Joao Moutinho a fare ancora gli interni di centrocampo e Nuno Gomes come punta centrale, affiancato da Cristiano Ronaldo a sinistra e Simao a destra. Diverse novità di formazione ci sono invece nella Germania, con Low che rinuncia a Gomez e al modulo a due punte per optare (lui sì) al 4-2-3-1 che vede Klose unica punta, Ballack avanzato nel ruolo di trequartista a formare una linea con Schweinsteiger (preferito a Fritz) e Podolski, mentre in mediana non c’è spazio neppure per Frings, con il ct tedesco che punta sulla coppia Hitzlesperger-Rolfes. Low è costretto a guardare la partita dalla tribuna dopo l’espulsione subito nel corso del match contro l’Austria e a farne le veci in panchina è il suo vice Hans-Dieter Flick, ex allenatore dell’Hoffenheim.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita inizia con due squadre molto bloccate: la Germania tiene maggiormente palla ma non riesce mai ad affondare, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ballack &lt;/span&gt;che rispetto alle scorse partite è meno presente nel vivo del gioco ma più attivo nella zona offensiva, per sfruttare le sue capacità di inserimento e di stoccatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tiro del match arriva al 10’: rimessa battuta velocemente da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Schweinsteiger &lt;/span&gt;per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hitzlesperger&lt;/span&gt;, il quale dal limite va subito al tiro ma la palla finisce sull’esterno della rete senza creare brividi particolari a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricardo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania riesce a prendere il possesso del centrocampo ma non regala certo grande spettacolo, manovrando molto e studiando i possibili varchi che potrebbero essere aperti nella difesa avversaria, anche perché la Mannschaft deve ancora prendere confidenza con il nuovo modulo. Il Portogallo non riesce a prendere continuità e Deco si vede pochissimo in questo inizio, domato  dalla forza fisica dei due mediani tedeschi, in particolare l’ottimo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simon Rolfes&lt;/span&gt;. La buona disposizione tattica della Germania costringe i due esterni portoghesi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simao &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cristiano Ronaldo&lt;/span&gt; a partire in posizione abbastanza arretrata per non far perdere equilibrio alla propria squadra. E’ curioso invece il posizionamento dei trequartisti tedeschi in questo primo quarto d’ora, visto che tra i tre elementi alle spalle di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Miroslav Klose &lt;/span&gt;il più avanzato è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bastian Schweinsteiger&lt;/span&gt;, che punta sempre alto un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paulo Ferreira &lt;/span&gt;che avanza poco, mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lukas Podolski &lt;/span&gt;si sacrifica molto anche a rincorrere gli avversari. Interessante pure il tipo di gioco attuato da Klose, che pur giocando da prima punta non rimane statico in avanti, ma anzi svaria su tutto il fronte offensivo per dialogare con i compagni, finendo spesso in posizione arretrato: proprio questo movimento risulterà decisivo col passare dei minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla prima fiammata, il Portogallo va vicinissimo al vantaggio: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bosingwa &lt;/span&gt;riesce ad andarsene sul breve sulla corsia di destra e crossa verso il centro dell’area, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Metzelder &lt;/span&gt;manca l’intervento e permette a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joao Moutinho &lt;/span&gt;la deviazione ravvicinata, ma il 21enne non ha il riflesso dell’attaccante e va a colpire il pallone con la coscia, mandando alto e sprecando una grande occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sbaglia invece la Germania, che dopo aver macinato gioco trova lo spiraglio per pungere: al 22’ è bellissima la combinazione veloce e tutta sul breve sulla fascia sinistra, con Podolski che triangola prima con Klose e poi con Ballack, il quale di prima dalla trequarti trova un bellissimo tocco filtrante per premiare la corsa del compagno. L’attaccante del Bayern Monaco raggiunge così la zona vicina alla linea di fondo e crossa basso e teso verso il centro dell’area, dove Schweinsteiger si inserisce in modo perfetto e in scivolata trova il tocco vincente anticipando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricardo Carvalho &lt;/span&gt;e battendo Ricardo da distanza ravvicinata: è la rete dello 0-1 che la Germania merita per come aveva impostato la partita e che arriva con una splendida azione, dove non si vedono colpi di tacco o finte da calcio bailado ma dove c’è uno splendido sfruttamento degli spazi liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania non si accontenta del gol di vantaggio e al 26’ punisce gli avversari un’altra volta: punizione leggermente defilata sulla sinistra battuta da Schweinsteiger, Bosingwa si piazza male all’interno dell’area e tiene in gioco tutti gli avversari, nel frattempo Klose si libera alla perfezione della lenta e brutta marcatura di Ricardo Carvalho e incorna alla perfezione, realizzando la rete dello 0-2. Non è un caso che nella prima partita in cui viene schierato come centravanti Klose firma il suo primo gol in questi Europei, ma è evidente l’errore di Ricardo Carvalho, apparso davvero la brutta copia dello splendido difensore ammirato nel Chelsea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scolari cerca di ridisegnare la squadra e al 31’ decide di togliere Joao Moutinho e inserisce &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Raul Meireles&lt;/span&gt;, il quale affianca &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petit &lt;/span&gt;in un 4-2-3-1 che vede Simao sempre statico sulla destra, Cristiano Ronaldo accentrarsi spesso e finire quasi per fare la seconda punta, mentre Deco deve sacrificarsi in una posizione defilata sulla sinistra che finisce per escluderlo definitivamente dalla contesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa fase di gioco arriva la sfuriata nervosa del Portogallo, che riesce a premere per mettere alle corde la Germania ma rischia di subire dei contropiede letali. Cristiano Ronaldo prova ad entrare realmente in partita in questa posizione centrale, ma un errore nella misura del cross basso per un liberissimo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nuno Gomes &lt;/span&gt;rischia di essere pesante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, il fenomeno del Manchester United riesce a rifarsi in parte al 40’: la difesa della Germania si fa trovare troppo aperta nella ripartenza portoghese e Simao può tagliare verso il centro per poi lanciare in diagonale verso la corsia sinistra, Mertesacker non riesce ad intercettare il pallone e si fa scappare via Cristiano Ronaldo, il quale punta la porta e poi cerca la conclusione, ma Lehmann era uscito puntualmente  a chiudergli la porta e risponde bene al suo tiro. Sulla respinta Mertesacker è ancora troppo lento nel prendere equilibrio per toccare il pallone, il quale arriva a Nuno Gomes che calcia a porta vuota il tap-in vincente, rendendo inutile anche il tentativo di salvataggio di Metzelder sulla linea: è la rete dell’1-2 e la Germania paga un altro errore pesante di Mertesacker, il vero punto debole dell’intera formazione tedesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 45’ è Ballack a cercare la risponda immediata, ricevendo un pallone da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lahm &lt;/span&gt;largo sulla sinistra, accentrandosi per portarsi il pallone sul destro e calciando verso il primo palo, ma Ricardo è attento e respinge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo Cristiano Ronaldo accelera e punta l’area di rigore, va in uno contro uno con Mertesacker defilato in area sulla sinistra e cerca il secondo palo con una conclusione bassa, ma il pallone termina sul fondo anche se non va di molto lontano dal palo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella ripresa la Germania prova ad addormentare la partita, tenendo palla a ritmi bassi e piazzandosi a protezione della propria difesa, con i trequartisti che abbassano particolarmente la propria posizione, eccetto Ballack che rimane l’uomo più vicino a Klose: in questo modo, però, la Mannschaft rischia di concedere troppo campo al Portogallo, che invece prova a spingere e in questo modo potrebbe prendere anche continuità nella manovra e far soffrire la difesa alzata da Low. Il problema è che ai lusitani mancano le illuminazioni di Deco e la squadra di Scolari insiste troppo su ricami eccessivi o su azioni personali, perdendo troppi palloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come nel primo tempo, però, la Germania concede al Portogallo una grandissima chance da distanza ravvicinata, ma anche questa volta i lusitani la sprecano malamente: al 57’ c’è un corner battuto con un cross corto, Deco sul primo palo va a prolungare di testa e al centro nessun tedesco segue il movimento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pepe&lt;/span&gt;, che da pochissimi passi può colpire di testa ma invece di freddare Lehmann manda altissimo, sprecando la più ghiotta occasione per rimettere in partita il Portogallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo perché al 61’ la Germania sfrutta in pieno un errore degli avversari e trova il gol che potrebbe chiudere la partita: punizione da trequarti battuta da Schweinsteiger direttamente verso il centro, Ricardo esce come suo solito a farfalle e Ballack lo può anticipare per incornare di testa a porta vuota, dopo aver preso il tempo e la posizione anche al suo compagno di club Paulo Ferreira. E’ la rete dell’1-3 ed è pesantissimo l’errore del portiere Ricardo, uno che non dà mai sicurezza sulle palle alte e che fa sempre rischiare la propria squadra con le sue follie: in questo modo, il Portogallo subisce un gol che decisivo in questo match, così come decisivo era stato un altro suo errore su palla alta ad Euro 2004, sul gol di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charisteas &lt;/span&gt;che regalò alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;il titolo di Campione d’Europa. E’ davvero difficile pensare di creare una squadra di alto livello quando poi in porta c’è questo portiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Portogallo via via prende una disposizione tattica sempre più anarchica, con le uscite dal campo di Nuno Gomes prima e Petit poi e gli ingressi in campo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nani &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Helder Postiga&lt;/span&gt;: la squadra di Scolari gioca il finale di gare con Deco in posizione centrale e più arretrata, Helder Postiga unica punta e i tre trequartisti a girare per il campo senza posizioni fisse. Al 73’ cambia qualcosa anche la Germania, togliendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hitzlesperger &lt;/span&gt;(sufficiente la sua prova) per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tim Borowski&lt;/span&gt;, che si piazza all’altezza di Ballack nel 4-1-4-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania adesso si difende bene, rallenta il gioco portoghese e permette agli avversari soltanto tiri da fuori non pericolosi, riuscendo pure a far scorrere il tempo soprattutto grazie ad alcune azioni molto intelligenti dell’ottimo Podolski, il migliore in campo in questo match. L’azione portoghese finisce sempre per ristagnare lentamente per vie centrali, dove ci sono sempre almeno 7 giocatori della Germania ad attendere e a chiudere tutti gli spazi: la squadra di Scolari attacca in modo poco intelligente, cercando della azioni illogiche e non allargando mai il gioco, nonostante ormai in campo ci siano diversi esterni offensivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad andare più vicino al gol è quindi la Germania al 79’: dopo un corner respinto Podolski cerca la botta dalla trequarti, colpendo il pallone con l’esterno del piede sinistro e dandogli una traiettoria splendida e tesa che va a sfiorare il palo ed uscire davvero di un nulla. Sarebbe stata una rete spettacolare e totalmente meritata dall’attaccante del Bayern Monaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, a trovare il gol della speranza è il Portogallo all’87’: azione personale di Nani sulla sinistra che riesce poi a rientrare sul destro e crossare al centro, Mertesacker è ancora troppo fermo e Helder Postiga riesce ad incornare da posizione ravvicinata, battendo Lehmann e riaprendo il match con la rete del 2-3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rete finisce solo per rendere meno pesante il passivo, perché l’assalto finale del Portogallo è poca cosa e l’azione simbolo della mentalità sbagliata dei lusitani arriva al 92’: Nani riceve palla sulla destra ma invece di spingere sulla fascia e crossare nel mucchio decide di accentrarsi e tentare il sinistro da lontano, mandando il pallone altissimo. Questo è il segno di come non si portano avanti gli assalti finali, visto che i portoghesi hanno attaccato anche in questi frangenti troppo lentamente e hanno cercato il gol da lontanissimo, con dei tiri che in queste fasi concitate possono riuscire solo una volta in un milione di tentativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questo è il sintomo di una mentalità diversa tra le due squadre ed è giusto che ad approdare in semifinale sia la Germania, dopo aver giocato un’ottima partita: la grinta e l’intelligenza dei giocatori ha avuto la meglio, supportate anche dalle grandi prestazioni di tutti e quattro gli elementi offensivi, visto che oltre al migliore in campo Podolski si sono ben comportanti anche Klose (bravissimo a svariare e a creare spazi), Ballack (più pungente e dinamico rispetto alle altre tre partite di questi Europei) e Schweinsteiger (alla prima partita da titolare in questo Euro 2008 e subito a segno, tornando ad essere un elemento determinante). Adesso la squadra di Low attende il proprio avversario in semifinale dalla vincente del match tra la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;(già affrontata nel girone iniziale, con la sconfitta per 2-1 che ha permesso ai croati di vincere il raggruppamento) e la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia&lt;/span&gt;, match che vede come favorita la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bilic&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il Portogallo si finisce invece l’era di Felipe Scolari, che ha portato la squadra ad un livello decisamente più alto ma che non è riuscito a darle quell’ultimo salto di qualità che le avrebbe permesso di vincere qualcosa. Proverà a trovare le vittorie importanti il successore del Felipao, che potrebbe anche essere un altro ct brasiliano, visto che da qualche giorno si fa il nome di Arthur Antunes Coimbra, in arte &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zico&lt;/span&gt;, il quale da qualche giorno ha lasciato il Fenerbahce e sicuramente troverà un altro posto in panchina nel corso di quest’estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo-Germania 2-3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo (4-3-3)&lt;/span&gt;: Ricardo 5 – Bosingwa 5,5 Pepe 6 Ricardo Carvalho 4,5 Paulo Ferreira 5 – Deco 3 Petit 5 (73’ Helder Postiga 6) Joao Moutinho 4,5 (31’ Raul Meireles 5,5) – Simao 4 Nuno Gomes 5 (67’ Nani 4,5) Cristiano Ronaldo 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Nuno, Rui Patricio, Bruno Alves, Fernando Meira, Hugo Almeida, Miguel, Jorge Ribeiro, Quaresma, Miguel Veloso&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Luiz Felipe Scolari 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania (4-2-3-1):&lt;/span&gt; Lehmann 6,5 – Friedrich 6 Mertesacker 5 Metzelder 6,5 Lahm 6,5 – Hitzlesperger 6 (73’ Borowski sv) Rolfes 7 – Schweinsteiger 7,5 (83’ Fritz sv) Ballack 7 Podolski 8 – Klose 7,5 (89’ Jansen sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Enke, Adler, Westermann, Frings, Gomez, Neuville, Trochowski, Odonkor, Kuranyi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Joachim Low (squalificato e sostituito da Hans-Dieter Flick in panchina) 8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Peter Frojdfeldt (Svezia) 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 22’ Schweinsteiger (G), 26’ Klose (G), 41’ Nuno Gomes (P), 62’ Ballack (G), 87’ Helder Postiga (P)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Pepe, Petit, Helder Postiga (P), Friedrich, Lahm (G)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1083124896605182479?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1083124896605182479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1083124896605182479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1083124896605182479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1083124896605182479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/quando-conta-la-germania-esprime-sempre.html' title='Quando conta, la Germania esprime sempre il meglio di sé'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1725158877624261611</id><published>2008-06-19T03:55:00.003+02:00</published><updated>2008-06-19T03:59:32.068+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Russia'/><title type='text'>La Russia strapazza la Svezia e Hiddink raggiunge l’ennesimo miracolo</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;I gol di Pavlyuchenko e dell’ottimo Arshavin lanciano ai quarti di finale i russi, che giocano un gran match&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/21/47/722147_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/21/47/722147_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guus Hiddink &lt;/span&gt;nessun miracolo è impossibile: l’ha mostrato diverse volte, l’ha confermato anche a questo Euro 2008, portando la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;ai quarti di finale, dove ad attenderlo c’è la sua Olanda, squadra che ha anche allenato per quattro anni portandola al terzo posto nei Mondiali del 1998, eliminato in semifinale dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Brasile &lt;/span&gt;ai calci di rigore. E’ vero che i russi erano inseriti nel Gruppo D dove, a parte la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna&lt;/span&gt;, la qualità non regnava certo sovrana, ma sulla carta erano la squadra di minore qualità tra tutte le qualificate a questi Europei e, soprattutto, dovevano fare a meno della stella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrei Arshavin &lt;/span&gt;per le prime due partite e del bomber &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pogrebnyak &lt;/span&gt;per l’intero torneo: oltretutto, qualche voce dalla Russia parlava di un gruppo poco unito, situazione che avrebbe dovuto portare al fallimento la Nazionale. Invece, dopo il pessimo esordio contro la Spagna (un 4-1 anche più pesante di quello che gli uomini di Hiddink avrebbero meritato ma segno di una difesa disastrosa), il regalo del portiere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nikopolidis &lt;/span&gt;ha portato la vittoria sulla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;e ha permesso alla Russia di potersi giocare tutto nello scontro diretto contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia&lt;/span&gt;, a cui sarebbe bastato anche un pareggio per via di una migliore differenza reti. Proprio nel momento decisivo, la squadra di Hiddink ha mostrato la prova migliore, con una solidità decisamente migliore a centrocampo e con Arshavin tornato ad illuminare il gioco e a dare quella imprevedibilità che nei primi due match era mancata. Dallo scioglimento dell’Unione Europea, questa Nazionale non era più riuscita a raggiungere grandi risultati, arrivando al massimo a due partecipazioni ai Mondiali (1994 e 2002) e altre due agli Europei (1996 e 2004), ma in tutte queste occasioni la fase a gironi non era stata superata e ci voleva proprio un ct capace come Hiddink per portare questa Nazionale al superamento del primo turno, per giunta dopo essersi qualificata a questi Europei a spese di una grande Nazionale come l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inghilterra&lt;/span&gt;, grazie soprattutto al suicidio di Wembley, quando i Tre Leoni avrebbero dovuto pareggiare contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;per accedere agli Europei ma si sono fatti sconfiggere, regalando ai russi una insperata qualificazione. Ma questa Nazionale non è soltanto figlia di un miracolo ma ha anche dei buoni giocatori, come la punta di movimento &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roman Pavlyuchenko&lt;/span&gt;, che in questo match è riuscito anche a vedere la porta, o come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yuri Zhirkov&lt;/span&gt;, elemento infaticabile sulla fascia sinistra. Sul piano del gioco, la Svezia è stata completamente spazzata via: l’era di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lars Lagerback &lt;/span&gt;dovrebbe trovare così una logica conclusione, perché è troppo evidente come questo ct non riesca più a rinnovare la squadra né negli uomini né nel gioco. Il centrocampo ha troppa poca creatività per reggere a questi livelli, mentre la squadra soffre anche l’assenza di elementi giovani che avrebbero potuto dare un po’ di vitalità ad una Nazionale che invece appare già pronta per i tornei geriatrici: i giocatori d’esperienza possono essere utili per dare un equilibrio alla squadra e allo spogliatoio, ma una quantità così alta di ultratrentenni (ben 10 nella rosa dei convocati, quasi tutti usati costantemente nella formazione di Lagerback) finisce per rischiare di non avere più nulla da dire in un torneo di questo tipo, come puntualmente accaduto. Oltretutto, puntare soltanto sulla qualità di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zlatan Ibrahimovic &lt;/span&gt;(arrivato come sempre acciaccato all’appuntamento) è un altro sintomo di una squadra povera di idee e a cui non è bastato puntare sulla solidità per avere la meglio su una Russia più vivace e decisamente meritevole della qualificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia scende in campo con un 4-2-3-1 molto dinamico, in cui Semak si piazza costantemente davanti alla difesa, mentre l’altro mediano Semshov svolge anche compiti offensivi. L’innesto più importante è però quello di Arshavin nel ruolo di trequartista, a completare con Zyrianov e Bilyaletdinov una linea a tre alle spalle dell’unica punta Pavlyuchenko. La Svezia risponde con il solito 4-4-2 e confermando la stessa formazione che ha affrontato la Spagna, con Elmander di nuovo a sacrificarsi sulla fascia destra e Ibrahimovic confermato da titolare nonostante una condizione fisica non esaltante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inizio di gara è abbastanza equilibrato ma si nota subito come la difesa della Svezia soffra molto sulle incursioni della Russia, brava ad inserirsi con i centrocampisti sia centralmente che lateralmente e a prendere in velocità i due centrali piuttosto lenti, in particolare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petter Hansson&lt;/span&gt;. Col passare dei minuti è proprio la squadra di Hiddink a prendere il sopravvento a centrocampo e ad apparire decisamente più in palla degli avversari, giocando anche un buon calcio e attaccando con grande continuità: si fa apprezzare molto la grande dinamicità di Yuri Zhirkov sulla fascia sinistra, sempre molto pungente nelle sue incursioni laterali partendo da lontano, mentre davanti a lui meno incisivo è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bilyaletdinov&lt;/span&gt;, il quale ha difficoltà ad entrare nel vivo del match. La Svezia è troppo statica e schematica nel proprio gioco e si affida soltanto ad Ibrahimovic per creare qualcosa, ma il centravanti dell’Inter è ancora in cattive condizioni e non riuscirà mai ad incidere, perdendo anche un gran numero di palloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo inizio, la Russia sembra attaccare con pazienza e cercare il momento giusto per pungere, tentando così diversi tiri da lontano ma senza creare nessuna vera occasione, fino al 21’ minuto: corner da destra battuto lungo a spiovere verso il limite dell’area, da dove Zhirkov tenta il tiro al volo trovando una grande coordinazione e calciando con precisione, mandando il pallone a sfiorare il palo. E’ la prima vera occasione del match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ molto buona la spinta dei due terzini della Russia, anche quella di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anyukov &lt;/span&gt;sulla destra, con il 25enne che magari ha una minore qualità rispetto a Zhirkov ma gioca con grande umiltà ed efficacia, diventando decisivo nell’azione che al 24’ sblocca il match: Arshavin va in appoggio e verticalizza per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zyrianov&lt;/span&gt;, che largo sulla destra tocca basso verso l’area di rigore, dove s’inserisce a tutta velocità Anyukov. Il terzino apre la difesa con il suo movimento e di prima fa scorrere il pallone al centro per Pavlyuchenko, il quale calcia ancora di prima angolando benissimo il destro rasoterra e battendo l’incolpevole &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Isaksson&lt;/span&gt;, realizzando la rete dell’1-0. Vantaggio assolutamente meritato per una Russia che aveva proposto un buon calcio e che trova il gol con una bella azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gol finisce per aumentare l’entusiasmo della squadra russa, che così aumenta il proprio dinamismo e si rende ancora pericolosa al 26’: Hansson rinvia male un cross da sinistra, in posizione centrale riprende palla Zyrianov e tocca di prima per Bilyaletdinov aprendo un buon spazio per il tiro all’altezza della linea dell’area di rigore, ma il giocatore della Lokomotiv Mosca scivola al momento della conclusione e manda largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica vera reazione della Svezia arriva al 27’ con una grande giocata di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Henrik Larsson&lt;/span&gt;: cross dalla trequarti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nilsson &lt;/span&gt;verso l’area di rigore, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kolodin &lt;/span&gt;marca Henrik Larsson lasciandogli troppo spazio e l’attaccante riesce con un difficile avvitamento a deviare il pallone verso la porta, trovando l’incrocio dei pali a negargli un gran gol. E’ l’unico spunto della partita di Henrik Larsson, davvero poco appoggiato da tutti i compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ sempre più evidente la supremazia a centrocampo di una Russia che gioca meglio degli avversari, grazie anche alla qualità di Andrei Arshavin, autore di un ottimo primo tempo muovendosi su tutto il fronte d’attacco e rendendosi sempre molto vivo in fase di appoggio per i compagni. La Svezia invece ha una qualità bassissima, visto che cerca sempre il lancio lungo per le combinazioni isolate tra Ibrahimovic e Henrik Larsson, con soltanto qualche movimento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ljungberg &lt;/span&gt;ad andare a supporto, ma l’esterno del West Ham manca della giusta efficacia ormai da diverse stagioni ed è la brutta copia del grande giocatore ammirato per tanti anni all’Arsenal. A centrocampo è ancora una volta inutile la grande corsa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Andersson&lt;/span&gt;, che però non è vivo né in fase di copertura né tantomeno nella creazione di gioco, finendo per muoversi sempre a vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia gioca sempre nel fronte offensivo e al 36’ va vicinissima al meritato raddoppio: Ibrahimovic perde palla sulla trequarti difensiva e il rimpallo fa finire il pallone sulla destra dove c’è Arshavin che tocca in area per Bilyaletdinov, il quale ancora una volta pasticcia in fase di tiro ed è troppo lento per caricarsi, per poi (una volta chiuso) andare a servire sul breve Pavlyuchenko, che tenta il piatto destro preciso e batte Isaksson ma trova il palo a negargli la doppietta. Sulla respinta arriva il colpo di testa di Zyrianov ma Isaksson è attento e devia in corner. Ancora una volta la difesa della Svezia non riesce a porre un freno alle incursioni degli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il corner susseguente, Zhirkov tenta un’altra botta da lontano con conclusione ancora molto precisa e angolata e Isaksson si impegna a tuffarsi sulla sua destra e deviare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi 5 minuti di primo tempo la Svezia riesce a riprendere campo e attacca con discreta continuità, creandosi una buona occasione proprio al 45’: Ibrahimovic vince un rimpallo e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svensson &lt;/span&gt;riesce ad inserirsi troppo facilmente sul versante sinistro dell’area di rigore, ma al momento del tiro viene chiuso bene dall’uscita di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Akinfeev&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In avvio di ripresa la Russia trova il raddoppio, precisamente al 50’: tutto nasce da una punizione della Svezia da zona difensiva battuta lunghissima in avanti, Zhirkov riesce a recuperare palla in difesa e poi si lancia in avanti senza palla, ricevendo il lancio di Bilyaletdinov che premia perfettamente il suo inserimento in contropiede sulla sinistra. Zhirkov così riesce ad entrare in area di rigore, tocca in orizzontale per Arshavin che in scivolata riesce a deviare bene verso la porta e a trovare l’angolo destro, battendo Isaksson per la rete del 2-0. Davvero straordinario il contropiede portato avanti dall’ottimo Zhirkov, il migliore in campo in questo match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia adesso si riversa nella metà campo offensiva ma è ancora troppo lenta e poco qualitativa nella manovra, mostrando sempre gli stessi limiti: Ibrahimovic, inoltre, continua a fare poco nonostante sia sempre cercato dai compagni e questo anche perché la guardia che Ignashevich crea è molto buona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 66’ Hiddink decide di togliere un Bilyaletdinov molto discontinuo ed entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Saenko&lt;/span&gt;, il quale va a fare l’esterno destro a centrocampo, con Zyrianov a cambiare fascia e a giostrare sulla corsia mancina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa appena un minuto e nella nuova posizione Zyrianov trova un lancio per Pavlyuchenko, il quale si inserisce in mezzo a due difensori avversari in contropiede e va a puntare la porta ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stoor &lt;/span&gt;lo ferma trattenendolo ripetutamente al limite dell’area, per poi andare al retropassaggio kamikaze che per poco non prende in contropiede Isaksson, che deve intervenire con i piedi per deviare il pallone in corner ed evitare l’autogol: il fallo di Stoor, però, andava segnalato e il difensore meritava anche l’espulsione per come aveva fermato irregolarmente una chiara occasione da rete, ma l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Bleeckere &lt;/span&gt;glissa commettendo un errore evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ davvero una pessima Svezia quella che si vede al Neu Tivoli di Innsbruck, incapace di portare una reale pressione offensiva o di rendersi pericolosa: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Elmander &lt;/span&gt;corre molto ma non riesce mai ad incidere in una posizione che non è la sua, così come neppure &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kallstrom &lt;/span&gt;(subentrare nella ripresa per Daniel Andersson) riesce a dare qualità al gioco della squadra. La Russia non sempre è precisa in difesa, ma riesce comunque a cavarsela in qualche modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale, poi, la Russia ha grandissime occasioni per colpire in contropiede: all’80’ Zyrianov parte da solo tagliando verso il centro e calciando dal limite dell’area, Hansson devia con il tacco e la palla va a sbattere sul palo, il secondo della partita della Russia. Sulla ribattuta arriva Arshavin che leggermente defilato sulla sinistra crossa morbido per Saenko, che sul secondo palo e liberissimo ma manca clamorosamente l’incornata vincente, mandando larghissimo fino a dove è piazzato lo stesso Arshavin, il quale non può giocare il pallone in quanto è in offside.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’82’ è una grande apertura di Arshavin a tagliare dalla destra ad aprire un ottimo contropiede per il liberissimo Saenko che entra in area di rigore, fa collassare su di sé la difesa e tocca verso al centro ma troppo arretrato per Pavlyuchenko, che così perde l’equilibrio e sciupa la grande chance mandando largo il suo tiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia rischia un po’ non chiudendo il match e sprecando di tutto, come all’89’ quando un brutto errore di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mellberg &lt;/span&gt;regala palla a Zyrianov, il quale lancia subito per Arshavin che è solo davanti alla porta con la possibilità di toccare al centro per il liberissimo Pavlyuchenko, ma la stella dello Zenit San Pietroburgo decide di fare tutto da solo e Isaksson riesce a chiudere la porta in uscita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia potrebbe dilagare, ma in questo finale Arshavin appare poco lucido e non riesce a suggellare una grande partita con il gol della doppietta, ma ciò non toglie meriti alla sua prova. La squadra di Guus Hiddink ottiene quindi l’accesso ai quarti di finale e adesso affronterà l’Olanda, in un match sulla carta impossibile per i russi, che però devono avere la consapevolezza che giocando in questo modo potranno pure giocarsi le proprie carte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene eliminata invece la Svezia, che in tutti questi Europei non ha mai lasciato una sensazione positiva e che merita quindi di non accedere a questi quarti di finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia-Svezia 2-0&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia (4-2-3-1):&lt;/span&gt; Akinfeev 6,5 – Anyukov 7,5 Ignashevich 6,5 Kolodin 6 Zhirkov 8 – Semak 6,5 Semshov 6,5 – Zyrianov 7,5 Arshavin 7 Bilyaletdinov 6 (66’ Saenko 5) – Pavlyuchenko 7 (90’ Bystrov sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Gabulov, Malafeev, Vasili Berezutski, Yanbaev, Aleksei Berezutski, Adamov, Torbinski, Ivanov, Shirokov, Sychev&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Guus Hiddink 7,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia (4-4-2): &lt;/span&gt;Isaksson 6 – Stoor 5 Mellberg 5 Hansson 4 Nilsson 5 – Elmander 5 Andersson 3 (55’ Kallstrom 5) Svensson 5,5 Ljungberg 4 – Henrik Larsson 5 Ibrahimovic 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Shaaban, Wiland, Linderoth, Alexandersson, Majstorovic, Granqvist, Sebastian Larsson, Rosenberg, Dorsin&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Lars Lagerback 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Frank De Bleeckere (Belgio) 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;24’ Pavlyuchenko, 50’ Arshavin&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Kolodin, Semak, Arshavin (R), Isaksson, Elmander (S)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1725158877624261611?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1725158877624261611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1725158877624261611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1725158877624261611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1725158877624261611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-russia-strapazza-la-svezia-e-hiddink.html' title='La Russia strapazza la Svezia e Hiddink raggiunge l’ennesimo miracolo'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-2353084311695836810</id><published>2008-06-19T03:50:00.002+02:00</published><updated>2008-06-19T03:55:03.702+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grecia'/><title type='text'>La Spagna chiude in bellezza il proprio girone</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La Grecia abdica dal trono di Campione d’Europa terminando il girone a zero punti, subendo un 2-1 firmato dalle reti di De La Red e Guiza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/rubendelared_960759.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/rubendelared_960759.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;chiude in bellezza il girone battendo la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;in una sfida senza una reale posta in palio, visto che le Furie Rosse avevano già passato il turno vincendo il Gruppo D, mentre gli ellenici erano già sicuri dell’eliminazione: il vero motivo d’interesse era dato dal abdicazione della Nazionale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Otto Rehhagel&lt;/span&gt;, che giocava l’ultima partita da Campione d’Europa e che vedeva diversi elementi al logico passo d’addio per raggiunti limiti d’età, tra cui un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nikopolidis &lt;/span&gt;davvero disastroso in questo Europeo. Di fatto, la partita vista in quel di Salisburgo ha avuto poco senso, visto che la Grecia era visibilmente demotivata e non aveva neppure bisogno di addormentare la partita, visto che il possesso palla spagnolo andava quasi sempre in orizzontale, tranne per qualche bella verticalizzazione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cesc Fabregas&lt;/span&gt;. La Spagna chiude così il proprio girone a punteggio pieno, proprio come era già successo due anni fa ai Mondiali, sempre con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luis Aragones &lt;/span&gt;in panchina: in Germania, però, le Furie Rosse si sciolsero proprio sul più bello, nelle partite da dentro o fuori, facendosi eliminare dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia &lt;/span&gt;e confermando i soliti problemi caratteriali. Adesso è da capire se con due anni di esperienza in più di buona parte del gruppo questi limiti continueranno ad imporsi rispetto alle possibili qualità di questa squadra che sicuramente ha bisogno di un risultato importante per lanciarsi e prendere fiducia: forse per questo l’avversario migliore da affrontare ai quarti di finale è l’Italia molle e piena di problemi vista fin qui, soprattutto perché ha una difesa che potrebbe soffrire molto le incursioni di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Villa &lt;/span&gt;e le verticalizzazioni centrali degli spagnoli, un po’ come successo contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;(fatte le debite proporzioni). Nel match contro la Russia hanno avuto modo di mettersi in mostra elementi che chiedono un posto da titolare come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xabi Alonso &lt;/span&gt;e Cesc Fabregas, con quest’ultimo che sembra convincere tutti sulla sua migliore affidabilità rispetto a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xavi&lt;/span&gt;, soprattutto perché il centrocampista dell’Arsenal riesce a verticalizzare con più continuità una manovra che diventerebbe troppo orizzontale e poco pericolosa. Un altro elemento che s’è fatto ben valere è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ruben De La Red&lt;/span&gt;, il quale ha anche realizzato il gol del momentaneo pareggio, in una rimonta completata da un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Guiza &lt;/span&gt;non totalmente convincente. La Spagna può prendere comunque fiducia anche da questa vittoria, ma adesso Aragones deve lavorare con i suoi soprattutto sul piano mentale per non ricadere per l’ennesima volta in una delusione al primo ostacolo vero da affrontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia scende in campo con il 4-3-3 con Charisteas che viene utilizzato come punta centrale, dopo aver giocato largo a destra nelle altre due partite: al suo fianco svariano due elementi di grande movimento come Salpingidis e Amanatidis. La Spagna si schiera invece con il 4-1-4-1 con Xabi Alonso perno arretrato e Fabregas e De La Red a fare gli interni di centrocampo. L’unico titolare schierato da Aragones è Andres Iniesta, mandato in campo soprattutto per le condizioni fisiche non perfette di Santi Cazorla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna fa girare palla lentamente ma con sicurezza, tenendo bassi i ritmi e ogni tanto proponendosi nella verticalizzazione per attaccare la lentezza dei difensori centrali della Grecia, anche se alla fin fine le Furie Rosse non tendono mai a forzare i tempi. Già dall’inizio è molto attivo Cesc Fabregas come regista offensivo, proponendosi nel dare verticalità al gioco offensivo della Spagna, ciò che non sempre riesce a fare Xavi: il centrocampista dell’Arsenal si muove liberamente per tutto il campo e questo gli permette di essere sempre nel vivo della manovra e di toccare un gran numero di palloni. La Grecia non si fa schiacciare all’indietro ma ha sempre poca qualità nella manovra: le due squadre giocano quindi molto sul possesso di palla ma arrivano raramente al tiro, soprattutto gli ellenici perché non hanno gli spunti che di tanto in tanto ha la Spagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad accendere gli animi in zona tiro è sempre Xabi Alonso, che al 23’ sfiora una rete fantastica: il centrocampista del Liverpool (chissà per quanto tempo però, visto che è dato in uscita da Anfield) vede Nikopolidis fuori dai pali e va alla conclusione dalla propria metà campo, il portiere tenta di rientrare in tempo sul pallonetto preciso dell’avversario ma va a sbattere con il corpo contro il palo, mentre il pallone sfiora la traversa e termina alto davvero di poco. Xabi Alonso non è certo nuovo a queste imprese, visto che in carriera ha già segnato dalla propria metà campo contro il Luton Town (con il portiere che però si era lanciato in attacco per tentare il pareggio nei minuti di recupero del match) e contro il Newcastle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli attaccanti faticano parecchio ad entrare in partita: nella Spagna, Guiza appare troppo statico, mentre nella Grecia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charisteas &lt;/span&gt;appare troppo isolato al centro dell’attacco, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amanatidis&lt;/span&gt; troppo impegnato a rincorrere gli avversari e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Salpingidis &lt;/span&gt;che corre molto ma non incide mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad andare al tiro è sempre Xabi Alonso: al 30’ Fabregas si fa vedere in appoggio e tocca per il suo compagno, che va al destro da fuori area ma manda largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo è sempre bassissimo, con la Spagna che in quest’ultimo quarto d’ora del primo tempo ha un’evidente supremazia a centrocampo, ma le Furie Rosse a volte sono troppo leziose nel loro gioco, anche perché il match non conta granché sul piano del risultato e possono permettere anche qualche ricamo in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 38’ la Spagna dispone di una punizione da posizione centrale che Fabregas batte in orizzontale per sorprendere gli avversari e lasciare lo spazio per il tiro di Xabi Alonso, il quale naturalmente non si lascia pregare e calcia subito basso con il piatto destro, con il pallone che va sul fondo dopo aver sfiorato il palo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sorpresa, però, ad andare in vantaggio all’intervallo è la Grecia, grazie al gol arrivato al 42’: punizione leggermente defilata sulla sinistra battuta morbida da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Karagounis&lt;/span&gt;, al centro dell’area Charisteas riesce a liberarsi troppo facilmente da una marcatura e incorna bene battendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Reina&lt;/span&gt;, per realizzare la rete dell’1-0. Il match winner della finale di quattro anni fa riesce perlomeno a sbloccare il proprio bottino (e quello della propria squadra) prima dell’addio alla competizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In avvio di ripresa la Spagna torna ad avere il possesso del centrocampo e a manovrare lentamente in avanti: non convince molto la prestazione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sergio Garcia&lt;/span&gt;, che non riesce ad essere dinamico come suo solito, nonostante questa sia la sua caratteristica migliore. Col passare dei minuti migliora invece l’impatto di Ruben De La Red, che in questa ripresa riesce ad alternarsi a Fabregas nella regia offensiva, dopo un primo tempo un po’ troppo impreciso per il giocatore del Getafe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Spagna però tira sempre lo stesso uomo, ovvero Xabi Alonso, e sempre con una grande pericolosità: al 54’ il centrocampista del Liverpool trova spazio davanti a sé e cerca la cannonata da 25 metri, trovando un gran tiro che non entra in rete solo per l’opposizione del palo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pareggio arriva comunque al 61’ grazie al primo tiro spagnolo di una certa insidiosità non arrivato dai piedi di Xabi Alonso: lancio dalla trequarti di Fabregas, sponda arretrata di testa di Guiza e gran botta da appena dentro l’area da parte di De La Red, che batte un poco reattivo Nikopolidis, il quale tocca il pallone con il braccio soltanto per deviarlo nella parte bassa della traversa e poi in rete, per l’1-1. E’ la prima rete di Ruben De La Red con la maglia delle Furie Rosse, alla sua terza presenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 64’ si fa vedere anche la Grecia con un’azione manovrata, portata avanti da Amanatidis che vede lo spazio nella difesa spagnola e verticalizza benissimo per Charisteas, il quale taglia sul versante sinistro dell’area di rigore, aggira l’uscita di Reina e da posizione defilata cerca la conclusione in porta, ma trova il palo esterno a negarli il gol del nuovo vantaggio. E’ l’unico bello spunto di tutta la partita di Amanatidis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso la Grecia sembra più distratta in difesa e lascia più spazi, rendendo di conseguenza migliore il rendimento di Guiza, giocatore molto bravo nell’attaccare la difesa avversaria a spazi aperti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 73’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Santi Cazorla &lt;/span&gt;(subentrato nella ripresa al posto di un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iniesta &lt;/span&gt;svogliato e con la testa ai quarti di finale) cerca l’apertura sulla sinistra ma il contrasto con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Basinas &lt;/span&gt;finisce per accendere Guiza in area di rigore e defilato sulla destra: il Pichichi dell’ultima Liga cerca il tiro ad incrociare ma manda largo, anche se non di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale di gara, la Spagna ha grandi spazi in zona offensiva, ma Guiza e Sergio Garcia sprecano diverse occasioni calciando molto male e lontano dalla porta. Nel finale sembra di assistere ad un powerplay hockeistico, tanto la Spagna fa girare il pallone senza che la Grecia riesca ad opporsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine, Dani Guiza riesce a riscattarsi dopo parecchi errori e firma la rete della vittoria all’88’: dalla destra Sergio Garcia decide di portarsi il pallone sul mancino e crossare a giro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dellas &lt;/span&gt;scivola e lascia liberissimo Guiza sul secondo palo, con l’attaccante del Maiorca che incorna con buona potenza da distanza ravvicinata e batte un Nikopolidis stavolta incolpevole. E’ la rete dell’1-2 e anche per Guiza questo è il primo centro in Nazionale, con cui ha raccolto 5 caps.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce allora con la terza vittoria su tre match il girone della Spagna, già però concentrata ai quarti di finale e alla sfida contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;: stavolta le Furie Rosse non possono sbagliare per deludere i propri tifosi per l’ennesima volta, sempre nel momento che conta. La rivincita sulla Grecia dopo l’eliminazione nel girone di quattro anni fa (come è stata descritta questa vittoria da qualche giornale spagnolo) di fatto lascia il tempo che trova e soprattutto non fa vincere nessuno trofeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Grecia, l’Europeo finisce addirittura a zero punti, l’unica squadra dei quattro gironi a perdere tutte e tre le partite: il miracolo di quattro anni fa era irripetibile e adesso Rehhagel deve essere bravo a rinnovare per bene la propria squadra e presentarla tirata a lucido per le qualificazioni ai Mondiali 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia-Spagna 1-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia (4-3-3):&lt;/span&gt; Nikopolidis 5 – Vintra 6 Kyrgiakos 6,5 (63’ Antzas 5,5) Dellas 5,5 Spiropoulos 6,5 – Basinas 6 Katsouranis 5 Karagounis 6 (74’ Tziolis sv) – Salpingidis 4 (86’ Giannakopoulos sv) Charisteas 6,5 Amanatidis 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Chalkias, Tzorvas, Samaras, Goumas, Liberopoulos&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Otto Rehhagel 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna (4-1-4-1):&lt;/span&gt; Reina 6 – Arbeloa 6 Raul Albiol 6,5 Juanito 6,5 Fernando Navarro 6,5 – Xabi Alonso 7 – Sergio Garcia 5 Fabregas 7 De La Red 6,5 Iniesta 5,5 (59’ Santi Cazorla 6) – Guiza 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Casillas, Palop, Marchena, Puyol, David Villa, Xavi, Fernando Torres, Capdevila, Sergio Ramos, Marcos Senna, David Silva&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Luis Aragones 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Howard Webb (Inghilterra) 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;42’ Charisteas (G), 61’ De La Red (S), 88’ Guiza (S)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Vintra, Basinas, Karagounis (G), Arbeloa, Guiza (S)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Gruppo D:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Spagna 9 &lt;/span&gt;(+5)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Russia 6 &lt;/span&gt;(=)&lt;br /&gt;----------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia 3 &lt;/span&gt;(-1)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia 0 &lt;/span&gt;(-4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spagna vince il Girone D&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Russia qualificata ai quarti di finale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il programma dei quarti di finale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Giovedì 19 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo-Germania&lt;/span&gt; (Sankt Jacob Park, Basilea)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Venerdì 20 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia-Turchia&lt;/span&gt; (Ernst Happel Stadion, Vienna)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Sabato 21 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda-Russia &lt;/span&gt;(Sankt Jacob Park, Basilea)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Domenica 22 Giugno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ore 20.45&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna-Italia&lt;/span&gt; (Ernst Happel Stadion, Vienna)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-2353084311695836810?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/2353084311695836810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=2353084311695836810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/2353084311695836810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/2353084311695836810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-spagna-chiude-in-bellezza-il-proprio.html' title='La Spagna chiude in bellezza il proprio girone'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-3678261329895089584</id><published>2008-06-18T11:56:00.003+02:00</published><updated>2008-06-18T12:00:49.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olanda'/><title type='text'>La Romania non ha carattere e si scioglie sul più bello</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;I rumeni hanno un atteggiamento inguardabile per tutta la partita, l’Olanda gioca la sua partita senza forzare più di tanto e vince 2-0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/HollandvRomania8_957924.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/HollandvRomania8_957924.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forza di una squadra si vede nei momenti decisivi, come quando si potrebbe passare il turno e arrivare ai quarti di finale battendo una squadra che non ha più nulla da chiedere al girone: la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania &lt;/span&gt;di forza sembra non averne, per come ha giocato la partita decisiva con l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt;, senza spunti e pensando soltanto a difendere, come se il gol della vittoria dovesse arrivare da solo. Gli Orange schierano molte riserve e fanno la loro partita tranquilla, tenendo il possesso palla per tantissimo tempo e non forzando nemmeno più di tanto il proprio gioco e il proprio ritmo, visto che era pur sempre una partita ininfluente per loro. Lo stato d’animo e la vitalità della Romania in questo match è simbolizzato dall’espressione del volto a tratti cadaverica del ct &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Victor Piturca&lt;/span&gt;, che dovrebbe aver capito di aver lasciato sfuggire una grandissima occasione per fare un gioco difensivo anche in una partita da vincere assolutamente contro un avversario senza stimoli, davvero un atteggiamento sportivamente suicida: i rumeni si sono affidati fin troppo sulle qualità in contropiede di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Adrian Mutu&lt;/span&gt;, che ha sulla coscienza l’errore che è costato la qualificazione, avendo sbagliato il calcio di rigore che avrebbe fatto volare nel girone la Romania e soprattutto avrebbe eliminato una bruttissima &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;. Inserire stopper in mediana, affidare compiti superdifensivi ai centrocampisti e isolare le punte ha portato un pareggio giusto con squadre in grande difficoltà come Francia e Italia, mentre contro un Olanda in piena fiducia ha portato ad una sconfitta strameritata, ma soprattutto quello che dovrebbe sconcertare Piturca è che la sua squadra non ci abbia nemmeno provato a vincere la partita. L’Olanda lascia a riposo i titolari, in un match che permette a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marco Van Basten&lt;/span&gt; di dare ritmo alle riserve, soprattutto per inserirle pienamente nei dettami di gioco, una cosa che potrebbe sempre risultare utile qualora qualcuno di questi giocatori debba essere chiamato in causa: la partita è stata interessante anche per verificare le condizioni di quegli elementi che potrebbero essere ripescati nella formazione titolare, uno su tutti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Robin Van Persie&lt;/span&gt;, autore di una prova di grande dinamismo e di buona pericolosità, mostrando di aver trovato una condizione fisica davvero importante dopo un’annata in cui è stato quasi sempre fermo per infortuni, lui che è un giocatore dalla grandissima fragilità, come minimo direttamente proporzionale al suo tasso di talento. Un po’ meno bene è andato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Huntelaar&lt;/span&gt;, autore del gol del vantaggio ma troppo macchinoso nei movimenti e nettamente inferiore a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ruud Van Nisterlooy&lt;/span&gt;, così come qualcosina in più si ci aspettava da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arjen Robben&lt;/span&gt;, il quale però ha come scusante quello di aver giocato in una partita impostata proprio per nona affaticarsi più di tanto dal ct olandese, che ha tenuto il ritmo dei suoi decisamente basso, anche se questo ha finito per rendere minime le accelerazioni e le fiammate dell’esterno del Real Madrid. Molto interessante invece la prova e i movimenti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Afellay&lt;/span&gt;, uno che potrebbe essere benissimo utilizzato a partita in corso anche per aprire un match chiuso. L’Olanda allora continua ad andare a mille, esce con classe dalle polemiche arrivate nei loro confronti dai vergognosi media italiani (come se fosse una colpa arrivare già qualificati alla terza partita dopo aver abbattuto Italia e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia&lt;/span&gt;) e chiude il girone a punteggio pieno, mantenendo alta la propria fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Olanda mette giustamente a riposo quasi tutti i titolari per non rischiarli inutilmente, soprattutto sul piano fisico: gli unici due confermati della formazione sono Boulahrouz  e Engelaar, mentre il modulo tattico rimane il 4-2-3-1 con Van Persie utilizzato in una interessante posizione di trequartista. La Romania invece mostra il solito 4-5-1 tutto difensivo, con Marius Niculae che a sorpresa prende il posto del suo omonimo Daniel Niculae in attacco, mentre sulla destra Piturca preferisce Nicolita a quel Florentin Petre che bene aveva fatto nell’ultimo match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un continuo possesso palla in cui gli olandesi avevano di fatto nascosto il pallone ai rumeni, la prima occasione del match arriva al 4’ ma per la Romania, con la girata di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marius Niculae &lt;/span&gt;che manda la palla larga senza eccessivi brividi per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stekelenburg&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fare la partita è decisamente l’Olanda, con un continuo e lunghissimo possesso di palla che però viaggia molto in orizzontale. La Romania invece sta tutta coperta in difesa (come successo contro la Francia, in una partita in cui i rumeni non fecero neppure un tiro in porta: bizzarro che questo atteggiamento venga preso in un match da vincere assolutamente) e cerca qualche accelerazione in contropiede, non trovando mai eccessiva pericolosità e commettendo tantissimo errori, in particolare con Nicolita sulla destra, il quale ha giocato un pessimo Europeo e in questo match fa sicuramente rimpiangere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petre&lt;/span&gt;, che tanto bene lo aveva sostituito nel match contro l’Italia. Il ritmo è blando e gli unici brividi per la squadra di Piturca li prova a creare Mutu, quando l’attaccante della Fiorentina riesce a sganciarsi in avanti, visto che anche lui ha da svolgere troppi compiti difensivi: si può capire l’attenzione tattica, ma quando hai solo un giocatore di vero talento in squadra e gli fai fare il terzino in una partita che devi vincere vuol dire anche regalare tranquillità alla squadra avversaria. Nell’Olanda non iniziano benissimo Robben e Afellay, con il primo che non riesce a trovare i suoi ritmi, mentre Afellay ha un po’ di difficoltà nel trovare i giusti movimenti nel meccanismo di gioco olandese, cosa che dopo una ventina di minuti riuscirà a fare e con grande efficacia. A centrocampo, i due mediani &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Engelaar &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Zeeuw&lt;/span&gt; giocano una grande quantità di palloni, mentre Van Persie fa grande movimento, svariando molto sulla destra in questo avvio e proponendosi in tutte le fasi di gioco, sia in appoggio per i centrocampisti che nel tentativo di creazione offensiva a favorire i compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 30’ la Romania riesce un po’ a sorpresa a crearsi un’altra occasione, con il break centrale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cocis &lt;/span&gt;che riesce a servire Mutu, il quale tenta una buona botta lontano che va a sfiorare il palo per poi terminare sul fondo: una delle poche grandi occasioni create dalla squadra di Piturca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver fatto una mezz’ora di accademia, l’Olanda decide di rendersi pericolosa al 33’ con una grande apertura di Afellay sulla trequarti verso la fascia destra, liberando un grande spazio in area di rigore per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Boulahrouz &lt;/span&gt;che da posizione defilata decide di non calciate e appoggia all’indietro per Huntelaar, il quale di prima calcia molto male e manda il pallone sopra la traversa, rovinando una bellissima azione olandese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra di Van Basten continua ad avere un possesso palla decisamente maggiore, ma adesso aumenta l’intensità delle proprie verticalizzazioni. In questo modo aumenta la continuità di azione di Robben, così come inizia ad essere efficacissimo Afellay, il quale taglia sempre molto bene verso il centro e ha ormai trovato i movimenti migliori nei meccanismi olandesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 37’ una verticalizzazione di De Zeeuw verso il centro dell’area trova Huntelaar che difende la posizione con il corpo all’altezza del dischetto dall’attacco di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tamas &lt;/span&gt;e prolunga d’esterno sulla sua sinistra di Robben, che ha grandissimo spazio per accentrarsi in velocità e poi da posizione ravvicinatissima tenta di battere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lobont &lt;/span&gt;con la conclusione di esterno sinistro, mandando il pallone fuori di un soffio: grandissima occasione per gli Orange per passare in vantaggio e per una volta buon lavoro di Huntelaar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 44’ però è la Romania ad avere la più grande occasione della sua partita: Mutu attacca un avversario in uno contro uno sulla sinistra dell’area di rigore e va a premiare la puntuale sovrapposizione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rat&lt;/span&gt;, che sul fondo crossa subito dentro, Cocis si addormenta al centro dell’area e da posizione comoda non va sul pallone, a rimorchio arriva però Nicolita che col sinistro spara altissimo, sprecando una grandissima chance per andare in vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In avvio di ripresa la Romania sembra voler alzare il proprio baricentro, ma al 49’ l’Olanda potrebbe punire in contropiede: un lancio lungo vede Tamas in ritardo su Van Persie, il quale controlla benissimo con il sinistro, si ritrova il pallone un po’ arretrato e allora è bravissimo a girarsi con il destro e tentare subito la conclusione, con un tiro che però non è all’altezza della sublime preparazione e che permette a Lobont di deviare in corner con un riflesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 54’ l’Olanda rompe l’equilibrio nel match trovando il vantaggio meritato: Afellay va a controllare un pallone vagante sulla destra e lo crossa basso al centro, Engelaar sul primo palo non riesce a deviarlo in porta ma alle sue spalle c’è Huntelaar che colpisce quasi di riflesso e batte in questo modo l’immobile Lobont, realizzando la rete dell’1-0. Appare un po’ fortunosa la deviazione dell’attaccante dell’Ajax.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione della Romania è molto timida e confusa e l’Olanda continua a fare tranquillamente il proprio gioco, soprattutto perché Van Persie continua ad essere sempre più efficace con il passare dei minuti, segno di una grande condizione fisica: l’attaccante dell’Arsenal potrebbe essere la carta a sorpresa nel 4-2-3-1 dell’Olanda in vista dei quarti di finale, con Van Basten che potrebbe riproporlo sulla fascia destra al posto di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kuyt&lt;/span&gt;, giocatore che dà sicuramente più equilibrio tattico ma meno fantasia. La Romania è troppo dipendente da Mutu e basta chiudere lui per costringere la squadra ad andare a dei lanci lunghi che sono poco utili sia con Marius Niculae che con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Niculae&lt;/span&gt;, subentrato al proprio omonimo al 59’ ma senza lasciare una traccia maggiore. Vedere giocare l’Olanda in questo momento è davvero bello sul piano estetico, ma gli Orange in questa partita non hanno un terminale d’attacco all’altezza di Van Nisterlooy: Huntelaar, infatti, sembra un giocatore abbastanza sopravvalutato e le cifre altissime riguardanti i suoi gol realizzati nella Eredivisie sembrano un po’ deviare l’opinione sulle sue reali caratteristiche. Per il resto, i movimenti di squadra dell’Olanda sembrano discretamente collaudati anche con le riserve in formazione, nonostante in questa partita il ritmo sia volutamente più basso visto che il risultato non conta molto per l’Olanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale l’Olanda torna a creare qualche occasione con Van Persie che vuole trovare il gol: all’82’ l’attaccante dell’Arsenal riceve palla al limite dell’area su un servizio di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Mario Melchiot&lt;/span&gt; e stoppa il pallone alzandoselo per poi girarsi e sparare di potenza con il sinistro, mandando il pallone alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Romania ci pensa solo adesso a provare un disperato assalto ma si vedono soltanto una serie imbarazzante di lisci, segno di bassa qualità collettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il finale più logico è quello che vede l’Olanda raddoppiare, proprio con Robin Van Persie: all’87’ un lancio di De Zeeuw trova l’ex Feyenoord sulla sinistra dell’area di rigore, con Van Persie che controlla di petto e resiste al tentativo di recupero totalmente scoordinato di Contra e poi scarica un potentissimo sinistro verso il primo palo che brucia Lobont e vale il 2-0. Gran gol per il quasi 25enne, che così corona un’ottima prestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita non ha più nulla da dire e l’Olanda accede con pieno merito ai quarti di finale, dopo aver proposto due grandissime partite nei primi due turni del girone. Adesso la squadra di Van Basten attende una tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia&lt;/span&gt;, che si sfideranno nella serata di mercoledì per ottenere il secondo posto nel Girone D: leggermente favorita è la Svezia, non fosse altro che la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lagerback &lt;/span&gt;può passare il turno anche con un pareggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Romania esce malamente dagli Europei, disputando una partita decisamente incolore: Piturca aveva conquistato la qualificazione agli Europei anche nel 2000 ma quella volta senatori come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hagi &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Popescu &lt;/span&gt;chiesero la sua testa, raggiungendo comunque i quarti di finale, risultato che il 52enne non è riuscito a raggiungere in questa edizione. Forse a questo punto era meglio avere degli altri senatori che chiedessero la sua cacciata, visto anche l’iperdifensivismo di questo ct.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda-Romania 2-0&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda (4-2-3-1):&lt;/span&gt; Stekelenburg sv – Boulahrouz 6 (58’ Melchiot 6) Heitinga 6,5 Bouma 6,5 De Cler 6,5 – De Zeeuw 6,5 Engelaar 6,5 – Afellay 6,5 Van Persie 7,5 Robben 6 (62’ Kuyt 6) – Huntelaar 6 (82’ Vennegoor Of Hesselink sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Van der Sar, Timmer, Ooijer, Mathijsen, Van Bronckhorst, Van Nisterlooy, Sneijder, De Jong, Van der Vaart&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Marco Van Basten 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania (4-5-1):&lt;/span&gt; Lobont 6,5 – Contra 5 Tamas 5,5 Ghionea 6 Rat 5,5 – Nicolita 3 (82’ Petre sv) Codrea 4 (72’ Dica sv) Chivu 4,5 Cocis 3,5 Mutu 5 – Marius Niculae 4 (59’ Daniel Niculae 4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Popa, Stancioiu, Marica, Sapunaru, Moti, Cristea, Radu&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Victor Piturca 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Massimo Busacca (Svizzera) 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 54’ Huntelaar, 87’ Van Persie&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammonito: &lt;/span&gt;Chivu (R)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-3678261329895089584?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/3678261329895089584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=3678261329895089584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3678261329895089584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3678261329895089584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-romania-non-ha-carattere-e-si.html' title='La Romania non ha carattere e si scioglie sul più bello'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-3829959757188508590</id><published>2008-06-18T11:54:00.000+02:00</published><updated>2008-06-18T11:55:50.380+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Francia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Domenech è il miglior amico dell’Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Gli italiani non impressionano ma la Francia è messa ancora peggio e a passare è la squadra di Donadoni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/10/87/721087_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/72/10/87/721087_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  Adesso a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Didier Deschamps&lt;/span&gt; la panchina della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia &lt;/span&gt;non dovrebbe togliergliela nessuno: dopo l’eliminazione subita dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;a Euro 2004, sembrava essere lui il successore di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jacques Santini&lt;/span&gt;, ma è stato superato al fotofinish dal ct dell’Under 21 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Raymond Domenech &lt;/span&gt;anche perché il capitano della Francia campione del Mondo nel 1998 e campione d’Europa nel 2000 era considerato ancora troppo giovane per diventare commissario tecnico, nonostante avesse raggiunto pochi mesi prima una storica finale di Champions League con il Monaco. Adesso invece i disastri combinati da Domenech ad Euro 2008 sembrano troppi ed evidenti per permettere al tecnico 56enne di rimanere alla guida dei Bleus e seconda logica il suo successore dovrebbe essere proprio Deschamps, che è rimasto libero anche nel corso di quest’estate nonostante qualche interessamento nei suoi confronti e che è rimasto fermo dall’estate del 2007, dopo aver allenato per una stagione la Juventus. L’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt; e l’Europeo potrebbero quindi essere il punto di addio e di ritorno per Deschamps, visto che l’ex mediano lasciò la Nazionale proprio dopo la finale dell’Europeo del 2000 contro gli Azzurri e proprio gli italiani potrebbero avergli liberato il posto, dopo aver inflitto un 2-0 alla stranita Nazionale di Domenech, un mezzo disastro tecnico anche se coinvolta in una serie di sventure abbastanza importanti: gli infortuni, infatti, hanno privato i Bleus di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Patrick Vieira&lt;/span&gt;, hanno lasciato in campo un&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Thierry Henry&lt;/span&gt; più che a mezzo servizio e hanno tolto di mezzo anche la stella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Franck Ribery&lt;/span&gt; dopo appena 10 minuti dell’incontro contro l’Italia, tanto per far capire ai francesi che non era proprio giornata. Le altre due grandi sciagure sono rappresentate dall’arbitro&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Lubos Michel&lt;/span&gt;, che c’ha tenuto subito ad incanalare la partita verso il senso italico dando un cartellino rosso davvero troppo pesante ad &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Abidal &lt;/span&gt;dopo aver concesso anche il calcio di rigore all’Italia, e proprio Raymond Domenech, che ha optato per delle scelte davvero disastrose per la sua squadra e ha dato una grande mano a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roberto Donadoni&lt;/span&gt;, davvero miracolato per questa qualificazione, visto che in questi Europei le sue scelte non sono state molto migliori di quelle del suo collega francese. Nonostante tutti gli episodi favorevoli e aver giocato quasi tutto il match in superiorità numerica, l’Italia non ha certo impressionato, non trovando modo migliore di segnare se non su rigore dubbio e per una punizione da 30 metri deviata dalla barriera, non dando mai una dimostrazione di superiorità contro una squadra visibilmente smarrita e concedendo il pallino del gioco ai francesi per tutto l’inizio di secondo tempo, fin quando la dea fortuna non è di nuovo scesa al Letzigrund di Zurigo per concedere il raddoppio agli italiani. La qualificazione arriva anche per il suicidio sportivo della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania &lt;/span&gt;a Berna, dopo quattro giorni di pressante e insopportabile campagna mediatica a parlare 24 ore su 24, in tutte le televisioni e radio del presunto “biscotto”: neppure nella Cina della dittatura si fanno campagne mediatiche di questo tipo, ma evidentemente far ragionare la gente di testa propria in Italia non è visto di buon occhio e allora è meglio “imporre” le idee, anche nello sport (sempre che in Italia possa ancora essere considerato così). Cosa ha cambiato Calciopoli nel calcio e nell’informazione sportiva italiana? Niente, le persone ricevono sempre idee distorte ma che fanno piacere a tutti, meno a chi cerca di ragionare di testa sua. Perché è bello parlare di congiura arbitrale se &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ovrebo &lt;/span&gt;annulla un gol a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Toni &lt;/span&gt;contro la Romania, molto meno ammettere qualcosa quando Michel ha una condotta di gara eccessivamente protettiva verso gli Azzurri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver giocato le prime due partite con il 4-2-3-1, la Francia ritorna al suo 4-2-2-2 che vede Govou e Ribery partire alle spalle della coppia Henry-Benzema. Per il resto, Domenech presenta un paio di novità nella linea difensiva con Clerc a prendere il posto di Sagnol e Abidal a prendere quello di Thuram al centro della difesa. Se Domenech ha grande disordine mentale nelle formazioni mandate in campo, ancora peggio è la situazione di Roberto Donadoni, che presenta la sua Italia con tanti cambi: il modulo rimane il 4-3-1-2 e vede Perrotta alle spalle delle due punte Cassano e Toni, con il centravanti del Bayern Monaco che viene affiancato dal terzo giocatore diverso in tre partite, dopo Di Natale e Del Piero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia sembra iniziare discretamente e in modo aggressivo, cercando le combinazioni tra gli elementi offensivi, mentre l’Italia punta a chiudere gli spazi e a lanciare lungo per Luca Toni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo schema funziona al 4’ minuto ma per un erroraccio di Abidal, il quale interviene di testa in modo disastroso e lancia rimbalzare il pallone addosso a Toni, che vince il rimpallo e si trova solo davanti a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coupet &lt;/span&gt;ma conclude malissimo e manda largo il pallone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita della Francia viene rovinata al 10’, quando Ribery rincorre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zambrotta &lt;/span&gt;e fa fallo, provocandosi un brutto problema al tendine d’Achille che lo costringe a chiedere la sostituzione: i Bleus perdono la loro stella, che viene sostituita da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Samir Nasri&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo l’Italia sfiora il vantaggio: corner da sinistra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Panucci &lt;/span&gt;di libera di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Clerc &lt;/span&gt;e colpisce di testa, ma sulla linea è ben appostato &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Makelele &lt;/span&gt;che salva sulla linea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita è molto tesa ma tecnicamente è di bassissimo livello, nonostante di fronte ci siano le due finaliste dell’ultimo Mondiale. La Francia subisce lo shock dell’infortunio di Ribery e di fatto esce dal campo, rischiando tantissimo in difesa dove la coppia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gallas&lt;/span&gt;-Abidal si fa infilare sempre centralmente da Luca Toni, il quale poi davanti alla porta riesce a sbagliare di tutto, giocando una partita davvero disastrosa. Al suo fianco non fa certo meglio&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Antonio Cassano&lt;/span&gt;, sempre in ombra e mai autore di una giocata degna di nota. La Francia invece vede durare sempre troppo poco i propri possessi offensivi, con Thierry Henry che conferma di essere in un periodo più che grigio della propria carriera e con&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Sidney Govou&lt;/span&gt; che sbaglia una mole impressionante di palloni: senza Ribery questa squadra diventa ancora più prevedibile del solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia però non appare superiore e per andare in vantaggio sfrutta al 25’ l’ennesimo buco centrale di Gallas e Abidal che permette a Toni di andarsene da solo in area, l’attaccante del Bayern Monaco incespica un po’ da solo, da dietro arriva Abidal che tenta l’intervento disperato e lo aiuta nella caduta e per l’arbitro è calcio di rigore: il penalty si può dare perché un minimo danno procurato sull’attaccante italiano c’è, ma la decisione di Michel di estrarre anche il cartellino rosso ad Abidal è davvero troppo azzardata, perché è vero che quella per Toni era una chiara occasione da gol, ma è anche vero che per espellere così un giocatore deve esserci un contatto chiaro ed evidente e in questo caso non c’è assolutamente, tanto che potrebbero esserci pure dubbi sull’assegnazione del rigore. Dal dischetto va Pirlo che non ha problemi a battere Coupet e realizzare la rete dello 0-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita va in netta discesa per l’Italia, anche perché Raymond Domenech dimostra di aver bevuto troppo e decide di affrontare la partita in inferiorità numerica inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Boumsong &lt;/span&gt;al centro della difesa: già questa è una decisione da galera per l’allenatore francese, ma la cosa peggiore è che ad uscire dal campo è proprio Samir Nasri, entrato da soli 15 minuti. La decisione è davvero folle, anche perché in questo modo rischia di bruciare psicologicamente un calciatore giovane per colpe neanche sue. Adesso la Francia si dispone con una specie di 4-4-1 con Henry unica punta e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Benzema &lt;/span&gt;più defilato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in questa fase a spingere è l’Italia, anche se lo fa con troppa approssimazione e senza un vero gioco preciso, tranne le poche volte in cui Pirlo riesce a salire in cattedra (cosa non facilissima per lui che viene utilizzato in una strana posizione di interno sinistro di un centrocampo a 3, quando il centrocampista del Milan è un vero playmaker). La Francia invece esce dal campo e appare inerme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 28’ prova a svegliarsi dal sonno Antonio Cassano, che mette dentro un cross che Toni devia con uno strano avvitamento di tacco, mandando il pallone fuori di un nulla. Dopo aver sbagliato tantissimo davanti alla porta in questi Europei, per poco il centravanti del Bayern Monaco non trova il gol nel modo più incredibile possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toni torna a sbagliare due minuti dopo, quando il solito Govou perde malamente palla sulla trequarti difensiva, Grosso recupera e verticalizza in qualche modo per il centravanti italiano che da buona posizione spreca ancora e manda largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei pochi a raggiungere la sufficienza nella Francia è l’umile&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Jeremy Toulalan&lt;/span&gt;, che al 34’ verticalizza bene da centrocampo e trova aperta la difesa centrale dell’Italia, che nonostante si trovi in vantaggio di un gol e di uomo rischia con un posizionamento davvero inguardabile: Henry prova ad approfittarne andando via a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chiellini &lt;/span&gt;e calciando con il destro ad incrociare, mandando il pallone fuori di poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La più grande occasione per il raddoppio italiano arriva al 44’, con una punizione dal limite dell’area e leggermente defilata sulla destra che Grosso calcia con il sinistro basso a cercare l’angolo del portiere: il tiro è molto preciso e finisce sul palo anche per la deviazione di Gregory Coupet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella ripresa si vedono ulteriormente i limiti dell’Italia, che concede campo ad una squadra già morta e per poco non la fa rientrare in partita, permettendogli di manovrare in zona offensiva: se solo la Francia avesse avuto giocatori più incisivi in attacco, avrebbe avuto la grande chance di riprendere gli avversari proprio per il loro atteggiamento sbagliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’occasione migliore per il pareggio arriva al 50’ e parte ancora dai piedi di Toulalan che crossa dalla fascia destra, Zambrotta riesce a fermare in tackle il possibile tiro di Henry ma al limite dell’area Benzema ha grandissimo spazio per la conclusione, perché nessuno dell’Italia lo va a contrastare, quasi come se fosse la squadra di Donadoni a giocare con un uomo in meno: il centravanti del Lione prova la conclusione al volo ma manda alto il pallone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita è molto brutta e per chiuderla l’Italia si affida ancora all’aiuto divino, segno che i miracoli di due anni fa non sono ancora passati del tutto: al 62’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Rossi &lt;/span&gt;batte una punizione da 30 metri, Henry in barriera ci mette il piede e devia spiazzando l’incolpevole Coupet, per la rete dello 0-2 che chiude tutti i giochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tutti gli spazi offensivi, infatti, l’Italia non è capace di creare altre occasioni limpide e l’ultima chance da qui a fine match è al 74’, quando Benzema trova il gran destro a giro dal limite dell’area, con palla diretta all’angolino ma con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Buffon &lt;/span&gt;che vola a deviare in corner con un grande intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, tutta la  mezz’ora finale vede due squadre ferme, segno evidente di una partita insoddisfacente dove s’è vista una Francia disastrosa e un’Italia che dal canto suo non arriva neanche alla sufficienza, nonostante la vittoria: tutto ciò è evidenziato dalle prestazioni dei 22 giocatori in campo, visto che (a parte i due portieri) nessuno ha una performance che possa essere considerata al di sopra della sufficienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia ottiene quindi il passaggio ai quarti di finale con un vero e proprio miracolo, ma nel prossimo turno servirà una prestazione più decente per non cadere contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna&lt;/span&gt;, con la squadra di Aragones che però deve essere capace di tener lontane le mille paure che ogni volta vengono fuori quando c’è da giocare un turno ad eliminazione diretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia esce malamente, arrivando pure all’ultimo posto del girone: adesso i Bleus dovranno sicuramente rifondare la squadra, lasciando via tutti i “vecchi” della rosa e puntando sui vari giovani di talento che come sempre crescono nei vari settori giovanili francesi. Il primo biennio del post-Zidane, però, finisce davvero in modo inglorioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia-Italia 0-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia (4-2-2-2):&lt;/span&gt; Coupet 6,5 – Clerc 4 Gallas 4,5 Abidal 3 Evra 4 – Toulalan 6 Makelele 5 – Govou 3 (66’ Anelka 5) Ribery sv (10’ Nasri sv; 26’ Boumsong 5,5) – Benzema 5,5 Henry 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Mandanda, Frey, Vieira, Malouda, Thuram, Squillaci, Gomis, Sagnol, Diarra&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Raymond Domenech 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia (4-3-1-2):&lt;/span&gt; Buffon 6,5 – Zambrotta 6 Panucci 5 Chiellini 5,5 Grosso 6 – Gattuso 5 (82’ Aquilani sv) De Rossi 6 Pirlo 6 (55’ Ambrosini 6) – Perrotta 5 – Toni 4 Cassano 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Amelia, De Sanctis, Gamberini, Barzagli, Del Piero, Di Natale, Borriello, Quagliarella, Materazzi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Roberto Donadoni 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Lubos Michel (Slovacchia) 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;25’ rigore Pirlo, 62’ De Rossi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Evra, Govou, Henry, Boumsong (F), Chiellini, Pirlo, Gattuso (I)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Espulso:&lt;/span&gt; 24’ Abidal (F)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Gruppo C:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Olanda 9&lt;/span&gt; (+6)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia 4&lt;/span&gt; (-1)&lt;br /&gt;--------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania 2&lt;/span&gt; (=)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia 1 &lt;/span&gt;(5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Olanda vince il Girone C&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Italia qualificata ai quarti di finale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-3829959757188508590?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/3829959757188508590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=3829959757188508590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3829959757188508590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3829959757188508590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/domenech-il-miglior-amico-dellitalia.html' title='Domenech è il miglior amico dell’Italia'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-2228647293566989211</id><published>2008-06-17T11:40:00.001+02:00</published><updated>2008-06-17T11:43:34.205+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Austria'/><title type='text'>Ballack regala i quarti di finale ad una Germania poco brillante</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;L’Austria gioca con il giusto atteggiamento ma regge soltanto un tempo e poi il gol di Ballack spegne i padroni di casa &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/98/79/719879_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/98/79/719879_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era impensabile che la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania &lt;/span&gt;si facesse eliminare da una orgogliosa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria &lt;/span&gt;e alla fine la Mannschaft ha passato il turno in maniera discretamente agevole, ma non convincendo gli osservatori. La condizione fisica della squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joachim Low &lt;/span&gt;non appare ancora all’altezza delle squadre migliori ed è obbligatorio recuperarla in tempo per i quarti di finale, visto che il Portogallo non è una squadra morbida da affrontare come lo è stata la Polonia e come in parte lo è stata anche l’Austria, soprattutto sul piano tecnico. Dopo un biennio molto positivo sul piano del gioco, i tedeschi si sono abbastanza nascosti in questi match del girone, proponendo un calcio molto lontano da quello proposto fin qui ma, conoscendo anche la storia di questa Nazionale, non bisogna sottovalutare la capacità della Germania di ritrovarsi nei momenti che contano e non è escluso che il gioco possa essere ritrovato proprio giovedì prossimo. La Mannschaft vista contro l’Austria ha mostrato un po’ di problemi in ogni reparto, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mertesacker &lt;/span&gt;che ancora una volta è incomprensibile in un paio di decisioni prese in attacchi avversari, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frings &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ballack &lt;/span&gt;che appaiono soffrire sul piano fisico e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gomez &lt;/span&gt;che proprio non riesce a rendere bene in questi Europei, anche quando ha occasioni da gol facili facili. Dopo un primo tempo anche molto sofferto, ci vuole un calcio piazzato battuto perfettamente da Ballack per sbloccare la partita e mandarla in discesa e mandare la Germania a sfidare il Portogallo, ma l’Austria ha giocato una partita di grande orgoglio e con il giusto atteggiamento: la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Josef Hickersberger &lt;/span&gt;sapeva di non avere nulla da perdere e che la logica avrebbe voluto che i tedeschi avessero vinto facilmente, ma ha provato lo stesso a giocarsi le carte, con un modulo molto offensivo che ha messo in difficoltà gli avversari in un paio di occasioni. Vista la scarsa qualità della rosa austriaca, era difficile fare di più e probabilmente la squadra ha reso anche oltre le proprie possibilità e per questo va comunque applaudita, anche perché l’eliminazione al primo turno era francamente scontata già prima dell’inizio degli Europei. La differenza tra i valori in questo match era talmente ampio che un’Austria che lotta molto ma perde raccoglie i favori e le simpatie del pubblico neutrale, mentre una Germania che vince limitandosi al compitino non lascia una sensazione del tutto positiva, come se a questa Nazionale stesse mancando ancora qualcosina: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Felipe Scolari &lt;/span&gt;e il suo Portogallo, però, faranno bene a non illudersi, perché ai quarti di finale si potrebbe vedere una Mannschaft completamente diversa da questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Austria scende in campo con il terzo modulo diverso in queste tre partite degli Europei: dopo il 3-5-2 visto contro la Croazia e il 4-4-2 mostrato contro la Polonia, ecco il coraggiosissimo 3-4-3 scelto ha Hickersberger che avanza Umit Korkmaz nella linea d’attacco, formando un vero tridente con Harnik e Hoffer, quest’ultimo all’esordio agli Europei e preferito a Linz. La Germania cambia poco e opta per un’unica novità rispetto alla formazione che era stata sconfitta dalla Croazia, con l’innesto di Friedrich sulla corsia destra di difesa, con Lahm a passare sulla sinistra e Jansen a scivolare in panchina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I padroni di casa interpretano la partita con coraggio ma in questo modo rischiano grosso in difesa e al 5’ la Germania ha un’occasione colossale per passare subito in vantaggio e mandare la partita in discesa (ricordando che anche un pareggio garantirebbe la qualificazione alla squadra di Low): &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Klose &lt;/span&gt;riesce a penetrare bene sul versante destro dell’area di rigore, protegge palla e poi appoggia dentro regalando un pallone d’oro a Gomez, il quale deve soltanto appoggiare il pallone da due passi nella porta vuota ma tocca malissimo, mancando l’impatto con la sfera e alzando un campanile davvero inguardabile e all’attaccante dello Stoccarda non serve nulla provare a contendere il pallone a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Garics&lt;/span&gt;, il quale di testa riesce a salvare sulla linea. Errore clamoroso di un attaccante che appare davvero la brutta copia di quello ammirato in Bundesliga e che ha attirato l’attenzione di tante squadre anche all’estero: Gomez sembra pagare in maniera eccessiva il peso di questi Europei e finora s’è proposto in tre prestazioni davvero molto brutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Austria vuole attaccare in velocità la difesa della Germania e vuole giocarsi al massimo tutte le proprie carte: sapendo di non aver nulla da perdere, Hickersberger non ha voluto creare delle barricate in difesa, rischiando anche di subire un’imbarcata ma giocandosela per quanto possibile. In fase d’attacco, il modulo austriaco è un 3-4-3 che punta molto sulla spinta sulle fasce, ma in fase difensiva diventa un 5-4-1 perché gli esterni scalano in difesa. La Germania sembra trovare comunque buoni spazi in profondità, perché anche quando è schierata con 10 uomini dietro la linea della palla l’Austria non mostra eccessiva solidità, in quanto ci sono degli errori individuali in fase di chiusura che possono creare spazi interessanti agli avversari: nonostante ciò, va detto che Hickersberger ha davvero studiato bene la partita, dando alla propria squadra un atteggiamento decisamente positivo. Anche la Germania ha i suoi buoni problemi difensivi, in particolare con Mertesacker che al 18’ si ripropone in un altro non-intervento molto pericoloso che rischia di bissare quello del primo gol concesso alla Croazia, mentre un paio di minuti dopo la linea difensiva si alza male tentando il fuorigioco con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lahm &lt;/span&gt;che resta fuori posizione e crea una buonissima chance per l’Austria, con soltanto una bella uscita di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lehmann &lt;/span&gt;che riesce a salvare il pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella fase centrale di tempo l’Austria gioca pure bene e al 21’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Aufhauser &lt;/span&gt;trova lo spazio per il tiro da fuori con una conclusione bassa e angolata su cui Lehmann deve impegnarsi per deviare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di minuti dopo la Germania risponde con una buona azione manovrata che permette a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Podolski &lt;/span&gt;di tentare la gran conclusione da fuori, con traiettoria bassa e potente che costringe &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Macho &lt;/span&gt;a deviare in corner con un intervento di grande reattività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania fa tanta fatica e ha poca fluidità nel creare gioco, con Ballack che combina poco anche quando non deve subire la pressione e il dinamismo di un giocatore come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Modric&lt;/span&gt;, che nello scorso match lo aveva fatto soffrire molto: il centrocampista del Chelsea non mostra una grande condizione e non riesce a dare qualità alla propria squadra. Come successo già con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Linz &lt;/span&gt;(mai visto un centravanti che in due partite non prova un tiro nemmeno per sbaglio), anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hoffer &lt;/span&gt;non riesce ad arrivare alla conclusione nel primo tempo, ma i movimenti del 21enne sono decisamente migliori di quelli del compagno d’attacco, ma molte volte i tentativi austriaci sono strozzati dal fischio dell’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mejuto Gonzalez&lt;/span&gt;, troppo protezionista nei confronti della Germania e soprattutto con i difensori tedeschi, considerato che fischia punizione per la Mannschaft ogni qual volta questi vengono messi in difficoltà dal pressing austriaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’atteggiamento dell’arbitro forse fa innervosire i due ct che al 40’ si rendono protagonisti di una scena abbastanza curiosa, litigando in modo abbastanza acceso a bordocampo, con il quarto uomo incapace di riportare la calma, fin quando Mejuto Gonzalez non decide di espellerli entrambi e di mandarli in tribuna: all’intervallo, però, è bella la scena pescata dalle telecamere tedesche in cui si vedono i due ct Hickersberger e Low arrivare quasi a ridersela tra di loro ripensando alla figuraccia fatta sotto gli occhi di una platea così vasta e l’incidente sembra risolto, con i due ct che però vengono confinati in tribuna a guardare il match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita è più difficile rispetto alle attese per la Germania, che però al 49’ riesce a trovare il per sbloccarla e per mandarla in discesa: punizione potente battuta da Ballack in posizione centrale dopo il tocco di due compagni, con la palla che va dritta per dritta fino all’incrocio dei pali più lontano, con Macho che non può davvero nulla per frenare la staffilata del tedesco, per la rete dello 0-1. Di fatto, la vara opposizione dell’Austria finisce qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 54’ la Germania cerca il raddoppio con il tiro da fuori e radente di Podolski, ma la conclusione ad incrociare termina larga anche se non di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo l’Austria si sbilancia ulteriormente in avanti, togliendo il difensore centrale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hiden &lt;/span&gt;e inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leitgeb&lt;/span&gt;, che va in mediana a comporre un 4-2-1-3 tipico di qualche squadra tedesca (lo utilizzava spesso lo Schalke 04 quando aveva il trequartista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lincoln&lt;/span&gt;), abbassando i due esterni Garics e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fuchs &lt;/span&gt;fino alla linea dei terzini e avanzando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivanschitz &lt;/span&gt;in posizione di trequartista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Austria prova a reagire ma non trova più velocità nella propria manovra e la Germania riesce a chiudere facilmente tutti gli spazi: soltanto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Umit Korkmaz &lt;/span&gt;riesce di tanto in tanto ad accelerare, mentre Hoffer in questa ripresa appare in netta sofferenza in mezzo alla difesa tedesca e non riesce più a farsi vedere molto. Chi si fa vedere con continuità è invece Garics, che corre come un matto sulla corsia di destra per tutti i 90 minuti ed è davvero tra i migliori in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 60’ è la Germania a fare una sostituzione, togliendo Gomez e inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hitzlesperger&lt;/span&gt;, il quale fa l’esterno sinistro con Podolski seconda punta: Gomez va a sedersi in panchina e appare davvero sconfortato per la sua prova ma è evidente come in questi Europei non riesca ad essere sé stesso. A questo punto, Low deve decidere se provare a puntare su di lui anche nei quarti di finale, o provare a puntare su Klose in posizione di prima punta, visto che con questo modulo l’attaccante del Bayern Monaco deve partire troppo lontano dalla porta ed è poco presente in fase di conclusione, ma considerato che Gomez non sta incidendo per nulla sotto porta è forse più logico riportare Klose in un ruolo di punta centrale e impiegarlo maggiormente in fase di finalizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto nel secondo tempo c’è da segnalare solo la trottola di sostituzioni e di cambi di modulo, con l’Austria che al 67’ fa uscire un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Harnik &lt;/span&gt;calato moltissimo alla distanza per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kienast&lt;/span&gt;: adesso, nel tridente d’attacco nessuno occupa stabilmente la posizione di esterno destro, con Hoffer che si allarga di tanto in tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita ha ritmi molto lenti, con l’Austria che non ha grande qualità e fa troppa confusione nel suo gioco: la volontà non basta per creare pericoli ad una difesa tedesca che adesso è molto coperta dall’intera squadra, considerando che la Germania abbassa notevolmente il proprio baricentro e sembra intenzionata a non sprecare particolari energie in questo finale di gara. Di tanto in tanto, la Mannschaft si fa vedere in contropiede, considerando anche che l’Austria si sbilancia molto nella ricerca del pareggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica occasione del secondo tempo dell’Austria arriva all’84’ con un tiro strozzato di Ivanschitz dal limite che accende Hoffer in area di rigore, il quale controlla e riesce a girarsi molto bene per calciare potente di sinistro, mandando il pallone fuori di poco. Sfortunato il giovane attaccante del Rapid Vienna ma davvero molto bravo a trovare questa soluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimissimi minuti la Germania sfiora più volte il raddoppio, in particolare al 94’ quando Lehmann fa ripartire un contropiede a campo aperto in tre contro uno che viene portato avanti da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Neuville &lt;/span&gt;(subentrato al posto di Podolski), il quale vuole fare tutto da solo e in qualche modo riesce a crearsi lo spazio per il tiro ma con l’esterno destro lo manda a sfiorare il palo, con un errore non da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce senza grandi preoccupazioni per la Germania, che però dovrà cambiare volto in vista del quarto di finale di giovedì prossimo contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo&lt;/span&gt;, perché la Mannschaft vista in queste tre partite difficilmente potrebbe avere la meglio contro l’undici di Scolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esce con onore l’Austria: si sapeva che la squadra di Hickersberger era la meno qualitativa sul piano tecnico delle sedici Nazionali presenti ad Euro 2008, ma gli austriaci si sono fatti apprezzare per l’orgoglio e la voglia che hanno messo in campo e hanno tenuto ben alta la propria bandiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria-Germania 0-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria (3-4-3):&lt;/span&gt; Macho 6,5 – Stranzl 6,5 Hiden 6,5 (55’ Leitgeb 5) Pogatetz 6 – Garics 7 Aufhauser 6 (63’ Saumel 5,5) Ivanschitz 6 Fuchs 6 – Harnik 6 (67’ Kienast 5) Hoffer 6 Umit Korkmaz 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Manninger, Ozcan, Standfest, Vastic, Linz, Gercaliu, Katzer, Patocka&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Josef Hickersberger 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania (4-4-2): &lt;/span&gt;Lehmann 6,5 – Friedrich 5,5 Mertesacker 5,5 Metzelder 6,5 Lahm 6 – Fritz 5 (93’ Borowski sv) Frings 5,5 Ballack 6 Podolski 6 (83’ Neuville sv) – Gomez 3 (60’ Hitzlesperger 5,5) Klose 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Enke, Adler, Jansen, Westermann, Rolfes, Trochowski, Odonkor, Kuranyi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Joachim Low 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Manuel Mejuto Gonzalez (Spagna) 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;49’ Ballack&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti:&lt;/span&gt; Stranzl, Ivanschitz, Hoffer (A)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-2228647293566989211?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/2228647293566989211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=2228647293566989211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/2228647293566989211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/2228647293566989211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/ballack-regala-i-quarti-di-finale-ad.html' title='Ballack regala i quarti di finale ad una Germania poco brillante'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1350383444874293306</id><published>2008-06-17T11:35:00.001+02:00</published><updated>2008-06-17T11:39:51.908+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polonia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Croazia'/><title type='text'>La Croazia chiude a punteggio pieno e Klasnic si prende la soddisfazione di andare a segno</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La Polonia delude tantissimo sul piano del gioco e non riesce a creare grandi occasioni fino agli ultimi 10 minuti, quando ormai è troppo tardi per recuperare lo 0-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/98/73/719873_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/98/73/719873_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha avuto una storia personale molto travagliata, con una vicenda che ha rischiato di portargli via anche la via, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivan Klasnic &lt;/span&gt;ha saputo reagire, tornando al calcio già nel corso di questa stagione con il Werder Brema e adesso mettendo la sua firma anche su Euro 2008: il 28enne, infatti, è stato circa un anno lontano dai campi da gioco per un grave problema renale che lo ha costretto a sottoporsi a due trapianti, un’operazione sempre abbastanza delicata da cui Klasnic ha saputo riprendersi anche in tempo per tornare a giocare e a segnare sia in Bundesliga che in Nazionale. Il suo gol arriva con la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;già qualificata ai quarti di finale, ma umanamente è forse il più importante dell’intero Europeo e regala sicuramente una storia difficile ma a lieto fine. La Croazia ha quindi la soddisfazione di chiudere il proprio girone a punteggio pieno, infliggendo una sconfitta anche alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia &lt;/span&gt;che avrebbe dovuto sperare ad un mezzo miracolo per passare il turno ma che invece ha giocato molto male, mostrando evidenti difficoltà di gioco a centrocampo e una eccessiva mancanza di qualità, che ha reso la manovra dell’undici di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leo Beenhakker&lt;/span&gt; poco fluida e pericolosa per questa Croazia. Dall’altra parte, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Slaven Bilic &lt;/span&gt;ha avuto l’occasione di far riposare quasi tutti i suoi titolari ma ha avuto notizie importanti anche dalle riserve, che sono riuscite ad imporre il proprio gioco e hanno gestito il match con grande razionalità, spingendo sempre sulla corsia di sinistra a sfruttare i disastri della difesa polacca e poi difendendosi molto bene a sua volta, a parte gli ultimi 10 minuti in cui i croati sono apparsi deconcentrati e più volte hanno rischiato di subire il pareggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Polonia rivoluziona un po’ la sua formazione, presentando un 4-4-1-1 che vede Marek Saganowski come unica punta, con Guerreiro confermato in posizione di trequartista. Al centro della difesa viene invece spostato il mediano Dudka, il cui posto a centrocampo viene preso da Murawski. La Croazia conferma soltanto due uomini rispetto alla formazione che ha avuto la meglio sulla Germania nel match precedente, ovvero Pranjic e Rakitic, con entrambi che occupano la corsia di sinistra. In attacco, Bilic opta per la coppia Klasnic-Petric, con quest’ultimo che ha l’occasione per riprendersi la maglia da titolare, persa dopo il match anonimo giocato contro l’Austria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Polonia inizia il match tenendo un gran possesso di palla, ma l’azione è troppo macchinosa e non prende mai il ritmo dovuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, l’unica occasione del brutto primo tempo polacco arriva all’11’ minuto: corner da destra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lewandowski&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dudka &lt;/span&gt;stacca molto bene al centro dell’area ma incorna male, mandando larghissimo quando a quel punto avrebbe almeno dovuto trovare la porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come già successo contro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania&lt;/span&gt;, la difesa della Polonia si piazza in posizione altissima in mezzo al campo e rischia sempre molto sulle incursioni avversarie in contropiede, anche perché molto spesso sbaglia a fare il fuorigioco con degli errori individuali. La Croazia via via prende campo e prende in mano il gioco a centrocampo e fa vedere le migliori cose sulla fascia sinistra sull’asse &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pranjic&lt;/span&gt;-&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rakitic&lt;/span&gt;, con i due giocatori che mostrano una grande intesa e con Klasnic che svaria spesso anche su questa corsia: i croati finiscono quindi per dominare, perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wasilewski &lt;/span&gt;è sempre assente in copertura, mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lobodzinski &lt;/span&gt;non riesce a incidere né in attacco né in fase di difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, la prima occasione croata arriva proprio sul fronte mancino al 14’, con Klasnic che trova Pranjic con un passaggio filtrante in diagonale, il giocatore dell’Heerenveen approfitta della dormita di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wasilewski &lt;/span&gt;e si trova solo davanti al portiere ma da posizione defilata tenta un pallone mal consigliato che manda il pallone molto largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia non mostra un gioco scintillante, ma per tutto il primo tempo riesce a creare buone occasioni. Al 20’ Rakitic batte una punizione da destra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vejic &lt;/span&gt;riesce a colpire di testa nonostante sia in caduta e manda il pallone verso l’angolo più lontano, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Boruc &lt;/span&gt;è completamente battuto ma la palla esce sfiorando il palo e la Polonia si salva. Abbastanza incredibile come il difensore centrale del Tom Tomsk sia riuscito a trovare la coordinazione in una situazione così complicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo di gioco è molto blando, con la Croazia che sfrutta sempre la continua spinta di Pranjic per creare situazioni interessanti, mentre le cose non vanno altrettanto bene sulla destra dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leko &lt;/span&gt;va ad alti e bassi. Ha solo bassi invece la Polonia, che fa una fatica immane a creare delle azioni manovrate, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roger Guerreiro &lt;/span&gt;che prova a muoversi sul fronte offensivo ma appare spento e non ha mai un’illuminazione imprevedibile a sorprendere gli avversari, mentre la prima punta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Saganowski &lt;/span&gt;tocca pochissimi palloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 26’ la Croazia è costretta a sostituire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Knezevic&lt;/span&gt;, che in precedenza si era scontrato involontariamente con il proprio portiere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Runje&lt;/span&gt;: al suo posto entra un altro titolare dei croati, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Corluka &lt;/span&gt;che va a fare il centrale sinistro nella difesa a 4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia ha una manovra discreta ma ogni tanto riesce a trovare delle belle fiammate come al 33’ quando un bello scambio tra Klasnic e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petric &lt;/span&gt;apre la difesa polacca, con l’attaccante del Borussia Dortmund che è molto bravo a dare di prima a Klasnic il pallone di ritorno, permettendogli l’incursione in area a tu per tu con Boruc: Klasnic tenta la conclusione ma il portiere polacco si oppone bene con i piedi e salva ancora la propria porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora Boruc ha tanto lavoro da svolgere in questa fase di gara, visto che due minuti dopo la difesa polacca si conferma pessima e Pranjic non ha difficoltà a toccare filtrante per Rakitic, il quale è molto defilato sulla sinistra ma tenta comunque la conclusione a rete, ma Boruc gli chiude lo specchio della porta uscendo a braccia larghe e deviando in calcio d’angolo proprio con il braccio sinistro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita ha uno svolgimento quasi monotono perché la Croazia continua a passeggiare come vuole sulla corsia sinistra, quasi come non ci fossero avversari da superare: al 37’ Klasnic è ancora molto bravo nel gioco d’appoggio con un tocco di prima per l’inserimento in area di Pranjic, il quale tenta il tiro ad incrociare ma trova ancora un buon intervento di Boruc, che respinge il tiro a mezz’altezza dell’avversario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A centrocampo è brutto il primo tempo di Lewandowski (che invece aveva ben impressionato nel match d’esordio contro la Germania) che al 45’ perde malamente il pallone a centrocampo con un passaggio in orizzontale che va ad accendere Leko, il quale avanza e poi tenta il destro radente da lontano, con la palla che esce sulla sinistra della porta di Boruc ma non di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al secondo minuto di recupero Dudka interviene molto male sulla sponda di Petric e permette a Klasnic di andare al contrasto e di vincere il rimpallo per liberarsi, ma per una volta l’attaccante del Werder Brema non è convincente nella conclusione effettuata e permette a Boruc di salvarsi ancora. La Polonia avrebbe bisogno della vittoria, ma in questo primo tempo è un miracolo che non abbia subito almeno un paio di gol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’intervallo Beenhakker prova a rivedere difesa e centrocampo della sua squadra, togliendo Lewandowski e inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kokoszka&lt;/span&gt;, il quale va nel suo ruolo di difensore centrale, permettendo a Dudka di tornare in mediana: il 21enne del Wisla Cracovia è il quinto giocatore che il ct della Polonia prova nella posizione di centrale di difesa, ma ad essere sbagliato è proprio l’atteggiamento della terza linea polacca che mantiene sempre troppo alta la propria posizione e si fa infilare facilmente anche da giocatori non rapidissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cambio in difesa naturalmente non cambia le cose e al 52’ Pranjic ha per l’ennesima volta nel match uno spazio siderale sulla sinistra per avanzare e crossare corto e basso per Klasnic, il quale calcia subito radente ad incrociare e trova una precisione perfetta, visto che manda il pallone proprio nell’angolo più lontano e rende impossibile il tentativo d’intervento di Boruc: è la rete dello 0-1 e Klasnic meritava pienamente questa gioia, non solo per la vicenda personale che lo ha attanagliato, ma anche considerando soltanto il piano sportivo, visto che l’attaccante stava giocando un ottimo match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Polonia prova ancora a cambiare le cose al 55’, togliendo un Lobodzinski assolutamente inesistente (davvero la brutta copia del giocatore che mise in difficoltà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jansen &lt;/span&gt;per tutto il primo tempo di Germania-Polonia) e inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Smolarek&lt;/span&gt;, il quale va a fare il centravanti, con Saganowski spostato sulla destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia lascia che sia la Polonia a manovrare, ma anche in fase difensiva appare evidente la superiorità di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vukojevic &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pokrivac &lt;/span&gt;sui due mediani avversari, nonostante i due centrocampisti croati non facciano nulla di eccezionale e si limitino al compitino: dalla loro, Vukojevic e Pokrivac hanno sicuramente il vantaggio di avere una buona intesa, considerando anche che per diverso tempo hanno composto anche la mediana titolare della Dinamo Zagabria, prima che il 22enne Pokrivac decidesse di approdare in Francia e giocare al Monaco. La Polonia è decisamente impalpabile e esteticamente inguardabile per come porta avanti la manovra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perlomeno la squadra di Beenhakker riesce a creare qualche occasione per tenere alto l’orgoglio: al 63’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Krzynowek &lt;/span&gt;(uno dei pochi polacchi a raggiungere la sufficienza) crossa basso dalla corsia mancina, Simic va a vuoto in tackle e Guerreiro ne approfitta, riuscendo a girarsi e calciare subito di sinistro ad incrociare, mandando il pallone a sfiorare il pallone. E’ l’unica bella giocata del match per il brasiliano naturalizzato polacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smolarek ha sicuramente voglia di fare e si muove di più e meglio rispetto ai due match precedenti e al 69’ conclude una buona manovra sulla sinistra con una palla filtrante che permette a Krzynowek di crossare morbido, sul secondo palo Saganowski va al colpo di testa da distanza ravvicinata ma non trova potenza e permette a Runje la presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi 10 minuti la difesa croata sembra perdere concentrazione (in particolare Vedran Corluka, elemento interessante ma che deve migliorare proprio su questo aspetto) e permette alla Polonia di presentarsi tre volte pericolosamente al tiro: all’81’ tutto nasce da una bella azione in solitaria di Smolarek, che spalle alla porta si gira con una veronica, riesce a saltare il possibile raddoppio di Pokrivac e scarica una botta potente di sinistro dal limite, con palla che esce davvero di pochissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’85’ è Guerreiro ad accendere Smolarek, con l’attaccante del Racing Santander che parte in azione personale e poi cerca un tiro molto difficile dal vertice destro dell’area di rigore, ma manda il pallone alto con Runje che controllava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, l’ultima occasione arriva all’88’ grazie ad una verticalizzazione filtrante di Smolarek che manda a vuoto il tentativo di intercetto di Corluka in scivolata e lascia &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zahorski &lt;/span&gt;(subentrato al posto di Saganowski) solo davanti al portiere, ma l’attaccante del Gornik Zabrze si imbriglia da solo una volta entrato in area di rigore e spreca davvero malamente, permettendo a Runje di togliergli addirittura il pallone tra i piedi con una facilità disarmante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce allora con una vittoria anche questo match per la Croazia, che può affrontare la fase ad eliminazione diretta con grandissima fiducia, considerando che anche le riserve possono garantire un discreto apporto qualora ve ne sia il bisogno. E’ un po’ da rivedere la prestazione di un possibile titolare come Petric, ancora una volta non convincente fino in fondo: per questo motivo, Bilic potrebbe lasciarlo fuori per il quarto di finale contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia &lt;/span&gt;e riproporre il 4-4-1-1 con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kranjcar &lt;/span&gt;alle spalle dell’unica punta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olic&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Polonia invece abbandona l’Europeo con l’unico rammarico di non esser riuscito ad ottenere la vittoria contro l’Austria per un’invenzione dell’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Webb&lt;/span&gt;, ma che nelle altre due partite ha mostrato troppi difetti strutturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia-Croazia 0-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia (4-4-1-1): &lt;/span&gt;Boruc 7 – Wasilewski 2 Zewlakow 4 Dudka 4,5 Wawrzyniak 6 – Lobodzinski 3,5 (55’ Smolarek 6,5) Murawski 5 Lewandowski 4 (46’ Kokoszka 5,5) Krzynowek 6 – Guerreiro 5 – Saganowski 5 (69’ Zahorski 5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Kowalewski, Fabianski, Jop, Golanski, Bak, Gargula, Pazdan&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Leo Beenhakker 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia (4-4-2): &lt;/span&gt;Runje 6 – Simic 5,5 Vejic 6,5 Knezevic 6 (26’ Corluka 6) Pranjic 7,5 – Leko 6 Vukojevic 6,5 Pokrivac 6,5 Rakitic 7 – Petric 6 (74’ Kranjcar sv) Klasnic 8 (74’ Kalinic sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Pletikosa, Galinovic, Simunic, Robert Kovac, Niko Kovac, Srna, Modric, Olic, Budan&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Slaven Bilic 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Kyros Vassaras (Grecia) 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;52’ Klasnic&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Lewandowski, Zahorski (P), Vejic, Vukojevic (C)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Gruppo B:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Croazia 9 &lt;/span&gt;(+3)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Germania 6 &lt;/span&gt;(+2)&lt;br /&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria 1 &lt;/span&gt;(-2)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia 1 &lt;/span&gt;(-3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Croazia vince il Girone B&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Germania qualificata ai quarti di finale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1350383444874293306?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1350383444874293306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1350383444874293306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1350383444874293306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1350383444874293306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-croazia-chiude-punteggio-pieno-e.html' title='La Croazia chiude a punteggio pieno e Klasnic si prende la soddisfazione di andare a segno'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-3151760258159908000</id><published>2008-06-16T11:39:00.002+02:00</published><updated>2008-06-16T11:44:45.778+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Repubblica Ceca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><title type='text'>Nihat completa la rimonta vincente di una folle Turchia</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La squadra di Terim rimonta dallo 0-2 negli ultimi 15 minuti e ottiene la qualificazione ai quarti, sfruttando anche l’erroraccio di Petr Cech&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/89/64/718964_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/89/64/718964_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla carta il match tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca &lt;/span&gt;aveva tutto per essere tra i più avvincenti della terza giornata dei gironi di Euro 2008 perché di fatto era un vero e proprio spareggio per il passaggio del turno, un vero ottavo di finale visto anche il possibile approdo ai calci di rigore in caso di parità dopo il 90’ minuto, visto che le due squadre si prevalevano sia come punti che come differenza reti e gol segnati. Ebbene, il match visto a Ginevra è stato anche più emozionante delle attese, vista la grande alternanza di risultato e di stati d’animo. A poco più di 15 minuti dalla fine sembrava tutto scritto, con la Repubblica Ceca in vantaggio per 2-0 e molto pungente in contropiede, sfiorando il colpo del ko varie volte, colpendo pure un palo clamoroso con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jan Polak&lt;/span&gt;. Di fronte all’undici di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Karel Bruckner &lt;/span&gt;però c’era la squadra più folle del torneo, quella Turchia che già contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera &lt;/span&gt;era riuscita a ribaltare il risultato nella ripresa e vincere a recupero inoltrato, che rientrava in partita e regalava un finale di fuoco. E il finale è stato davvero elettrizzante, visto che a 3 minuti dalla fine &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petr Cech &lt;/span&gt;commette uno di quegli errori che non avrebbe commesso mai e poi mai prima dell’incidente con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stephen Hunt &lt;/span&gt;del Reading e concede il gol del pareggio, ma i turchi non si accontentano e con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nihat &lt;/span&gt;trovano in bello stile la rete della vittoria e dell’accesso ai quarti di finale. Questo non prima di rischiare a sua volta di subire il gol del 3-3 e di finire il match in 10 uomini e con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tuncay &lt;/span&gt;in porta, dopo l’espulsione del portiere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Volkan&lt;/span&gt;. Dire che è successo di tutto in questo finale potrebbe suonare riduttivo con la Turchia che ottiene la qualificazione nel modo più drammatico possibile, confermando quel luogo comune calcistico che vuole i turchi capaci di non mollare mai fino all’ultimo istante: proprio il carattere è servito per ribaltare una situazione notevolmente compromessa, con la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fatih Terim &lt;/span&gt;che si conferma ancora una volta in difficoltà psicologica quando il suo ct la imposta con un atteggiamento molto coperto, mentre diventa decisamente più brillante e pericolosa quando c’è da pungere e da attaccare furiosamente in attacco. Contro la Croazia ai quarti di finale sarà fondamentale capire con qualche atteggiamento la Turchia comincerà la partita, perché iniziare nuovamente nel modo sbagliato il match questa volta potrebbe costare caro ai turchi, visto che di fronte si troveranno una formazione molto ben organizzata. E’ incredibile invece la delusione subita dalla Repubblica Ceca, quasi sicura ormai dell’accesso ai quarti di finale visto che sul 2-0 sembrava incunearsi con grande disinvoltura nella difesa della Turchia, ma che non è riuscita a reggere in difesa quando la Turchia l’ha messa alle corde e ha mostrato diversi errori individuali, soprattutto da parte di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marek Jankulovski&lt;/span&gt;, completamente abbattuto dalle folate offensive sulla sua corsia e colpevole di due dei tre gol. Il gol del 2-2, infatti, è un caso a parte e porta il volto del dramma sportivo di Petr Cech, uno che ha perso la finale di Champions League per lo scivolone del proprio capitano nel rigore decisivo e che poco meno di un mese dopo esce dagli Europei per aver sbagliato una presa del tutto banale e in totale solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la vittoria ottenuta contro la Svizzera, la Turchia rivoluzione nuovamente il proprio undici titolare, schierando stavolta un più classico 4-4-2 con Nihat che trova la spalla in Semih Senturk, mentre Tuncay parte sulla destra con Arda Turan sulla fascia sinistra. Novità anche al centro della difesa, dove Servet Cetin ha la terza spalla diversa in tre partita: dopo aver giocato con Gokhan Zan contro il Portogallo e con Emre Asik contro la Svizzera, stavolta al fianco del difensore di origini azere c’è Emre Gungor. Sicuramente meno sorprendente l’undici schierato dalla Repubblica Ceca, che gioca con il solito 4-1-4-1 e presenta soltanto un cambio di formazione rispetto all’ultimo match, riproponendo cioè Jan Koller al centro dell’attacco al posto di Milan Baros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente non convince molto l’atteggiamento della Turchia, che sembra pensare più a coprirsi che ad altro, con Fatih Terim che continua a proporre una sua personale imitazione della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Otto Rehhagel &lt;/span&gt;ha portato sul tetto Europeo quattro anni fa, ma di fatto questo tipo di tattica non premia per nulla la Turchia ma la limita completamente, rendendola quasi inoffensiva nella metà campo avversaria: oltretutto, la squadra di Fatih Terim commette un gran numero di falli nei primissimi minuti e già al 10’ si ritrova con due ammoniti, i due mediani &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mehmet Topal &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mehmet Aurelio&lt;/span&gt;. La Repubblica Ceca inizia a premere maggiormente provando a giocare con velocità, mettendo in difficoltà la difesa turca soprattutto sul centro-sinistra difensivo, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hakan Balta &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Servet Cetin &lt;/span&gt;che soffrono tantissimo la rapidità e gli inserimenti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Libor Sionko&lt;/span&gt; e faticano molto per limitarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cechi però faticano a creare delle limpide palle gol e si affidano ai calci piazzati: all’11 &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jankulovski &lt;/span&gt;batte una punizione dalla trequarti con traiettoria morbida, al centro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jan Koller &lt;/span&gt;va a colpire di testa ma manda alto il suo tentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo di gioco è basso perché nel primi 25 minuti la partita è troppo spezzettata dalla squadra turca, con la Repubblica Ceca che attacca sempre con più continuità e di fatto il match di svolge soltanto in una metà campo, quella offensiva dei cechi. Nonostante le difficoltà della difesa della Turchia, la Repubblica Ceca sembra avere grosse difficoltà a trovare la profondità, perché centralmente Koller può imporre il suo gran fisico nelle palle alte ma è poco reattivo, mentre i centrocampisti non s’inseriscono mai con troppa convinzione sugli spazi che il gigante del Norimberga lascia aperti. L’unico quindi ad attaccare con convinzione gli spazi e a dare la profondità è il solito Sionko, sicuramente uno degli elementi più positivi nell’Europeo della Repubblica Ceca. Nella Turchia, Nihat è poco supportato e riceve raramente palloni giocabili, mentre il gioiellino &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arda Turan &lt;/span&gt;si vede poco perché troppo sacrificato in compiti di copertura per la tattica adoperata da Terim in questo primo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tentativo turco arriva al 17’ con Tuncay che da 30 metri rallenta l’azione e poi tenta il destro, mandando largo con Cech che controllava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decisamente più pericolosa dall’alta parte la Repubblica Ceca sul ribaltamento di fronte con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Matejovsky &lt;/span&gt;che tenta la bella conclusione da fuori approfittando di un pallone a spiovere alzato da Koller, ma il tiro del centrocampista del Reading non è angolatissimo e Volkan riesce a bloccare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matejovsky è assolutamente uno dei più attivi e dei più positivi tra i 22 calciatori in campo e al 25’ allarga a destra dopo aver ricevuto una sponda di Koller, Sionko è accerchiato da tre avversari al limite dell’area ma ancora una volta si rivela elemento indigesto per la difesa turca, visto che riesce ad accentrarsi e a caricare un sinistro velenoso con palla a giro verso l’angolo più lontano, mandando alto il suo tentativo per non più di un metro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la statistica, la Turchia ha il 58% di possesso palla ma è un possesso quanto mai sterile, con in particolare i due mediani turchi che non vanno mai al passaggio in avanti, manco stessero giocando a rugby: a deludere è soprattutto Mehmet Topal, lui che ha maggiori compiti di regia ma che si limita ad un comportamento molto difensivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica Ceca trova un buono spazio per inserirsi al 34’ e lo sfrutta Matejovsky che avanza e poi tocca sulla destra per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grygera&lt;/span&gt;, il quale crossa con precisione al centro: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emre Gungor &lt;/span&gt;prova a trattenere in tutti i modi Koller ma i centimetri dell’attaccante ceco hanno la meglio e il suo colpo di testa e molto calibrato, Volkan riesce a toccare il pallone ma non può far meglio che deviarlo sulla parte bassa della traversa, con la sfera che poi rimbalza dentro la rete per lo 0-1. Jan Koller non è certamente il giocatore dei bei tempi all’Anderlecht o al Borussia Dortmund, ma è sempre un elemento difficilmente marcabile sulle palle alte per la sua statura e la sua stazza fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita sembra mettersi bene per la Repubblica Ceca ma al 39’ arriva la brutta notizia dell’infortunio abbastanza incredibile di Matejovsky: Sionko infatti subisce fallo a centrocampo e nella caduta va a sbattere sulla caviglia del compagno con tutto il corpo e lo mette ko. Sfortunatissima la Repubblica Ceca, anche perché il centrocampista stava giocando molto bene, mentre il neo entrato Jarolim non avrà lo stesso impatto negli equilibri di gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’intervallo Terim sprona la sua squadra e libera i suoi da compiti difensivi, proponendo anche una sostituzione con l’uscita dal campo dell’anonimo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semih Senturk &lt;/span&gt;e l’inserimento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabri Sarioglu&lt;/span&gt;, che va a fare l’esterno destro a centrocampo con Tuncay in attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo tempo ha subito ritmi molto più infuocati con la Turchia che mette subito in difficoltà la difesa ceca e in particolare Jankulovski, che al 47’ respinge male un pallone alto: prova ad approfittarne Nihat che sul pallone alto in area di rigore prova a colpire con inedito esterno destro volante, ma l’imprevedibile gesto atletico non ha l’effetto voluto perché il pallone termina alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia è ripartita subito con il piede sull’acceleratore e adesso sembra un’altra squadra visto che con due esterni veri a centrocampo mette dentro tanti palloni insidiosi, sia con Sabri Sarioglu a destra che, soprattutto, con Arda Turan sulla sinistra, il quale nella ripresa ha sicuramente più libertà offensive e gioca anche in una posizione più avanzata: proprio il 21enne centrocampista del Galatasaray (ma che ha attirato l’interesse di un paio di club di Premier League) guida la reazione turca, con la Repubblica Ceca che sembra andare in grossa difficoltà contro l’aggressività e il dinamismo degli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 57’ la Turchia diventa ancora più offensiva, perché esce Mehmet Topal (davvero molto deludente) ed entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Colin Kazim-Richards&lt;/span&gt; (o Kazim-Kazim secondo la sua “nuova” denominazione turca), il quale va a destra con Sabri Sarioglu che stringe in posizione più interna, anche se il giocatore del Galatasaray ha sempre la tendenza ad allargarsi per creare superiorità numerica sul lato di uno Jankulovski in netta difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia però concede spazi in difesa e lo fa ancor di più perché è costretta a rimanere in 10 uomini per qualche minuto, perché Emre Gungor si fa male e rimane fuori dal campo. La Repubblica Ceca ne approfitta e al 61’ è pericolosissima: Galasek sulla propria trequarti protegge palla e trova il tocco in verticale per Koller che scatta dalla linea di centrocampo e va via, con la difesa turca che non riesce a far scattare il fuorigioco. L’attaccante probabilmente arriva in panne all’ingresso dell’area di rigore e il suo sinistro termina largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo Emre Gungor è ancora fuori dal campo sembra esser stato sostituito e la Repubblica Ceca ha ancora praterie offensive, con Sionko che è ancora molto bravo nell’azione sulla destra e mette dentro il cross, dall’altra parte &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Plasil &lt;/span&gt;anticipa Sabri Sarioglu e colpisce in scivolata verso la porta, con Volkan che ancora una volta tocca il pallone ma non riesce a respingerlo fuori dalla porta, questa volta in modo più colpevole rispetto al primo gol. E’ la rete dello 0-2 che sembra chiudere il match e Fatih Terim si infuria con il quarto uomo perché, a suo modo di dire, la sostituzione di Emre Gungor andava effettuata in precedenza e la Turchia in questo modo ha subito un gol pesante in inferiorità numerica: va detto, però, che i turchi potevano sistemarsi meglio in difesa per questo paio di minuti in 10 uomini invece di concedere due occasioni ghiottissime agli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia sembra sotto shock e disunita in mezzo al campo, concedendo grazi spazi in contropiede agli avversari anche in parità numerica per l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emre Asik&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 70’ è ancora Sionko ad infuocare la fascia destra con un’azione personale che gli permette di mettere dentro un pallone basso, al centro dell’area Servet Cetin è troppo lento e si fa anticipare netto da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polak &lt;/span&gt;che calcia a colpo sicuro con il piatto destro ma la conclusione potente termina sul palo: sarebbe stato il colpo del ko definitivo, ma la Repubblica Ceca protesta perché sulla respinta Polak si lancia per tentare il tap-in di testa con il portiere a terra ma viene colpito proprio sulla testa dalla gamba altissima di Emre Asik, che gli provoca anche un discreto taglio alla fronte. Appurato che il contatto c’era effettivamente stato (visto il segno sulla fronte di Polak), l’intervento pericoloso doveva essere punito con il calcio di rigore: sono davvero tanti gli errori arbitrali in questi Europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia rimane in piedi e al 75’ riapre a sorpresa la partita: azione parte sulla destra dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hamit Altintop &lt;/span&gt;appoggia a Sabri Sarioglu e scatta prontamente in avanti per ricevere in area di rigore la verticalizzazione del compagno e per mettere in area di rigore un cross arretrato che trova troppo schiacciata la difesa ceca, dall’altra parte infatti arriva a rimorchio Arda Turan che calcia basso e con grande precisione, mandando il pallone a sfiorare il palo interno e battendo Cech per la rete dell’1-2. Dopo il gol che ha eliminato la Svizzera nel turno precedente, il talentino turco concede il bis rimettendo in partita la sua squadra e confermandosi un elemento di grande prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terim si gioca il tutto per tutto e lancia la propria squadra in avanti, spostando anche l’ottimo Arda Turan per qualche minuto sulla fascia destra per attaccare il punto debole della difesa ceca in tutti i modi: questo punto debole ha il nome di Marek Jankulovski, davvero in bambola sotto la pressione di Sabri Sarioglu e Hamit Altintop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande chance per il pareggio sembra arrivare all’82’, quando dopo un corner Hamit Altintop crossa dalla mediana, la difesa ceca è ancora piazzata male e Servet Cetin stacca da posizione ravvicinatissima: il difensore centrale può incornare da pochi metri ma non colpisce il pallone con la fronte piena e lo sfiora appena, mandando larga una grandissima occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il finale è elettrizzante e la difesa della Repubblica Ceca sembra aver perso tutti i meccanismi: Bruckner prova a coprire la falla della corsia mancina inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kadlec &lt;/span&gt;in costante aiuto a Jankulovski e questo sembra togliere un po’ di ritmo al forcing turco, con Arda Turan che torna più stabilmente sulla sinistra. La Turchia cerca disperatamente il gol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’87’ arriva l’impensabile patatrac: cross da destra di Hamit Altintop con traiettoria troppo stretta sul portiere e prevedibile, Cech esce con grande libertà e senza nessuno che lo contrasti ma sbaglia clamorosamente la presa a mani aperte, lasciando lì il pallone con Nihat che deve soltanto appoggiarlo in rete trovando la rete del 2-2. Davvero incredibile l’errore di Cech, non il primo in questa disgraziata stagione: dopo l’incidente di Reading, infatti, il portiere ceco non è più stato realmente sé stesso e ha commesso anche in Premier League diverse ingenuità clamorose e, a vedere quest’azione, non può che balzare all’occhio l’errore commesso all’Emirates Stadium nel big match tra Arsenal e Chelsea dello scorso Dicembre, quando sbagliò un’uscita in modo identico e senza pressioni particolari da avversari, permettendo a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;William Gallas &lt;/span&gt;di trovare il gol decisivo. E’ triste dirlo ma sembra davvero evidente che prima dell’incidente Cech non commettesse questi errori così grave.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita non è ancora finita e passano due minuti che la Turchia trova il modo di completare la rimonta, riuscendo ad evitare anche i calci di rigore: su lancio lungo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ujfalusi &lt;/span&gt;interviene malissimo con la coscia e lascia il pallone sulla trequarti e un buco in difesa, il pallone è ripreso da Hamit Altintop che avanza e serve filtrante sulla sua sinistra a Nihat, tenuto in gioco dal pessimo piazzamento ancora di Jankulovski, che rimane un paio di metri dietro la propria linea difensiva. L’attaccante del Villarreal ha un grande spazio, si ferma a caricare il tiro e trova una traiettoria perfetta con il destro verso l’angolo lontano, mandando il pallone sulla traversa interna e poi in rete per far scattare il delirio turco: rimonta completata in meno di un quarto d’ora e 3-2 che proietta la squadra di Terim ai quarti di finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le emozioni in questo finale pazzesco di gara non sono finite perché al 92’ Volkan esce malissimo su un lancio lungo e profondo, andando a sbattere su Servet e lasciando lì il pallone anche contrastato (e impaurito) da Koller, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vlcek &lt;/span&gt;colpisce di testa il pallone vagante ma non ha né precisione né forza nel tentativo e Sabri Sarioglu lascia il pallone sul fondo. L’azione è conclusa e Volkan si alza e va a spingere Koller, il quale accentua notevolmente la caduta: il gigante ceco non è l’unico ad esagerare, perché si ci mette anche l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frojdfeldt &lt;/span&gt;che va addirittura ad espellere il portiere. Decisione molto discutibile (per spingere via in quel modo uno dalla stazza fisica di Koller ci vorrebbe una forza disumana e pare difficile che Volkan ce ne abbia messa così tanta) che potrebbe essere pesante, visto che la Turchia ha finito le sostituzioni e deve inserire in porta Tuncay Sanli a difendere la porta per tutto il recupero, mentre la Repubblica Ceca spera nel pareggio per poi trovarsi ai calci di rigore con gli avversari senza un vero portiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la Turchia riesce a stringere i denti e a proteggersi fino al fischio finale, accedendo ai quarti di finale dopo una vera battaglia e dopo un match dall’enorme tasso emotivo. A vincere è la squadra più determinata e adesso la Turchia si prepara ad affrontare la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;nei quarti di finale, provando a mettere a segno un altro miracolo sportivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiude invece l’Europeo della Repubblica Ceca e lo fa in modo amaro: se quattro anni fa il match s’esordio degli Europei aveva visto in campo le stesse de squadre che poi si sarebbero giocate la finale (Grecia e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo&lt;/span&gt;), quest’anno le cose sono andate in modo diverso perché sia Svizzera che Repubblica Ceca vengono eliminate al primo turno, con i cechi condannati sicuramente dagli episodi in quest’ultimo match, ma condannati anche da una difesa che lascia delle falle paurose quando è attaccata con determinazione. Di certo, stupisce come il match winner del match d’esordio &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vaclav Sverkos &lt;/span&gt;non sia più stato utilizzato dal ct Bruckner nemmeno per un minuto, né in questo match né contro il Portogallo, così come altri due elementi interessanti come il talento &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fenin &lt;/span&gt;e l’esterno dalla buonissima tecnica &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Skacel &lt;/span&gt;non abbiano avuto modo di vedere il campo nemmeno per un minuto, quando invece avrebbero potuto far comodo più di elementi che invece hanno visto il campo e hanno reso poco.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia-Repubblica Ceca 3-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia (4-4-2): &lt;/span&gt;Volkan 5,5 – Hamit Altintop 7 Emre Gungor 5 (65’ Emre Asik 6) Servet Cetin 4 Hakan Balta 5 – Tuncay 6 Mehmet Topal 4 (57’ Kazim-Richards 5,5) Mehmet Aurelio 6 Arda Turan 7,5 – Semih Senturk 3,5 (46’ Sabri Sarioglu 7) Nihat 7,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Rustu, Tolga, Gokhan Zan, Emre Belozoglu, Gokdeniz, Tumer Metin, Ugur Boral, Ayhan, Erding&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Fatih Terim 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca (4-1-4-1): &lt;/span&gt;Cech 4 – Grygera 6 Ujfalusi 4,5 Rozehnal 5 Jankulovski 3 – Galasek 5 – Sionko 7 (84’ Vlcek sv) Matejovsky 7 (39’ Jarolim 5) Polak 5,5 Plasil 6,5 (80’ Kadlec sv) – Koller 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Blazek, Zitka, Kovac, Fenin, Sverkos, Pospech, Baros, Sivok, Skacel&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Karl Bruckner 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Peter Frojdfeldt (Svezia) 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;34’ Koller (RC), 62’ Plasil (RC), 75’ Arda Turan (T), 87’ Nihat (T), 89’ Nihat (T)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Mehmet Topal, Mehmet Aurelio, Emre Asik (T), Ujfalusi, Galasek (RC)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Espulso:&lt;/span&gt; 92’ Volkan (T)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-3151760258159908000?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/3151760258159908000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=3151760258159908000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3151760258159908000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3151760258159908000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/nihat-completa-la-rimonta-vincente-di.html' title='Nihat completa la rimonta vincente di una folle Turchia'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1262579851450501541</id><published>2008-06-16T11:34:00.002+02:00</published><updated>2008-06-16T11:39:25.516+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svizzera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Portogallo'/><title type='text'>Hakan Yakin rende vincente la partita d’addio di Kobi Kuhn</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Le seconde linee del Portogallo sono un po’ fumose (Quaresma in particolare) e la Svizzera riesce a vincere 2-0 giocando un buon secondo tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/87/71/718771_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/87/71/718771_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo sette anni intensi e conditi da buoni risultati e un Europeo vissuto in modo molto particolare, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kobi Kuhn &lt;/span&gt;lascia la panchina della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera &lt;/span&gt;con un’onorevole vittoria, la prima della Nazionale elvetica ad una fase finale degli Europei: il 64enne tecnico ha stabilizzato la Svizzera su buoni livelli, qualificandola agli Europei del 2004 e ai Mondali del 2006 (dove arrivò agli ottavi di finale per poi essere eliminata ai rigori dall’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ucraina&lt;/span&gt;), vivendo però l’Europeo del 2008 nel modo peggiore possibile, visto che proprio pochi giorni prima del match d’esordio la moglie è entrata in coma, uscendone solo qualche giorno fa. Allora è giusto ed anche bello che Kuhn lasci la sua Svizzera con una vittoria, che è ininfluente ai fini del passaggio del turno dopo le sconfitte subite nelle prime due partite, ma che permette al ct di dare l’addio con un sorriso per lasciare il posto ad &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ottmar Hitzfeld&lt;/span&gt;, il quale avrà il compito di continuare la crescita di questa Nazionale. Quello di Basilea era un match ininfluente ai fini del girone, visto che anche il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;conosceva in modo preciso il proprio destino, avendo già la certezza della vittoria del girone: i lusitani hanno dato spazio a molte riserve, creando diverse occasioni nel primo tempo ma dando la sensazione di essere una squadra troppo fumosa, quasi tornando agli storici luoghi comuni sul calcio portoghese. Il primo tempo ha visto la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Felipe Scolari &lt;/span&gt;creare diverse occasioni sfruttando le corsie esterne, ma nella ripresa proprio uno dei due esterni ha finito per fare più danni che altro, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricardo Quaresma&lt;/span&gt;, autore di un secondo tempo davvero sconcertante. D’altro canto, il primo tempo della Svizzera è apparso troppo simile ai 90 minuti giocati contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca&lt;/span&gt;, con un gioco poco fluido e molto bloccato, mentre nelle ripresa gli elvetici hanno cambiato passo sulle fasce, sono apparsi più solidi a centrocampo e hanno mostrato un buon calcio, meritando tutto sommato la vittoria per aver cercato un gioco più concreto rispetto al Portogallo. A firmare la vittoria è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hakan Yakin&lt;/span&gt;, che conferma di essere in palla in fase realizzativa, dopo aver realizzato un buon numero di gol anche negli ultimi campionati svizzeri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera presenta la formazione migliore possibile in questo momento, a parte l’innesto del secondo portiere Zuberbuhler al posto del titolare Benaglio e con Vonlanthen preferito a Barnetta sulla sinistra. Come contro la Turchia, il modulo tattico è il 4-4-1-1, con Hakan Yakin a giocare alle spalle di Derdiyok. Fa ampia rotazione invece il Portogallo, con Scolari che conferma il 4-3-3 ma che dà spazio a riserve come Miguel, Fernando Meira, Miguel Veloso e Nani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inizio di gara è lento e molto equilibrato, con la Svizzera che appare un po’ più continua nella manovra ma che non incide molto in avanti. Il Portogallo attende e riparte senza trovare gran ritmo se non con qualche fiammata dei due esterni, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Meira &lt;/span&gt;che come suo solito abbasso molto la sua posizione e protegge la difesa come uno stopper aggiunto, partecipando però pochissimo alla manovra offensiva. A tenere basso il ritmo ci pensa anche l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Plautz&lt;/span&gt;, che come suo solito fischia una caterva di falli e spezzetta troppo il gioco: in questo modo, l’austriaco si rende insopportabile anche in match che contano poco, con lo spettatore medio che spera quasi che quel fischietto che si sente quasi ogni secondo venga prima o poi ingoiato dall’arbitro, in modo da avere un gioco più fluido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi Plautz sia un arbitro che fischi a caso è confermato al 15’, quando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lichtsteiner &lt;/span&gt;interviene in ritardo su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nani &lt;/span&gt;in area di rigore e nei pressi della linea di fondo: l’esterno portoghese accentua un po’ il contatto, ma il rigore c’era sicuramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa fase aumenta il possesso palla del Portogallo, che al 18’ ha una grande occasione per passare in vantaggio: punizione da trequarti che Quaresma batte diretto verso la porta con traiettoria potente e bassa, in area di rigore arriva la deviazione di piatto destro di Pepe che sorprende un po’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zuberbuhler&lt;/span&gt;, che si propone in un intervento non perfetto che non blocca la corsa della sfera ma la alza, mandandola in qualche modo sulla traversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quaresma si rende utile nella battuta dei calci piazzati, dove almeno è meno difficile tentare le sue solite giocate lezione: al 20’ batte morbido una punizione da destra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bruno Alves &lt;/span&gt;si stacca sul secondo palo e prova l’incornata, non colpendo in modo potente e permettendo a Zuberbuhler la presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso la partita prende un po’ di ritmo, con le due squadre che cominciano a spingere bene sull’acceleratore e creare qualche buona chance, con il Portogallo che è più continuo e più pericoloso, in particolare con i due esterni. La Svizzera è invece più manovriera, ma fatica ad accendere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Derdiyok&lt;/span&gt;, il quale si vede poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 23’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inler &lt;/span&gt;cerca la botta da posizione centrale, con traiettoria insidiosa anche se poco angolata e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricardo &lt;/span&gt;riesce a smanacciare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo lo stesso Inler perde malamente palla e Nani parte in transizione sulla sinistra, entra in area di rigore e tocca d’esterno destro per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Helder Postiga&lt;/span&gt;, il quale tenta il piatto destro e, con Zuberbuhler che appariva battuto, l’intervento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Senderos &lt;/span&gt;è provvidenziale a salvare la porta svizzera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 32’ la Svizzera batte un corner da destra, sul secondo palo Yakin ha la meglio su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paulo Ferreira &lt;/span&gt;e gira bene di testa, ma Ricardo è pronto a rispondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Portogallo fa bene sulle fasce (in particolare con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nani&lt;/span&gt;) ma in mediana non appare molto brillante, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Miguel Veloso &lt;/span&gt;che non entusiasma, nonostante molte squadre (tra cui il Manchester United) sembrino pronte a svenarsi pur di acquistarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 41’ Scolari decide di togliere Paulo Ferreira, il quale era già stato ammonito per un brutto fallo su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Behrami&lt;/span&gt;: al suo posto entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jorge Ribeiro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera parte un po’ meglio nella ripresa, soprattutto per la buona spinta data sulle fasce dal continuo Behrami e da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vonlanthen&lt;/span&gt;, il quale è più estemporaneo nella sua azione. Il Portogallo però tiene bene il campo, soprattutto perché Fernando Meira compie un discreto lavoro d’interdizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante gli elvetici sembrino più in palla in questa ripresa, a creare le prime due occasioni del secondo tempo è il Portogallo: al 53’ il lancio a cambiare gioco di Miguel Veloso apre un contropiede interessante perché Lichtsteiner non riesce ad intercettare il pallone in scivolata, lasciando spazio sulla sinistra a Nani che va a tu per tu con Zuberbuhler e poi calcia verso l’angolino più vicino, spiazzando il portiere ma trovando il palo a negare il gol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 58’ poi ci pensa il solito Senderos a perdere un pallone terribile in palleggio al limite della propria area, Quaresma conquista palla e tenta da fuori una conclusione con buon effetto, ma Zuberbuhler respinge bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera è un po’ confusionaria nel gioco ma al 65’ riesce a rendersi molto pericolosa con un’azione insistita che vede vari tiri ribattuti, finché il pallone non arriva ad Inler che scarica una sassata di collo pieno che lascia immobile Ricardo ma che colpisce il palo esterno e termina fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita si apre e la Svizzere insiste bene nei suoi attacchi e si fa preferire al Portogallo perché riesce ad essere veloce nel proprio gioco e ad accelerare con notevole intensità sulla sinistra, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Magnin &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Barnetta &lt;/span&gt;(subentrato al posto di Vonlanthen) fanno impazzire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Miguel&lt;/span&gt;, il quale soffre anche per le mancate coperture dell’anarchico Quaresma, che in tutto questo secondo tempo dimostra perché al massimo può essere un giocatore circense e non un vero campione: il giocatore del Porto è sempre troppo individuale e lezioso e a tratti finisce per essere irritante per i suoi atteggiamenti. Anche per merito suo, il Portogallo appare troppo fumoso e soffre gli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 71’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Muller &lt;/span&gt;avanza a centrocampo e verticalizza in avanti, Derdiyok va incontro al pallone e appoggia benissimo di prima per Yakin, che in questo modo si libera solo davanti al portiere ed è freddo a batterlo con una precisa conclusione, che vale la rete dell’1-0. In questo match, Derdiyok s’è visto davvero poco ma in questo caso dimostra di avere qualità importanti, visto che il suo assist di prima è stato delizioso, anche se sul gol c’è qualche colpa di Bruno Alves che è stato assente in copertura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro un centrocampo del Portogallo che non appare perfetto, Inler appare un giocatore decisamente più solido rispetto a quello che s’era visto nei primi due match, in particolare in quello contro la Repubblica Ceca in cui il quasi 24enne non sembrava neanche un giocatore di calcio. Al suo fianco, invece, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gelson Fernandes &lt;/span&gt;conferma il suo anonimato, visto che raramente lo si vede fare cose importanti (non solo agli Europei ma anche in Premier League con il Manchester City) e ogni tanto ha ingenuità pazzesche, come al 77’ quando perde un brutto pallone a centrocampo e libera in contropiede in superiorità numerica: per sua fortuna, quel contropiede è stato portato avanti da Quaresma che poi lo conclude in modo terribile e ancora una volta incredibilmente lezioso, confermando il suo secondo tempo raccapricciante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ buono invece il secondo tempo di Barnetta, che all’83’ prende il tempo a Fernando Meira e viene toccato in area di rigore: l’arbitro concede il penalty che Yakin batte perfettamente sulla sinistra, il pararigori Ricardo indovina l’angolo ma non può proprio arrivarci e non riesce ad impedire la rete del 2-0. Per Yakin poi ci sarà la giusta ovazione, visto che in questo Europeo ha saputo mettere a segno tre reti, pur non partendo da titolare nel primo match contro la Repubblica Ceca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finisce con un buon match un Europeo abbastanza deludente per i padroni di casa della Svizzera, che erano attesi a fare qualcosa di più ma che hanno finito per pagare qualche limite strutturale a centrocampo e anche qualche crescita non del tutto riuscita di un paio di elementi giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Portogallo chiude con una sconfitta il girone ma di fatto cambia poco, anche se Scolari avrebbe richiesto una prestazione migliore da qualche riserva, come Miguel Veloso e Helder Postiga. I lusitani torneranno in campo giovedì prossimo per il primo dei quarti di finale in cui affronteranno una tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania &lt;/span&gt;(sicuramente l’avversario più probabile, in quello che sarebbe un grande match), &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera-Portogallo 2-0&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera (4-4-1-1): &lt;/span&gt;Zuberbuhler 6 – Lichtsteiner 6 (85’ Grichting sv) Muller 6,5 Senderos 5,5 Magnin 6,5 – Behrami 7 Gelson 5 Inler 6,5 Vonlanthen 6 (61’ Barnetta 7) – Yakin 7,5 (86’ Cabanas) – Derdiyok 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Benaglio, Jakupovic, Djourou, Huggel, Gygax, Spycher, Degen&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Jakob Kuhn 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo (4-3-3): &lt;/span&gt;Ricardo 6 – Miguel 4,5 Pepe 6 Bruno Alves 5 Paulo Ferreira 5,5 (41’ Jorge Ribeiro 6) – Raul Meireles 6 Fernando Meira 6 Miguel Veloso 5 (70’ Joao Moutinho 5,5) – Quaresma 3 Helder Postiga 4 (74’ Hugo Almeida sv) Nani 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Nuno, Rui Patricio, Bosingwa, Cristiano Ronaldo, Petit, Simao, Ricardo Carvalho, Deco, Nuno Gomes&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Luiz Felipe Scolari 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Konrad Plautz (Austria) 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;71’ Yakin, 83’ rigore Yakin&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti:&lt;/span&gt; Gelson, Vonlanthen, Yakin, Barnetta (S), Miguel, Paulo Ferreira, Fernando Meira, Jorge Ribeiro (P)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Girone A:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Portogallo 6 &lt;/span&gt;(+2)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Turchia 6 &lt;/span&gt;(=)&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca 3&lt;/span&gt; (-2)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera 3 &lt;/span&gt;(=)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Portogallo vince il Girone A&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Turchia qualificata ai quarti di finale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1262579851450501541?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1262579851450501541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1262579851450501541' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1262579851450501541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1262579851450501541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/hakan-yakin-rende-vincente-la-partita.html' title='Hakan Yakin rende vincente la partita d’addio di Kobi Kuhn'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-3249241299081342987</id><published>2008-06-15T03:44:00.001+02:00</published><updated>2008-06-15T03:48:43.476+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>David Villa brucia nel finale la Svezia e porta la Spagna ai quarti di finale</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La squadra di Aragones non brilla ma ha due attaccanti che fanno paura a tutti e che la trascinano alla vittoria del girone &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/72/30/717230_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/72/30/717230_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti lo vorrebbero strappare al Valencia ma la squadra levantina vuole tenerselo stretto, almeno fino a fine Europeo quando le sue prestazioni potrebbero aver portato alle stelle il prezzo del suo cartellino, e fa sicuramente bene, perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Villa &lt;/span&gt;è un calciatore col gol nel sangue, capace di concludere una partita in cui ha brillato decisamente poco con quella fiammata bruciante che la decide e che piazza la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;in una situazione tranquilla: il pareggio contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia&lt;/span&gt;, infatti, avrebbe costretto le Furie Rosse a dover tenere alta la concentrazione nell’ultimo match contro la Grecia, ma adesso la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luis Aragones &lt;/span&gt;ha già la sicurezza del passaggio del turno e del primo posto e può affrontare quel match anche con una formazione sperimentale, dando spazio anche ad elementi che cercano un posto da titolare (come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cesc Fabregas &lt;/span&gt;o &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xabi Alonso&lt;/span&gt;). In tal modo, dopo la seconda giornata tutti e quattro i gironi di questo Euro 2008 conoscono già le quattro rispettive vincenti e tra queste proprio la Spagna è quella che ha convinto di meno: la vittoria contro la Russia era stata un po’ più larga rispetto a quello che le due squadre avevano espresso in campo ed è arrivata anche grazie alle praterie lasciate dalla difesa russa, mentre contro la Svezia le Furie Rosse hanno faticato un po’ troppo a fare gioco e sono apparse troppo lente per gran parte del match, trovando quindi il sussulto finale proprio all’ultimo minuto e grazie alla grande giocata individuale di David Villa. Proprio l’intesa e la pericolosità della coppia d’attacco formata dal Guaje e da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres &lt;/span&gt;è il miglior fattore positivo di questa Nazionale, visto che due attaccanti così veloci possono far male a qualsiasi difesa, non solo quella disorganizzata della Russia o quella molto lenta della Svezia. Adesso la Spagna può già pensare ai quarti di finale, dove affronterà una tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia&lt;/span&gt;: visto il blasone delle ultime due (e i risultati recenti ottenuti contro la Francia ad Euro 2000 e ai Mondiali del 2006, con due eliminazioni per gli spagnoli), non è un mistero che Luis Aragones tiferà proprio per la Romania, anche se la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Victor Piturca &lt;/span&gt;non merita certo di essere sottovalutata. Per quanto espresso dalle due squadre nei 90 minuti, sicuramente il pareggio era il risultato più giusto, anche se questo non nasconde le difficoltà della Svezia a fare gioco offensivo: la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lars Lagerback &lt;/span&gt;punta ormai tutto sul proprio astro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zlatan Ibrahimovic &lt;/span&gt;e senza di lui (come successo nel secondo tempo) non c’è un tessuto di gioco che possa permettere ai gialloblu di portarsi con pericolosità in avanti. Questo perché i due mediani sono più abili a distruggere il gioco avversario che a creare quello per la propria squadra e perché dalle fasce viene sempre creato poco, nonostante in questo match &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Elmander &lt;/span&gt;si sia sacrificato discretamente sulla fascia destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia conferma buona parte del 4-4-2 che ha affrontato la Grecia nel match d’esordio agli Europei, con gli unici cambi dovuti agli infortuni di Alexandersson e di Wilhelmsson, con Stoor a fare il terzino destro e John Elmander a fare l’esterno destro a centrocampo. E’ titolare invece Zlatan Ibrahimovic, nonostante in allenamento abbia subito una botta al ginocchio che avrebbe potuto metterlo nuovamente ko. Nella Spagna invece ci sono solo conferme, con Aragones che conferma il 4-4-2 con Fernando Torres e David Villa coppia d’attacco e continua a preferire Xavi a Fabregas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima occasione del match la crea uno dei migliori spagnoli nel match d’esordio a questi Europei, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andreas Iniesta &lt;/span&gt;che al 4’ minuto taglio verso il centro e prova il sinistro dal limite dell’area, con la palla che però esce di un paio di metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta la Spagna cerca con discreta continuità la verticalizzazione centrale per le due punte, per sfruttare la loro velocità contro la lentezza dei due difensori centrali della Svezia, in particolare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petter Hansson&lt;/span&gt;. Fernando Torres non si limita soltanto ai movimenti centrali ma svaria molto sulla destra, per tentare le sue tipiche fiammate in velocità. Come suo solito, in questo inizio di gara la Spagna fa tanto possesso palla e cerca la chance giusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chance arriva al 15’ e la Spagna colpisce un po’ a sorpresa: corner battuto corto dalla sinistra per David Villa che dal fondo va incontro al pallone e poi tocca dietro per completare lo schema che dovrebbe liberare il tiro di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Silva, &lt;/span&gt;il quale però non trova lo spazio per scaricare la botta dal limite ma opta per il cross morbido, in mezzo all’area Fernando Torres anticipa tutti con grande astuzia, andando a colpire in spaccata il pallone alto e prendendo in controtempo e di sorpresa tutti, compreso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Isaksson &lt;/span&gt;che stava andando in uscita su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marchena &lt;/span&gt;e che non fa in tempo a rientrare in porta prima che il pallone entri in rete per lo 0-1. Gol di rapina e di grandi doti atletiche per il Niño, che si conferma bomber anche in Nazionale dopo un’ottima annata al Liverpool.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia prova a scuotersi dopo appena un minuto con una bella triangolazione tra Elmander e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Henrik Larsson&lt;/span&gt;, il quale permette al compagno l’inserimento in area facendo scorrere un buon pallone, ma la conclusione della punta del Tolosa verso il primo palo finisce sull’esterno della rete. Troppo facile però la penetrazione in area di Elmander tra le maglie di Marchena e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capdevila&lt;/span&gt;, con la difesa della Spagna che dimostra ancora qualche pecca. Questa è anche l’unica giocata buona di Henrik Larsson, che per il resto si sacrifica molto ma combina anche pochissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia non trova mai grande fluidità di gioco e non ha grande qualità nella propria manovra, finendo sempre per cercare l’illuminazione della stella Ibrahimovic, davvero l’unico elemento in grado di dare imprevedibilità a questa squadra: l’attaccante dell’Inter, però, in questa prima metà di tempo è chiuso bene dai difensori avversari, che gli lasciano poco spazio e che lo aggrediscono appena tocca il pallone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 24’ però arriva una bruttissima notizia per la Spagna visto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charles Puyol &lt;/span&gt;è costretto ad uscire per un problema muscolare e viene sostituito da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Raul Albiol&lt;/span&gt;: adesso le Furie Rosse si affidano ad una coppia centrale formata da due giocatori del Valencia, non certo il massimo se si considera la pessima stagione della squadra levantina. Per questo motivo, è fondamentale verificare le condizioni del capitano del Barcellona e provare a recuperarlo per giorno 22, quando la Spagna giocherà il suo quarto di finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col passare dei minuti, la Spagna cala ulteriormente di giri e permette che sia la Svezia a manovrare e questa “pigrizia” viene punita al 34’ minuto: cross dalla trequarti di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stoor&lt;/span&gt;, in area Marchena buca il colpo di testa e la palla scorre per accendere Ibrahimovic, il quale resiste molto bene all’impatto fisico con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sergio Ramos&lt;/span&gt;, riesce a proteggere palla e da posizione ravvicinata si gira e calcia verso l’angolo più lontano, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Casillas &lt;/span&gt;appare per una volta poco reattivo e sorpreso dalla giocata dell’avversario e va a deviare il pallone senza farlo in modo decisivo, non riuscendo ad impedire la rete dell’1-1. Qualora ci fossero ancora dei dubbi, questo match conferma come Ibrahimovic sia l’elemento chiave di questa Svezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso la difesa della Spagna appare in difficoltà psicologica nell’affrontare Ibrahimovic, entrando sempre in apprensione ogni volta che il campione svedese prende palla. La Svezia riesce così ad avere una buona supremazia a centrocampo, grazie anche al lavoro di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svensson&lt;/span&gt;, elemento molto solido ma non di grande qualità. La qualità dovrebbe essere data da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Andersson&lt;/span&gt;, ma il centrocampista del Malmo macina chilometri su chilometri in mezzo al campo senza mai accendere la luce alla manovra svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 46’ minuto del primo tempo la Spagna meriterebbe un calcio di rigore,ma ormai non esiste una partita dell’Europeo che non abbia uno scempio arbitrale: su cross di Iniesta, David Silva si trova solo sul secondo palo ma Elmander lo chiude spingendolo via in modo abbastanza evidente con il corpo, con l’aggravante di esser intervenuto senza guardare mai il pallone e cercando soltanto il contatto. Il rigore ci stava tutto, ma per l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pieter Vink&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’intervallo la Svezia si presenta senza il suo astro Ibrahimovic, il quale probabilmente ha aggravato il problema al ginocchio e rischia anche di non essere disponibile per il prossimo match: al suo posto entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Markus Rosenberg&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo essersi addormentata nella seconda metà di primo tempo, la Spagna parte la ripresa andando subito ad imporsi nella metà campo avversaria ma giocherà tutti i secondi 45 minuti con eccessiva lentezza. Oltretutto, la difesa della Svezia può chiudersi facilmente a riccio perché le Furie Rosse tendono ad imbottigliarsi troppo verso il centro, con il solo Iniesta che prova ad allargare la propria posizione a destra o a sinistra, muovendosi moltissimo per tentare di aprire la difesa. Si muove molto anche David Silva, il quale però tende ad andare troppo in via centrale e non brilla con continuità. In questo inizio di secondo tempo manca anche il giusto movimento delle due punte, con David Villa in particolare che dà l’impressione di non essere sempre nel vivo del match. La Svezia va cercando il contropiede, in particolare con gli spunti di John Elmander, il quale si sacrifica molto correndo per tutta la fascia destra, anche in copertura. Con l’uscita dal campo di Ibrahimovic, però, l’attacco svedese ha perso tutto il proprio peso, con Rosenberg che staziona sempre nei pressi del centrocampo e tocca poco palla (come dimostrano i soli 7 passaggi tentati in oltre 45 minuti), mentre lo stesso Henrik Larsson mostra come gli anni passino anche per lui e come il dinamismo non sia più quello dei bei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aragones prova a sbloccare la partita e la propria squadra con un doppio cambio al 58’ minuto, togliendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xavi &lt;/span&gt;e Iniesta per Fabregas e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Santi Cazorla&lt;/span&gt;: tatticamente non cambia niente, mentre è curioso costatare come siano usciti dal campo tutti e tre i giocatori del Barcellona e che le due grandi storiche del calcio spagnolo (Blaugrana e Real Madrid) siano momentaneamente rappresentate soltanto da due giocatori (entrambi delle Merengues), mentre in campo ci sono ben quattro giocatori del Valencia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più forte giocatore del Valencia si mette in mostra al 63’ ed è David Villa, che con un bel movimento da sinistra a tagliare verso il centro al limite dell’area, va per calciare ma intelligentemente completa il movimento per servire bene David Silva con un tocco d’esterno: il 22enne ha spazio in mezzo all’area e si porta il pallone sul sinistro ma poi calcia debolmente, Isaksson è ampiamente sulla traiettoria ma colpevolmente non trattiene il pallone e lo lascia vicino, si avventa sulla sfera proprio David Villa ma stavolta Isaksson è lesto nel rialzarsi a chiudere, prendendo pure una botta involontaria dall’attaccante del Valencia. L’azione però continua e Fernando Torres prova la conclusione a porta vuota, ma Svensson trova il modo di salvare e deviare in corner. Tre grandissime occasioni per la Spagna, che però non riesce a sfruttare l’evidente sbavatura del portiere avversario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 68’ è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcos Senna &lt;/span&gt;a provare l’incursione dopo aver recuperato palla e il suo tiro basso da lontano mette a dura prova la prontezza di Isaksson, che stavolta è sveglio e devia in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche dopo l’ingresso di Fabregas la Spagna non riesce ad essere brillante, con il centrocampista dell’Arsenal che è appena sufficiente nella sua prestazione (comunque meglio dell’insufficiente Xavi) e non ha l’impatto che Aragones sperava. La Spagna perlomeno prova ad alzare la pressione, ma alla fine è sempre confusa nella manovra. La Svezia si vede sempre meno in attacco: la squadra di Lagerback sarà pure solida dietro (anche se con questo Isaksson in porta non è neppure troppo vera questa affermazione), ma di gioco ne fa davvero poco o nulla e in questo modo è difficile essere competitiva ad alti livelli. Negli ultimi 5 minuti la Spagna prova a dare continuità alla propria manovra per cercare il vantaggio, ma quello delle Furie Rosse non può essere considerato un forcing vero e proprio perché il ritmo dell’azione è sempre troppo lento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica occasione di questo finale di gara sembra essere quella dell’89’, quando dopo un lancio lungo David Villa serve molto bene di prima Fernando Torres, il quale cerca il destro da fuori ma non trova grande angolazione e Isaksson può bloccare bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra ormai finita per la Spagna ma a sorpresa il 92’ minuto regala il gol della vittoria: il rinvio lungo e assolutamente casuale di Capdevila trova &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mellberg &lt;/span&gt;in colpevole ritardo, David Villa ha così la possibilità per accendersi, fa passare il pallone tra le gambe di Hansson con una grande giocata e solo davanti al portiere lo batte con un preciso piatto destro verso l’angolo lontano, dimostrando di essere sempre un attaccante di razza. E’ la rete dell’1-2, la 18esima del Guaje in 33 partite in Nazionale, una media di livello per una punta che qualcuno fuori alla Spagna colpevolmente sottovaluta o scopre soltanto adesso, quando neppure sta esprimendo il suo massimo livello di gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna allora vince partita e girone e può preparare con calma i quarti di finale, passando anche per il match contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;che è ininfluente per entrambe le squadre, visto che i Campioni d’Europa sono già eliminati dopo due partite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Svezia diventa decisivo l’ultimo match del girone, lo scontro diretto contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia&lt;/span&gt;: la squadra di Lagerback ha una migliore differenza reti e può giocare per due risultati su tre e deve evitare la sconfitta per accedere ai quarti di finale per affrontare l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt;, nella possibile riedizione del quarto di finale di quattro anni fa che premiò gli Orange ai calci di rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia-Spagna 1-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia (4-4-2): &lt;/span&gt;Isaksson 5 – Stoor 6,5 Mellberg 6,5 Hansson 6 Nilsson 6 – Elmander 6,5 (79’ Sebastian Larsson sv) Andersson 5 Svensson 6,5 Ljungberg 5 – Henrik Larsson 4,5 (87’ Kallstrom sv) Ibrahimovic 6,5 (46’ Rosenberg 4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Shaaban, Wiland, Linderoth, Alexandersson, Majstorovic, Granqvist, Allback, Wilhelmsson, Dorsin&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Lars Lagerback 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna (4-4-2):&lt;/span&gt; Casillas 5 – Sergio Ramos 6,5 Puyol 6 (24’ Raul Albiol 6) Marchena 5,5 Capdevila 6 – Iniesta 6,5 (59’ Santi Cazorla 6) Marcos Senna 6 Xavi 5 (59’ Fabregas 6) David Silva 5,5 – Fernando Torres 6,5 David Silva 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Palop, Reina, Fernando Navarro, Xabi Alonso, Sergio Garcia, Guiza, Arbeloa, Juanito, De La Red&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Luis Aragones 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Pieter Vink (Olanda) 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;15’ Fernando Torres (Sp), 34’ Ibrahimovic (Sv), 92’ David Villa (Sp)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Svensson (Sv), Marchena (Sp)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-3249241299081342987?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/3249241299081342987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=3249241299081342987' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3249241299081342987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/3249241299081342987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/david-villa-brucia-nel-finale-la-svezia.html' title='David Villa brucia nel finale la Svezia e porta la Spagna ai quarti di finale'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-7041031216640608912</id><published>2008-06-15T03:38:00.003+02:00</published><updated>2008-06-15T12:32:57.603+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grecia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Russia'/><title type='text'>La Grecia abdica già alla seconda partita affossata dal proprio portiere Nikopolidis</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Guus Hiddink cerca l’ennesimo miracolo della sua carriera e con la sua Russia si giocherà l’accesso ai quarti di finale contro la Svezia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/75/62/717562_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/75/62/717562_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripetere l’impresa di quattro anni fa era francamente impossibile e impensabile, ma dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Otto Rehhagel &lt;/span&gt;era lecito attendersi molto di più in questo Euro 2008 in cui partiva da campione in carica, anche perché la squadra ellenica pareva discretamente rinnovata nei propri giocatori: alla fine, però, Rehhagel ha puntato un po’ troppo sui “senatori” che avevano vinto quattro anni fa e la squadra non ha avuto la verve necessaria per reggere il passo con le altre, uscendo già dopo due partite e rischiando (qualora non si segnasse neppure nell’ultimo match) di finire l’Europeo senza neppure realizzare un gol. Dopo l’ottimo girone di qualificazione, si ci aspettava perlomeno una squadra competitiva per passare il primo turno ma per Rehhagel è già stato molto essere arrivato a questi Europei e ora vuole lottare per potare la Grecia anche ai Mondiali del 2010, dopo l’ultima (e unica) partecipazione che è datata 1994. Il gioco poco spettacolare stavolta non ha pagato, in un Europeo che, al contrario, si sta dimostrando abbastanza divertente e allora sarà curioso capire come Rehhagel saprà rinnovarsi, considerando che lui ha sempre attuato questo tipo di gioco nella sua carriera, anche quando allenava Werder Brema (squadra che adesso è famosa proprio per l’opposto, ovvero per il gioco notevolmente sbilanciato in avanti) e Kaiserslautern, arrivando alla conquista di ben tre Bundesliga. A condannare la Grecia è proprio uno dei grandi vecchi, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antonios Nikopolidis&lt;/span&gt;, davvero pessimo nell’uscita che ha regalato il gol decisivo alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia &lt;/span&gt;di un altro ct di grande successo, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guus Hiddink&lt;/span&gt;: secondo molti, la Nazionale russa è la squadra meno attrezzata tra le 14 qualificate agli Europei (davanti soltanto all’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria &lt;/span&gt;ospitante), ma in qualche modo (con grande fortuna, visto il gol realizzato in questo match) all’ultima giornata sarà lì a giocarsi la qualificazione nello scontro diretto, con la vecchia volpe olandese che proverà a conquistarsi i quarti di finale proprio per andare a scontrare la sua Olanda, in un derby tutto particolare. La vera speranza di Hiddink è affidata all'elemento di maggior spessore che gli è mancato in queste prime due partite, ovvero il talentuoso fantasista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Andrei Arshavin &lt;/span&gt;(squalificato per un’espulsione subita addirittura nella trasferta ad Andorra, una sciocchezza davvero clamorosa). Il suo rientro sarà fondamentale, perché innalza il tasso tecnico di una squadra forse troppo schematica nel proprio gioco, senza grandi sussulti né di ritmo né di qualità. E allora un Arshavin decisamente più solido e vivace di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Torbinskiy &lt;/span&gt;sarà fondamentale per poter sperare in uno sgambetto alla Svezia, considerando anche che quest’ultima è una squadra non trascendentale, ma il grosso rammarico di Hiddink è quello di non poter disporre del bomber &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pavel Pogrebnyak&lt;/span&gt;, elemento capace di pungere maggiormente di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pavlyuchenko &lt;/span&gt;(giocatore che comunque è stato positivo in questa partita) e di dare maggiore pericolosità offensiva. Il match visto a Salisburgo non è stato certo trascendentale, anzi a tratti è stato abbastanza noiosa, dimostrazione di due squadre poco efficaci in attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la brutta partita giocata contro la Svezia, la Grecia cambia modulo e torna al 4-3-3 visto nelle qualificazioni, con Amanatidis a fare l’ala sinistra e Nikos Liberopoulos (capocannoniere dell’ultimo campionato greco con la maglia dell’AEK Atene) in posizione di centravanti. Cambi importanti anche a centrocampo, dove viene inserito Patsatzoglou come interno destro, mentre Basinas fa l’interno sinistro e Katsouranis il mediano. Anche la Russia è reduce da una prova incolore e cambia il proprio modulo in un 4-4-1-1, che vede Torbinskiy partire alle spalle dell’unica punta Pavlyuchenko. In difesa viene inserito Ignashevich al posto di un Shirokov disastroso contro la Spagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ampiamente prevedibile, il ritmo di gioco è molto basso, con la Russia che ogni tanto prova qualche fiamma in zona offensiva e fa più possesso di palla, faticando però a trovare profondità. La Grecia rimane dietro e cerca di spingere con lanci lunghi, non andando mai ad organizzare una vera manovra offensiva: perlomeno, però, gli ellenici ci risparmiano l’insopportabile melina difensiva vista per quasi tutto il match contro la Svezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima occasione del match arriva all’11’, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bilyaletdinov &lt;/span&gt;che parte defilato sulla destra e poi tenta il mancino da fuori area, non trovando precisione e mandando alto il pallone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ proprio la squadra di Hiddink a provare ad essere più pungente: al 14’ &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semshov &lt;/span&gt;recupera un buon pallone su &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Basinas &lt;/span&gt;sulla trequarti offensiva e fa partire la transizione con Bilyaletdinov che apre sul versante sinistro dell’area di rigore, laddove appostato c’è Pavlyuchenko che rientra sul destro e prova a piazzare la propria conclusione con il piatto a cercare l’angolo più lontano, Nikopolidis però è attento e balza per alzare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corner è battuto lungo e arriva fino al limite dell’area, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zhirkov &lt;/span&gt;prova la botta al volo colpendo di esterno sinistro, ma il suo tiro termina largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa fase di gara le due squadre sembrano più concentrate a chiedere calci di rigore a gogò, ma è soprattutto la Russia ad accendere il ritmo di tanto in tanto: la squadra di Hiddink sfrutta molto le due corsie, soprattutto quella sinistra dove Zhirkov sale con grande costanza, approfittando dei movimenti di Bilyaletdinov che stringe sempre verso il centro. La Grecia prova ad uscire ma fatica moltissimo a guadagnare metri per arrivare in zona pericolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico spiraglio per gli ellenici sono i calci piazzati, come al 20’: punizione battuta dalla trequarti sinistra da Basinas direttamente verso l’area di rigore, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charisteas &lt;/span&gt;si stacca dal mucchio e rimane isolato al centro dell’area ma sfiora appena il colpo di testa, la palla prosegue la sua traiettoria e sembra diretta verso la porta ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semshov &lt;/span&gt;riesce in qualche modo a salvare, colpendo prima col piede destro e poi addirittura col volto con un auto-carambola che manda il pallone in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita è chiusissima e ha una fase centrale in cui le squadre non trovano spazi, ma ad aprirla ci pensa un colpo di “genio” di Antonios Nikopolidis al 33’: cross da sinistra di Bilyaletdinov che va via lunghissimo oltre il secondo palo ma non supera la linea di fondo, Nikopolidis a questo punto decise di uscire in modo assurdo dai pali e Semak si rende conto che quel pallone vagante può essere prezioso e improvvisa un cross in rovesciata che riesce a superare un Nikopolidis piazzato in modo folle e trova al centro dell’area &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zyrianov&lt;/span&gt;, che a quel punto deve soltanto appoggiare all’interno della porta sguarnita, realizzando nel modo più incredibile la rete dello 0-1. Davvero folle l’uscita di Nikopolidis, che già contro la Svezia aveva espresso delle “perle” di bravura in tal senso, ma la cosa più divertente la si vede nel replay visto che Pavlyuchenko dopo il cross sbagliato da Bilyaletdinov va a girarsi e a lamentarsi con i compagni per qualche movimento sbagliato, senza accorgersi della follia che stava succedendo alle sue spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il gol, la Russia prende coraggio e si inserisce sugli spazi offensivi con maggiore pericolosità, a mettere in difficoltà una Grecia davvero appesantita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 40’ i Campioni d’Europa perdono pure il terzino &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seitaridis &lt;/span&gt;per un infortunio all’inguine ed entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Karagounis&lt;/span&gt;, il quale va a fare l’interno sinistro a centrocampo, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Basinas &lt;/span&gt;a fare l’interno destro e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Patsatzoglou &lt;/span&gt;va nel ruolo di terzino destro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella ripresa la Russia crea diverse occasioni in contropiede, come al 47’ quando Pavlyuchenko si porta palla sul sinistro e dal limite tenta la conclusione bassa, con Nikopolidis che stavolta si comporta da portiere e blocca in tuffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con maggiori spazi a disposizione, Pavlyuchenko si fa vedere maggiormente e diventa molto pericoloso, come al 53’ quando controlla palla sulla sinistra, salta netto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kyrgiakos  &lt;/span&gt;e punta l’area di rigore per poi cercare il primo palo con un tiro radente, ma trova soltanto l’esterno della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull’azione successiva la Grecia prova a scuotersi con una botta rabbiosa da fuori di Karagounis, ma Akinfeev non perde mai la calma e respinge bene di pugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita ha una fase con ritmi buoni, perché la Grecia si lancia all’attacco con tutta la foga possibile e lascia spazi ai veloci contropiede russi, portati avanti da un Pavlyuchenko che nel secondo tempo diventa una vera spina nel fianco della difesa greca, visto che la punta dello Spartak Mosca trova sempre la posizione giusta anche sui lanci sparati a casaccio dai suoi difensori e attacca sempre in velocità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26enne si dimostra molto bravo anche in appoggio al 57’, quando Zhirkov tocca in diagonale in area di rigore per  Pavlyuchenko che di tacco serve subito Bilyaletdinov liberandogli benissimo lo spazio per il tiro: l’esterno del Lokomotiv Mosca tenta il diagonale potente ma manda largo. La Russia però comincia a sprecare troppi contropiede e non chiude il match, lasciando semiviva una Grecia quasi spacciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo torna bassissimo perché la Grecia perde quella foga agonistica con cui aveva iniziato la ripresa e torna ad essere lentissima nei suoi attacchi, con le punte che (nonostante l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gekas &lt;/span&gt;al posto del pessimo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Liberopoulos&lt;/span&gt;) che continuano a latitare: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charisteas &lt;/span&gt;prova a fare del lavoro di sacrificio ma non incide, così come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amanatidis &lt;/span&gt;che si vede davvero pochissimo. Oltretutto, le incursioni di Pavlyuchenko mandano in affanno una difesa che può contare sulla sicurezza radente allo zero che Nikopolidis gli regala, visto che il portiere rischia diverse volte il bis del gol, sbagliando altre uscite. La squadra di Rehhagel non riesce a trovare un modo valido per attaccare la difesa della Russia e l’unico a provarci è Karagounis con dei tiri da fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico appiglio sembrano essere le palle ferme, ma al 68’ il colpo di testa di Charisteas dopo un corner va a finire troppo centralmente ed è facile per la presa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Akinfeev&lt;/span&gt;. Questa è anche l’ultima occasione della Grecia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo Hiddink toglie il discreto Bilyaletdinov e inserisce &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivan Saenko&lt;/span&gt;, il quale è un attaccante di movimento ma viene utilizzato largo a destra, con Zyrianov che passa a fare il trequartista e lo spento Torbinskiy ad andare largo sulla sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale le ultime occasioni le ha soltanto la Russia: al 73’ bella giocata di Saenko sulla sua metà campo, con la punta del Norimberga (compagno di squadra di Charisteas nella squadra neoretrocessa in Zweite Liga, la seconda serie tedesca) che salta Basinas con un sombrero e taglia sulla sinistra con un pallone basso in diagonale che arriva a Pavlyuchenko anche per la lentezza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dellas &lt;/span&gt;a rientrare. L’attaccante russo controlla e cerca il gran tiro da fuori con effetto esterno che termina largo ma non di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la Grecia ormai disperata all’attacco, la Russia spreca ancora grosse chance, come al 92’: grande spazio per l’inserimento centrale di Semak che poi entra in area e tocca sulla sua destra per il liberissimo Pavlyuchenko, il quale manda largo da ottima posizione. In questo secondo tempo Pavlyuchenko ha dimostrato le sue qualità da attaccante di movimento ma ha anche mostrato come veda pochissimo la porta, lui che nelle qualificazioni ali Europei è riuscito pure a segnare una doppietta contro l’Inghilterra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante abbia mancato più volte il raddoppio, la Russia riesce ad ottenere questa vittoria e Hiddink sogna un passaggio del turno che avrebbe del clamoroso, soprattutto perché questa Nazionale continua a non convincere molto: nell’ultima partita i russi affronteranno la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia &lt;/span&gt;e non hanno alternative alla vittoria se vogliono passare il turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Turno che non potrà essere passato più dalla Grecia, eliminata dopo due partite e che dovrà per forza di cose rinnovare la rosa e magari anche lo stile di gioco. L’ultimo match da Campioni d’Europa gli ellenici lo giocheranno contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna&lt;/span&gt;, in una sfida in cui in ballo c’è soltanto l’onore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia-Russia 0-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia (4-3-3): &lt;/span&gt;Nikopolidis 1 – Seitaridis 6 (40’ Karagounis 5,5) Dellas 6 Kyrgiakos 6,5 Torosidis 5,5 – Patsatzoglou 5 Katsouranis 4 Basinas 5,5 – Charisteas 5 Liberopoulos 3 (60’ Gekas 4,5) Amanatidis 4 (79’ Giannakopoulos sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Chalkias, Tzorvas, Spiropoulos, Samaras, Vintra, Salpingidis, Goumas, Antzas, Tziolis&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Otto Rehhagel 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia (4-4-1-1):&lt;/span&gt; Akinfeev 6,5 – Anyukov 6,5 Ignashevich 6,5 Kolodin 6,5 Zhirkov 7 (87’ Vasili Berezutski sv) – Zyrianov 6,5 Semak 6 Semshov 5,5 Bilyaletdinov 6,5 (69’ Saenko 6,5) – Torbinskiy 4 – Pavlyuchenko 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Gabulov, Malafeev, Yanbaev, Aleksei Berezutski, Adamov, Ivanov, Shirokov, Sychev, Bystrov&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Guus Hiddink 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Roberto Rosetti (Italia) 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;33’ Zyrianov&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Liberopoulos, Karagounis (G), Torbinskiy, Saenko (R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Gruppo D:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Spagna 6 &lt;/span&gt;(+4)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia 3 &lt;/span&gt;(+1)&lt;br /&gt;--------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia 3 &lt;/span&gt;(-2)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia 0 &lt;/span&gt;(-3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spagna qualificata agli ottavi come vincente del girone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-7041031216640608912?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/7041031216640608912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=7041031216640608912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7041031216640608912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7041031216640608912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-grecia-abdica-gi-alla-seconda.html' title='La Grecia abdica già alla seconda partita affossata dal proprio portiere Nikopolidis'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-7802168824407794342</id><published>2008-06-14T11:31:00.002+02:00</published><updated>2008-06-14T11:48:54.808+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olanda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Francia'/><title type='text'>L’Olanda vola alto e abbatte anche la Francia</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Bleus con un piede e mezzo fuori dai quarti di finale dopo un’altra splendida prestazione dell’undici di Van Basten &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/63/90/716390_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/63/90/716390_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto bella che gli avversari rimangono abbagliati, talmente schiacciante che nel Gruppo C ha aperto una voragine tra sé e le altre squadre, talmente superiore da poter anche “scegliere” chi tra le altre tre Nazionali del girone dovrà accedere ai quarti di finale: l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marco Van Basten &lt;/span&gt;non solo conferma la splendida prova offerta contro l’Italia, ma riesce anche a far meglio contro una &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia &lt;/span&gt;imbambolata che passa dal ruolo di protagonista attesa ad avere un piede e mezzo fuori dagli Europei. Anche i risultati ottenuti in queste due partite non lasciano adito a repliche: 3-0 contro l’Italia, 4-1 contro i Bleus, segno di una estrema facilità di andare a segno, tra l’altro anche con sei uomini differenti, visto che soltanto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wesley Sneijder &lt;/span&gt;a realizzato più di un gol in queste due partite. Adesso gli Orange non possono nascondersi: ottenuta in questo modo la qualificazione e conseguenze primo posto nel girone, la squadra di Van Basten entra nel lotto delle grandi favorite per la vittoria finale, sempre che non si proponga come “la” favorita numero uno. D’altronde, se campioni e vicecampioni del mondo escono entrambe dal campo con le ossa rotte di fronte alla manifesta superiorità olandese un motivo dovrà pure esserci e non è solo ricercabile al netto calo di entrambe le protagoniste degli ultimi Mondiali. E’ impressionante soprattutto la qualità del gioco collettivo di questa Olanda, che ha un’organizzazione tra le più accurate nel calcio delle Nazionali di questo decennio, organizzazione che permette alla squadra di sfruttare tutta l’immensa qualità di talento offensivo, con giocatori che stanno anche attraversando un buonissimo momento di forma: probabilmente, gli infortuni che hanno tenuto fuori i vari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van Nisterlooy&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Robben &lt;/span&gt;o Sneijder per una discreta fetta di stagione, ha finito per far arrivare questi stessi giocatori meno stanchi di altri all’appuntamento con gli Europei e anche questo rischia di essere un fattore positivo. Adesso è presto per sbilanciarsi già in vista dei match ad eliminazione diretta, ma un’altra componente importante potrebbe essere la condizione fisica generale della rosa di una squadra che probabilmente ha cercato di partire subito al massimo per affrontare il girone di ferro e c’è da chiedersi se questa condizione atletica venga mantenuta per tutta la competizione o se magari non finisca per calare nel momento topico, anche se più che una questione di condizione in questi due match è stata una questione di talento e questo difficilmente scemerà dai quarti di finale in poi. Dallo Stade De Suisse esce una Francia completamente distrutta: la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domenech &lt;/span&gt;sembrava avere tutte le carte per vincere l’Europeo ma adesso soltanto un miracolo potrà tenerla in gioco per i quarti di finale, ma già nell’ambiente dei Bleus tira aria di fallimento, in quello che è il punto più basso di questa Nazionale dal 1994 a questa parte, da quando cioè i francesi mancarono la qualificazione ai Mondiali per la seconda edizione consecutiva e lo fecero perdendo in modo clamoroso al Parco Dei Principi contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Israele&lt;/span&gt;. Da quel momento la Francia seppe ricostruirsi, trovando in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zidane &lt;/span&gt;il fenomeno capace di trascinarla alla vittoria di un Mondiale ed un Europeo, ma adesso proprio una rivoluzione netta potrebbe essere necessaria per ridare verve a questa Nazionale: in primis, il primo da tagliare è proprio il ct Domenech, mai in grado di dare un gioco convincente alla squadra con buona continuità, mentre bisognerebbe anche puntare in via definitiva sui tanti talenti giovani che il calcio francese riesce a sfornare (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gomis&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nasri&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ben Arfa &lt;/span&gt;per fare qualche nome famoso) e tagliare il cordone con i senatori. La Francia ha provato a fare il proprio gioco ma, come già successo contro la Romania, a mancare sono stati proprio quei giocatori che avrebbero dovuto dare qualità al gioco offensivo, con il solo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Franck Ribery &lt;/span&gt;a provare ad illuminare con continuità. E allora il primo biennio del dopo-Zidane sta andando via con una brutta eliminazione dagli Europei, nonostante l’organico francese non abbia nulla da invidiare rispetto a quello di tutte le Nazionali impegnate: in questo, una certa colpa ce l’ha anche Raymond Domenech.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la bella prestazione proposta contro l’Italia, l’Olanda scende in campo con lo stesso undici iniziale, che vedere Van Nisterlooy come unica punta nel 4-2-3-1. Diverse sono invece le novità di formazione della Francia, che scende in campo anch’essa con il 4-2-3-1 con l’inserimento di Evra nel ruolo di terzino sinistro al posto del pessimo Abidal, mentre le punte Anelka e Benzema scivolano in panchina, sostituite da Henry e Govou, con quest’ultimo che va a fare l’esterno destro con Ribery in posizione di trequartista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia sembra iniziare con la giusta aggressività in zona offensiva, ma in realtà al primo vero attacco è l’Olanda a passare in avanti: corner da destra battuto da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van der Vaart&lt;/span&gt; stretto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Henry &lt;/span&gt;sul primo palo non riesce a spazzare di testa e al centro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Malouda &lt;/span&gt;preferisce disinteressarsi nel pallone per pensare soltanto a trattenere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kuyt&lt;/span&gt;, il quale però riesce lo stesso ad inzuccare senza neppure saltare e freddare un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coupet &lt;/span&gt;sorpreso, realizzando subito la rete dell’1-0. Bravo e determinato Kuyt, ma la difesa della Francia su calcio piazzato non sembra essere assolutamente migliorata rispetto a due anni fa, quando difendendo male subì il gol del pareggio nella finale del Mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gol sembra cambiare in negativo l’atteggiamento della Francia che comincia ad essere troppo frettolosa e a non trovare grandi spunti, mentre l’Olanda riesce a tenere palla per gran parte del tempo, togliendo così continuità agli avversari e attaccando talvolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo primo tempo, però, l’Olanda manca di grande efficacia negli ultimi metri, dove la difesa della Francia sembra avere la meglio e oltre al gol gli Orange creano poche occasioni, dando un buon sussulto al 16’: attacco insistito e dopo un paio di contrasti la palla arriva a Sneijder, il quale tenta la botta da fuori ma manda il pallone alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa della Francia però mostra grande incertezza al 20’, quando su un lancio lungo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Thuram &lt;/span&gt;interviene di testa ma sbaglia, mandando il pallone in orizzontale dove Kuyt prova a sorprendere Coupet (rimasto fuori posizione per il cattivo intervento del compagno) ma la conclusione del giocatore del Liverpool termina alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia prova a scuotersi al 23’: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sagnol &lt;/span&gt;spinge sulla destra e crossa dentro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Govou &lt;/span&gt;controlla riuscendo a liberarsi della marcatura e poi colpisce cercando il primo palo, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van der Sar &lt;/span&gt;è attento e di piede devia in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I francesi provano a riprendersi ma i loro possessi durano sempre poco, visto che una volta recuperata palla la Francia cerca subito la soluzione per rendersi pericolosa, finendo spesso per perderla dopo pochi secondi anche per Henry fatica moltissimo a dare profondità all’azione, mentre Malouda sulla sinistra è un’ombra ingombrante. Qualche spunto prova a darlo sulla destra Govou, ma il giocatore del Lione è troppo discontinuo e un po’ fumoso, così l’unica vera fonte della Francia è sempre Ribery, che di tanto in tanto trova qualche spunto ma che è ben chiuso, con Van Basten che ha organizzato su di lui una buona ragnatela per limitarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 34’ la Francia ha un minuto di ottimi sussulti offensivi e va più volte al tiro, dove però non si dimostra troppo precisa: si comincia da una punizione battuta corta a centrocampo, con Malouda che ha tutto lo spazio del mondo per andare al tiro ma poi la sua conclusione da lontano è debole e centrale e la palla è bloccata facilmente da Van der Sar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’azione successiva la Francia trova un buon attacco sulla sinistra e, dopo una bella combinazione, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Evra &lt;/span&gt;riesce ad inserirsi dal versante corto dell’area per poi toccare all’indietro, dove Henry non riesce a controllare e arriva a rimorchio Govou che però calcia ancora centralmente, con Van der Sar che può bloccare in due tempi. L’azione era buona ma il tiro doveva essere decisamente migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo i francesi recuperano una buona palla e lanciano in contropiede Ribery che va a puntare la difesa avversaria e arriva al limite dell’area, sfrutta lo spazio lasciato libero dal movimento a tagliare di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Makelele &lt;/span&gt;e tira con il destro verso l’angolo più lontano, ma qui è molto reattivo Van der Sar a distendersi e bloccare a terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico segnale del brutto primo tempo di Henry arriva al 43’, quando Makelele lo serve in verticale e l’attaccante del Barcellona si trova spalla alla porta marcato da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ooijer &lt;/span&gt;per cercare di girarsi e tirare fulmineamente dal limite come faceva ai bei tempi, ma in questo caso la sua conclusione non trova la porta e termina larga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’intervallo l’Olanda decide di cambiare le cose a centrocampo, togliendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Engelaar &lt;/span&gt;e inserendo Arjen Robben: tutto è tranne che un cambio difensivo, vista la tendenza offensiva del nuovo 4-1-4-1 che vede il neo entrato largo sulla sinistra e Sneijder a far coppia d’interni con Van der Vaart, con entrambi subito pronti ad inserirsi in avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un cambio coraggioso quello di Van Basten che vuole pungere in avanti nonostante la reazione rabbiosa della Francia, che in questo avvio di ripresa viene trascinata ancora da Franck Ribery e crea un paio di grandi occasioni per pareggiare i conti. La prima arriva al 49’ con un’azione molto confusa e con la difesa che non riesce a spazzare in via definitiva: Govou va quindi al tiro-cross dalla destra che Ooijer salva, sul pallone si avventa Henry che calcia a colpo sicuro da distanza ravvicinata ma lo stesso Ooijer salva miracolosamente sulla linea, ma il salvataggio avviene con il braccio largo quasi come se il difensore del Blackburn fosse un portiere, ma il pessimo arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fandel &lt;/span&gt;non vede nulla. Qui la partita avrebbe potuto davvero cambiare, perché la Francia meritava il calcio di rigore e Ooijer rischiava pure il rosso diretto: non è il primo errore arbitrale molto grave dell’Europeo e neppure della giornata di venerdì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è solo un errore dell’arbitro a condannare la Francia ma, soprattutto, sono varie scelte sbagliate da Domenech e varie azioni sfruttate male dagli attaccanti, come al 53’ quando la difesa dell’Olanda è piazzata davvero pessimamente e Malouda in rovesciata riesce in qualche modo a mandare Henry a tu per tu con Van der Sar: l’attaccante deve controllare una palla alta ma è solissimo e spreca tutto con un pessimo pallonetto che termina alto. Anche questo non è un errore da Henry, il quale al Camp Nou sembra esser diventato un altro giocatore, la brutta copia del fenomeno che all’Arsenal era diventato il più forte attaccante del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Van Basten non ci sta e vuole ancora aumentare il potenziale offensivo della propria squadra e lo fa con il secondo cambio, anche questo assolutamente decisivo nel gran finale di gara della sua squadra: al 55’, infatti, esce Kuyt ed entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Van Persie&lt;/span&gt;, che va largo a destra ma che spinge sempre molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ct olandese rischia molto perché già dopo 10 minuti della ripresa ha effettuato due cambi e lo ha fatto inserendo due giocatori da spiccate doti offensive, ma sulla bontà delle sue scelte arriva subito la straordinaria azione del 59’ minuto a dar conforto totale: grandissima giocata di Van Nisterlooy a centrocampo che sembra andare incontro al pallone per difenderlo soltanto ma invece sulla linea laterale si inventa una elegantissima veronica che sorprende tutti i francesi e lascia partire in gran velocità Robben che spinge sulla sinistra e sembra in superiorità numerica, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gallas &lt;/span&gt;però tiene una buona posizione e non lascia grande spazio così l’esterno del Real Madrid opta per attaccare fino al fondo del campo per poi crossare benissimo sul secondo palo, dove arriva Van Persie che prende il tempo ad Evra e tocca a colpo sicuro, Coupet non può che essere immobile abbagliato dalla bellezza suprema dell’azione e tocca il pallone soltanto involontariamente, non impedendo che questo entri lentamente in rete per il 2-0. Robin Van Persie ritorna al gol e appare in una condizione di forma abbastanza inattesa dopo la stagione tormentata, ma il gol è soprattutto un’azione da scuola calcio dove c’è tutto: classe, tocchi vellutati, sfruttamento degli spazi, inserimento offensivo. Questa Olanda sembra giocare da squadra di club.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenech è spalle al muro e cerca subito la sostituzione, togliendo Malouda per inserire Gomis, che affianca Henry in un 4-4-2 che vede Ribery largo a sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la Francia sembra ormai ko e l’Olanda continua a giocare bene e a pungere in avanti, soprattutto grazie ad un devastante Arjen Robben, il quale al 63’ va via in azione personale da destra, si accentra e tenta la conclusione rasoterra e angolata ma Coupet riesce a bloccare bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia non si vede più offensivamente ma ha il sussulto per riaprire il match al 71’: scambio sulla destra tra Sagnol e Govou che libera il cross basso del terzino del Bayern Monaco, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mathijsen&lt;/span&gt; non ci arriva in scivolata e alle sue spalle sbuca Henry che stavolta non può sbagliare e trova il tocco decisivo che riaccende qualche speranza nella Francia, con la rete del 2-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Speranza che non dura nemmeno un giro intero di lancetta, perché all’azione successiva l’Olanda colpisce ancora: gli Orange non si lasciano intimorire e vanno subito in avanti con Sneijder che tocca filtrante verso l’area, Sagnol si ferma e chiede a Thuram di uscire a contrastare ma il centrale del Barcellona impazzisce e non interviene, a quel punto Robben riesce ad andare sul pallone, punta sul breve Thuram e sembra ormai chiuso in posizione defilata ma lì arriva il colpo di genio, con una botta pazzesca da posizione impossibile scagliata dall’esterno del Real Madrid che brucia Coupet e termina sotto la traversa, per la rete del 3-1. Coupet dorme un po’, ma in questo caso il grosso errore lo commette Thuram, mentre Robben trova un’altra giocata mostruosa: incredibile come questo giocatore sia riuscito a spaccare la partita nella ripresa e non c’è dubbio che sia lui il migliore in campo del match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia esce dal campo e il finale è tutto per l’Olanda, che gioca d’accademia e continua a mettere i brividi alla difesa avversaria: all’83’ su un lancio lungo Van Nisterlooy si inventa un pallonetto a superare Coupet ma la sua conclusione finisce per essere corta e il portiere riesce a rincorrere il pallone per poi salvarsi smanacciandolo in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 92’ poi arriva il colpo che arrotonda ulteriormente il risultato per l’Olanda: Sneijder riceve palla dal limite dell’area, si gira e trova una conclusione balistica straordinaria che rende vano il volo di Coupet, bacia la base interna della traversa e si infila a togliere le ragnatele dalla rete, per il pesantissimo 4-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un’Olanda che vola ai quarti di finale nella maniera più convincente possibile e ora ha la grande occasione di far riposare tutti i titolari nel match contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania&lt;/span&gt;, che per gli Orange è ininfluente visto che la squadra di Van Basten ha già ottenuto matematicamente il primo posto nel girone. A questo punto, però, l’Olanda diventa arbitro del girone, perché perdendo la prossima partita andrebbe ad eliminare d’un colpo solo due avversarie pericolose come Francia e Italia, con un calcolo che una squadra può anche fare: gli Orange, infatti, potrebbero ritrovarsi l’altra qualificata di questo girone in semifinale e, per una squadra che a questo punto ha ambizioni di vittoria, eliminare subito due Nazionali come le finaliste all’ultimo Mondiale potrebbe essere un vantaggio non da poco per gli olandesi, che così non rischierebbero magari di far “resuscitare” due squadre apparse notevolmente in imbarazzo in questo avvio di competizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Francia ne esce con le ossa rotte e adesso le poche speranze di qualificazione passano dal prossimo match contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia &lt;/span&gt;che i Bleus devono assolutamente vincere, sperando poi che la Romania non batta l’Olanda: ma, come detto, per la stessa Olanda non sembra convenire molto far avanzare una Nazionale come la Francia che alla lunga potrebbe dare più insidie di vittoria finale rispetto alla Romania e per Domenech e i suoi si prospetta un anticipato ritorno a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda-Francia 4-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda (4-2-3-1): &lt;/span&gt;Van der Sar 6,5 – Boulahrouz 6,5 Ooijer 6,5 Mathijsen 6 Van Bronckhorst 6,5 – De Jong 6,5 Engelaar 6 (46’ Robben 9) – Kuyt 6,5 (55’ Van Persie 7) Van der Vaart 7,5 (78’ Bouma sv) Sneijder 8 – Van Nisterlooy 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Timmer, Stekelenburg, Heitinga, De Zeeuw, Melchiot, De Cler, Huntelaar, Afellay, Vennegoor Of Hesselink&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Marco Van Basten 8&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia (4-2-3-1): &lt;/span&gt;Coupet 5,5 – Sagnol 5 Thuram 3 Gallas 6 Evra 5,5 – Toulalan 5,5 Makelele 4,5 – Govou 5,5 (75’ Anelka sv) Ribery 6 Malouda 4,5 (60’ Gomis 6) – Henry 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Mandanda, Frey, Boumsong, Abidal, Vieira, Benzema, Nasri, Clerc, Squillaci, Diarra&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Raymond Domenech 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Herbert Fandel (Germania) 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 10’ Kuyt (O), 59’ Van Persie (O), 71’ Henry (F), 72’ Robben (O), 92’ Sneijder (O)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Ooijer (O), Toulalan, Makelele (F)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-7802168824407794342?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/7802168824407794342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=7802168824407794342' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7802168824407794342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7802168824407794342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/lolanda-vola-alto-e-abbatte-anche-la.html' title='L’Olanda vola alto e abbatte anche la Francia'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-373708100642309971</id><published>2008-06-14T11:24:00.003+02:00</published><updated>2008-06-14T11:31:21.966+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>L’errore di Mutu dal dischetto tiene in piedi un barlume di speranza per l’Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La Romania sembra trasformata rispetto al match d’esordio e convince molto contro degli Azzurri senza gioco, in un 1-1 che alla fine sta stretto all'undici di Piturca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/Adrian-Mutu_946893.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/Adrian-Mutu_946893.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver bloccato la Francia, la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania &lt;/span&gt;si ripete in meglio giocando una signora partita contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt; e meritando pienamente l’1-1 incassato: probabilmente, i giocatori di qualità degli Azzurri ha permesso loro di creare un maggior numero di occasioni, ma le occasioni più clamorose sono state proprio della squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Victor Piturca&lt;/span&gt;, convincente in quasi tutti i settori di gioco. Se contro la Francia aveva giocato soltanto in zona difensiva senza creare mai nulla in attacco (e senza tirare mai in porta), la Romania ha mostrato a tutti di saper anche giocare a calcio, sfruttando le mille difficoltà difensive italiane per mettere in serio pericolo la loro posizione a questi Europei: in caso di sconfitta, infatti, l’Italia sarebbe già stata eliminata dopo due partite e il pallone per estrometterla definitivamente dalla competizione ce l’ha avuto sui piedi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Adrian Mutu&lt;/span&gt;, che dal dischetto ha calciato malissimo e ha permesso a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gianluigi Buffon &lt;/span&gt;(al solito unico pilastro rimasto in piedi in un’impalcatura italiana decisamente traballante) di respingere e di tenere in piedi un minimo spiraglio per ottenere una qualificazione ai quarti di finale. Qualificazione che, a questo punto, l’Italia non merita assolutamente perché, dopo esser stata abbattuta dall’Olanda, si ci aspettava una prova di ben altro spessore: di fatto, però, l’Italia ha convinto soltanto negli ultimi 10 minuti, ma poi s’è sfilacciata, puntando su azioni sempre approssimative e mostrando un’incredibile mancanza di organizzazione. Confrontando il tipo di gioco di Italia e Olanda si intravede una differenza sostanziale proprio per il tipo di organizzazione delle due squadre ed è inutile che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roberto Donadoni &lt;/span&gt;si appigli al solito piagnisteo italiano, visto che quando le cose vanno male la colpa è sempre degli arbitri, come se i Mondiali del 2006 non furono vinti anche per l’invenzione dell’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medina Cantalejo &lt;/span&gt;che assegnò un assurdo rigore agli Azzurri contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Australia&lt;/span&gt;: le scusanti non reggono, perché una Nazionale che vorrebbe essere all’altezza di quella di due anni fa deve battere la Romania sempre e comunque ed invece questa squadra avrebbe rischiato (e forse meritato) di perderci. Puntare soltanto sulle iniziative personali, sui centimetri del solito lottatore indomabile &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca Toni &lt;/span&gt;e sulle mischie è troppo poco per essere convincenti: il colmo è che dopo due anni di vari punzecchiamenti con i francesi e tra Donadoni e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Domenech &lt;/span&gt;(davvero uno peggio dell’altro in questo), sia Francia che Italia rischiano pesantemente di salutare l’Europeo già da girone iniziale e di farlo insieme sullo stesso terreno di gioco. Nessuno sceneggiatore avrebbe potuto pensare ad un finale più incolore per un biennio davvero troppo avvelenato, ma anche in questo caso forse è giusto così: forse in questo modo Francia e Italia riusciranno a farsi un bagno di umiltà e pensare più al campo che a dare degli “imbecilli” agli avversari (parole usate da qualche componente della rosa italiana verso il ct francese). Adesso, però, il match point è nelle mani della Romania che, contro un’Olanda che probabilmente non giocherà con il coltello tra i denti (e giustamente visto che potrebbe estromettere due squadre che nonostante tutto potrebbero essere pericolose nel prosieguo del torneo), deve scendere in campo concentrata, fare lo stesso gioco mostrato contro l’Italia e non farsi prendere il “braccino” (come dicono per i tennisti) e sfruttare la grande chance per emergere in un girone in cui tutti la davano per spacciata: e, per come ha giocato la Romania in questo secondo match, sarebbe davvero giusto così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la pessima prestazione contro l’Olanda, l’Italia si presenta in campo con ben 5 cambi di formazione e con un modulo diverso: dopo aver giocato tutto il biennio con il 4-3-2-1, alla prima batosta Donadoni cambia tutto e passa ad un 4-3-1-2 che era stato provato raramente e che quindi regala un gioco più approssimativo e questo è un altro pesante errore del ct italiano. In attacco, Luca Toni viene affiancato da Del Piero. La Romania risponde cambiando leggermente modulo per pungere di più in avanti: dopo il 4-5-1 di lunedì scorso, infatti, Piturca decide di tenere Mutu in posizione più avanzata, giocando con un vero 4-4-2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio questa posizione più avanzata e più da attaccante di Adrian Mutu regala una curiosa variante tattica nella Romania, visto che l’esterno sinistro a centrocampo in questo modo diventa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chivu&lt;/span&gt;, ma il giocatore nell’Inter stringe molto al centro in marcatura (anche perché l’Italia non ha un vero esterno a destra e la posizione di interno destro viene presa da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pirlo&lt;/span&gt;, altra scelta poco comprensibile di Donadoni) e il terzino &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rat &lt;/span&gt;finisce ad avere il compito di spingere su tutta la fascia. Piturca in questo modo cerca di non lasciare totalmente isolata la punta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Niculae&lt;/span&gt;, ma la sua Romania inizia male il match e si fa schiacciare troppo all’indietro, soffrendo la pressione di un Italia che non convince per le funzioni di gioco che Donadoni ha dato ai centrocampisti: infatti, a parte per la spinta di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grosso &lt;/span&gt;sulla sinistra che rimane costante per tutto il primo tempo, il gioco italiano passa soltanto per vie centrali anche perché lì convergono tutti i centrocampisti, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Camoranesi &lt;/span&gt;che deve fare il trequartista e si allarga leggermente e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perrotta &lt;/span&gt;che parte da interno sinistro ma che deve inserirsi in area di rigore, sempre però per vie centrali. Gli altri due centrocampisti, Pirlo e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;De Rossi&lt;/span&gt;, hanno il compito di costruire il gioco e di alternarsi in regia: tutto ciò da una manovra poco fluida e troppo approssimativa alla squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra italiana finisce per essere ficcante solo nei primi 10 minuti, creando una buona chance al 9’: azione confusa in area di rigore su lancio di Camoranesi con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tamas &lt;/span&gt;che interviene male e di fatto cerca solo il corpo a corpo con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Del Piero&lt;/span&gt;, la palla è ripresa da Perrotta che va al cross morbido, Del Piero non riesce a deviare di testa e alle sue spalle interviene invece Tamas che per poco non fa autogol, mandando il pallone sull’esterno della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto però la Romania comincia ad uscire e a manovrare con tranquillità e razionalità in fase offensiva, con azioni decisamente migliori sul piano estetico rispetto a quelle italiane: con un appoggio migliore in avanti, Daniel Niculae riesce ad entrare meglio in partita rispetto al match contro la Francia, così come sulla destra è buono il continuo dinamismo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Florentin Petre&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 15’ allora i rumeni si rendono pericolosi con un bel contropiede che trova spazio in difesa per il brutto posizionamento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zambrotta&lt;/span&gt;: Mutu ha spazio per entrare in area e calcia verso il secondo palo, ma Buffon è attentissimo e respinge. Questo è il primo tiro in porta della Romania in questi Europei, visto che contro la Francia questa particolare statistica non era stata smossa dalla squadra di Piturca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita sembra abbastanza aperta: Grosso spinge molto sulla sua corsia e al 17’ mette dentro un cross morbido, sul secondo palo Toni non riesce a schiacciare di testa e manda alto da posizione ravvicinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo la Romania ha una punizione da circa 30 metri: sembra una follia quella di Tamas di provare da lì la conclusione contro un portiere come Buffon ma invece la botta rasoterra è insidiosissima e pure ben angolata e Buffon deve impegnarsi molto nel respingerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 20’ minuto arriva la clamorosa occasione per la Romania per quantificare una bella prova con il meritato vantaggio: punizione leggermente defilata sulla destra battuta da Chivu, Daniel Niculae manca la deviazione bassa di testa ma alle sue spalla tocca il suo marcatore che è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Panucci&lt;/span&gt;, il quale devia il pallone di tocco e manda fuoricausa Buffon, ma l’Italia si salva con grande fortuna perché il pallone va a sbattere sul palo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla respinta, terribile scontro sulla trequarti tra Rat e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Radoi&lt;/span&gt;, che vanno entrambi incontro al pallone e si colpiscono testa contro testa: ha nettamente la peggio Radoi che dopo 5 minuti di cure lascia il posto a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nicolae Dica&lt;/span&gt;. Le condizioni del difensore (all’occorrenza mediano) della Steaua Bucarest sembrano preoccupanti, perché c’è il rischio che debba addirittura operarsi all’occhio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un duro colpo per la Romania che sembra anche pagare psicologicamente e che rischia al 27’: l’Italia gioca tutta al centro ma le cose migliori le fa le poche volte che allarga il gioco, come in quest’occasione quando ad allargarsi è Camoranesi che crossa al centro per Toni, il quale non riesce a dare forza al colpo di testa e il portiere controlla il pallone che esce fuori di poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra di Piturca però gioca molto bene in avanti e un minuto dopo costruisce un buon tiro dalla distanza: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Codrea &lt;/span&gt;serve s’esterno Rat che spara una conclusione bassa da lontano che manda il pallone a sfiorare il palo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase centrale di questo primo tempo è nettamente favorevole alla Romania che attacca bene sia con azioni manovrate che in contropiede e che adesso dopo l’ingresso di Dica gioca con un 4-1-4-1 che vede il neo entrato in posizione di interno sinistro, Chivu a fare il mediano davanti alla difesa e Mutu ad alternarsi con Daniel Niculae nelle posizioni di esterno sinistro e di unica punta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la netta sofferenza, l’Italia prova a caricarsi e spinge negli ultimi minuti del primo tempo: corner da destra di Del Piero, sul secondo palo Toni si stacca e colpisce di testa, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lobont &lt;/span&gt;però vola e devia in corner con un gran intervento plastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al secondo minuto di recupero Toni riesce a trovare il gol ma il guardalinee annulla per fuorigioco, non accorgendosi che Dica era salito in ritardo ed era ancora dietro la punta del Bayern Monaco al momento del lancio di Pirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella ripresa, Piturca decide di lasciare Mutu stabile sulla sinistra per puntare un Zambrotta in costante affanno. Dopo un bel primo tempo, questa ripresa parte sottoritmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dare la fiammata ci pensa proprio Zambrotta ma in negativo, visto che al 55’ il terzino vede arrivare nella sua zona un lancio lungo e cerca il retropassaggio di testa, il suo tentativo però è cortissimo e accende Mutu che solissimo in area non può sbagliare e manda il pallone sotto la traversa nonostante il tentativo disperato di Buffon, realizzando la rete dello 0-1. Davvero da kamikaze l’intervento di Zambrotta che conferma così la giornataccia (non la prima in questi Europei) della difesa italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gioia per la Romania dura solo un minuto perché la squadra di Piturca difende malissimo su un corner da sinistra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chiellini &lt;/span&gt;è libero di fare la sponda di testa e all’interno dell’area piccola Tamas sbaglia l’intervento e va a vuoto, per Panucci è un gioco da ragazzi appoggiare in rete il pallone da pochi passi e ridare speranza all’Italia con la rete dell’1-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donadoni prova a dare più spinta offensiva con cambi disperati, come quello del 58’ quando fa uscire dal campo Perrotta per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cassano&lt;/span&gt;, il quale va a fare l’esterno sinistro in un 4-4-2 che vede Camoranesi a destra, ma anche in questo caso i due esterni stringono troppo verso il centro e non allargano mai la difesa della Romania, la quale si chiude a riccio e riesce sempre ad avere la meglio. L’Italia quindi cerca di attaccare con continuità ma non ha quel gioco fluido che servirebbe per prendere ritmo e finisce per cercare sempre la palla alta per Toni, che ancora una volta non riesce a segnare ma che ancora una volta deve sobbarcarsi un lavoro immane, da solo in mezzo ai difensori avversari. Inoltre, la difesa italiana continua a soffrire maledettamente i contropiede della Romania, che riesce sempre ad incunearsi bene ma che a volte spreca buone occasioni per mancanza di lucidità al tiro. Nella Romania però è davvero eccellente il lavoro di Chivu davanti alla difesa in entrambe le fasi di gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In oltre mezz’ora di tentativi per trovare il gol della vittoria, l’Italia crea la miseria di un’occasione al 75’: su palla alta ancora Toni riesce a lottare e a fare la sponda ravvicinata per De Rossi, il quale non fa scendere il pallone nonostante lo spazio che ha davanti ma cerca il colpo di testa che non può essere molto potente e che trova molto attento Lobont.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande occasione per vincere la partita ce l’ha ancora la Romania, che meriterebbe forse la vittoria per l’atteggiamento avuto in campo ma che non meriterebbe il calcio di rigore dell’81’, visto che il fallo di Panucci su Daniel Niculae segnalato dall’arbitro è abbastanza veniale e non meritevole della massima punizione: dal dischetto va Mutu che calcia troppo centralmente, Buffon battezza un angolo e va sulla sua sinistra ma poi con la mano di richiamo riesce a parare e a tenere in vita l’ultimo barlume di speranza per l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso la squadra di Donadoni deve affrontare la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia &lt;/span&gt;ma le speranze di qualificazione sembrano essere poche: l’Italia dovrebbe infatti vincere il proprio match e sperare che l’Olanda non perda contro la Romania, tenendo in vita una Nazionale (o Italia o Francia) abbastanza pericolosa per i turni successivi, mentre all’Italia potrebbe anche bastare un pareggio con gol qualora la Romania vada a perdere contro gli Orange.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i favori adesso sono clamorosamente per la Romania, che contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt; nel prossimo match non può sprecare un’occasione così ghiotta per andare ai quarti di finale: battere una Nazionale già qualificata e sicura del primo posto garantirebbe infatti la sicura qualificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia-Romania 1-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia (4-3-1-2):&lt;/span&gt; Buffon 7,5 – Zambrotta 4 Panucci 5,5 Chiellini 5 Grosso 6,5 – Pirlo 4 De Rossi 5 Perrotta 5 (58’ Cassano 5,5) – Camoranesi 4,5 – Toni 6 Del Piero 5 (77’ Quagliarella sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Amelia, De Sanctis, Gamberini, Barzagli, Gattuso, Di Natale, Borriello, Aquilani, Materazzi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Roberto Donadoni 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania (4-4-2): &lt;/span&gt;Lobont 6,5 – Contra 6 Tamas 5 Goian 6,5 Rat 7 – Petre 6,5 (59’ Nicolita 5) Codrea 6 Radoi 6 (25’ Dica 6) Chivu 8 – Daniel Niculae 6,5 Mutu 6,5 (88’ Cocis sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Popa, Stancioiu, Marica, Sapunaru, Ghionea, Moti, Marius Niculae, Cristea, Radu&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Victor Piturca 6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Tom Ovrebo (Norvegia) 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 55’ Mutu (R), 56’ Panucci (I)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Pirlo, De Rossi (I), Goian, Chivu, Mutu (R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Gruppo C:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Olanda 6 &lt;/span&gt;(+6)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Romania 2 &lt;/span&gt;(=)&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia 1 &lt;/span&gt;(-3)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia 1 &lt;/span&gt;(-3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Olanda già qualificata ai quarti di finale come vincente del girone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-373708100642309971?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/373708100642309971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=373708100642309971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/373708100642309971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/373708100642309971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/lerrore-di-mutu-dal-dischetto-tiene-in.html' title='L’errore di Mutu dal dischetto tiene in piedi un barlume di speranza per l’Italia'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-1973539323184589194</id><published>2008-06-13T04:20:00.001+02:00</published><updated>2008-06-13T04:24:08.248+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Croazia'/><title type='text'>Maturità e talento portano la Croazia ai quarti di finale</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;La squadra di Slaven Bilic non smette di sorprende e gioca una grande partita per battere 2-1 la Germania &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/srnacelebrate_943876.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/srnacelebrate_943876.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincia a delineare il tabellone dei quarti di finale e per la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;l’abbinamento potrebbe essere particolarmente interessante, perché la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Slaven Bilic &lt;/span&gt;s’è assicurata la vittoria del Girone B battendo la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania &lt;/span&gt;(anche grazie al rigore che al 93’ ha dato il pareggio all’Austria contro la Polonia visto che, se quest’ultimi avessero vinto, i croati avrebbero dovuto giocarsi ancora la qualificazione) e al prossimo turno affronterà la seconda qualificata del Gruppo A, ovvero la vincente del match-spareggio tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia&lt;/span&gt;: per la prestazione mostrata contro la Germania dalla squadra croata, questo è un abbinamento che può essere assolutamente alla portata, anche perché la squadra di Bilic non soltanto ha mostrato un talento importante, ma ha soprattutto mostrato un carattere ed una maturità da grande squadra. La Croazia ha infatti fatto la propria partita per tutti i 90 minuti, imponendo il proprio gioco quando possibile e difendendosi con tranquillità nei momenti di supremazia della Mannschaft, per poi far scorrere con esperienza e malizia i minuti una volta che la Germania aveva accorciato le distanze, non permettendo alla squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joachim Low &lt;/span&gt;di poter soltanto sperare al pareggio. E’ una Croazia che ha convinto in pieno, dopo l’esordio molto stentato contro l’Austria, tornando a quei livelli di gioco che avevano permesso ai rossocrociati di espugnare Wembley, nel match in cui l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inghilterra &lt;/span&gt;cercava un pareggio per accedere ad Euro 2008: quella croata è una squadra che si sta abituando agli scalpi importanti e che ora più che mai rimpiange l’aver partecipato a questa competizione con un’ottima rosa ma senza il bomber principale, ovvero quell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eduardo Da Silva&lt;/span&gt; che è andato in doppia cifra per gol realizzati nelle qualificazioni ma che (com’è noto) è stato messo ko da una brutta frattura alla gambe e che avrebbe sicuramente aumentato lo spessore della Croazia. Non c’è Eduardo, ma un talento che riesce a far stropicciare gli occhi a tutti gli appassionati Bilic lo dispone lo stesso e il suo nome è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luka Modric&lt;/span&gt;, eccellente interno di centrocampo di qualità e dinamismo, altro elemento di assoluta personalità che già fa sognare i tifosi del Tottenham, squadra che lo ha acquistato per la prossima stagione per una cifra superiore ai 16 milioni di pounds. Il 22enne ha nettamente dominato il duello a centrocampo contro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Michael Ballack&lt;/span&gt;, al contrario simbolo di una Germania assolutamente spenta, incapace di creare reali pericoli alla difesa avversaria e poco viva in tutti i 90 minuti. Alla fine, la Nazionale tedesca è riuscita a trovare in qualche modo il gol della speranza per riaprire la partita grazie al solito carattere che rientra nel proprio dna, ma l’undici di Low qualche dubbio lo comincia a sollevare, soprattutto considerando che anche contro la Polonia la Germania non aveva certo giocato una partita entusiasmante, sfruttando di fatto gli erroracci della difesa avversaria. L’impressione avuta domenica scorsa era quella di una squadra dalla condizione fisica non eccellente per affrontare forte la fase decisiva del torneo, ma questa condizione non sembra essere migliorata in questi giorni e giocando in questo modo appare difficile andare lontano: chiaramente, la qualificazione ai quarti è tutta nelle mani della Mannschaft e poi lì dovrebbe esserci una squadra nel pieno della condizione fisica, ma in questo modo la squadra di Low s’è decisamente complicata il cammino, perché il primo posto è già volato via e la Germania non potrà andare oltre al secondo posto, affrontando così subito una squadra pericolosissima come il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;nell’eventuale quarto di finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la non convincente prestazione contro l’Austria, la Croazia presenta un solo cambio di formazione, cambio che però modifica il modulo in un 4-4-1-1: non c’è infatti la punta Petric per l’ingresso di Rakitic, il quale va a fare l’esterno sinistro, permettendo a Kranjcar di avanzare alle spalle dell’unica punta Olic. La Germania invece conferma lo stesso undici che ha battuto la Polonia, confermando Schweinsteiger in panchina e Klose-Gomez come coppia d’attacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita ha un ritmo molto lento inizialmente e ad imporre maggiormente il proprio gioco è la Croazia, sicuramente più dinamica a centrocampo e più in forma fisicamente: a centrocampo è ottimo il movimento di Modric, che sembra mettere in difficoltà i due mediani avversari quasi da solo, mentre in questa posizione da trequartista &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Niko Kranjcar &lt;/span&gt;appare più vivo rispetto a quanto lo era stato nel match contro l’Austria, riuscendo ad imporre la propria tecnica nella manovra offensiva della propria squadra. La manovra della Croazia è sicuramente più intensa di quella della Germania, con la squadra di Bilic che lavora sicuramente bene nel tenere il campo e nell’attaccare, ma dà anche la sensazione che per rendersi pericolosa negli ultimi metri la presenza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivica Olic &lt;/span&gt;come unica punta sia insufficiente, a meno di quale eccezionale giocata: questo perché il giocatore dell’Amburgo ha nel suo dna i movimenti da seconda punta, puntando ad allargare la difesa avversaria, ma raramente è presente centralmente per concludere il gioco dei suoi compagni. Ancora meno convincente è la situazione nella Germania, che fatica tantissimo a dare continuità alla manovra, soprattutto con i due mediani: in questo modo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Klose &lt;/span&gt;deve arretrare troppo per ricevere palloni giocabili e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mario Gomez &lt;/span&gt;rimane isolatissimo in avanti, andando anche in difficoltà nei movimenti, come confermato dalle due volte in cui il centravanti dello Stoccarda è stato pescato in fuorigioco in appena 20 minuti, entrambi i casi su lanci lunghi dei compagni, dimostrazione di una Germania che non trova profondità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tempo non regala vere occasioni fino al 24’, quando la Croazia trova la grande manovra sulla sinistra sull’asse &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pranjic-Rakitic&lt;/span&gt;: Olic poi riceve palla, va incontro al pallone e appoggia all’indietro ancora per Pranjic che ha tutto lo spazio per andare al cross calibrato, sul primo palo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mertesacker &lt;/span&gt;decide clamorosamente di non intervenire sul cross e lascia scorrere il pallone con una scelta imperdonabile, perché sorprende anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jansen &lt;/span&gt;che non riesce nella difficile spaccata per salvare il pericolo e viene anticipato da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Srna&lt;/span&gt;, il quale al volo da posizione ravvicinata trova il tocco vincente a battere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lehmann&lt;/span&gt;, per la rete dell’1-0. E’ un vantaggio che la Croazia merita per una certa superiorità mostrata a centrocampo, anche se fino a quel momento le occasioni erano davvero mancate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania reagisce più di nervi che di gioco e al 26’ Jansen prova a rifarsi andando al cross dalla sinistra, in mezzo all’area Gomez è ben marcato e non riesce a schiacciare il colpo di testa, mandando alto il proprio tentativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia convince per la pulizia delle proprie azioni, come al 30’ quando tutto parte dal lancio di Rakitic: Olic taglia sulla sinistra dell’area di rigore e fa la sponda di testa verso il centro, dove la difesa s’era aperta per seguire il suo movimento, ma Kranjcar non trova la giusta coordinazione per sfruttare la propria libertà e manda alta la sua conclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale di tempo, la Germania prova ad aumentare la propria pressione per cercare più continuità di gioco nella trequarti avversaria, ma a mancare è quella qualità necessaria per aprire la difesa avversaria: Ballack soffre in maniera eccessiva la pressione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Niko Kovac &lt;/span&gt;e di fatto è l’uomo in meno della Mannschaft e per questo motivo Klose finisce ormai stabilmente a giocare sulla stessa linea del giocatore del Chelsea, in una posizione che lo tiene sempre troppo lontano dalla porta e mai pericoloso. Sulla sinistra è invece sufficiente la prova di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Podolski&lt;/span&gt;, che qualche volta riesce a stringere bene al centro per dare quelle rare accelerazioni al gioco della sua squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tedeschi faticano e vanno al tiro soltanto su corner di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frings &lt;/span&gt;al 40’, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Metzelder &lt;/span&gt;che al centro dell’area stacca meglio di tutti e colpisce di testa, mandando alto con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pletikosa &lt;/span&gt;che era sulla traiettoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben più insidiosi sono i contropiede della Croazia che al 42’ sfonda sulla destra con una bella azione personale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Corluka&lt;/span&gt;, il quale riesce addirittura a saltare in velocità Jansen (nonostante il suo non sia proprio un passo molto rapido) e poi tocca in orizzontale cercando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kranjcar&lt;/span&gt;, trovando però l’ottimo salvataggio di Frings. L’azione non è finita perché dall’altra parte dell’area ci sono due croati liberi e Olic anticipa la possibile conclusione di Rakitic per poi toccare verso il centro, dove Kranjcar tenta la girata ma non trova un tiro angolatissimo, permettendo a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lehmann &lt;/span&gt;di salvarsi con un buon riflesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Low prova a dare la scossa alla sua squadra togliendo Jansen per inserire un giocatore rapido come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Odonkor&lt;/span&gt;, il quale va a fare l’esterno destro con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fritz &lt;/span&gt;tornato nella sua posizione di terzino fluidificante sulla destra, mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lahm &lt;/span&gt;passa sulla corsia mancina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima occasione arriva però da un errore del portiere avversario, con Lahm che al 49’ va al cross da sinistra, Pletikosa esce in mezzo all’area ma respinge male e centralmente e Ballack dal limite dell’area manda alto il tentativo di pallonetto provato per sorprendere il portiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania attacca a pieno organico ma anche con poco ritmo, perché l’ingresso di Odonkor non ha dato quella scossa che Low si aspettava, anzi l’esterno del Betis di fatto non riesce mai a rendersi utile con qualcuna delle sue accelerazioni. Gomez continua a faticare tantissimo e a non entrare mai in partita, chiuso sempre molto bene dai due centrali croati, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Robert Kovac &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Josip Simunic&lt;/span&gt;. La Croazia chiude bene gli spazi e contrattacca quando possibile per non farsi schiacciare troppo all’indietro e per togliere continuità alla pressione tedesca: in tal senso è sempre eccelso il lavoro di Luka Modric, davvero instancabile in mezzo al campo. La Croazia così riesce a tenere il campo in modo confortevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa tranquillità porta i croati a trovare anche la rete del raddoppio al 62’, sfruttando una carambola fortunosa: Rakitic cerca un cross da destra ma trova la deviazione di Klose che manda il pallone verso la porta tedesca, Lehmann era già avanzato per l’uscita ma si addormenta e arriva troppo in ritardo nel tentativo di tuffo sul pallone che va a colpire il palo, sul rimbalzo si avventa Olic prima di tutti e a quel punto deve soltanto segnare a porta vuota la rete del 2-0. Per la Croazia la partita si mette in discesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 65’ la Germania decide di far uscire un pessimo Mario Gomez, uno dei più attardati fisicamente: al suo posto entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Schweinsteiger &lt;/span&gt;che va a fare l’esterno a sinistro, con Podolski come seconda punta. I tedeschi giocano con un 4-4-2 che prevede due esterni altissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 73’ la Mannschaft prova a scuotersi con un’azione in velocità con Ballack che trova una delle sue rare aperture brillanti pescando sulla sinistra Schweinsteiger, il quale punta l’uomo e da distanza defilata cerca la porta, con Pletikosa che devia in corner con un piede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia sembra viaggiare a mille per chiudere gli spazi e una Germania poco qualitativa ha bisogno di un rimpallo fortunato per pescare il gol che riapre il match al 79’: cross da sinistra di Lahm, Ballack tenta la sponda e la palla va a sbattere casualmente sulla testa di Robert Kovac, finendo poi nei pressi di Podolski che scarica una gran botta che brucia l’incolpevole Pletikosa e che vale la rete del 2-1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Croazia però non perde la calma e all’82’ trova il modo di rendersi pericolosa: Kranjcar al limite protegge palla, si gira e calcia di sinistro, trovando un buon salvataggio in tuffo di Lehmann.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania non trova un vero e proprio forcing finale e la Croazia riesce a difendersi intelligentemente, tenendo anche la palla in avanti per far respirare la difesa, dimostrando in questo modo grande maturità, perché i croati non si sono impauriti dopo il gol di Podolski ma hanno continuato a fare il loro gioco, evitandosi di gettarsi completamente in difesa ma facendo scorrere tranquillamente i minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I croati finiscono addirittura in superiorità numerica perché al 91’ il nervoso Schweinsteiger dà una spinta a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leko &lt;/span&gt;a palla lontana e l’arbitro estrae un rosso troppo pesante, visto che il gesto era veniale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la sostanza della partita con cambia, perché la Croazia avrebbe contenuto comunque bene gli assalti avversari, ottenendo una vittoria contro una squadra importante ma che soprattutto garantisce il passaggio del turno come vincente del girone, rendendo così inutile l’ultimo match contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Germania invece si complica un po’ la vita perché al massimo passerà il turno come seconda del girone, passaggio che arriverebbe qualora l’undici di Low riuscisse almeno a pareggiare nell’ultimo match contro l'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia-Germania 2-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia (4-4-1-1): &lt;/span&gt;Pletikosa 6 – Corluka 7 Robert Kovac 6,5 Simunic 6,5 Pranjic 6,5 – Srna 6,5 (80’ Leko sv) Niko Kovac 7 Modric 7,5 Rakitic 6,5 – Kranjcar 6,5 (85’ Knezevic sv) – Olic 6,5 (72’ Petric 5,5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Galinovic, Runje, Simic, Vejic, Vukojevic, Kalinic, Pokrivac, Klasnic, Budan&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Slaven Bilic 7,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania (4-4-2):&lt;/span&gt; Lehmann 5 – Lahm 6 Mertesacker 5 Metzelder 6 Jansen 5,5 (46’ Odonkor 4) – Fritz 5,5 (82’ Kuranyi sv) Frings 5,5 Ballack 4 Podolski 6 – Gomez 4 (65’ Schweinsteiger 5) Klose 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Enke, Adler, Friedrich, Westermann, Rolfes, Neuville, Trochowski, Hitzlesperger, Borowski&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Joachim Low 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro:&lt;/span&gt; Frank De Bleeckere (Belgio) 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 24’ Srna (C), 62’ Olic (C), 78’ Podolski (G)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Simunic, Srna, Leko, Modric (C), Lehmann, Ballack (G)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Espulso:&lt;/span&gt; 91’ Schweinsteiger (G)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-1973539323184589194?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/1973539323184589194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=1973539323184589194' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1973539323184589194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/1973539323184589194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/maturit-e-talento-portano-la-croazia-ai.html' title='Maturità e talento portano la Croazia ai quarti di finale'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-5277211653549462026</id><published>2008-06-13T04:14:00.001+02:00</published><updated>2008-06-13T04:19:23.868+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Austria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polonia'/><title type='text'>Finisce in parità nella fiera degli errori</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Nel recupero, l’Austria trova il rigore che vale l’1-1 contro la Polonia e mantiene viva una flebile speranza di qualificazione &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/52/01/715201_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/52/01/715201_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il match tra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia &lt;/span&gt;è dominato dai tanti errori che alla fin fine hanno condizionato sul risultato, in particolare quelli degli austriaci che hanno sprecato tre enormi occasioni per sbloccare il match e quelli della terna arbitrale che ha valutato molto male su entrambi i gol. Ne nasce quindi un 1-1 che smuove la classifica di entrambe ma che rende molto difficili le speranze di qualificazione, considerando che l’Austria dovrebbe battere la Germania per andare ai quarti, mentre la Polonia dovrebbe vincere la propria partita e sperare che la stessa Germania perda nell’ultima giornata, per poi provare a superare l’Austria nella differenza reti. Sono eventualità abbastanza difficili e probabilmente la sfida dell’Ernst Happel di Vienna sancisce l’eliminazione di entrambe le squadre, che possono comunque rammaricarsi per l’andamento della partita: l’Austria di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Josef Hickersberger&lt;/span&gt;, infatti, ha dominato il primo tempo sprecando l’impossibile, andando all’intervallo addirittura in svantaggio, mentre la Polonia ha contenuto bene nella ripresa e ha sfiorato un paio di volte il raddoppio, non concedendo niente fino al 93’ minuto, quando l’arbitro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Howard Webb &lt;/span&gt;s’è voluto ergere a protagonista (come suo solito, con un atteggiamento irritante che spesso ricorda un altro arbitro dalla capigliatura non certo folta, come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pierluigi Collina&lt;/span&gt;) e s’è inventato un rigore per l’Austria. Con una vittoria, la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leo Beenhakker &lt;/span&gt;sarebbe entrata in piena lotta per la qualificazione, ma di certo è mancata qualcosa nel momento di chiudere la partita e quel qualcosa probabilmente è posizionata in attacco, dove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ebi Smolarek &lt;/span&gt;si conferma ancora troppo leggero per fare l’unica punta a questi livelli. Serve a poco quindi la rete e la bella prestazione del brasiliano naturalizzato polacco &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roger Guerreiro&lt;/span&gt;, bravo ad allietare la platea con saggi di buona tecnica ma che sembra avere il limite di piacersi troppo, finendo per non essere poi così concreto. L’Austria paga la cattiva freddezza di tutte le sue punte (tranne di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Roland Linz &lt;/span&gt;che non sbaglia nulla sottoporta proprio perché non ci prova mai) e un secondo tempo giocato con poca lucidità e senza riuscire a creare reali occasioni prima del calcio di rigore. Nei padroni di casa non sono tanti gli elementi positivi che si segnalano, come la conferma di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Martin Stranzl&lt;/span&gt;, l’unico uomo sicuro nella difesa austriaca, mentre è buona a metà la partita di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Umit Korkmaz&lt;/span&gt;, esaltante nel primo tempo ma stanchissimo e testardo in tutta la ripresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver giocato il match d’esordio col 3-5-2, l’Austria cambia modulo e punta sul 4-4-2 che vede Garics fare il terzino destro, l’inserimento di Umit Korkmaz sulla fascia sinistra e il decentramento di Ivanschitz sulla corsia destra, per lasciare spazio a Christoph Leitgeb in mediana. La Polonia conferma invece il 4-2-3-1 ma cambia diversi uomini, inserendo Roger Guerreiro nel ruolo di trequartista, con Saganowski a sacrificarsi sulla corsia destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tempo si gioca a ritmi mediamente alti. E’ molto curioso l’atteggiamento tattico dell’Austria, che gioca con un 4-4-2 spurio, visto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivanschitz &lt;/span&gt;tende sempre ad accentrarsi a cercare il proprio mancino, mentre a muoversi costantemente sulla destra è la seconda punta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Harnik&lt;/span&gt;, con un tipo di movimento che risiede nel suo dna e che aveva fatto molto spesso già nel match d’esordio agli Europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo avvio è l’Austria a fare meglio e a cominciare a creare e sbagliare delle clamorose occasioni, iniziando dall’11’ minuto: terribile retropassaggio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wasilewski &lt;/span&gt;fa centrocampo che prende in controtempo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jop &lt;/span&gt;e accende Harnik, che può andare via a campo aperto e poi cerca il piatto destro verso l’angolo lontano, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Boruc &lt;/span&gt;in uscita riesce a salvarsi con il piede. Ottimo intervento del portiere del Celtic ma anche evidente errore dell’attaccante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La punta del Werder Brema riesce a fare peggio tre minuti dopo: straordinaria accelerazione di Umit Korkmaz sulla sinistra, il quale salta netto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Saganowski &lt;/span&gt;e poi fa lo stesso con Wasilewski grazie ad un cambio di direzione per mettere dentro un ottimo cross basso, Harnik va incontro al pallone liberandosi benissimo della marcatura di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zewlakow &lt;/span&gt;e, da posizione ravvicinata, cerca la conclusione per prendere in controtempo Boruc ma il suo non è un colpo “definitivo” (come si direbbe nel tennis) e il portiere riesce nuovamente a salvarsi con i piedi. Ancora una volta è molto bravo Boruc, ma anche in questo caso l’attaccante spreca in modo clamoroso: è davvero incredibile come in tre minuti Harnik non sia riuscito a segnare almeno una di queste colossali occasioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si arriva al 16’ e la difesa polacca sbanda nuovamente, facendosi trovare altissima e facendosi infilare da un pallone profondo che trova &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Leitgeb &lt;/span&gt;scattare in posizione regolarissima per puntare il portiere in due contro uno, ma anche qui l’Austria riesce a sbagliare con il centrocampista che tenta la conclusione ad incrociare quasi a far passare il pallone tra le gambe di Boruc, ma ancora una volta il portiere si difende bene e respinge con il corpo, ma anche in questa azione di errori se ne vedono un’infinità: l’Austria spreca la terza clamorosa occasione, mentre la Polonia difende in modo terribile, tenendo la linea altissima e con un solo uomo nella metà campo difensiva per solo mezzo metro, quel tanto che basta per tenere in gioco tutti e permettere il pericoloso contropiede all’Austria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I padroni di casa dominano in lungo e in largo, aprendo sempre la difesa avversaria ma non riuscendo a segnare sia per colpa di un grande Boruc, sia (soprattutto) per gli incredibili errori sottoporta. Col passare dei minuti però la Polonia riesce a riprendere fiato a centrocampo e tiene palla soltanto per abbassare il ritmo del match, rinunciando quasi a giocare, a differenza dell’Austria che si lancia subito all’attacco ogni volta che recupera palla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli austriaci però pagano caro gli errori in attacco e al 30’ subiscono anche la beffa del gol, al primo vero attacco della Polonia: cross da sinistra di Smolarek che va lunghissimo verso il secondo palo, dove Saganowski controlla defilato nei pressi della linea di fondo e sceglie di accentrarsi saltando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pogatetz &lt;/span&gt;per poi calciare di sinistro ad incrociare, trovando la deviazione in scivolata dello stesso Pogatetz che supera il portiere e fa finire il pallone sui piedi di Guerreiro, il quale da un metro deve soltanto appoggiare nella porta vuota per realizzare la rete dello 0-1. E’ incredibile il ribaltamento subito dal match, con il ct austriaco Hickersberger che appare disperato anche perché Guerreiro segna in posizione di nettissimo fuorigioco, visto che al momento del tiro di Saganowski è oltre a tutti i difensori e addirittura in linea con il portiere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Macho&lt;/span&gt;, con la terna arbitrale che commette un errore abbastanza evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gol è un colpo durissimo per l’Austria, che così non riesce più a riprendere ritmo e appare decisamente sotto shock, uscendo di fatto dal campo anticipatamente rispetto all’intervallo e non trovando più quella vitalità che aveva caratterizzato in positivo la prima mezz’ora. La Polonia continua a tenere basso il ritmo e addormenta la partita, quando invece avrebbe dovuto aggredire un avversario decisamente scosso per approfittarne e cercare di realizzare un’altra rete: in questo modo, la squadra di Beenhakker non approfitta colpevolmente dello sbandamento psicologico austriaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’intervallo, la Polonia fa uscire dal campo Jop per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Golanski&lt;/span&gt;, che va a fare il terzino sinistro con Zewlakow inserito al centro della difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella ripresa le occasioni sono pochissime e tutte per la Polonia, che al 50’ riparte in contropiede dopo un corner per l’Austria e Guerreiro apre benissimo per Smolarek, il quale controlla da posizione leggermente defilata sulla destra, si accentra e calcia col sinistro ma lo fa troppo centralmente e Macho può respingere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Polonia prova a difendersi con maggiore attenzione per poi contrattaccare l’incerta difesa austriaca, provando a sfruttare le belle giocate di Guerreiro: i polacchi fanno molto sacrificio in fase di pressing, in particolare Saganowski che corre moltissimo, andando anche al di là delle proprie caratteristiche. L’Austria tiene palla per più tempo ma la rapidità e la profondità del primo tempo è ormai un vago ricordo, soprattutto perché Roland Linz ripete il pessimo rendimento dell’esordio e si conferma un fantasma al centro dell’attacco, visto che si vede raramente in fase d’appoggio e fa ancora meno in fase di conclusione, come confermato dai zero tiri tentati, un numero che era già apparso nelle sue statistiche al termine del match contro la Croazia: davvero incredibile come un attaccante centrale non vada mai al tiro in due partite e pensare che questo giocatore nel 2006 è stato capocannoniere della Bundesliga austriaca, così come quest’anno è andato in doppia cifra anche nel campionato portoghese, segnando pure 5 reti in Coppa Uefa con la maglia dello Sporting Braga. Sarebbe curioso capire come questo giocatore riesca a segnare, se in Nazionale non ci prova nemmeno a tirare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 63’ la Polonia si rende pericolosa dopo un corner, con Guerreiro che crossa di sinistro, sul secondo palo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bak &lt;/span&gt;prova il destro al volo verso l’angolo più vicino ma Macho si salva con i piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo Hickersberger effettua un doppio cambio, togliendo il pessimo Linz e Ivanschitz per l’ingresso di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kienast &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vastic&lt;/span&gt;, con quest’ultimo che fa il trequartista alle spalle di Kienast in un 4-2-3-1 che vede Harnik stabilmente sulla destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il gioco dell’Austria non cambia di tono e la Polonia riesce a tenere costantemente il pallone in avanti e ogni tanto si presenta al tiro, anche se non riesce a farlo con la convinzione necessaria per cercare veramente il raddoppio. In tutto questo, l’Austria continua a faticare tantissimo a centrocampo e non riesce a guadagnare metri, con Umit Korkmaz in particolare che non ha più lo spunto del primo tempo e finisce per intestardirsi in azioni personali, mentre anche Kienast fatica molto a farsi vedere, facendo perlomeno più movimento di Linz. Non avendo chiuso la partita quando avrebbe potuto, la Polonia finisce a farsi schiacciare nell’ultimo quarto d’ora e l’Austria ci prova con tutte le energie rimaste, ma sono proprio le energie fisiche e mentali a mancare alla squadra di Hickersberger che non riesce a costruire una vera occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico sussulto sembra quello dell’84’ con un corner da destra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prodl &lt;/span&gt;sul primo palo prova l’avvitamento di testa ma di fatto colpisce di spalla e manda lentamente largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In uno degli ultimi attacchi disperati, però, succede l’imprevisto: è il 93’ minuto e l’Austria batte una punizione dalla mediana, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lewandowski &lt;/span&gt;trattiene leggermente Prodl e l’arbitro Howard Webb conferma il suo carattere da protagonista e da uno che ama le luci dei riflettori inventandosi un rigore inesistente. Dal dischetto va Ivica Vastic e spiazza perfettamente Boruc, realizzando la rete dell’1-1: festeggiano i giocatori e i tifosi dell’Austria, ma soprattutto festeggia la Croazia che grazie a questa rete ottiene il matematico passaggio del turno da vincente del Girone B.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Croazia &lt;/span&gt;sarà il prossimo avversario della delusa Polonia, che adesso ha pochissime chance di qualificazione, visto che dovrebbe vincere il proprio match e sperare in una sconfitta contemporanea della Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra polacca, però, dovrebbe anche superare nella differenza reti l’Austria, che proverà a chiudere con onore gli Europei proprio contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania&lt;/span&gt;, cercando di rendere più complicato del previsto l’accesso ai quarti di finale della Mannschaft.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria-Polonia 1-1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria (4-4-2):&lt;/span&gt; Macho 5 – Garics 6 Prodl 5 Stranzl 6,5 Pogatetz 5,5 – Ivanschitz 5 (64’ Vastic 6) Aufhauser 5,5 (74’ Saumel sv) Leitgeb 5 Umit Korkmaz 6 – Linz 3 (64’ Kienast 5) Harnik 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Manninger, Ozcan, Standfest, Fuchs, Gercaliu, Katzer, Patocka, Hiden, Hoffer&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Josef Hickersberger 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia (4-2-3-1):&lt;/span&gt; Boruc 7,5 – Wasilewski 5 Jop 5 (46’ Golanski 6) Bak 5,5 Zewlakow 6 – Dudka 5 Lewandowski 5,5 – Saganowski 6,5 (83’ Lobodzinski sv) Guerreiro 7 (85’ Murawski sv) Krzynowek 6 – Smolarek 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Kowalewski, Fabianski, Wawrzyniak, Gargula, Pazdan, Zahorski, Kokoszka&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Leo Beenhakker 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Howard Webb (Inghilterra) 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 30’ Guerreiro (P), 93’ rigore Vastic (A)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti:&lt;/span&gt; Prodl, Umit Korkmaz (A), Wasilewski, Bak, Krzynowek (P)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Girone B:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Croazia 6 &lt;/span&gt;(+2)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Germania 3 &lt;/span&gt;(+1)&lt;br /&gt;------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria 1 &lt;/span&gt;(-1)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polonia 1 &lt;/span&gt;(-2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Croazia già qualificata ai quarti di finale come vincente del girone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-5277211653549462026?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/5277211653549462026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=5277211653549462026' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/5277211653549462026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/5277211653549462026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/finisce-in-parit-nella-fiera-degli.html' title='Finisce in parità nella fiera degli errori'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-7674829051092976799</id><published>2008-06-12T11:32:00.001+02:00</published><updated>2008-06-12T12:22:42.721+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Repubblica Ceca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Portogallo'/><title type='text'>Portogallo fa rima con spettacolo: i lusitani si qualificano per i quarti</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Cristiano Ronaldo e Deco deliziano la platea in una partita bellissima, anche per merito di un’arcigna Repubblica Ceca &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/33/97/713397_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/33/97/713397_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le grandi squadre del calcio europeo ormai stabilmente c’è anche il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo&lt;/span&gt;, merito del proprio ct &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Felipe Scolari &lt;/span&gt;che ha ormai fatto fare un buon salto di qualità alla sua squadra da quando (nel 2002) s’è seduto sulla panchina dei lusitani, ottenendo anche risultati di tutto rilievo come la finale ottenuta agli Europei del 2004 (con la scioccante sconfitta subita dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;in una competizione organizzata proprio dai lusitani) e la semifinale ottenuta nei Mondiali del 2006. Al Portogallo manca l’ultimo salto di qualità, quello più importante, quello che porta alla vittoria di una grande competizione e si potrebbe anche pensare che questa sia la volta giusta, perché i lusitani giocano un calcio di ottimo livello e in questo modo hanno già raggiunto i quarti di finale di Euro 2008: adesso il bello deve venire, con Scolari che ha a disposizione fuoriclasse di livello massimo, come quel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cristiano Ronaldo &lt;/span&gt;che sempre più conferma di essere il miglior calciatore del mondo, come quel &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Deco &lt;/span&gt;che ha ritrovano la vena migliore con la maglia della Nazionale, dopo due annate molto cupe al Barcellona. Il 3-1 inflitto alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca &lt;/span&gt;non è arrivato facilmente, ma ha espresso tutta la forza di questa squadra, che ha qualche difetto (qualche lacuna difensiva che per poco permetteva ai cechi di trovare il pareggio) ma che quando ha il pallone tra i piedi regala diversi minuti di gioco eccelso, di grande qualità tecnica e ottimo anche sul piano estetico. Allora, dopo l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt; del primo tempo contro l’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;, sembra che anche le Nazionali stiano tornando a proporre un calcio divertente e bello da vedere, un netto passo avanti rispetto alle ultime tre grandi competizioni (i Mondali 2002 e 2006 e gli Europei 2004) in cui questo è accaduto troppo raramente. La qualificazione ai quarti di finale arriva nello stesso giorno in cui viene ufficializzato il futuro di Felipe Scolari, che sarà lontano dal Portogallo e precisamente allo Stamford Bridge, sulla panchina del &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Chelsea &lt;/span&gt;vicecampione d’Europa. In Inghilterra, il tecnico brasiliano ritroverà diversi giocatori della Nazionale portoghese,  da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricardo Carvalho &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paulo Ferreira &lt;/span&gt;che già c’erano e che probabilmente saranno confermati, a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Josè Bosingwa &lt;/span&gt;che il Chelsea ha acquistato proprio quest’estate. La Repubblica Ceca ha paradossalmente mostrato un gioco migliore rispetto a quello che l’aveva portata a battere la Svizzera nel match d’esordio, ma la superiorità del Portogallo è apparso evidente e non è bastato il buon dinamismo dei centrocampisti a limitare quei momenti di dominio che la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Karel Bruckner &lt;/span&gt;ha dovuto soffrire. La squadra ceca ha meccanismi di gioco ben oliati e sarebbe stato decisamente utile avere un elemento di ottima qualità come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tomas Rosicky &lt;/span&gt;a dare brillantezza al gioco e magari maggiori appoggi per l’unica punta, che in alcune fasi di gioco viene lasciata sola a sé stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica Ceca conferma il suo solito 4-1-4-1 ma cambia due uomini rispetto al match d’esordio contro la Svizzera, inserendo Milan Baros come unica punta al posto di Jan Koller e puntando su Matejovsky come interno di centrocampo al posto di Jarolim. Modulo e uomini già affiatati vengono proposti dal Portogallo, che conferma la stessa formazione del primo match, con il modulo di partenza che è nuovamente il 4-3-3 con Deco ad alternarsi tra il ruolo di interno di centrocampo e quello di trequartista. L’unica vera novità è quindi lo spostamento di Cristiano Ronaldo sulla fascia sinistra, con Simao che così si sposta sulla corsia destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio del match è subito a buon ritmo, soprattutto per merito della Repubblica Ceca che attacca con velocità una volta recuperato il pallone, mentre il Portogallo ragiona maggiormente per poi tentare l’accelerazione fulminea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accelerazione che arriva all’8’ minuto e che porta i lusitani in vantaggio: grandissimo triangolo negli ultimi metri con Deco che va via con un movimento in verticale e poi tocca sul breve, Cristiano Ronaldo prolunga bene di prima per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nuno Gomes &lt;/span&gt;che gli ritorna subito palla con un gran tocco di esterno ancora di prima che manda in bambola &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rozehnal&lt;/span&gt;, il quale viene sorpreso e non arriva all’intervento non riuscendo ad intercettare un pallone che smarca Cristiano Ronaldo solo davanti al portiere. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cech &lt;/span&gt;esce sulla trequarti della propria area di rigore e riesce ad intercettare il tentativo di dribbling del giocatore avversario con un tuffo sui suoi piedi, ma il pallone arriva a Deco che ha davanti la porta spalancata, Cech tenta un nuovo intervento disperato ma il fantasista del Barcellona riesce a resistere e piazza perfettamente in porta, rendendo vano anche il tentativo di salvataggio sulla linea di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jankulovski&lt;/span&gt;, realizzando la rete dello 0-1. Davvero pregevole la triangolazione che ha aperto la difesa ceca e per una volta sul mancato intervento di Rozehnal ci sono diverse attenuanti, tutte derivanti dalla qualità della giocata nata dall’asse Cristiano Ronaldo-Nuno Gomes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica Ceca risponde bene e mette in difficoltà la difesa avversaria grazie ad i continui movimenti ed inserimenti dei due interni &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Polak &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Matejovsky&lt;/span&gt;, molto continui nel primo tempo. L’elemento probabilmente fondamentale nella crescita di qualità di gioco della squadra di Bruckner rispetto al match d’esordio è nato dalla prestazione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jaroslav Plasil&lt;/span&gt;, il quale riesce ad esprimere tutto il suo dinamismo e dà fastidio a Bosingwa con i suoi movimenti a tagliare verso il centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa buona fase permette alla Repubblica Ceca di trovare il pareggio su calcio piazzato, al 17’ minuto: corner da destra battuto da Plasil, al centro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sionko &lt;/span&gt;si libera di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petit &lt;/span&gt;e in tuffo trova un colpo di testa davvero imparabile verso l’angolo più lontano, realizzando la rete dell’1-1 e rimettendo in partita la squadra ceca anche sul piano del risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il match è davvero acceso e le due squadre si affrontano a ritmi alti, con il Portogallo che tiene maggiormente palla ma che riesce sempre a giocare con buona rapidità, attaccando così continuamente la difesa avversaria: i grandi meriti per questo ce li ha sempre Deco, che tocca una serie impressionanti di palloni (a fine partita si conteranno ben 73 passaggi totali del talentino del Barcellona), la maggior parte dei quali scaricati verso i compagni in maniera illuminante, con servizi non banali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltretutto, pur non essendo un velocista, Deco macina chilometri su chilometri, muovendosi sempre molto come al 24’, quando riceve palla sulla sinistra, si accentra in orizzontale saltando un uomo per poi calciare in maniera pericolosissima dal limite dell’area, trovando un tiro con velenosa traiettoria ad uscire che termina largo davvero di poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa appena un minuto e Cristiano Ronaldo trova un break centrale che gli permette di provare il tiro da lontano, la traiettoria non è molto angolata e Cech è sicuro nella presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel finale di primo tempo il Portogallo ha un’evidente superiorità a centrocampo e domina lo scenario, con Deco e Cristiano Ronaldo che trovano sempre il modo di rendersi pericolosi, il primo con un lavoro di ricamo di una pulizia sublime, il secondo con un tipo di gioco forse più vistoso fatto di continue accelerazioni che mandano in netta difficoltà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zdenek Grygera&lt;/span&gt;, autore di un primo tempo davvero pessimo perché spesso si trova a fronteggiare anche Paulo Ferreira che avanza in appoggio al compagno. La Repubblica Ceca soffre molto la pressione senza pause del Portogallo e si difende con i denti, non riuscendo più a ripartire in contropiede, anche perché in avanti sembra mancare in fase di conclusione, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Baros &lt;/span&gt;che si muove molto ma che come sempre finisce per essere troppo fumoso, anche quando riesce a superare il velocità un paio di difensori avversari per poi perdersi da solo in un bicchier d’acqua: è sempre molto strano l’atteggiamento del giocatore del Portsmouth, che a sprazzi sembra quasi non avere il dna dell’attaccante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 42’ è ancora Cristiano Ronaldo protagonista quando recupera palla e non ci pensa su per sparare il sinistro potentissimo dalla distanza, ma Cech è sempre molto attento e riesce ad opporsi alla respinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la superiorità evidente in tutta la seconda metà del primo tempo, il Portogallo non riesce a tornare negli spogliatoi in vantaggio e questo è un aspetto su cui Scolari deve riflettere per perfezionare la sua squadra, che (a parte il gol) ha avuto occasioni soltanto con tiri dalla distanza: Nuno Gomes deve sempre lavorare molto spalle alla porta ma spesso viene ignorato dai compagni, mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Simao Sabrosa &lt;/span&gt;appare decisamente il più spento degli elementi offensivi portoghesi, non riuscendo mai a trovare uno spunto personale degno di nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la pausa, la Repubblica Ceca sembra difendersi con più calma per ripartire meglio in contropiede, soprattutto grazie alla velocità di Sionko sulla destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 53’ il Portogallo è pericoloso nonostante una combinazione non riuscita al limite dell’area con Simao che sbaglia il tocco per un compagno, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ujfalusi &lt;/span&gt;però si addormenta sul pallone e se lo fa strappare da Nuno Gomes, che così può calciare da buona posizione ma lo fa troppo centralmente, permettendo a Cech la facile presa alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 58’ Deco è ancora strepitoso riuscendo a passare in mezzo a due avversario per poi vedere lo spazio per Simao e servirlo con un delizioso esterno: Simao, però, non angola bene la sua conclusione a tu per tu con Cech e permette al portiere di respingere di piede, commettendo un nuovo errore nel suo match opaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa della Repubblica Ceca soffre molto perché fatica a trovare le giuste posizioni in mezzo al campo e spesso commette dei grossi errori individuali, come quelli che appartengono particolarmente al dna di Rozehnal. In questo modo, il Portogallo ritrova continuità in attacco e torna a macinare gioco in maniera brillante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su calcio da fermo, però, la Repubblica Ceca mette i brividi a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricardo&lt;/span&gt;: corner da destra, sul primo palo Ujfalusi colpisce bene ma sul secondo palo Baros manca la deviazione a porta vuota e la palla esce sul fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo il Portogallo torna in vantaggio con un’azione molto astuta: la difesa della Repubblica Ceca, infatti, si fa sorprendere su una punizione battuta velocemente sulla destra per Deco, il quale d’esterno tocca in orizzontale in area di rigore per Cristiano Ronaldo che di prima spara una botta radente ad incrociare, prendendo anche il tempo all’incolpevole Cech e realizzando in bello stile la rete dell’1-2. Anche con la maglia della propria Nazionale, quindi, Cristiano Ronaldo ritrova le buone abitudini realizzative. E’ impressionante la qualità offensiva portoghese, con la squadra di Scolari che proprio per questo avrebbe dovuto però segnare diversi minuti prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 68’ Bruckner decide di togliere Matejovsky (decisamente spento nella ripresa) per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vlcek&lt;/span&gt;, il quale si piazza a destra a fare l’esterno con attitudine offensiva, con Sionko che passa sulla sinistra e Plasil a fare l’interno di centrocampo: la Repubblica Ceca crea diversi importanti pericoli potenziali, anche perché Ricardo appare sempre molto incerto in uscita, confermando come grosso punto debole della Nazionale portoghese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 73’ la Repubblica Ceca dà anche maggior peso offensivo, inserendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Koller &lt;/span&gt;al posto di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Galasek &lt;/span&gt;e passando al 4-4-2. La squadra di Bruckner ci prova con volontà ma anche con tanta confusione, anche perché in avanti Baros ne combina di tutti i colori, togliendo anche una grande palla gol a Sionko per anticiparlo di testa e sprecare una grossa occasione. La difesa del Portogallo non può contare della grande sicurezza data dal proprio portiere, ma lo stesso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pepe &lt;/span&gt;in alcune occasioni ci mette del suo facendosi trovare fuori posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Portogallo soffre quest’assalto finale e appare in difficoltà dopo aver dominato in lungo e in largo la partita e all’83’ la Repubblica Ceca ha la più grande occasione per tentare di pareggiare il match: Plasil serve Vlcek sulla destra, il quale trova lo spazio per il cross ben calibrato, al centro dell’area nessuno marca Sionko (anche in questo caso Pepe ha colpe evidenti) che di testa ha la grande occasione per colpire, ma non è altissimo di statura e arriva a colpire con la parte alta della fronte, non riuscendo a dare così grande angolo al proprio colpo di testa e permettendo a Ricardo di alzare in corner. Il Portogallo, però, rischia di pagare la dormita difensiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Portogallo riesce a porre fine alla sofferenza al 91’, realizzando ancora una volta in modo astuto: Pepe guadagna punizione in difesa e Deco la batte immediatamente servendo intelligentemente Cristiano Ronaldo sulla profondità, il fuoriclasse del Manchester United parte in posizione regolare e approfitta della difesa ferma per guadagnare una decina di metri sugli avversari e quando si trova solo davanti a Cech tocca in orizzontale sul breve per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quaresma&lt;/span&gt;, il quale deve soltanto appoggiare e festeggiare la rete dell’1-3 che chiude definitivamente i conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un Portogallo che diverte sicuramente sul piano estetico e qualitativo, ma che deve migliorare qualcosa in fase difensiva per non rischiare di non vincere delle partite dominate in modo così netto, come accaduto contro la squadra ceca. I lusitani strappano così il pass per il prossimo turno assicurandosi già il primo posto del girone, che potranno così chiudere con una sgambata contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera&lt;/span&gt;, in un match che mette in palio soltanto il prestigio visto che anche gli elvetici non hanno più nulla da chiedere a questi Europei, essendo già eliminati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica Ceca esce dal campo con la sensazione di aver giocato comunque una buona partita e di potersi giocare ad armi pari la qualificazione contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia&lt;/span&gt;, in quello che è diventato un vero e proprio spareggio: la squadra ceca e quella turca, infatti, sono in perfetta parità in classifica anche per quanto riguarda differenza reti e gol segnati e (naturalmente) andrebbero ai quarti di finale in caso di vittoria, mentre in caso di pareggio il regolamento della Uefa prevede addirittura la sequenza dei calci di rigore da battere dopo il 90’ minuto. Infatti, essendo in parità i primi 5 criteri regolamentari (tra cui anche i punti negli scontri diretti visto che questo caso può verificarsi solo con un pareggio), il regolamento prevede che qualora le squadre in totale parità in classifica fossero anche di fronte nella terza giornata del girone, risolverebbero la questione proprio con i calci di rigore, mentre in caso di incontro precedente (alla prima o alla seconda giornata) ci sarebbe stato da affrontare dei calcoli abbastanza complicati, cominciando dalla media dei punti ottenuta nei gironi di qualificazione ai Mondiali del 2006 e agli Europei del 2008, mentre in caso di nuova parità si sarebbero calcolati i punti fair play relativi a questo girone e successivamente il sorteggio come ultimo parametro, con un regolamento davvero complesso e controverso. Comunque sia, in tutto ciò l’importante è capire che quello tra Repubblica Ceca e Turchia sarà un vero spareggio, che potrebbe regalare anche l’appendice dei calci di rigore per assegnare un posto ai quarti di finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca-Portogallo 1-3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca (4-1-4-1):&lt;/span&gt; Cech 6,5 – Grygera 4,5 Ujfalusi 6 Rozehnal 5 Jankulovski 6 – Galasek 5 (73’ Koller sv) – Sionko 6,5 Matejovsky 5,5 (68’ Vlcek 6,5) Polak 6 Plasil 7 (85’ Jarolim sv) – Baros 4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Blazek, Zitka, Kovac, Fenin, Sverkos, Pospech, Kadlec, Sivok, Skacel&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Karel Bruckner 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo (4-3-3):&lt;/span&gt; Ricardo 5 – Bosingwa 6 Pepe 5 Ricardo Carvalho 6,5 Paulo Ferreira 6 – Joao Moutinho 6 (74’ Fernando Meira sv) Petit 6,5 Deco 8,5 – Simao 5 (80’ Quaresma 6,5) Nuno Gomes 6,5 (79’ Hugo Almeida sv) Cristiano Ronaldo 8,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Nuno, Rui Patricio, Bruno Alves, Raul Meireles, Miguel, Jorge Ribeiro, Miguel Veloso, Nani, Helder Postiga&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Luiz Felipe Scolari 7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Kyros Vassaras (Grecia) 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 8’ Deco (P), 17’ Sionko (RC), 63’ Cristiano Ronaldo (P), 91’ Quaresma (P)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Polak (RC), Bosingwa (P)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-7674829051092976799?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/7674829051092976799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=7674829051092976799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7674829051092976799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7674829051092976799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/portogallo-fa-rima-con-spettacolo-i.html' title='Portogallo fa rima con spettacolo: i lusitani si qualificano per i quarti'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-4825885977059723289</id><published>2008-06-12T11:27:00.001+02:00</published><updated>2008-06-12T11:32:14.398+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svizzera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Turchia'/><title type='text'>Arda Turan spegne i sogni della Svizzera</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Partita accesissima e a tratti condizionata dalla pioggia, con la Turchia che ottiene la vittoria all’ultimo sussulto, prendendosi una grande rivincita &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/38/44/713844_w1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://en.euro2008.uefa.com/MultimediaFiles/Photo/competitions/EURO/71/38/44/713844_w1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai la situazione era lampante già prima del calcio di inizio degli Europei, ma adesso il fallimento del biennio della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera &lt;/span&gt;è diventato ufficiale e abbastanza clamoroso, soprattutto considerando la bella impressione che la squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kobi Kuhn &lt;/span&gt;aveva lasciato nei Mondiali di due anni fa: in Germania, infatti, la Svizzera si era imposta addirittura nel girone della futura finalista dei Mondiali, ovvero la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia&lt;/span&gt;, mostrando un buon calcio e una grande solidità difensiva, iniziando un processo di crescita che il biennio successivo avrebbe dovuto completare, proprio perché la Nazionale elvetica si trovava ad ospitare gli Europei successivi e perché la squadra era composta da tanti giovani che in quei due anni avrebbero dovuto completare il percorso di maturazione e presentarsi agli Europei casalinghi pronti a sorprendere, considerando che gran parte di quel gruppo era stato capace di vincere gli Europei Under 17 nel 2002. Invece, in questi due anni la crescita di gran parte di questi giocatori è stata molto più lenta rispetto alle attese, con qualcuno che ha avuto anche un percorso di evoluzione: l’esempio lampante è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Philippe Senderos &lt;/span&gt;che solo due anni fa aveva impressionato molti ai Mondiali per la sua forza fisica e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wenger &lt;/span&gt;all’Arsenal considerava addirittura l’erede di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sol Campbell &lt;/span&gt;(a cui era stato anche preferito nella finale di FA Cup del 2005), ma che in questi due anni non è riuscito a fare il salto di qualità, finendo anzi per evidenziare sempre di più i propri difetti tecnici e di concentrazione, incappando in partite assolutamente disastrose come quella che quest’anno costò all’Arsenal l’eliminazione dalla Champions League a favore del Liverpool. Senderos è il simbolo di una Svizzera che s’era presentata agli Europei senza quell’alone di promesse lanciate soltanto due anni fa e che puntualmente ha fallito la competizione casalinga anche in modo clamoroso, essendo già fuori dai giochi al quinto giorno della manifestazione: certo, la squadra di Kuhn non ha avuto neppure un percorso fortunato, con l’infortunio di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frei&lt;/span&gt;, le decisioni assurde di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rosetti &lt;/span&gt;che hanno condizionato il match contro la Repubblica Ceca o gli errori difensivi che sono costati la sconfitta contro la Turchia, ma nel calcio la sfortuna non può nascondere da sola l’evidenza di una squadra che ha deluso molto. Ad estromettere la Svizzera definitivamente dagli Europei è un gol beffardo realizzato al 92’ da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arda Turan&lt;/span&gt;, che permette alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia &lt;/span&gt;di prendersi la più incredibile delle rivincite, dopo gli avvenimenti di fine 2005 quando elvetici e turchi si affrontarono nel playoff che regalava un posto ai Mondiali del 2006, con la squadra di Kobi Kuhn che ebbe la meglio in un match di ritorno davvero infuocato, finito in una megarissa in cui gli svizzeri furono aggrediti barbaramente da giocatori e polizia turca. Per fortuna, episodi del genere non si sono ripetuti, ma in campo è apparso evidente che tra le due squadre non scorrere buon sangue (anche se di sangue se n’è pure visto nel mezzo della battaglia, con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hakan Balta &lt;/span&gt;ed &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Emre Asik &lt;/span&gt;che si sono ritrovato feriti, ma per fortuna soltanto in scontri di gioco e non volontari), in quella che è stata una vera e propria battaglia, condizionata anche dal terreno di gioco che nel primo tempo era totalmente allagato d’acqua e ha reso i primi 45 minuti una sorta di lotta nel fango, in cui la tecnica è stata messa completamente da parte ma in cui è uscito tutto l’agonismo delle due Nazionali. E allora, rivincita è stata, perché gli uomini di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fatih Terim &lt;/span&gt;si sono presi la soddisfazione di estromettere gli svizzeri dalla manifestazione casalinga, una soddisfazione doppia se aggiunta a quella di una vittoria che consentirà alla Turchia di giocarsi un vero e proprio spareggio nell’ultimo turno del girone contro la Repubblica Ceca per l’accesso ai quarti di finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera scende in campo con due cambi di formazione, entrambi in attacco ed entrambi forzati: oltre a Frei, infatti, anche Streller è costretto a rinunciare al match per problemi all’inguine e Kobi Kuhn si trova quasi obbligato ad optare sulla coppia Hakan Yakin-Derdiyok, con il primo che parte qualche metro indietro in posizione di trequartista. C’è aria di rivoluzione anche in casa Turchia, soprattutto a centrocampo dove Terim opta per tre cambi, schierando in campo un 4-1-4-1 con Mehmet Aurelio davanti alla difesa, Gokdeniz e Arda Turan sulle due corsie e Tuncay e Tumer Metin interni alle spalle dell’unica punta Nihat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita inizia con il campo in condizioni normali e proprio su questo tipo di terreno di gioco il primo quarto d’ora delude molto sul piano spettacolare: la Svizzera è sempre troppo macchinosa in manovra e fatica ad arrivare negli ultimi metri per servire le due punte, cosa che invece riesce a fare con maggiore rapidità la Turchia, che tiene per un tempo minore ma che inizialmente è più insidiosa. I quattro uomini alle spalle di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nihat &lt;/span&gt;si muovono costantemente e provano a non lasciare punti di riferimento alla retroguardia svizzera, in un match che però è troppo lento in queste fasi iniziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tiro arriva addirittura al 19’ e lo prova &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Inler &lt;/span&gt;di sinistro da 30 metri, con la palla che scivola sul terreno bagnato e il portiere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Volkan &lt;/span&gt;quasi manca la presa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio il terreno di gioco comincia ad influire la partita e a cambiare decisamente le carte in tavola: su Basilea, infatti, piove a dirotto e si nota una delle prime pecche organizzative in questi Europei, perché il campo cede un po’ troppo facilmente alla pioggia e il terreno si rallenta subito, creando via via delle enormi difficoltà al gioco delle due squadre, che già prima sul campo asciutto non era certo eccelso. La Svizzera riesce poco a servire le due punte, nonostante il solito massimo impegno di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Behrami &lt;/span&gt;sulla fascia, mentre nella Turchia si vede con buona continuità Arda Turan, al contrario di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gokdeniz &lt;/span&gt;che sulla destra è assolutamente fuori dal gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il campo cede sempre più col passare dei minuti e in quasi tutto il terreno di gioco si creano delle pozze d’acqua che rallentano il pallone in modo imprevedibile nei passaggi rasoterra, con grandi difficoltà anche per chi cerca di andarsene in solitaria palla al piede ma che spesso si ritrova nella corsa davanti al pallone, perché la sfera non riesce a scivolare sull’erba del St Jakob Park: le due squadre lottano in modo incredibile su ogni pallone con grande agonismo, ma c’è grossa difficoltà a fare gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera prova ad infiammare il match nella metà della prima frazione: al 24’ gli elvetici muovono bene palla verso la sinistra e dal limite &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yakin &lt;/span&gt;prova la botta verso il primo palo, ma Volkan è pronto a deviare in corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo la Svizzera guadagna una punizione dal limite e leggermente defilata sulla sinistra, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Barnetta &lt;/span&gt;calcia basso cercando il palo del portiere Volkan che deve impegnarsi su una palla accelerata dal terreno di gioco e devia in corner con grande difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se Volkan in qualche modo riesce sempre ad evitare l’errore, dall’altra parte c’è un portiere decisamente incerto: al 29’, infatti, la Turchia si guadagna una punizione sul fondo della fascia sinistra per quello che è un vero e proprio corner corto, la batte Nihat con un cross stretto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Benaglio &lt;/span&gt;va malissimo all’intervento con la mano aperta e respinga addosso al corpo di Arda Turan piazzato nell’area piccola, creando un rimpallo che fa finire il pallone sul palo e poi sul fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tono da battaglia rischia di far accendere gli animi in qualche fase di gioco, come al 31’ quando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tuncay &lt;/span&gt;si rende protagonista di un bruttissimo intervento a forbice su Inler, con l’arbitro che estrae soltanto un cartellino giallo su un fallo che meritava anche il rosso diretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera protesta ma se ne dimentica subito, perché un minuto dopo riesce ad approfittare di un’azione incredibilmente condizionata dal terreno di gioco per passare in vantaggio: lancio lungo di Senderos in verticale che trova &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Derdiyok &lt;/span&gt;in posizione regolare, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Servet Cetin &lt;/span&gt;si perde malamente la sua marcatura e l’attaccante rincorre il pallone che toccando terra accelera imprevedibilmente e mette in difficoltà il portiere Volkan che era uscito quasi al limite della sua area per chiudere lo spazio all’avversario ma che in questo modo si trova facilmente saltato da Derdiyok, visto che il rimbalzo strano del pallone rende sbagliata la sua posizione. L’attaccante del Basilea ne approfitta e a porta vuota da posizione defilata guarda al centro e tocca il orizzontale per un Hakan Yakin solissimo dall’altra parte, il passaggio è buono ma quasi quasi viene reso vano dal terreno di gioco visto che il pallone si impana su una pozzanghera al centro dell’area piccola e si rallenta, ma Hakan Yakin è talmente solo che non ha difficoltà a trovare il tempo giusto per appoggiare comunque il pallone nella porta vuota e trovare l’1-0 con uno dei gol più strani possibili nel calcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il più in difficoltà di tutti sul terreno di gioco è Valon Behrami, che non riesce a partire palla al piede senza che il pallone vada da tutt’altra parte, ma al 34’ l’esterno della Lazio riesce comunque a mettere dentro un grande cross dalla fascia destra che manda in totale difficoltà sulla destra e pesca Yakin sul secondo palo da posizione ravvicinatissima, ma il 31enne trequartista solissimo in area piccola si mangia un gol incredibile mandando largo con il sinistro. La Svizzera avrebbe potuto già chiudere la partita e l’erroraccio di Yakin sarà pesantissimo nel proseguimento del match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più passano i minuti nel primo tempo e più lo sport a cui le due squadre sono costrette a giocare è sempre più lontano dall’amato calcio: si gioca in una piscina e il pallone a terra è sempre rallentato. E allora vanno fatti i complimenti più vivi alla Uefa che fa le campagne per aumentare lo spettacolo, optando anche per palloni che hanno traiettorie alla Holly e Benji per quanto abbattono le leggi della fisica e rendendo la vita del portiere più difficile di quella di un super-ricercato da tutte le autorità internazionali, ma poi la stessa federazione permette lo svolgimento di un match in un campo del genere, quanto di più antispettacolare possa essersi: soprattutto, però, è eticamente ingiusto che due squadre debbano giocarsi la qualificazione in un Europeo di calcio giocando a pallanuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna, nell’intervallo la pioggia cessa di scendere e il campo viene riportato in condizioni più decenti e si può tornare a giocare a calcio, nonostante comunque le due squadre paghino lo stesso lo sforzo della battaglia del primo tempo e siano molto meno lucide nella ripresa. Terim presenta subito una doppia sostituzione in questa ripresa, togliendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tumer Metin &lt;/span&gt;e Gokdeniz per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mehmet Topal &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semih Senturk&lt;/span&gt;, passando al 4-4-2 che vede l’attaccante del Fenerbahce affiancare Nihat e Tuncay spostarsi largo sulla destra, ricoprendo l’ennesimo ruolo diverso di questi Europei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita rimane una vera e propria battaglia con agonismo alle stelle e la Turchia prova a riversarsi in attacco, mentre la Svizzera si copra in massa e cerca il contropiede con le ripartenze di Derdiyok.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 57’ Mehmet Topal avanza sulla sinistra ma sembra perdere l’inerzia dell’azione rallentando troppo, toccando poi per Nihat che dalla linea laterale va subito al cross a rientrare che pesca perfettamente la testa di Semih Senturk al centro dell’area, Senderos e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Magnin &lt;/span&gt;si addormentano in modo imbarazzante e lasciano libero di colpire l’attaccante turco che di testa trova una buona traiettoria ma che non è angolatissima, Benaglio va sul pallone a mani aperta ma pasticcia e non riesce a respingerlo all’esterno della porta, facendosi bucare le mani e deviando il pallone nel proprio angolino, concedendo in questo modo la rete dell’1-1. Bravo Semih Senturk a colpire ma davvero clamoroso l’errore del portiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritmo allora diventa infernale, con i giocatori che continuano a darsele di santa ragione e lottare al massimo, caricate anche da un pubblico che crea un’atmosfera fantastica tra le tribune con continui incitamenti alle due squadre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 60’ la Svizzera batte un corner da sinistra ma la difesa respinge, Magnin riprende e controlla al limite per poi cercare il sinistro, non trovando al giusta traiettoria e mandando largo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnicamente la partita è scadente ma questo secondo tempo è reso interessantissimo dal tono da battaglia mostrato dalle due squadre, che lottano fisicamente su ogni pallone. Lottando in questo modo così acceso, per giunta su un campo che nel primo tempo era impossibile, le due squadra finiscono per essere stanche col passare dei minuti e soprattutto meno lucide nella giocata, fattore che rende basso il numero di reali occasioni da rete nonostante il ritmo di gioco sia abbastanza elevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’84’ la Svizzera ha la grandissima occasione per trovare il gol della vittoria che riaprirebbe le speranze di qualificazione: la Turchia si fa infilare in contropiede e gli elvetici dispongono di un 4 contro due portato avanti da Derdiyok, il quale taglia in diagonale servendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vonlanthen&lt;/span&gt;, che tocca subito di prima per il tentativo di sinistro di Yakin, che a campo aperto dal limite dell’area non dà grande angolo alla sua conclusione, permettendo a Volkan. Il portiere però respinge centralmente e troppo corto e deve nuovamente impegnarsi anche sul tentativo di tap-in di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cabanas&lt;/span&gt;, mantenendo vive le speranze della Turchia. Volkan non è mai esteticamente convincente nei propri interventi, ma in questo match riesce in qualche modo ad essere sempre efficace, risultando decisivo per la sua squadra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra la Svizzera a provarci di più ma i padroni di casa subiscono la beffa al 92’: la Turchia ha spazio per il contropiede e Tuncay apre benissimo sulla sinistra per l’avanzata di Arda Turan, il quale corre fino al limite dell’area, decide di accentrarsi e tenta il destro, trovando la deviazione di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Patrick Muller &lt;/span&gt;che alza il pallone e rende impossibile l’intervento di Benaglio, con il pallone che entra in rete per l’1-2 che sancisce l’eliminazione della Svizzera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i padroni di casa, infatti, ormai c’è poco da fare e l’Europeo si chiude in modo anche beffardo, visto che comunque la Svizzera nelle sue due partite ha cercato con volontà la vittoria ma è stata decisamente condannata dagli episodi, che hanno reso ancora più pesanti i difetti strutturali di questa Nazionale. Il gol di Arda Turan rende così inutile il match finale contro il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo&lt;/span&gt;, in cui la squadra di Kobi Kuhn giocherà giusto per salvare l’onore e non concludere l’Europeo casalingo a quota zero punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Turchia si prende la più beffarda delle rivincite e adesso si proietta alla sfida contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca&lt;/span&gt;, in quello che è diventato un vero e proprio spareggio per i quarti di finale visto che le due squadre arrivano alla terza giornata totalmente alla pari anche per differenza reti e gol segnati: chi vince passa ai quarti di finale, mentre in caso di pareggio ci saranno addirittura i calci di rigore, che sarebbero una vera e propria novità in partite di girone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera-Turchia 1-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera (4-4-1-1):&lt;/span&gt; Benaglio 4 – Lichtsteiner 6 Muller 6 Senderos 4,5 Magnin 5 – Behrami 6,5 Gelson 5 (76’ Cabanas sv) Inler 6 Barnetta 5 (66’ Vonlanthen 5,5) – Yakin 5 (85’ Gygax sv) – Derdiyok 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Zuberbuhler, Jakupovic, Djourou, Huggel, Grichting, Spycher, Degen&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Jakob Kuhn 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia (4-1-4-1): &lt;/span&gt;Volkan 6,5 – Hamit Altintop 6 Emre Asik 6 Servet Cetin 5 Hakan Balta 5,5 – Mehmet Aurelio 6 – Gokdeniz 4 (46’ Semih Senturk 6,5) Tuncay 6 Tumer Metin 5 (46’ Mehmet Topal 6) Arda Turan 6,5 – Nihat 6 (85’ Kazim-Richards sv)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Rustu, Tolga, Gokhan Zan, Emre Belozoglu, Emre Gungor, Ugur Boral, Ayhan, Sabri Sarioglu, Erding&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Fatih Terim 6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Lubos Michel (Slovacchia) 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol:&lt;/span&gt; 32’ Yakin (S), 57’ Semih Senturk (T), 92’ Arda Turan (T)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti: &lt;/span&gt;Derdiyok (S), Hakan Balta, Mehmet Aurelio, Tuncay (T)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Classifica Gruppo A:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Portogallo 6 &lt;/span&gt;(+4)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca 3&lt;/span&gt; (-1)&lt;br /&gt;---------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Turchia 3 &lt;/span&gt;(-1)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svizzera 0 &lt;/span&gt;(-2)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Portogallo già qualificato come vincente del girone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-4825885977059723289?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/4825885977059723289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=4825885977059723289' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/4825885977059723289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/4825885977059723289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/arda-turan-spegne-i-sogni-della.html' title='Arda Turan spegne i sogni della Svizzera'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-7176453121794354043</id><published>2008-06-11T03:44:00.000+02:00</published><updated>2008-06-11T03:45:42.748+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grecia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Svezia'/><title type='text'>La difesa della Grecia stavolta non regge e la Svezia ottiene i tre punti</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Un lampo di Ibrahimovic sblocca una partita inguardabile, prima che Hansson la chiuda con un gol assurdo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.thesun.co.uk/multimedia/archive/00505/swedes_11_-_swedes__505178a.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://img.thesun.co.uk/multimedia/archive/00505/swedes_11_-_swedes__505178a.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che è andato bene quattro anni fa probabilmente non andrà bene in questo Europeo: dopo la caduta dell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italia&lt;/span&gt;, anche i Campioni in carica della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia &lt;/span&gt;cadono abbastanza fragorosamente nel match d’esordio, pagando proprio quella tattica che li aveva portati sul trono continentale nel 2004. Difendere forsennatamente per tutta la partita e cercare il contropiede vincente in mezzo a mille lanci lunghi senza logica stavolta non serve, anche se la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia &lt;/span&gt;fatica maledettamente per ottenere il vantaggio, giocando malissimo e non riuscendo mai a sfondare la difesa greca, ottenendo il gol vittoria soltanto grazie ad una grande giocata personale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zlatan Ibrahimovic&lt;/span&gt;, il quale fino a quel momento era stato il peggiore in campo tra tutti i 22 “protagonisti” di quella che qualcuno ha già etichettato come una delle peggiori partite della storia del calcio. E come tale questa partita non poteva che essere chiusa da uno dei gol più assurdi della storia, realizzato da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Petter Hansson &lt;/span&gt;(anche lui fino a quel momento inguardabile, un po’ come tutti i giocatori in campo) dopo una serie di rimpalli a 10 cm dalla porta, a sottolineare lo spettacolo scadente mostrato dalle due squadre. Dalla Grecia non ci si aspettava nulla di diverso sul piano dell’atteggiamento, eppure per poco gli ellenici non riescono anche quest’anno nello sbeffeggiare tutti in questo modo, considerando che fino a quel momento le poche occasioni decenti della partita erano state create proprio dalla squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Otto Rehhagel&lt;/span&gt;, che fino al gol di Ibrahimovic non aveva concesso alcun tiro in porta alla Svezia, nonostante in porta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antonios Nikopolidis &lt;/span&gt;appaia in vena di follie, mostrando una serie di uscite inguardabili. Di certo non si può negare che l’organizzazione difensiva della Grecia sia ancora di efficacia elevata, ma rispetto a 4 anni fa è mancata forse un po’ di tenuta fisica, ma soprattutto è mancata quella dose di buonasorte che ha impedito alle varie &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Repubblica Ceca &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Portogallo &lt;/span&gt;(le squadre battute agli ultimi Europei dai quarti di finale in poi) di trovare quel jolly uscito dal piede di Zlatan Ibrahimovic al Wais-Siezenheim Stadion, un gol che potrebbe aver già affossato le speranze di qualificazione degli ellenici. La Svezia invece vince ma può ritenersi fortunata di esser entrata in un girone con questa Grecia e con la Russia, visto che la qualità di gioco degli uomini di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lars Lagerback &lt;/span&gt;è veramente bassa e questa Nazionale può solo affidarsi alle giocate individuali, giocate che possono uscire giusto da un Ibrahimovic (nonostante l’attaccante dell’Inter sia fuori forma, non una novità per lui) o da un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Henrik Larsson&lt;/span&gt;, visto che la forza propulsiva degli esterni &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ljungberg &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wilhelmsson &lt;/span&gt;che era diventata classica nella Svezia di qualche anno fa ormai è pressoché scemata con il passare degli anni. In quest’ultimi anni, i Blagult (ovvero, gialloblu) sono riusciti ad essere sempre presenti alle fasi finali delle competizioni più importante, ma da qualche tempo non riescono più ad esprimere nulla di nuovo e di particolarmente interessante e sembra davvero improbabile pensare ad una Svezia capace di andare oltre ai quarti di finale in questo Europeo, risultato che confermerebbe quello di quattro anni fa quando furono eliminati ai rigori dall’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Olanda&lt;/span&gt; (squadra che potrebbe ritrovare anche ai quarti di finale di quest’anno visto che il girone degli Orange è abbinato a quello degli svedesi per gli accoppiamenti al turno successivo), dopo 120’ minuti grigi chiusi sullo 0-0. Forse è anche arrivato il momento di chiudere con la gestione Lagerback, perché il ct svedese non riesce più da tre-quattro anni a dare qualcosa di nuovo alla squadra, che adesso affronta questi Europei notevolmente invecchiata come età media. La vittoria contro la Grecia, quindi, non nasconde tutti i problemi che la Svezia si ritroverà sicuramente ad affrontare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia presenta in campo un copertissimo 5-4-1, che vede l’esclusione di Amanatidis dalla formazione prevista per l’inserimento di un altro difensore centrale come Paraskevas Antzas. Theofanis Gekas finisce così per fare l’unica punta, con Charisteas che invece deve sacrificarsi come esterno di centrocampo. La Svezia si presenta invece con il 4-4-2 che vede Henrik Larsson e Zlatan Ibrahimovic come coppia d’attacco, mentre la possibile novità Sebastian Larsson non riesce a trovare spazio da titolare, né come esterno (dove giocano i soliti Ljungberg e Wilhelmsson) né come interno di centrocampo, dove pure viene escluso Linderoth per l’inserimento a sorpresa di Daniel Andersson. L’età media dell’undici svedese è di oltre 30 anni e la parte dei “giovincelli” la fanno due classe ’81 come Isaksson e Ibrahimovic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il match ha subito i ritmi bassi voluti dalla Grecia e al 7’ minuto arriva la prima occasione: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Katsouranis &lt;/span&gt;recupera palla e va subito in avanti servendo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Charisteas&lt;/span&gt;, il quale parte da destra e si accentra saltando tre uomini per poi andare al tiro di sinistro dal limite dell’area, la palla passa tra le gambe di Hansson ma è facile per la presa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Isaksson&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia ha in mano il pallino del gioco anche perché a lasciarglielo volutamente è la Grecia, ma gli svedesi faticano a prendere ritmo anche perché il gioco è gestito da due giocatori macchinosi come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Daniel Andersson &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anders Svensson&lt;/span&gt;: se quest’ultimo è un mediano che solitamente ha il compito di dare equilibrio alla squadra e che non è certo l’uomo da cui aspettarsi il passaggio di qualità, delude tantissimo Daniel Andersson che si muove molto (secondo le statistiche Uefa è l’elemento che ha corso più di tutti gli altri in campo, percorrendo una distanza di 11,32 km) ma che di fatto si vede pochissimo con il pallone tra i piedi e lascia sempre che ad impostare sia il compagno. Eppure, questa eventualità tattica era tutt’altro che imprevedibile e allora è chiaro l’errore di Lagerback, che avrebbe dovuto inserire un giocatore maggiormente qualitativo come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kim Kallstrom&lt;/span&gt;, perché è davvero incredibile come la manovra debba essere dettata spesso dai due difensori centrali, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mellberg &lt;/span&gt;e soprattutto il grezzissimo Hansson, che vanno spesso a tentare lanci lunghi. La Grecia è buttata tutta sulla difensiva e controlla le due punte con vere marcature a uomo: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antzas &lt;/span&gt;controlla Henrik Larsson, mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kyrgiakos &lt;/span&gt;gira sempre nella zona di Ibrahimovic con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dellas &lt;/span&gt;che fa quasi il libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di occasioni se ne vedono pochissime: al 14’ Svensson riprende una ribattuta difensiva calciato subito con un bel sinistro al volo da fuori, Nikopolidis controlla con troppa disinvoltura perché il pallone non esce certo di molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia non concede nulla allo spettacolo, copre tutto lo spazio possibile nella propria metà campo e appena può prova ad impadronirsi di una palla vagante nella trequarti offensiva per tentare in questo modo di colpire e di rendersi pericolosa, mentre quando la squadra di Rehhagel è in possesso di palla non prova nemmeno a creare qualcosa, facendo soltanto passare il tempo per provare a far spazientire gli avversari. Nella Svezia, Henrik Larsson prova a muoversi molto in fase offensiva ma combina poco, specialmente con l’andar del tempo, mentre Ibrahimovic si vede pochissimo e appare troppo lento nelle giocate, permettendo così ai difensori greci di chiudere sempre bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rivedere un’occasione bisogna arrivare al 32’ quando Ljungberg tenta un cross dalla mediana, la difesa greca si distrae e nello stesso tempo Nikopolidis è completamente indeciso e rimane a metà nell’uscita: Ibrahimovic prova a scavalcare il portiere con uno strano colpo di nuca, ma la palla ha una traiettoria a pallonetto che scende troppo tardi e termina alta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella seconda metà del primo tempo è la Grecia a tenere maggiormente palla ma prima di iniziare l’azione deve effettuare almeno 5 passaggi tra i difensori centrali per poi decidere di avanzare in qualche modo, un atteggiamento davvero anti-spettacolare e frustrante anche per gli spettatori neutrali. In tutto questo, però, c’entra anche l’atteggiamento della Svezia, che non pressa con gli attaccanti quando la Grecia muove palla solo con i difensori, mentre gli esterni di centrocampo non si alzano a pressare per non scoprire il centrocampo, che probabilmente era quello che Rehhagel cercava di ottenere continuando in questo modo. Il ritmo del match è inesistente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sorpresa si vede un’azione al 44’ con Charisteas che protegge palla, tocca a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Basinas &lt;/span&gt;che tenta il tiro a giro dal limite, la palla tocca terra un paio di volte e Isaksson trova il tempo per distendersi e deviare in corner senza farsi ingannare dalla traiettoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un avvio di ripresa, nella Grecia esce un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gekas &lt;/span&gt;davvero troppo isolato ed entra &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Georgios Samaras&lt;/span&gt;, il quale però farà anche peggio dell’attaccante del Bayer Leverkusen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partita ha una qualità scarsissima e lo evidenzia l’azione del 48’ quando Svensson butta palla casualmente in avanti e trova un assist per Wilhelmsson, il quale è liberissimo anche perché parte un paio di metri avanti rispetto alla linea difensiva della Grecia. Il guardalinee non segnala nulla e Nikopolidis esce nuovamente in modo folle e poi si ferma a trequarti dell’area di rigore, permettendo a Wilhelmsson di tentare la semplice soluzione in pallonetto dal vertice destro dell’area di rigore ma il centrocampista del Deportivo La Coruna sbaglia ingloriosamente mandando alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svezia prova a dare continuità al proprio gioco ma ha scarsissima qualità in regia e manca di guizzi, con Ljungberg e Wilhelmsson che giocano molto male. La Grecia invece sembra proprio voler prendere per sfinimento gli avversari, attendendo il momento giusto con una pazienza straziante per le coronarie degli spettatori. Gli ellenici si difendono in massa, ma nonostante tutto la Svezia ha la grande colpa di non aver mai tirato in porta dopo oltre un’ora di gioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una partita del genere, per poco la Grecia non trova il vantaggio per un autogol: è il 66’ e Dellas va a cross dalla mediana, Hansson interviene di testa da kamikaze per anticipare Samaras e devia verso la propria porta, con la palla che termina fuori davvero di un nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto dopo lo scampato pericolo, la Svezia riesce a sbloccare il match grazie ad una prodezza di Ibrahimovic, il quale scambia stretto con Henrik Larsson e calcia con grandissima potenza in diagonale dal limite dell’area, colpendo il pallone di esterno destro e dandogli una traiettoria velenosissima su cui Nikopolidis non può opporsi. E’ la rete dello 0-1, realizzata da un Ibrahimovic che fino a quel momento era stato il peggiore in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rehhagel prova a cambiare tutto togliendo al 70’ Dellas per inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amanatidis &lt;/span&gt;e passare al 4-4-2, ma stravolgere così dal nulla la mentalità di una squadra nel corso della partita è quasi impossibile e, infatti, non riuscirà agli ellenici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo anche perché la Grecia è capace di subire un gol ridicolo al 72’: la difesa si apre paurosamente al centro e Ljungberg taglia come ai bei tempi per ricevere la verticalizzazione di Henrik Larsson, ma il suo tiro non è certo all’altezza dei tempi passati e finisce addosso a Nikopolidis, che nel frattempo era uscito bene. A questo punto si crea un flipper assurdo che ha poco a che vedere con il calcio perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Elmander &lt;/span&gt;colpisce di riflesso con la gamba il pallone respinto dal portiere e alza un campanile che scavalca Nikopolidis e che fa succedere di tutto ad un metro dalla linea di porta, perché lo stesso Nikopolidis rientra in totale affanno e dorme senza far nulla quando a due passi da lui Hansson riesce a spostare Kyrgiakos con un fallo non segnalato, il pallone finisce sulla schiena del difensore dell’Eintracht Francoforte e rimane lì dove Hansson crea un doppio rimpallo incredibile con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Seitaridis &lt;/span&gt;(che arriva troppo morbido sul pallone) e in qualche modo con il ginocchio manda il pallone in rete, per il 2-0 definitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto la partita non ha più nulla da dire, perché la Grecia è incapace di reagire. L’unico evento degno di nota in questo finale è l’infortunio subito al 78’ da Wilhelmsson, il quale si fa male da solo in uno scatto sulla destra e probabilmente accusa un fastidio agli adduttori che potrebbe renderlo indisponibile per i prossimi match.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Match che la Svezia dovrà giocare con un appiglio e una qualità decisamente diversa per combinare qualcosa di meglio e non sperare in altre carambole assurde per realizzare delle reti. Adesso è davvero curioso vedere come la squadra di Lagerback giocherà al cospetto della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna&lt;/span&gt; nel match di sabato prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Grecia invece rischia già di abdicare il trono di Campione d’Europa, soprattutto qualora non riuscisse a vincere nel prossimo match contro la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia&lt;/span&gt;: gli esteti del calcio non rimpiangerebbero certo il gioco espresso dagli ellenici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia-Svezia 0-2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Grecia (5-4-1):&lt;/span&gt; Nikopolidis 3 – Seitaridis 4,5 Kyrgiakos 7 Dellas 6,5 (70’ Amanatidis 5) Antzas 6 Torosidis 6,5 – Charisteas 6 Katsouranis 5 Basinas 6,5 Karagounis 5,5 – Gekas 5 (46’ Samaras 3,5)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina: &lt;/span&gt;Chalkias, Tzorvas, Goumas, Vintra, Spiropoulos, Patsatzoglou, Giannakopoulos, Tziolis, Salpingidis, Liberopoulos&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico: &lt;/span&gt;Otto Rehhagel 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Svezia (4-4-2):&lt;/span&gt; Isaksson 6 – Alexandersson 6 (74’ Stoor sv) Mellberg 6 Hansson 5,5 Nilsson 5,5 – Wilhelmsson 4 (78’ Rosenberg sv) Andersson 3 Svensson 5,5 Ljungberg 5 – Ibrahimovic 6 (71’ Elmander 6) Henrik Larsson 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In panchina:&lt;/span&gt; Shaaban, Wiland, Dorsin, Majstorovic, Granqvist, Kallstrom, Sebastian Larsson, Linderoth, Allback&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Commissario tecnico:&lt;/span&gt; Lars Lagerback 4,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Arbitro: &lt;/span&gt;Massimo Busacca (Svizzera) 5,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gol: &lt;/span&gt;67’ Ibrahimovic, 73’ Hansson&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ammoniti:&lt;/span&gt; Seitaridis, Torosidis, Charisteas (G)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6089693452549941344-7176453121794354043?l=austriasvizzera2008.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/feeds/7176453121794354043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6089693452549941344&amp;postID=7176453121794354043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7176453121794354043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6089693452549941344/posts/default/7176453121794354043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://austriasvizzera2008.blogspot.com/2008/06/la-difesa-della-grecia-stavolta-non.html' title='La difesa della Grecia stavolta non regge e la Svezia ottiene i tre punti'/><author><name>Silvio Di Fede</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12642590332216497378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/_wcLfgwy8EDI/TS3CPyFRZbI/AAAAAAAAAHE/lyT2CFmNT4o/S220/2744991831_15200ddd4b_b.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6089693452549941344.post-7095642820739008100</id><published>2008-06-11T03:40:00.001+02:00</published><updated>2008-06-11T03:44:56.938+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Russia'/><title type='text'>I sogni della Spagna stanno in Villa</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;L’attaccante del Valencia realizza una tripletta che abbatte per 4-1 una Russia difensivamente pessima &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/DavidVilla_938352.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px;" src="http://images.teamtalk.com/08/06/800x600/DavidVilla_938352.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scelte bizzarre di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luis Aragones &lt;/span&gt;portano al superamento del primo ostacolo, quello probabilmente meno arduo in tutto il cammino che la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spagna &lt;/span&gt;si ritroverà davanti: la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russia&lt;/span&gt;, infatti, conferma tutti i propri difetti di struttura e sembra sempre più la squadra meno forte tra le 14 qualificate (davanti soltanto all’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Austria&lt;/span&gt; organizzatrice in una gerarchia fatta tutta sulla carta) e viene schiantata dalle Furie Rosse più sul piano del risultato (il 4-1 comunque è un punteggio che non lascia adito a dubbi di qualsiasi sorta) che su quello del gioco in sé, soprattutto per quanto visto nel primo tempo. La Spagna ha approfittato della terribile difesa della squadra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Guus Hiddink&lt;/span&gt;, che saltava in aria in qualsiasi verticalizzazione, e probabilmente questo match potrebbe non rappresentare un test molto attendibile sulle possibilità di vittoria finale degli spagnoli, che comunque anche ai Mondiali di due anni fa iniziarono il girone realizzando quattro gol all’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ucraina&lt;/span&gt; per poi sciogliersi agli ottavi davanti alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francia &lt;/span&gt;di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zidane &lt;/span&gt;e quindi, con lo stesso Aragones in panchina, hanno già abituato a fuochi d’artificio iniziali seguiti dall’incapacità di saper realizzare quanto promesso. E’ un problema annoso questo della Spagna e allora probabilmente non è il caso di esaltare le Furie Rosse per aver vinto un match alla portata, soprattutto perché nel primo tempo la squadra di Aragones non aveva neppure convinto tanto nel gioco, mostrando anzi qualche difficoltà di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Xavi &lt;/span&gt;a dettare realmente i ritmi, nonostante il regista del Barcellona venga preferito addirittura a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cesc Fabregas &lt;/span&gt;in una delle tante bizzarre e incomprensibili scelte di Aragones. A fare la differenza è stata soprattutto l’inquietante difesa russa, che riusciva ad aprirsi su ogni palla verticale e che ha permesso la doppietta a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Villa&lt;/span&gt;, che poi nella ripresa ha anche completato l’hat-trick a coronare 45 minuti più tranquilli, anche perché la stessa Russia ha giocato davvero malissimo nella ripresa. Quello del 2008 sta diventando l’Europeo delle difese ballerine, visto che la stessa Spagna ha mostrato alcune lacune nella terza linea che rallentano ulteriormente la convinzione totale sulla forza di questa squadra. Di certo, va verificato se il gioco voluto da Aragones, con la trottola continua di passaggi a centrocampo, possa funzionare anche contro squadre più forti e soprattutto contro difese più solide, difese che non vengono aperte con una semplice verticalizzazione. E allora, prima di esaltarsi gli spagnoli farebbero bene ad aspettare test più attendibili, perché nessuno dei presunti problemi della Spagna è stato totalmente nascosto da questa vittoria sulla Russia: la “maraVilla” vera deve essere dimostrata nei momenti più importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come previsto, la Spagna cambia le sue abitudini e opta per il 4-4-2, con David Villa e Fernando Torres in attacco, mentre a centrocampo rimangono fuori Fabregas e Xabi Alonso per lasciare spazio a Xavi e Marcos Senna. La Russia scende in campo con il 4-5-1 che vede Pavlyuchenko come unica punta, supportato sulle due fasce da Sychev e Bilyaletdinov. Qualche novità la sia ha in difesa, dove di fatto dei titolari di qualche mese fa non gioca nessuno, soprattutto al centro dove c’è spazio per Shirokov e Kolodin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizialmente il ritmo di gioco è molto basso e la manovra degli spagnoli non appare molto efficace, soprattutto perché non riesce a far muovere molto la Russia, che rimane con 10 uomini dietro la linea della palla e poi prova a ripartire in contropiede una volta conquistata, facendo una partita di attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima occasione arriva al 15’ con un break personale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;David Silva&lt;/span&gt;, che si crea spazio per il tiro da fuori ma poi colpisce male e il pallone debolmente finisce tra le braccia di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Akinfeev&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tanto in tanto, la Russia riesce a sfruttare qualche incertezza della difesa della Spagna per creare qualche chance, ma spesso mostra di non avere delle punte di livello in grado di finalizzarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 17’ la squadra di Hiddink trova una bella azione con Semak che fa scorrere bene per la sovrapposizione sulla destra di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anyukov&lt;/span&gt;, il terzino della Russia va al cross basso dal fondo trovando l’inserimento in area di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semshov&lt;/span&gt;, il quale non trova l’impatto giusto col pallone e lo manda largo. La Russia, però, mostra di poter essere pericolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto di buono viene fatto dal centrocampo russo in questo primo tempo viene totalmente disfatto dalla pessima difesa, che al 20’ minuto si fa trovare completamente aperta su un rinvio lungo e molto casuale di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capdevila&lt;/span&gt;, lasciando un’autostrada ad una punta che pure fa della rapidità il suo pezzo forte, ovvero &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fernando Torres&lt;/span&gt;: il Niño si lancia sul pallone e si ritrova incredibilmente in uno contro uno con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kolodin &lt;/span&gt;perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shirokov&lt;/span&gt;, l’altro centrale, è a spasso e fuori posizione. Kolodin sembra avere la meglio ma va sciaguratamente a perdere il rimpallo, lasciando campo aperto a Fernando Torres che punta il portiere e poi altruisticamente tocca dentro per David Villa, il quale a porta vuota trova il tocco vincente per la rete dell’1-0. Ottima l’intesa tra Fernando Torres e David Villa, ma lasciare campo aperto in contropiede a due velocisti come queste due punte facendosi trovare pure fuori posizione è un vero e proprio delitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia ha già al 23’ l’occasione per rimettere in parità i conti, grazie anche ad un’azione difensiva terribile da parte della Spagna: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sychev &lt;/span&gt;arriva sul fondo e mette dentro un cross arretrato e molto lento, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marcos Senna &lt;/span&gt;e Xavi fanno le belle statuine e non intervengono abbastanza clamorosamente sul pallone e lo lasciano scorrere per &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zyrianov &lt;/span&gt;che può calciare da posizione centrale ma è sfortunato perché trova il palo sulla sinistra della porta di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Casillas&lt;/span&gt;, che s’era disteso in tutto ma che non ci era arrivato. Davvero incredibile però come in netta superiorità numerica in area di rigore la Spagna abbia concesso un tiro così semplice agli avversari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altra parte però Fernando Torres mette sempre in difficoltà i difensori e un minuto dopo trova la conclusione bassa dal limite dell’area che Akinfeev deve respingere con qualche brivido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa della Russia soffre terribilmente le verticalizzazioni per gli scatti in profondità degli ottimi Fernando Torres e David Villa, come al 27’ quando Iniesta verticalizza proprio per il movimento a tagliare di David Villa, il quale prende alle spalle il pessimo Shirokov e si libera sul versante destro dell’area di rigore ma il suo tiro sul primo palo viene deviato in corner da Akinfeev. Kolodin e Shirokov sono però inguardabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Russia, Zyrianov è il centrocampista che si muove e si inserisce maggiormente in fase offensiva, in un momento del match molto equilibrato in cui i russi provano ad uscire, anche grazie alla regia bassa di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Semak&lt;/span&gt;, che fa fatica ad accelerare il gioco dei suoi ma che gioca una grande quantità di palloni. Nel finale di primo tempo è quindi la Russia a manovrare maggiormente e a provare a ragionare, con la Spagna che cerca le ripartenze veloci sfruttando anche le difficoltà della difesa centrale degli avversari. Ogni tanto le Furie Rosse fanno partire la solita trottola di passaggi brevi, ma la regia di Xavi non è illuminata e non ha grande qualità, mentre si fanno apprezzare decisamente di più i movimenti di Iniesta, che non dà alcun punto di riferimento agli avversari. Nel finale di tempo, Hiddink prova a far avvicinare maggiormente Sychev verso il centro, anche per dare una mano all’isolato Pavlyuchenko, ma l’ex enfant prodige del calcio russo si muove pochissimo senza palla e non aiuta i propri centrocampisti, che spesso non sanno a chi appoggiarsi per il passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spagna non esalta, ma con questa difesa della Russia basta verticalizzare per trovarsi soli davanti al portiere, come succede al 44’ quando è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iniesta &lt;/span&gt;a trovare l’idea giusta, David Villa è lasciato solissimo dai difensori avversari e parte perfettamente in linea con Zhirkov per poi deviare il pallone quel tanto che basta per bruciare Akinfeev e realizzare la rete del 2-0. Segnale per i naviganti: la punta del Valencia è decisamente più in forma rispetto a quanto lo era stato nell’ultima Liga e allora chiunque deve temerlo, anche difese più solide di questo scolapasta russo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’intervallo Hiddink decide di togliere il pessimo Sychev ed inserire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bystrov&lt;/span&gt;, che va a destra e mantiene stabile il modulo 4-5-1 che lascia sempre troppo solo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pavlyuchenko&lt;/span&gt;, giocatore non abilissimo nel fare reparto da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Russia mantiene il possesso di palla e manovra senza creare grossi pericoli, ma dopo le scelte dubbie di Hiddink arrivano quelle ancora più dubbie di Aragones, c
