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venerdì 20 giugno 2008

Quando conta, la Germania esprime sempre il meglio di sé

La squadra di Low vince anche più nettamente del 3-2 finale per l’atteggiamento decisamente migliore rispetto a quello del Portogallo



A fine partita le statistiche rivelano un totale di 22 tiri per il Portogallo contro gli 11 della Germania, ma alla luce di quanto visto in campo nei 90 minuti, quanti tra i veri esperti di calcio possono dire che la Mannschaft non ha strameritato la vittoria? Pochissimi, giusto un nugolo di cultori del calcio ultraoffensivo possono opporsi a questa visione, mentre tutti gli altri non possono che applaudire per l’ennesima volta la forza mentale di questa squadra: mentre il Portogallo usciva con gli applausi dalla fase a girone dando spettacolo, la Germania giocava malissimo la stessa fase, ma alla fine quando si fa sul serio difficilmente si sbaglia a puntare sui tedeschi, specialmente quando possono disporre di una buonissima squadra. E allora, sul terreno del St Jakob di Basilea s’è vista tutta la differenza tra una squadra esteticamente apprezzabile ma molto circense contro una squadra di calcio, con undici giocatori che sanno sempre quello che devono fare, che magari non attira l’occhio ma che alla fine diventa per forza più concreta: sotto il profilo della mentalità e del gioco il risultato di 3-2 sta pure stretto all’undici di Joachim Low ed è derivato anche dagli errori difensivi di Per Mertesacker nei due gol portoghesi, ma quella della Germania può essere definita una vera e propria lezione di calcio sul Portogallo. Le finte ripetute e i colpi di tacco servono a poco se non si concretizza il gioco, così una squadra che il luogo comune vuole solida finisce per segnare tre reti e per creare almeno un paio di altre grandi occasioni da rete, sempre lasciando poco allo spettacolo. Nel calcio non esiste e né ci sarà un tipo di gioco vincente in assoluto, ma la Germania porta sempre avanti la sua mentalità e quando la qualità del gruppo è di buon livello arrivano anche i risultati positivi, cosa che non era successo negli ultimi due Europei in cui la Mannschaft aveva sempre fallito all’interno del girone iniziale, senza vincere neppure una partita, perché nel 2000 la squadra era troppo vecchia e nel 2004 mancava di qualità nelle zone offensive, dovendo puntare tutto su Kevin Kuranyi in attacco. Si ferma invece qui l’esperienza di Felipe Scolari sulla panchina del Portogallo: dopo sei anni di buoni risultati (la finale nell’Europeo casalingo e la semifinale ai Mondiali del 2006), alla squadra lusitana è mancato nuovamente quell’ulteriore salto di qualità che consente ad un gruppo tutto sommato buono di diventare anche vincente. In questo match il Portogallo non ha saputo reggere l’impatto contro la solidità degli avversari, ma Scolari ha provato a rimescolare le carte, finendo per sbagliare qualcosa tatticamente, soprattutto nel portare Deco troppo defilato dalla zona nevralgica del campo, finendo per perdere quasi definitivamente l’apporto del fantasista del Barcellona, che dopo aver giocato due partite splendide in questo Europeo (ha saltato la terza contro la Svizzera perché Scolari ha schierato una squadra piena di riserve) è risultato quasi inesistente nei 90 minuti decisivi, un po’ come tutto il Portogallo che s’è sciolto di fronte a questo grande avversario e in questo appuntamento così importante. La squadra portoghese aveva le qualità per mettere in difficoltà una difesa della Germania non sempre perfetta, ma alla fine di occasioni vere ne ha create pochine, limitandosi a qualche leziosità di troppo e a tanti tiri da lontano: secondo le statistiche della Uefa, ben 13 dei 22 tiri totali arrivano da fuori area e di questi soltanto due partono dal limite dell’area, mentre la maggior parte di questi sono delle conclusioni forzate che non hanno mai creato nessun pericolo per Lehmann, quasi a provare a dare una conclusione a delle azioni che finivano per le lunghe o a cercare il jolly con il gol strepitoso, non certo l’atteggiamento giusto per conquistare qualche trofeo importante.

Il Portogallo scende in campo con la formazione tipo, ovvero lo stesso undici proposto nei due match contro Turchia e Repubblica Ceca, quelli del girone eliminatorio in cui la qualificazione era ancora da conquistare: il modulo è il 4-3-3 (inizialmente Scolari non ha mai optato per quel 4-2-3-1 che i media segnalano erroneamente, mentre questo modulo s’è visto nel corso del match dopo qualche sostituzione) con Deco e Joao Moutinho a fare ancora gli interni di centrocampo e Nuno Gomes come punta centrale, affiancato da Cristiano Ronaldo a sinistra e Simao a destra. Diverse novità di formazione ci sono invece nella Germania, con Low che rinuncia a Gomez e al modulo a due punte per optare (lui sì) al 4-2-3-1 che vede Klose unica punta, Ballack avanzato nel ruolo di trequartista a formare una linea con Schweinsteiger (preferito a Fritz) e Podolski, mentre in mediana non c’è spazio neppure per Frings, con il ct tedesco che punta sulla coppia Hitzlesperger-Rolfes. Low è costretto a guardare la partita dalla tribuna dopo l’espulsione subito nel corso del match contro l’Austria e a farne le veci in panchina è il suo vice Hans-Dieter Flick, ex allenatore dell’Hoffenheim.

La partita inizia con due squadre molto bloccate: la Germania tiene maggiormente palla ma non riesce mai ad affondare, con Ballack che rispetto alle scorse partite è meno presente nel vivo del gioco ma più attivo nella zona offensiva, per sfruttare le sue capacità di inserimento e di stoccatore.

Il primo tiro del match arriva al 10’: rimessa battuta velocemente da Schweinsteiger per Hitzlesperger, il quale dal limite va subito al tiro ma la palla finisce sull’esterno della rete senza creare brividi particolari a Ricardo.

La Germania riesce a prendere il possesso del centrocampo ma non regala certo grande spettacolo, manovrando molto e studiando i possibili varchi che potrebbero essere aperti nella difesa avversaria, anche perché la Mannschaft deve ancora prendere confidenza con il nuovo modulo. Il Portogallo non riesce a prendere continuità e Deco si vede pochissimo in questo inizio, domato dalla forza fisica dei due mediani tedeschi, in particolare l’ottimo Simon Rolfes. La buona disposizione tattica della Germania costringe i due esterni portoghesi Simao e Cristiano Ronaldo a partire in posizione abbastanza arretrata per non far perdere equilibrio alla propria squadra. E’ curioso invece il posizionamento dei trequartisti tedeschi in questo primo quarto d’ora, visto che tra i tre elementi alle spalle di Miroslav Klose il più avanzato è Bastian Schweinsteiger, che punta sempre alto un Paulo Ferreira che avanza poco, mentre Lukas Podolski si sacrifica molto anche a rincorrere gli avversari. Interessante pure il tipo di gioco attuato da Klose, che pur giocando da prima punta non rimane statico in avanti, ma anzi svaria su tutto il fronte offensivo per dialogare con i compagni, finendo spesso in posizione arretrato: proprio questo movimento risulterà decisivo col passare dei minuti.

Alla prima fiammata, il Portogallo va vicinissimo al vantaggio: Bosingwa riesce ad andarsene sul breve sulla corsia di destra e crossa verso il centro dell’area, dove Metzelder manca l’intervento e permette a Joao Moutinho la deviazione ravvicinata, ma il 21enne non ha il riflesso dell’attaccante e va a colpire il pallone con la coscia, mandando alto e sprecando una grande occasione.

Non sbaglia invece la Germania, che dopo aver macinato gioco trova lo spiraglio per pungere: al 22’ è bellissima la combinazione veloce e tutta sul breve sulla fascia sinistra, con Podolski che triangola prima con Klose e poi con Ballack, il quale di prima dalla trequarti trova un bellissimo tocco filtrante per premiare la corsa del compagno. L’attaccante del Bayern Monaco raggiunge così la zona vicina alla linea di fondo e crossa basso e teso verso il centro dell’area, dove Schweinsteiger si inserisce in modo perfetto e in scivolata trova il tocco vincente anticipando Ricardo Carvalho e battendo Ricardo da distanza ravvicinata: è la rete dello 0-1 che la Germania merita per come aveva impostato la partita e che arriva con una splendida azione, dove non si vedono colpi di tacco o finte da calcio bailado ma dove c’è uno splendido sfruttamento degli spazi liberi.

La Germania non si accontenta del gol di vantaggio e al 26’ punisce gli avversari un’altra volta: punizione leggermente defilata sulla sinistra battuta da Schweinsteiger, Bosingwa si piazza male all’interno dell’area e tiene in gioco tutti gli avversari, nel frattempo Klose si libera alla perfezione della lenta e brutta marcatura di Ricardo Carvalho e incorna alla perfezione, realizzando la rete dello 0-2. Non è un caso che nella prima partita in cui viene schierato come centravanti Klose firma il suo primo gol in questi Europei, ma è evidente l’errore di Ricardo Carvalho, apparso davvero la brutta copia dello splendido difensore ammirato nel Chelsea.

Scolari cerca di ridisegnare la squadra e al 31’ decide di togliere Joao Moutinho e inserisce Raul Meireles, il quale affianca Petit in un 4-2-3-1 che vede Simao sempre statico sulla destra, Cristiano Ronaldo accentrarsi spesso e finire quasi per fare la seconda punta, mentre Deco deve sacrificarsi in una posizione defilata sulla sinistra che finisce per escluderlo definitivamente dalla contesa.

In questa fase di gioco arriva la sfuriata nervosa del Portogallo, che riesce a premere per mettere alle corde la Germania ma rischia di subire dei contropiede letali. Cristiano Ronaldo prova ad entrare realmente in partita in questa posizione centrale, ma un errore nella misura del cross basso per un liberissimo Nuno Gomes rischia di essere pesante.

Invece, il fenomeno del Manchester United riesce a rifarsi in parte al 40’: la difesa della Germania si fa trovare troppo aperta nella ripartenza portoghese e Simao può tagliare verso il centro per poi lanciare in diagonale verso la corsia sinistra, Mertesacker non riesce ad intercettare il pallone e si fa scappare via Cristiano Ronaldo, il quale punta la porta e poi cerca la conclusione, ma Lehmann era uscito puntualmente a chiudergli la porta e risponde bene al suo tiro. Sulla respinta Mertesacker è ancora troppo lento nel prendere equilibrio per toccare il pallone, il quale arriva a Nuno Gomes che calcia a porta vuota il tap-in vincente, rendendo inutile anche il tentativo di salvataggio di Metzelder sulla linea: è la rete dell’1-2 e la Germania paga un altro errore pesante di Mertesacker, il vero punto debole dell’intera formazione tedesca.

Al 45’ è Ballack a cercare la risponda immediata, ricevendo un pallone da Lahm largo sulla sinistra, accentrandosi per portarsi il pallone sul destro e calciando verso il primo palo, ma Ricardo è attento e respinge.

Un minuto dopo Cristiano Ronaldo accelera e punta l’area di rigore, va in uno contro uno con Mertesacker defilato in area sulla sinistra e cerca il secondo palo con una conclusione bassa, ma il pallone termina sul fondo anche se non va di molto lontano dal palo.

Nella ripresa la Germania prova ad addormentare la partita, tenendo palla a ritmi bassi e piazzandosi a protezione della propria difesa, con i trequartisti che abbassano particolarmente la propria posizione, eccetto Ballack che rimane l’uomo più vicino a Klose: in questo modo, però, la Mannschaft rischia di concedere troppo campo al Portogallo, che invece prova a spingere e in questo modo potrebbe prendere anche continuità nella manovra e far soffrire la difesa alzata da Low. Il problema è che ai lusitani mancano le illuminazioni di Deco e la squadra di Scolari insiste troppo su ricami eccessivi o su azioni personali, perdendo troppi palloni.

Come nel primo tempo, però, la Germania concede al Portogallo una grandissima chance da distanza ravvicinata, ma anche questa volta i lusitani la sprecano malamente: al 57’ c’è un corner battuto con un cross corto, Deco sul primo palo va a prolungare di testa e al centro nessun tedesco segue il movimento di Pepe, che da pochissimi passi può colpire di testa ma invece di freddare Lehmann manda altissimo, sprecando la più ghiotta occasione per rimettere in partita il Portogallo.

Questo perché al 61’ la Germania sfrutta in pieno un errore degli avversari e trova il gol che potrebbe chiudere la partita: punizione da trequarti battuta da Schweinsteiger direttamente verso il centro, Ricardo esce come suo solito a farfalle e Ballack lo può anticipare per incornare di testa a porta vuota, dopo aver preso il tempo e la posizione anche al suo compagno di club Paulo Ferreira. E’ la rete dell’1-3 ed è pesantissimo l’errore del portiere Ricardo, uno che non dà mai sicurezza sulle palle alte e che fa sempre rischiare la propria squadra con le sue follie: in questo modo, il Portogallo subisce un gol che decisivo in questo match, così come decisivo era stato un altro suo errore su palla alta ad Euro 2004, sul gol di Charisteas che regalò alla Grecia il titolo di Campione d’Europa. E’ davvero difficile pensare di creare una squadra di alto livello quando poi in porta c’è questo portiere.

Il Portogallo via via prende una disposizione tattica sempre più anarchica, con le uscite dal campo di Nuno Gomes prima e Petit poi e gli ingressi in campo di Nani e Helder Postiga: la squadra di Scolari gioca il finale di gare con Deco in posizione centrale e più arretrata, Helder Postiga unica punta e i tre trequartisti a girare per il campo senza posizioni fisse. Al 73’ cambia qualcosa anche la Germania, togliendo Hitzlesperger (sufficiente la sua prova) per inserire Tim Borowski, che si piazza all’altezza di Ballack nel 4-1-4-1.

La Germania adesso si difende bene, rallenta il gioco portoghese e permette agli avversari soltanto tiri da fuori non pericolosi, riuscendo pure a far scorrere il tempo soprattutto grazie ad alcune azioni molto intelligenti dell’ottimo Podolski, il migliore in campo in questo match. L’azione portoghese finisce sempre per ristagnare lentamente per vie centrali, dove ci sono sempre almeno 7 giocatori della Germania ad attendere e a chiudere tutti gli spazi: la squadra di Scolari attacca in modo poco intelligente, cercando della azioni illogiche e non allargando mai il gioco, nonostante ormai in campo ci siano diversi esterni offensivi.

Ad andare più vicino al gol è quindi la Germania al 79’: dopo un corner respinto Podolski cerca la botta dalla trequarti, colpendo il pallone con l’esterno del piede sinistro e dandogli una traiettoria splendida e tesa che va a sfiorare il palo ed uscire davvero di un nulla. Sarebbe stata una rete spettacolare e totalmente meritata dall’attaccante del Bayern Monaco.

Alla fine, a trovare il gol della speranza è il Portogallo all’87’: azione personale di Nani sulla sinistra che riesce poi a rientrare sul destro e crossare al centro, Mertesacker è ancora troppo fermo e Helder Postiga riesce ad incornare da posizione ravvicinata, battendo Lehmann e riaprendo il match con la rete del 2-3.

La rete finisce solo per rendere meno pesante il passivo, perché l’assalto finale del Portogallo è poca cosa e l’azione simbolo della mentalità sbagliata dei lusitani arriva al 92’: Nani riceve palla sulla destra ma invece di spingere sulla fascia e crossare nel mucchio decide di accentrarsi e tentare il sinistro da lontano, mandando il pallone altissimo. Questo è il segno di come non si portano avanti gli assalti finali, visto che i portoghesi hanno attaccato anche in questi frangenti troppo lentamente e hanno cercato il gol da lontanissimo, con dei tiri che in queste fasi concitate possono riuscire solo una volta in un milione di tentativi.

Anche questo è il sintomo di una mentalità diversa tra le due squadre ed è giusto che ad approdare in semifinale sia la Germania, dopo aver giocato un’ottima partita: la grinta e l’intelligenza dei giocatori ha avuto la meglio, supportate anche dalle grandi prestazioni di tutti e quattro gli elementi offensivi, visto che oltre al migliore in campo Podolski si sono ben comportanti anche Klose (bravissimo a svariare e a creare spazi), Ballack (più pungente e dinamico rispetto alle altre tre partite di questi Europei) e Schweinsteiger (alla prima partita da titolare in questo Euro 2008 e subito a segno, tornando ad essere un elemento determinante). Adesso la squadra di Low attende il proprio avversario in semifinale dalla vincente del match tra la Croazia (già affrontata nel girone iniziale, con la sconfitta per 2-1 che ha permesso ai croati di vincere il raggruppamento) e la Turchia, match che vede come favorita la squadra di Bilic.

Per il Portogallo si finisce invece l’era di Felipe Scolari, che ha portato la squadra ad un livello decisamente più alto ma che non è riuscito a darle quell’ultimo salto di qualità che le avrebbe permesso di vincere qualcosa. Proverà a trovare le vittorie importanti il successore del Felipao, che potrebbe anche essere un altro ct brasiliano, visto che da qualche giorno si fa il nome di Arthur Antunes Coimbra, in arte Zico, il quale da qualche giorno ha lasciato il Fenerbahce e sicuramente troverà un altro posto in panchina nel corso di quest’estate.


Portogallo-Germania 2-3

Portogallo (4-3-3): Ricardo 5 – Bosingwa 5,5 Pepe 6 Ricardo Carvalho 4,5 Paulo Ferreira 5 – Deco 3 Petit 5 (73’ Helder Postiga 6) Joao Moutinho 4,5 (31’ Raul Meireles 5,5) – Simao 4 Nuno Gomes 5 (67’ Nani 4,5) Cristiano Ronaldo 5

In panchina: Nuno, Rui Patricio, Bruno Alves, Fernando Meira, Hugo Almeida, Miguel, Jorge Ribeiro, Quaresma, Miguel Veloso
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari 5

Germania (4-2-3-1): Lehmann 6,5 – Friedrich 6 Mertesacker 5 Metzelder 6,5 Lahm 6,5 – Hitzlesperger 6 (73’ Borowski sv) Rolfes 7 – Schweinsteiger 7,5 (83’ Fritz sv) Ballack 7 Podolski 8 – Klose 7,5 (89’ Jansen sv)

In panchina: Enke, Adler, Westermann, Frings, Gomez, Neuville, Trochowski, Odonkor, Kuranyi
Commissario tecnico: Joachim Low (squalificato e sostituito da Hans-Dieter Flick in panchina) 8

Arbitro: Peter Frojdfeldt (Svezia) 6,5

Gol: 22’ Schweinsteiger (G), 26’ Klose (G), 41’ Nuno Gomes (P), 62’ Ballack (G), 87’ Helder Postiga (P)
Ammoniti: Pepe, Petit, Helder Postiga (P), Friedrich, Lahm (G)

lunedì 16 giugno 2008

Hakan Yakin rende vincente la partita d’addio di Kobi Kuhn

Le seconde linee del Portogallo sono un po’ fumose (Quaresma in particolare) e la Svizzera riesce a vincere 2-0 giocando un buon secondo tempo



Dopo sette anni intensi e conditi da buoni risultati e un Europeo vissuto in modo molto particolare, Kobi Kuhn lascia la panchina della Svizzera con un’onorevole vittoria, la prima della Nazionale elvetica ad una fase finale degli Europei: il 64enne tecnico ha stabilizzato la Svizzera su buoni livelli, qualificandola agli Europei del 2004 e ai Mondali del 2006 (dove arrivò agli ottavi di finale per poi essere eliminata ai rigori dall’Ucraina), vivendo però l’Europeo del 2008 nel modo peggiore possibile, visto che proprio pochi giorni prima del match d’esordio la moglie è entrata in coma, uscendone solo qualche giorno fa. Allora è giusto ed anche bello che Kuhn lasci la sua Svizzera con una vittoria, che è ininfluente ai fini del passaggio del turno dopo le sconfitte subite nelle prime due partite, ma che permette al ct di dare l’addio con un sorriso per lasciare il posto ad Ottmar Hitzfeld, il quale avrà il compito di continuare la crescita di questa Nazionale. Quello di Basilea era un match ininfluente ai fini del girone, visto che anche il Portogallo conosceva in modo preciso il proprio destino, avendo già la certezza della vittoria del girone: i lusitani hanno dato spazio a molte riserve, creando diverse occasioni nel primo tempo ma dando la sensazione di essere una squadra troppo fumosa, quasi tornando agli storici luoghi comuni sul calcio portoghese. Il primo tempo ha visto la squadra di Felipe Scolari creare diverse occasioni sfruttando le corsie esterne, ma nella ripresa proprio uno dei due esterni ha finito per fare più danni che altro, ovvero Ricardo Quaresma, autore di un secondo tempo davvero sconcertante. D’altro canto, il primo tempo della Svizzera è apparso troppo simile ai 90 minuti giocati contro la Repubblica Ceca, con un gioco poco fluido e molto bloccato, mentre nelle ripresa gli elvetici hanno cambiato passo sulle fasce, sono apparsi più solidi a centrocampo e hanno mostrato un buon calcio, meritando tutto sommato la vittoria per aver cercato un gioco più concreto rispetto al Portogallo. A firmare la vittoria è Hakan Yakin, che conferma di essere in palla in fase realizzativa, dopo aver realizzato un buon numero di gol anche negli ultimi campionati svizzeri.

La Svizzera presenta la formazione migliore possibile in questo momento, a parte l’innesto del secondo portiere Zuberbuhler al posto del titolare Benaglio e con Vonlanthen preferito a Barnetta sulla sinistra. Come contro la Turchia, il modulo tattico è il 4-4-1-1, con Hakan Yakin a giocare alle spalle di Derdiyok. Fa ampia rotazione invece il Portogallo, con Scolari che conferma il 4-3-3 ma che dà spazio a riserve come Miguel, Fernando Meira, Miguel Veloso e Nani.

L’inizio di gara è lento e molto equilibrato, con la Svizzera che appare un po’ più continua nella manovra ma che non incide molto in avanti. Il Portogallo attende e riparte senza trovare gran ritmo se non con qualche fiammata dei due esterni, con Fernando Meira che come suo solito abbasso molto la sua posizione e protegge la difesa come uno stopper aggiunto, partecipando però pochissimo alla manovra offensiva. A tenere basso il ritmo ci pensa anche l’arbitro Plautz, che come suo solito fischia una caterva di falli e spezzetta troppo il gioco: in questo modo, l’austriaco si rende insopportabile anche in match che contano poco, con lo spettatore medio che spera quasi che quel fischietto che si sente quasi ogni secondo venga prima o poi ingoiato dall’arbitro, in modo da avere un gioco più fluido.

Che poi Plautz sia un arbitro che fischi a caso è confermato al 15’, quando Lichtsteiner interviene in ritardo su Nani in area di rigore e nei pressi della linea di fondo: l’esterno portoghese accentua un po’ il contatto, ma il rigore c’era sicuramente.

In questa fase aumenta il possesso palla del Portogallo, che al 18’ ha una grande occasione per passare in vantaggio: punizione da trequarti che Quaresma batte diretto verso la porta con traiettoria potente e bassa, in area di rigore arriva la deviazione di piatto destro di Pepe che sorprende un po’ Zuberbuhler, che si propone in un intervento non perfetto che non blocca la corsa della sfera ma la alza, mandandola in qualche modo sulla traversa.

Quaresma si rende utile nella battuta dei calci piazzati, dove almeno è meno difficile tentare le sue solite giocate lezione: al 20’ batte morbido una punizione da destra, Bruno Alves si stacca sul secondo palo e prova l’incornata, non colpendo in modo potente e permettendo a Zuberbuhler la presa.

Adesso la partita prende un po’ di ritmo, con le due squadre che cominciano a spingere bene sull’acceleratore e creare qualche buona chance, con il Portogallo che è più continuo e più pericoloso, in particolare con i due esterni. La Svizzera è invece più manovriera, ma fatica ad accendere Derdiyok, il quale si vede poco.

Al 23’ Inler cerca la botta da posizione centrale, con traiettoria insidiosa anche se poco angolata e Ricardo riesce a smanacciare in corner.

Un minuto dopo lo stesso Inler perde malamente palla e Nani parte in transizione sulla sinistra, entra in area di rigore e tocca d’esterno destro per Helder Postiga, il quale tenta il piatto destro e, con Zuberbuhler che appariva battuto, l’intervento di Senderos è provvidenziale a salvare la porta svizzera.

Al 32’ la Svizzera batte un corner da destra, sul secondo palo Yakin ha la meglio su Paulo Ferreira e gira bene di testa, ma Ricardo è pronto a rispondere.

Il Portogallo fa bene sulle fasce (in particolare con Nani) ma in mediana non appare molto brillante, con Miguel Veloso che non entusiasma, nonostante molte squadre (tra cui il Manchester United) sembrino pronte a svenarsi pur di acquistarlo.

Al 41’ Scolari decide di togliere Paulo Ferreira, il quale era già stato ammonito per un brutto fallo su Behrami: al suo posto entra Jorge Ribeiro.

La Svizzera parte un po’ meglio nella ripresa, soprattutto per la buona spinta data sulle fasce dal continuo Behrami e da Vonlanthen, il quale è più estemporaneo nella sua azione. Il Portogallo però tiene bene il campo, soprattutto perché Fernando Meira compie un discreto lavoro d’interdizione.

Nonostante gli elvetici sembrino più in palla in questa ripresa, a creare le prime due occasioni del secondo tempo è il Portogallo: al 53’ il lancio a cambiare gioco di Miguel Veloso apre un contropiede interessante perché Lichtsteiner non riesce ad intercettare il pallone in scivolata, lasciando spazio sulla sinistra a Nani che va a tu per tu con Zuberbuhler e poi calcia verso l’angolino più vicino, spiazzando il portiere ma trovando il palo a negare il gol.

Al 58’ poi ci pensa il solito Senderos a perdere un pallone terribile in palleggio al limite della propria area, Quaresma conquista palla e tenta da fuori una conclusione con buon effetto, ma Zuberbuhler respinge bene.

La Svizzera è un po’ confusionaria nel gioco ma al 65’ riesce a rendersi molto pericolosa con un’azione insistita che vede vari tiri ribattuti, finché il pallone non arriva ad Inler che scarica una sassata di collo pieno che lascia immobile Ricardo ma che colpisce il palo esterno e termina fuori.

La partita si apre e la Svizzere insiste bene nei suoi attacchi e si fa preferire al Portogallo perché riesce ad essere veloce nel proprio gioco e ad accelerare con notevole intensità sulla sinistra, dove Magnin e Barnetta (subentrato al posto di Vonlanthen) fanno impazzire Miguel, il quale soffre anche per le mancate coperture dell’anarchico Quaresma, che in tutto questo secondo tempo dimostra perché al massimo può essere un giocatore circense e non un vero campione: il giocatore del Porto è sempre troppo individuale e lezioso e a tratti finisce per essere irritante per i suoi atteggiamenti. Anche per merito suo, il Portogallo appare troppo fumoso e soffre gli avversari.

Al 71’ Muller avanza a centrocampo e verticalizza in avanti, Derdiyok va incontro al pallone e appoggia benissimo di prima per Yakin, che in questo modo si libera solo davanti al portiere ed è freddo a batterlo con una precisa conclusione, che vale la rete dell’1-0. In questo match, Derdiyok s’è visto davvero poco ma in questo caso dimostra di avere qualità importanti, visto che il suo assist di prima è stato delizioso, anche se sul gol c’è qualche colpa di Bruno Alves che è stato assente in copertura.

Contro un centrocampo del Portogallo che non appare perfetto, Inler appare un giocatore decisamente più solido rispetto a quello che s’era visto nei primi due match, in particolare in quello contro la Repubblica Ceca in cui il quasi 24enne non sembrava neanche un giocatore di calcio. Al suo fianco, invece, Gelson Fernandes conferma il suo anonimato, visto che raramente lo si vede fare cose importanti (non solo agli Europei ma anche in Premier League con il Manchester City) e ogni tanto ha ingenuità pazzesche, come al 77’ quando perde un brutto pallone a centrocampo e libera in contropiede in superiorità numerica: per sua fortuna, quel contropiede è stato portato avanti da Quaresma che poi lo conclude in modo terribile e ancora una volta incredibilmente lezioso, confermando il suo secondo tempo raccapricciante.

E’ buono invece il secondo tempo di Barnetta, che all’83’ prende il tempo a Fernando Meira e viene toccato in area di rigore: l’arbitro concede il penalty che Yakin batte perfettamente sulla sinistra, il pararigori Ricardo indovina l’angolo ma non può proprio arrivarci e non riesce ad impedire la rete del 2-0. Per Yakin poi ci sarà la giusta ovazione, visto che in questo Europeo ha saputo mettere a segno tre reti, pur non partendo da titolare nel primo match contro la Repubblica Ceca.

Finisce con un buon match un Europeo abbastanza deludente per i padroni di casa della Svizzera, che erano attesi a fare qualcosa di più ma che hanno finito per pagare qualche limite strutturale a centrocampo e anche qualche crescita non del tutto riuscita di un paio di elementi giovani.

Il Portogallo chiude con una sconfitta il girone ma di fatto cambia poco, anche se Scolari avrebbe richiesto una prestazione migliore da qualche riserva, come Miguel Veloso e Helder Postiga. I lusitani torneranno in campo giovedì prossimo per il primo dei quarti di finale in cui affronteranno una tra Germania (sicuramente l’avversario più probabile, in quello che sarebbe un grande match), Austria e Polonia.


Svizzera-Portogallo 2-0

Svizzera (4-4-1-1): Zuberbuhler 6 – Lichtsteiner 6 (85’ Grichting sv) Muller 6,5 Senderos 5,5 Magnin 6,5 – Behrami 7 Gelson 5 Inler 6,5 Vonlanthen 6 (61’ Barnetta 7) – Yakin 7,5 (86’ Cabanas) – Derdiyok 6

In panchina: Benaglio, Jakupovic, Djourou, Huggel, Gygax, Spycher, Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn 6,5

Portogallo (4-3-3): Ricardo 6 – Miguel 4,5 Pepe 6 Bruno Alves 5 Paulo Ferreira 5,5 (41’ Jorge Ribeiro 6) – Raul Meireles 6 Fernando Meira 6 Miguel Veloso 5 (70’ Joao Moutinho 5,5) – Quaresma 3 Helder Postiga 4 (74’ Hugo Almeida sv) Nani 6,5

In panchina: Nuno, Rui Patricio, Bosingwa, Cristiano Ronaldo, Petit, Simao, Ricardo Carvalho, Deco, Nuno Gomes
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari 5,5

Arbitro: Konrad Plautz (Austria) 4,5

Gol: 71’ Yakin, 83’ rigore Yakin
Ammoniti: Gelson, Vonlanthen, Yakin, Barnetta (S), Miguel, Paulo Ferreira, Fernando Meira, Jorge Ribeiro (P)


Classifica Girone A:

Portogallo 6 (+2)
Turchia 6 (=)
--------------------------------
Repubblica Ceca 3 (-2)
Svizzera 3 (=)

Portogallo vince il Girone A
Turchia qualificata ai quarti di finale

giovedì 12 giugno 2008

Portogallo fa rima con spettacolo: i lusitani si qualificano per i quarti

Cristiano Ronaldo e Deco deliziano la platea in una partita bellissima, anche per merito di un’arcigna Repubblica Ceca



Tra le grandi squadre del calcio europeo ormai stabilmente c’è anche il Portogallo, merito del proprio ct Felipe Scolari che ha ormai fatto fare un buon salto di qualità alla sua squadra da quando (nel 2002) s’è seduto sulla panchina dei lusitani, ottenendo anche risultati di tutto rilievo come la finale ottenuta agli Europei del 2004 (con la scioccante sconfitta subita dalla Grecia in una competizione organizzata proprio dai lusitani) e la semifinale ottenuta nei Mondiali del 2006. Al Portogallo manca l’ultimo salto di qualità, quello più importante, quello che porta alla vittoria di una grande competizione e si potrebbe anche pensare che questa sia la volta giusta, perché i lusitani giocano un calcio di ottimo livello e in questo modo hanno già raggiunto i quarti di finale di Euro 2008: adesso il bello deve venire, con Scolari che ha a disposizione fuoriclasse di livello massimo, come quel Cristiano Ronaldo che sempre più conferma di essere il miglior calciatore del mondo, come quel Deco che ha ritrovano la vena migliore con la maglia della Nazionale, dopo due annate molto cupe al Barcellona. Il 3-1 inflitto alla Repubblica Ceca non è arrivato facilmente, ma ha espresso tutta la forza di questa squadra, che ha qualche difetto (qualche lacuna difensiva che per poco permetteva ai cechi di trovare il pareggio) ma che quando ha il pallone tra i piedi regala diversi minuti di gioco eccelso, di grande qualità tecnica e ottimo anche sul piano estetico. Allora, dopo l’Olanda del primo tempo contro l’Italia, sembra che anche le Nazionali stiano tornando a proporre un calcio divertente e bello da vedere, un netto passo avanti rispetto alle ultime tre grandi competizioni (i Mondali 2002 e 2006 e gli Europei 2004) in cui questo è accaduto troppo raramente. La qualificazione ai quarti di finale arriva nello stesso giorno in cui viene ufficializzato il futuro di Felipe Scolari, che sarà lontano dal Portogallo e precisamente allo Stamford Bridge, sulla panchina del Chelsea vicecampione d’Europa. In Inghilterra, il tecnico brasiliano ritroverà diversi giocatori della Nazionale portoghese, da Ricardo Carvalho e Paulo Ferreira che già c’erano e che probabilmente saranno confermati, a Josè Bosingwa che il Chelsea ha acquistato proprio quest’estate. La Repubblica Ceca ha paradossalmente mostrato un gioco migliore rispetto a quello che l’aveva portata a battere la Svizzera nel match d’esordio, ma la superiorità del Portogallo è apparso evidente e non è bastato il buon dinamismo dei centrocampisti a limitare quei momenti di dominio che la squadra di Karel Bruckner ha dovuto soffrire. La squadra ceca ha meccanismi di gioco ben oliati e sarebbe stato decisamente utile avere un elemento di ottima qualità come Tomas Rosicky a dare brillantezza al gioco e magari maggiori appoggi per l’unica punta, che in alcune fasi di gioco viene lasciata sola a sé stessa.

La Repubblica Ceca conferma il suo solito 4-1-4-1 ma cambia due uomini rispetto al match d’esordio contro la Svizzera, inserendo Milan Baros come unica punta al posto di Jan Koller e puntando su Matejovsky come interno di centrocampo al posto di Jarolim. Modulo e uomini già affiatati vengono proposti dal Portogallo, che conferma la stessa formazione del primo match, con il modulo di partenza che è nuovamente il 4-3-3 con Deco ad alternarsi tra il ruolo di interno di centrocampo e quello di trequartista. L’unica vera novità è quindi lo spostamento di Cristiano Ronaldo sulla fascia sinistra, con Simao che così si sposta sulla corsia destra.

Inizio del match è subito a buon ritmo, soprattutto per merito della Repubblica Ceca che attacca con velocità una volta recuperato il pallone, mentre il Portogallo ragiona maggiormente per poi tentare l’accelerazione fulminea.

Accelerazione che arriva all’8’ minuto e che porta i lusitani in vantaggio: grandissimo triangolo negli ultimi metri con Deco che va via con un movimento in verticale e poi tocca sul breve, Cristiano Ronaldo prolunga bene di prima per Nuno Gomes che gli ritorna subito palla con un gran tocco di esterno ancora di prima che manda in bambola Rozehnal, il quale viene sorpreso e non arriva all’intervento non riuscendo ad intercettare un pallone che smarca Cristiano Ronaldo solo davanti al portiere. Cech esce sulla trequarti della propria area di rigore e riesce ad intercettare il tentativo di dribbling del giocatore avversario con un tuffo sui suoi piedi, ma il pallone arriva a Deco che ha davanti la porta spalancata, Cech tenta un nuovo intervento disperato ma il fantasista del Barcellona riesce a resistere e piazza perfettamente in porta, rendendo vano anche il tentativo di salvataggio sulla linea di Jankulovski, realizzando la rete dello 0-1. Davvero pregevole la triangolazione che ha aperto la difesa ceca e per una volta sul mancato intervento di Rozehnal ci sono diverse attenuanti, tutte derivanti dalla qualità della giocata nata dall’asse Cristiano Ronaldo-Nuno Gomes.

La Repubblica Ceca risponde bene e mette in difficoltà la difesa avversaria grazie ad i continui movimenti ed inserimenti dei due interni Polak e Matejovsky, molto continui nel primo tempo. L’elemento probabilmente fondamentale nella crescita di qualità di gioco della squadra di Bruckner rispetto al match d’esordio è nato dalla prestazione di Jaroslav Plasil, il quale riesce ad esprimere tutto il suo dinamismo e dà fastidio a Bosingwa con i suoi movimenti a tagliare verso il centro.

Questa buona fase permette alla Repubblica Ceca di trovare il pareggio su calcio piazzato, al 17’ minuto: corner da destra battuto da Plasil, al centro Sionko si libera di Petit e in tuffo trova un colpo di testa davvero imparabile verso l’angolo più lontano, realizzando la rete dell’1-1 e rimettendo in partita la squadra ceca anche sul piano del risultato.

Il match è davvero acceso e le due squadre si affrontano a ritmi alti, con il Portogallo che tiene maggiormente palla ma che riesce sempre a giocare con buona rapidità, attaccando così continuamente la difesa avversaria: i grandi meriti per questo ce li ha sempre Deco, che tocca una serie impressionanti di palloni (a fine partita si conteranno ben 73 passaggi totali del talentino del Barcellona), la maggior parte dei quali scaricati verso i compagni in maniera illuminante, con servizi non banali.

Oltretutto, pur non essendo un velocista, Deco macina chilometri su chilometri, muovendosi sempre molto come al 24’, quando riceve palla sulla sinistra, si accentra in orizzontale saltando un uomo per poi calciare in maniera pericolosissima dal limite dell’area, trovando un tiro con velenosa traiettoria ad uscire che termina largo davvero di poco.

Passa appena un minuto e Cristiano Ronaldo trova un break centrale che gli permette di provare il tiro da lontano, la traiettoria non è molto angolata e Cech è sicuro nella presa.

Nel finale di primo tempo il Portogallo ha un’evidente superiorità a centrocampo e domina lo scenario, con Deco e Cristiano Ronaldo che trovano sempre il modo di rendersi pericolosi, il primo con un lavoro di ricamo di una pulizia sublime, il secondo con un tipo di gioco forse più vistoso fatto di continue accelerazioni che mandano in netta difficoltà Zdenek Grygera, autore di un primo tempo davvero pessimo perché spesso si trova a fronteggiare anche Paulo Ferreira che avanza in appoggio al compagno. La Repubblica Ceca soffre molto la pressione senza pause del Portogallo e si difende con i denti, non riuscendo più a ripartire in contropiede, anche perché in avanti sembra mancare in fase di conclusione, con Baros che si muove molto ma che come sempre finisce per essere troppo fumoso, anche quando riesce a superare il velocità un paio di difensori avversari per poi perdersi da solo in un bicchier d’acqua: è sempre molto strano l’atteggiamento del giocatore del Portsmouth, che a sprazzi sembra quasi non avere il dna dell’attaccante.

Al 42’ è ancora Cristiano Ronaldo protagonista quando recupera palla e non ci pensa su per sparare il sinistro potentissimo dalla distanza, ma Cech è sempre molto attento e riesce ad opporsi alla respinta.

Nonostante la superiorità evidente in tutta la seconda metà del primo tempo, il Portogallo non riesce a tornare negli spogliatoi in vantaggio e questo è un aspetto su cui Scolari deve riflettere per perfezionare la sua squadra, che (a parte il gol) ha avuto occasioni soltanto con tiri dalla distanza: Nuno Gomes deve sempre lavorare molto spalle alla porta ma spesso viene ignorato dai compagni, mentre Simao Sabrosa appare decisamente il più spento degli elementi offensivi portoghesi, non riuscendo mai a trovare uno spunto personale degno di nota.

Dopo la pausa, la Repubblica Ceca sembra difendersi con più calma per ripartire meglio in contropiede, soprattutto grazie alla velocità di Sionko sulla destra.

Al 53’ il Portogallo è pericoloso nonostante una combinazione non riuscita al limite dell’area con Simao che sbaglia il tocco per un compagno, Ujfalusi però si addormenta sul pallone e se lo fa strappare da Nuno Gomes, che così può calciare da buona posizione ma lo fa troppo centralmente, permettendo a Cech la facile presa alta.

Al 58’ Deco è ancora strepitoso riuscendo a passare in mezzo a due avversario per poi vedere lo spazio per Simao e servirlo con un delizioso esterno: Simao, però, non angola bene la sua conclusione a tu per tu con Cech e permette al portiere di respingere di piede, commettendo un nuovo errore nel suo match opaco.

La difesa della Repubblica Ceca soffre molto perché fatica a trovare le giuste posizioni in mezzo al campo e spesso commette dei grossi errori individuali, come quelli che appartengono particolarmente al dna di Rozehnal. In questo modo, il Portogallo ritrova continuità in attacco e torna a macinare gioco in maniera brillante.

Su calcio da fermo, però, la Repubblica Ceca mette i brividi a Ricardo: corner da destra, sul primo palo Ujfalusi colpisce bene ma sul secondo palo Baros manca la deviazione a porta vuota e la palla esce sul fondo.

Un minuto dopo il Portogallo torna in vantaggio con un’azione molto astuta: la difesa della Repubblica Ceca, infatti, si fa sorprendere su una punizione battuta velocemente sulla destra per Deco, il quale d’esterno tocca in orizzontale in area di rigore per Cristiano Ronaldo che di prima spara una botta radente ad incrociare, prendendo anche il tempo all’incolpevole Cech e realizzando in bello stile la rete dell’1-2. Anche con la maglia della propria Nazionale, quindi, Cristiano Ronaldo ritrova le buone abitudini realizzative. E’ impressionante la qualità offensiva portoghese, con la squadra di Scolari che proprio per questo avrebbe dovuto però segnare diversi minuti prima.

Al 68’ Bruckner decide di togliere Matejovsky (decisamente spento nella ripresa) per inserire Vlcek, il quale si piazza a destra a fare l’esterno con attitudine offensiva, con Sionko che passa sulla sinistra e Plasil a fare l’interno di centrocampo: la Repubblica Ceca crea diversi importanti pericoli potenziali, anche perché Ricardo appare sempre molto incerto in uscita, confermando come grosso punto debole della Nazionale portoghese.

Al 73’ la Repubblica Ceca dà anche maggior peso offensivo, inserendo Koller al posto di Galasek e passando al 4-4-2. La squadra di Bruckner ci prova con volontà ma anche con tanta confusione, anche perché in avanti Baros ne combina di tutti i colori, togliendo anche una grande palla gol a Sionko per anticiparlo di testa e sprecare una grossa occasione. La difesa del Portogallo non può contare della grande sicurezza data dal proprio portiere, ma lo stesso Pepe in alcune occasioni ci mette del suo facendosi trovare fuori posizione.

Il Portogallo soffre quest’assalto finale e appare in difficoltà dopo aver dominato in lungo e in largo la partita e all’83’ la Repubblica Ceca ha la più grande occasione per tentare di pareggiare il match: Plasil serve Vlcek sulla destra, il quale trova lo spazio per il cross ben calibrato, al centro dell’area nessuno marca Sionko (anche in questo caso Pepe ha colpe evidenti) che di testa ha la grande occasione per colpire, ma non è altissimo di statura e arriva a colpire con la parte alta della fronte, non riuscendo a dare così grande angolo al proprio colpo di testa e permettendo a Ricardo di alzare in corner. Il Portogallo, però, rischia di pagare la dormita difensiva.

Il Portogallo riesce a porre fine alla sofferenza al 91’, realizzando ancora una volta in modo astuto: Pepe guadagna punizione in difesa e Deco la batte immediatamente servendo intelligentemente Cristiano Ronaldo sulla profondità, il fuoriclasse del Manchester United parte in posizione regolare e approfitta della difesa ferma per guadagnare una decina di metri sugli avversari e quando si trova solo davanti a Cech tocca in orizzontale sul breve per Quaresma, il quale deve soltanto appoggiare e festeggiare la rete dell’1-3 che chiude definitivamente i conti.

E’ un Portogallo che diverte sicuramente sul piano estetico e qualitativo, ma che deve migliorare qualcosa in fase difensiva per non rischiare di non vincere delle partite dominate in modo così netto, come accaduto contro la squadra ceca. I lusitani strappano così il pass per il prossimo turno assicurandosi già il primo posto del girone, che potranno così chiudere con una sgambata contro la Svizzera, in un match che mette in palio soltanto il prestigio visto che anche gli elvetici non hanno più nulla da chiedere a questi Europei, essendo già eliminati.

La Repubblica Ceca esce dal campo con la sensazione di aver giocato comunque una buona partita e di potersi giocare ad armi pari la qualificazione contro la Turchia, in quello che è diventato un vero e proprio spareggio: la squadra ceca e quella turca, infatti, sono in perfetta parità in classifica anche per quanto riguarda differenza reti e gol segnati e (naturalmente) andrebbero ai quarti di finale in caso di vittoria, mentre in caso di pareggio il regolamento della Uefa prevede addirittura la sequenza dei calci di rigore da battere dopo il 90’ minuto. Infatti, essendo in parità i primi 5 criteri regolamentari (tra cui anche i punti negli scontri diretti visto che questo caso può verificarsi solo con un pareggio), il regolamento prevede che qualora le squadre in totale parità in classifica fossero anche di fronte nella terza giornata del girone, risolverebbero la questione proprio con i calci di rigore, mentre in caso di incontro precedente (alla prima o alla seconda giornata) ci sarebbe stato da affrontare dei calcoli abbastanza complicati, cominciando dalla media dei punti ottenuta nei gironi di qualificazione ai Mondiali del 2006 e agli Europei del 2008, mentre in caso di nuova parità si sarebbero calcolati i punti fair play relativi a questo girone e successivamente il sorteggio come ultimo parametro, con un regolamento davvero complesso e controverso. Comunque sia, in tutto ciò l’importante è capire che quello tra Repubblica Ceca e Turchia sarà un vero spareggio, che potrebbe regalare anche l’appendice dei calci di rigore per assegnare un posto ai quarti di finale.


Repubblica Ceca-Portogallo 1-3

Repubblica Ceca (4-1-4-1): Cech 6,5 – Grygera 4,5 Ujfalusi 6 Rozehnal 5 Jankulovski 6 – Galasek 5 (73’ Koller sv) – Sionko 6,5 Matejovsky 5,5 (68’ Vlcek 6,5) Polak 6 Plasil 7 (85’ Jarolim sv) – Baros 4

In panchina: Blazek, Zitka, Kovac, Fenin, Sverkos, Pospech, Kadlec, Sivok, Skacel
Commissario tecnico: Karel Bruckner 6

Portogallo (4-3-3): Ricardo 5 – Bosingwa 6 Pepe 5 Ricardo Carvalho 6,5 Paulo Ferreira 6 – Joao Moutinho 6 (74’ Fernando Meira sv) Petit 6,5 Deco 8,5 – Simao 5 (80’ Quaresma 6,5) Nuno Gomes 6,5 (79’ Hugo Almeida sv) Cristiano Ronaldo 8,5

In panchina: Nuno, Rui Patricio, Bruno Alves, Raul Meireles, Miguel, Jorge Ribeiro, Miguel Veloso, Nani, Helder Postiga
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari 7

Arbitro: Kyros Vassaras (Grecia) 6

Gol: 8’ Deco (P), 17’ Sionko (RC), 63’ Cristiano Ronaldo (P), 91’ Quaresma (P)
Ammoniti: Polak (RC), Bosingwa (P)

domenica 8 giugno 2008

Il Portogallo trova Pepe in attacco e sconfigge una tignosa Turchia

La squadra di Scolari gioca un buon secondo tempo e merita il 2-0 per tutte le occasioni create



La seconda partita degli Europei 2008 ci fa capire come la Grecia abbia fatto scuola: Fatih Terim, infatti, si rifà alle tattiche di Otto Rehhagel per impostare tatticamente la propria Turchia, ben conscio che questo tipo di gioco ha fatto impazzire il Portogallo per tre volte negli ultimi quattro anni, due volte negli ultimi Europei e una volta in amichevole a qualche mese di Austria e Svizzera 2008, tra l’altro tutti e tre match giocati in terra lusitana. Questa volta, però, giocare molto chiusi contro il Portogallo, pressare molto la manovra a volte lenta della squadra di Felipe Scolari e provare a pungere in contropiede ha funzionato bene soltanto in alcune fasi di gioco, visto che il Portogallo ha trovato delle accelerazioni fulminee che non aveva 4 anni fa e che non era riuscito a trovare nella succitata amichevole. Nonostante ciò, però, la tattica della Turchia dava quasi l’impressione di avere successo, perché la squadra di Terim riusciva a ripartire sempre in modo pericoloso, spesso in parità numerica, ma non ha trovato le giuste giocate nelle punte negli ultimi mesi, con i vari Erding, Nihat e Tuncay troppo sacrificati nel lavoro di copertura per essere lucidi e brillanti in fase di conclusione. E allora vince chi attacca, anche se non sempre il Portogallo lo ha fatto in maniera lucida e lineare: il primo tempo dei portoghesi è stato di una lentezza a tratti stucchevole, mentre nella ripresa è salito in cattedra un Deco a livelli mai visti in questi ultimi due anni, con il centrocampista del Barcellona che s’è espresso con una qualità e continuità tipica del suo gioco ma che sembrava essersi persa nell’involuzione di prestazioni avuta in questo lasso di tempo dal quasi 31enne. A permettere a Deco di esprimersi ad alti livelli è stata anche una variazione tattica voluta da Scolari a centrocampo, che ha variato il suo 4-3-3 nel “vecchio” 4-2-3-1, con la conseguente scelta di scambiare di posizione i due esterni e permettere a Cristiano Ronaldo di attaccare sul versante debole della difesa turca, fattore che ha finito per dissestare l’apparato difensivo dell’Imperatore Terim.

Il Portogallo si presenta in formazione tipo, con il 4-3-3 che vede Joao Moutinho preferito al più difensivo Miguel Veloso come interno destro di centrocampo e Cristiano Ronaldo e Simao a puntare sulle due corsie, assistendo il centravanti Nuno Gomes. Dall’altra parte, invece, la Turchia presenta qualche novità, visto che Terim opta per spostare un centrocampista dinamico ma con buona propensione offensiva come Hamit Altintop (chiamato Altimpopp per quasi tutto il primo tempo in qualche telecronaca, con una pronuncia davvero delirante) in posizione di terzino destro, puntando a centrocampo sul dinamismo di Colin Kazim-Richards, ex centrocampista offensivo dello Sheffield United che però in Turchia è noto come Kazim-Kazim.

L’inizio del Portogallo sembra promettente perché la squadra di Scolari infiamma subito la partita spingendo fortissimo sulle due corsie laterali, in particolare sulla destra dove Bosingwa fa l’ala aggiunta e si sovrappone sempre a Cristiano Ronaldo, il quale è controllato in modo attento e anche rude dai difensori turchi, in particolare Servet Cetin si esibisce in qualche intervento da codice rosso. Questo atteggiamento subito molto offensivo sulle corsie costringe Fatih Terim a mutare il proprio 4-3-3, chiedendo sempre alle punte un grande lavoro di sacrificio in pressing ma schiacciando Tuncay Sanli sulla corsia di sinistra, creando in maniera definitiva un vero 4-4-2. Il Portogallo però tiene questi ritmi alti per poco più di 5 minuti, poi succede che Bosingwa si schiaccia molto in difesa e si vede poco in avanti, che Cristiano Ronaldo comincia ad essere chiuso bene dal bravo Hakan Balta e che la manovra dei lusitani diventa lentissima, con la Turchia che può chiudere molto bene gli spazi, che pressa in maniera forsennata e spesso costringe gli avversari a forzare il passaggio e poi crea delle buone ripartenze in contropiede.

Al 17’ arriva il primo tiro della partita, con Pepe che si inserisce in area su cross di Simao (dopo un corner battuto corto) e segna, ma tutto viene annullato dall’ottima chiamata del guardalinee che vede l’offside del difensore. Pepe, però, avrà modo di rifarsi.

Al 20’ vengono evidenziati tutti i limiti di Ricardo: punizione dal limite dell’area battuta da Nihat, la barriera si apre e il tiro non irresistibile viene deviato, il pallone va via lento ma Ricardo sembra rincorrere un millepiedi e quasi arriverebbe a farsi infilare da quel tiraccio dell’attaccante del Villarreal, se non fosse che il pallone era diretto verso il fondo uscendo di poco.

Dopo una partenza importante, nella fase centrale del primo tempo Cristiano Ronaldo sembra sparire un po’ dal match, imbrigliato benissimo dalla morsa dei difensori turchi, così il Portogallo non trova più spiragli sulla destra e punta sulla corsia mancina, dove in effetti Hamit Altintop mostra qualche difficoltà ma dove Simao non riesce ad accendersi più di tanto: il Portogallo arriva ad avere il 67% del possesso di palla (ovvero, poco più del doppio rispetto al possesso turco) ma quello della Selecçao è un possesso a dir poco sterile. Oltretutto, il pallone finisce per essere spesso scaricato verso il portiere Ricardo, il quale però è davvero inguardabile nei rinvii di piede, svirgolando tutto quello che passa davanti: una Nazionale di alto livello non può certo avere un portiere così pessimo come quello che milita in Spagna nel Betis Siviglia. Nella regia del Portogallo si nota già come Deco sia decisamente più vivo di Joao Moutinho, il quale si nasconde troppo dal match e non dà alcun impatto alla manovra troppo lenta e lineare della Selecçao. Oltretutto, Nuno Gomes sembra quasi assente dalla partita in questi primi 30 minuti.

Nell’ultimo quarto d’ora Cristiano Ronaldo riesce a scuotersi ed è significativa per il prosieguo della partita l’azione del 30’ minuto, quando la stella del Manchester United per la prima volta nel match taglia verso il centro, fa fuori di forza un avversario e la difesa sembra aprirsi ma il portoghese ha troppa fretta nel concludere da fuori e strozza il tiro, mandandolo lentamente largo.

La Turchia crea buoni spazi in contropiede, ma le proprie punte non riescono a sfruttarlo a dovere perché Nihat ed Erding spendono troppe energie nel rincorrere gli avversari e non hanno la brillantezza necessaria per fare male in avanti, nonostante di chance potenziali ce ne siano anche a buon numero. Il finale di gara, però, è tutto del Portogallo che torna a premere fortissimo, mandando in netta difficoltà la difesa della Turchia che in qualche modo riesce a reggere.

Al 37’ una punizione dal vertice sinistro dell’area di rigore viene battuta con potenza da Cristiano Ronaldo, il pallone rimbalza a terra in area di rigore senza che nessuno tocchi e scorre prendendo velocità e battendo il portiere Volkan, andando però a sbattere sul palo. Volkan in questo caso appare troppo fermo e parte in ritardo nel tuffo, anche se poi è bravo nel deviare in qualche modo il pallone con la punta delle dita e deviarlo sul palo.

Nonostante il buon momento, le occasioni del Portogallo in questo primo tempo arrivano quasi sempre da calcio piazzato: al 40’ un corner da sinistra viene deviato con la nuca da Nuno Gomes, la palla scorre ed esce sul secondo palo non prima di aver dato qualche brivido alla difesa della Turchia.

In avvio di ripresa Terim toglie uno spento Erding per inserire Sabri Sarioglu, che a sorpresa non va a piazzarsi nel suo ruolo di terzino destro per consentire ad Hamit Altintop di tornare a centrocampo, ma il giocatore del Galatasaray si piazza come interno destro a centrocampo in un 4-3-3 che torna più vicino al modulo tipo della Turchia, con Kazim-Richards e Tuncay che alzano la propria posizione, pur essendo sempre molto attivi in fase difensiva e di pressing.

La difesa della Turchia non appare più sicura e al 50’ il Portogallo ha una grandissima occasione: tutto nasce da una terribile dormita di Gokhan Zan in fase di palleggio difensivo al limite dell’area di rigore, con il centrale del Fenerbahce che si fa prendere il tempo da Simao e poi decide di abbatterlo con un tackle senza senso, l’azione continua per il vantaggio (anche se il difensore verrà successivamente ammonito) perché Nuno Gomes si avventa sul pallone e calcia con un grande esterno destro che non ha fortuna, in quanto batte Volkan ma va a sbattere sul palo e poi rimbalza in campo, salvando ancora la Turchia. Bell’inserimento di Nuno Gomes, che in questo modo quantifica in maniera visibile una fase di gioco in cui la sua prestazione era in decisa crescita.

Il Portogallo preme molto anche in questo avvio di ripresa ma lo fa a ritmi alterni, con Cristiano Ronaldo che è ormai stabilmente largo sulla sinistra per sfruttare le evidenti difficoltà di Hamit Altintop, completamente disabituato al ruolo di terzino. Nella ripresa, però, i contropiede della Turchia diventano ancora più insidiosi, in quanto la squadra di Terim riesce spesso a ripartire in situazione di parità numerica, anche se continua a mancare l’incisività offensiva per sfruttare queste situazioni favorevoli. Importante e buono l’apporto di Colin Kazim-Richards sulla fascia destra, sempre molto bravo a mettere in difficoltà Paulo Ferreira.

Adesso il Portogallo spinge sempre sulla con Cristiano Ronaldo che al 56’ riesce ad andare via ad Hamit Altintop, entra in area e calcia con il piatto destro facendo passare il pallone tra le gambe di Emre Asik (entrato da un minuto al posto dell’infortunato Gokhan Zan) e cercando il secondo palo, ma Volkan è nell’abbrancare palla e bloccarla.

Ormai la Selecçao è diventata arrembante: al 58’ Joao Moutinho riprende una respinta difensiva e prova la botta da fuori, mandando il pallone alto ma non di molto.

Per far saltare in aria gli ingranaggi difensivi della Turchia ci vuole un colpo a sorpresa e al 61’ lo prova Pepe che va a sganciarsi in avanti per inserirsi centralmente, scambia con Nuno Gomes che gli ritorna un gran pallone di prima permettendogli di infilarsi tra le maglie dei difensori centrali avversari, Emre Asik cerca l’intervento alla disperata ma finisce per deviare in maniera netta il tiro di Pepe, rendendolo imparabile per Volkan. Finalizzazione un po’ fortunosa ma grande azione di Pepe, che evidentemente si sentiva in palla visto che nel primo tempo s’era visto annullare un gol, rifacendosi con gli interessi nella ripresa e realizzando l’1-0.

La Turchia non riesce a rispondere e allora il Portogallo al 65’ va ancora sulla sinistra con un gran cambio di gioco di Deco che trova Cristiano Ronaldo, il quale crossa a rientrare da fermo e trova una marcatura totalmente sbagliata di Servet Cetin, il quale rimane fermo alle spalle di Nuno Gomes che può colpire bene e in maniera precisa di testa, battendo Volkan ma trovando ancora la traversa a negarli la gioia del gol. E’ il secondo legno centrato dalla punta del Benfica, il terzo della partita per il Portogallo.

Nuno Gomes gioca benissimo in questa ripresa, ma Scolari a sorpresa opta per sostituirlo al 68’ minuto per l’ingresso di Nani, il quale va ad occupare la corsia destra, spostando nuovamente Simao su quella mancina e accentrando Cristiano Ronaldo in posizione di centravanti.

La Turchia appare scossa anche sul piano psicologico oltre che su quello fisico dopo aver pressato in quel modo per tutta la partita, fatica a creare gioco e non accelera più.

Al 76’ Terim prova il tutto per tutto, tornando ad un 4-4-2 più offensivo con l’uscita di Hamit Altintop e l’innesto di Semih Senturk, il quale fa la seconda punta con Sabri che si sposta nel ruolo di terzino destro.

L’unica occasione per il pareggio arriva all’82’ quando su corner da destra Nani si perde malamente la marcatura di Emre Asik, il quale però vede il pallone spuntare soltanto all’ultimo momento e non trova il riflesso giusto per colpire bene di testa da posizione molto centrale, mandando così il pallone sul fondo.

La Turchia non ne ha più e al 93’ il Portogallo trova anche il raddoppio in contropiede a campo aperto: Cristiano Ronaldo da sinistra taglia per la percussione centrale di Joao Moutinho, il quale si gira su sé stesso e poi è altruista perché serve Raul Meireles (il quale era subentrato nel finale per Simao) che a porta semivuota trova l’appoggio vincente per la rete del 2-0.

Il Portogallo inizia gli Europei con un buon risultato ma deve assolutamente registrare qualcosa se vuole imporsi tra i top team in questa competizione. Di certo, la sfida di mercoledì pomeriggio contro la Repubblica Ceca diventa ghiotta per chiudere i conti qualificazione.

La Turchia invece gioca una buona partita ma non combina proprio nulla in attacco, vanificando così il buon lavoro fatto a centrocampo (ottimo in particolare Mehmet Aurelio nel dare equilibrio alla squadra). Adesso per la squadra di Terim la sfida contro la Svizzera sa tanto di ultima chiamata.


Portogallo-Turchia 2-0

Portogallo (4-3-3): Ricardo 5 – Bosingwa 6 Pepe 7,5 Ricardo Carvalho 6,5 Paulo Ferreira 5,5 – Joao Moutinho 5 Petit 6 Deco 8,5 (92’ Fernando Meira sv) – Cristiano Ronaldo 6,5 Nuno Gomes 6,5 (68’ Nani 5) Simao 5,5 (82’ Raul Meireles 6,5)

In panchina: Rui Patricio, Bruno Alves, Hugo Almeida, Miguel, Jorge Ribeiro, Quaresma, Miguel Veloso, Postiga
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari 6,5

Turchia (4-4-2): Volkan 6 – Hamit Altintop 5 (76’ Semih Senturk sv) Gokhan Zan 5,5 (55’ Emre Asik 6) Servet Cetin 5 Hakan Balta 6,5 – Kazim-Richards 6,5 Mehmet Aurelio 7 Emre Belozoglu 6 Tuncay 5 – Erding 5 (46’ Sabri Sarioglu 6) Nihat 5

In panchina: Rustu, Tolga, Mehmet Topal, Gokdeniz, Tumer, Emre Gungor, Arda Turan, Ugur Boral, Ayhan
Commissario tecnico: Fatih Terim 6

Arbitro: Herbert Fandel (Germania) 6

Gol: 61’ Pepe, 93’ Raul Meireles
Ammoniti: Gokhan Zan, Sabri Sarioglu (T)

venerdì 6 giugno 2008

Si parte dal Sankt Jacob Park di Basilea

Ecco il calendario degli Europei 2008, che verrà inaugurato da Svizzera-Repubblica Ceca



Tutto è ormai pronto per il fischio d’inizio degli Europei e allora mettiamo un po’ di ordine e scorriamo il calendario dei 31 match che infiammeranno Austria e Svizzera e l’intera Europa.

FASE A GIRONI:

Sabato 7 Giugno:

ore 18.00
Svizzera-Repubblica Ceca (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)

ore 20.45
Portogallo-Turchia (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

Domenica 8 Giugno:

ore 18.00
Austria-Croazia (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

ore 20.45
Germania-Polonia (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)

Lunedì 9 Giugno:

ore 18.00
Romania-Francia (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

ore 20.45
Olanda-Italia (Girone C – Stade De Suisse, Berna)

Martedì 10 Giugno:

ore 18.00
Spagna-Russia (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)

ore 20.45
Grecia-Svezia (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)

Mercoledì 11 Giugno:

ore 18.00
Repubblica Ceca-Portogallo (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

ore 20.45
Svizzera-Turchia (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)

Giovedì 12 Giugno:

ore 18.00
Croazia-Germania (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)

ore 20.45
Austria-Polonia (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Venerdì 13 Giugno:

ore 18.00
Italia-Romania (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

ore 20.45
Olanda-Francia (Girone C – Stade De Suisse, Berna)

Sabato 14 Giugno:

ore 18.00
Svezia-Spagna (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)

ore 20.45
Grecia-Russia (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)

Domenica 15 Giugno:

ore 20.45
Svizzera-Portogallo (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)
Turchia-Repubblica Ceca (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

Lunedì 16 Giugno:

ore 20.45
Polonia-Croazia (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)
Austria-Germania (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Martedì 17 Giugno:

ore 20.45
Olanda-Romania (Girone C – Stade De Suisse, Berna)
Francia-Italia (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

Mercoledì 18 Giugno:

ore 20.45
Grecia-Spagna (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)
Russia-Svezia (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)


QUARTI DI FINALE:

Giovedì 19 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo A-2° Gruppo B (Primo Quarto di Finale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Venerdì 20 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo B-2° Gruppo A (Secondo Quarto di Finale – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Sabato 21 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo C-2° Gruppo D (Terzo Quarto di Finale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Domenica 22 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo D-2° Gruppo C (Quarto Quarto di Finale – Ernst Happel Stadion, Vienna)


SEMIFINALI:

Mercoledì 25 Giugno:

ore 20.45
Vincente Primo Quarto di Finale-Vincente Secondo Quarto di Finale (Prima Semifinale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Giovedì 26 Giugno:

ore 20.45
Vincente Terzo Quarto di Finale-Vincente Quarto Quarto di Finale (Seconda Semifinale – Ernst Happel Stadion, Vienna)


FINALE:

Domenica 29 Giugno:

ore 20.45
Vincente Prima Semifinale-Vincente Seconda Semifinale (Ernst Happel Stadion, Vienna)

martedì 3 giugno 2008

Le possibili formazioni titolari delle quattro Nazionali del girone A

Proviamo a leggere i possibili schieramenti e le eventuali tattiche di Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo e Turchia



SVIZZERA:

Schema tattico: La Nazionale di Kobi Kuhn gioca con il classico 4-4-2, nel quale che gerarchie sembrano essere ormai chiare, visto che il ct svizzero ha schierato la medesima formazione nelle ultime due amichevoli.

Difesa: In porta, il titolare fisso è Diego Benaglio, che ormai ha preso stabilmente il posto al “vecchio” Pascal Zuberbuhler, mentre la difesa è composta da un centrale esperto come Patrick Muller, affiancato da Philippe Senderos che regala molte garanzie in meno rispetto a due anni fa. Alle loro spalle, la prima alternativa sembra essere un altro centrale dell’Arsenal, ovvero Johan Djourou che però potrebbe essere impiegato anche in mediana per aumentare la fase di copertura in alcuni finali di partita. Sulla sinistra gioca un terzino dal buon piede e di buona spinta come Ludovic Magnin, mentre sulla destra Kuhn opta sempre per un terzino più difensivo: agli ultimi Mondiali il titolare era Philipp Degen, ma il nuovo terzino del Liverpool è reduce da una stagione difficile per i problemi fisici affrontati e ormai è stato scalzato da Stephan Lichtsteiner.

Centrocampo: A differenza di quanto visto in qualche amichevole precedente, Valon Behrami giocherà nel suo vecchio ruolo di esterno di centrocampo, anche perché le alternative sulla corsia di destra non sono poi tantissime. Sembrano scontate anche le scelte in mediana, dove Ricardo Cabanas è la prima alternativa ai due centrali titolari, l’incontrista Gelson Fernandes e il dinamico Gokhan Inler. L’unico piccolo dubbio riguarda la corsia sinistra, dove il titolare Tranquillo Barnetta ha saltato parte della preparazione per un problema fisico: qualora non riesca a rientrare in tempo per il match d’esordio sarà Johan Vonlanthen a prendere il suo posto, con il 22enne che è stato già rodato in questo ruolo nelle ultime due amichevoli.

Attacco: La Svizzera ha convocato soltanto tre attaccanti e allora è scontato identificare in Frei e Streller la coppia titolare, con Derdiyok primo rimpiazzo.

Ecco allora il probabile undici titolare della Svizzera:

(4-4-2)
Benaglio;
Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin;
Behrami, Inler, Gelson, Barnetta;
Frei, Streller

Possibile alternativa tattica: La convocazione di soli tre attaccanti (dovuta anche all’infortunio di Blaise Nkufo) sottintende la possibilità di utilizzare un modulo un po’ più coperto sia per difendere alcuni eventuali vantaggi (in questo caso con l’inserimento di Djourou si passerebbe al 4-5-1 con un centrocampo molto coperto), sia per eventuali 4-4-1-1 da schierare per un numero maggiore di minuti, in questo caso con l’inserimento del trequartista Hakan Yakin al posto di una delle due punte. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-4-1-1)
Benaglio;
Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin;
Behrami, Inler, Gelson, Barnetta;
Yakin;
Frei


REPUBBLICA CECA:

Schema tattico: Il ct Karel Bruckner opterà probabilmente ad un 4-1-4-1 di vocazione abbastanza difensiva, provando a sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti e a dare grande protezione alla terza linea.

Difesa: Dando per scontata e inattaccabile la presenza tra i pali di Petr Cech, anche la linea dei 4 centrali sembra essere ben delineata, visto che difficilmente nel corso del biennio Bruckner ha rinunciato allo schieramento con (da destra a sinistra) Grygera, Ujfalusi, Rozehnal e Jankulovski. Le uniche vere alternative riguardano Pospech per la corsia destra e Skacel per quella mancina, ma il ct ceco sembra intenzionato ad utilizzare quest’ultimo più nel ruolo di centrocampista che in quello di terzino, in cui verrebbe inserito solo in caso di assenza di Jankulovski.

Centrocampo: Più svariate le variabili possibili a centrocampo, dove però mancherà l’elemento di maggiore qualità, ovvero l’infortunato Rosicky. Se davanti alla difesa Galasek sembra sicuro del posto, diverse sono le alternativa possibili nella linea dei 4 da schierare dietro all’unica punta, anche perché il centrocampo ceco è pieno di giocatori molto duttili, capaci di giocare sia sulla fascia che centralmente. I due interni titolari dovrebbero essere Matejovsky e Jarolim, mentre anche i due esterni Polak e Plasil possono ricoprire il ruolo di centrale, dando a Bruckner la possibilità di puntare su Sionko a destra e Skacel a sinistra. Con l’assenza di Rosicky, però, è probabile che il ct ceco opti su Sionko come titolare sulla corsia di destra, visto che il giocatore dell’FC Copenaghen è probabilmente l’elemento di maggiore fantasia rimastogli a centrocampo e potrebbe sfruttare la sua capacità di inserimento per le sponde di Jan Koller.

Attacco: L’unica punta sarà con ogni probabilità Jan Koller, sempre elemento indispensabile della Nazionale ceca nonostante ormai abbia 35 anni e sia molto meno mobile rispetto ad alcuni anni fa. Bruckner ha bisogno però della sua forza fisica e aerea per permettere gli inserimenti dei centrocampisti e il gigante del Norimberga sarà preferito a Milan Baros, giocatore sempre più fumoso e sempre meno incisivo negli ultimi metri. Da non sottovalutare l’alternativa rappresentata dal giovane talentuoso Martin Fenin.

Ecco allora il probabile undici titolare della Repubblica Ceca:

(4-1-4-1)
Cech;
Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski;
Galasek;
Sionko, Matejovsky, Jarolim, Plasil;
Koller

Possibile alternativa tattica: La pesante assenza di Rosicky potrebbe spingere Bruckner ad optare in alcuni match il 4-4-2, con la i due attaccanti Koller e Baros a giocare molto vicini, per sfruttare la velocità di quest’ultimo sulle sponde dell’ex Borussia Dortmund. In questo caso, il gioco diventerebbe meno manovrato e più diretto, puntando in particolare sulle palle lunghe e prevedendo un centrocampo più compatto, con l’esclusione di Sionko per l’inserimento di Polak. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-4-2)
Cech;
Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski;
Polak, Galasek, Jarolim, Plasil;
Koller, Baros


PORTOGALLO:

Schema tattico: Felipe Scolari sembra aver ormai accantonato il classico 4-2-3-1 portoghese per puntare ad un 4-3-3 che sembra poter dare più efficacia in avanti rispetto alla tradizione del Portogallo, soprattutto per la presenza di Cristiano Ronaldo.

Difesa: Davanti a Ricardo, il Portogallo ha sempre optato per una linea a 4 abbastanza oliata, ma l’assenza del terzino sinistro Caneira cambia un po’ i piani di Scolari, che sulla corsia mancina dovrebbe adattare Paulo Ferreira, il quale ha giocato in questo ruolo anche nell’amichevole contro la Georgia ma che non convince moltissimo su questa fascia. Per il resto, nelle ultime grandi competizioni il titolare sulla corsia di destra era Miguel, il quale ha giocato da titolare anche nel girone di qualificazione ma che sembra ormai essere scavalcato da Bosingwa nelle gerarchie di Scolari. I due centrali titolari dovrebbero essere Ricardo Carvalho e Pepe, con Fernando Meira come prima alternativa.

Centrocampo: Scolari deve scegliere se optare per un centrocampo con due mediani ed un regista, oppure per schierare due playmaker e un solo giocatore difensivo, con quest’ultima soluzione che sembra ormai essere quella preferita per il tecnico brasiliano, anche perché si sta imponendo con sempre maggiore autorità il quasi 22enne Joao Moutinho, talento dello Sporting Lisbona che dovrebbe essersi guadagnato la maglia da titolare con la bella prestazione fornita contro la Georgia. Nonostante la brutta stagione da cui proviene, l’altro playmaker titolare dovrebbe essere Deco, mentre l’altra maglia se la giocano Petit e Miguel Veloso.

Attacco: Come tradizione, la punta centrale sarà un attaccante non particolarmente prolifico come Nuno Gomes, con Hugo Almeida e Helder Postiga come alternative, mentre più promettenti sono i talenti su cui Scolari può puntare sulle corsie, in primis Cristiano Ronaldo, che avrà il compito di finalizzare in qualche modo il gioco portoghese pur partendo dalla fascia destra. Sulla sinistra il titolare dovrebbe essere Simao Sabrosa, mentre spazio importante potrebbero avranno sicuramente anche altri due talenti come Quaresma e Nani.

Ecco allora il probabile undici titolare del Portogallo:

(4-3-3)
Ricardo;
Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Paulo Ferreira;
Joao Moutinho, Petit, Deco;
Cristiano Ronaldo, Nuno Gomes, Simao

Possibile alternativa tattica: Con il prosieguo della competizione, Scolari potrebbe optare per un ritorno al 4-2-3-1, aggiungendo un mediano nella formazione titolare e inserendo Cristiano Ronaldo in posizione di centravanti. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-2-3-1)
Ricardo;
Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Paulo Ferreira;
Miguel Veloso, Petit;
Quaresma, Deco, Simao;
Cristiano Ronaldo


TURCHIA:

Schema tattico: Una delle Nazionali di più difficile lettura è proprio quella di Fatih Terim, soprattutto perché il ct turco ha lasciato a casa giocatori importanti come Halil Altintop e Basturk. Molto probabilmente la Turchia opterà per un 4-3-3 che chiederà alle punte laterali un grosso lavoro di sacrificio.

Difesa: Il reparto con meno dubbi per la scelta dei titolari sembrava essere quello difensivo, ma l’infortunio del terzino destro Gokhan Gonul lascia libero un posto nell’undici titolare, in un ruolo che potrebbe essere ricoperto da Sabri Sarioglu. Le altre tre maglie da titolare dovrebbero già essere assegnate, con Servet Cetin, Gokhan Zan e il terzino sinistro Hakan Balta che hanno anche disputato da titolari l’ultima amichevole, mentre Emre Asik sembra essere il primo rimpiazzo al centro della difesa.

Centrocampo: Al fianco del mediano Mehmet Aurelio, giocatore che probabilmente si piazzerà davanti alla difesa a fare filtro, tre giocatori si giocano due posti da interno titolare, alternandosi in fase di creazione e di rottura di gioco: Hamit Altintop e Emre Belozoglu sembrano essere i favoriti, davanti a Gokdeniz. Il primo sostituto nel ruolo di interno può essere Ayhan Akman, mentre Mehmet Topal si candida come prima alternativa a Mehmet Aurelio.

Attacco: Il tridente offensivo della Turchia sarò poco classico, con giocatori in grado di scambiarsi continuamente di posizione e di aiutare la squadra pressando molto alto, per poi provare a sfruttare il proprio estro. Non dovrebbero esserci dubbi sulla presenza da titolare di Erding al centro dell’attacco, mentre al suo fianco giocheranno due giocatori di grande corsa come Tuncay e Nihat. Discreta anche la qualità delle riserve, con la punta centrale Semih Senturk e i due esterni Arda Turan e Colin Kazim-Richards (che in Turchia viene chiamato Kazim-Kazim) pronti a subentrare.

Ecco allora il probabile undici titolare della Turchia:

(4-3-3)
Volkan;
Sabri, Servet Cetin, Gokhan Zan, Hakan Balta;
Hamit Altintop, Mehmet Aurelio, Emre;
Tuncay, Erding, Nihat

domenica 1 giugno 2008

La Germania vince in rimonta ma mostra ancora crepe difensive

Dopo aver escluso Raul, Aragones contro il Perù lascia anche Fabregas fuori dall’undici titolare della Spagna



Germania-Serbia 2-1: Che la Germania ha carattere e un buonissimo potenziale offensivo lo si sapeva già, quello che le amichevoli pre-Europeo stanno evidenziando però è una sorprendente lacuna difensiva, con la squadra di Low che ancora una volta si fa bucare troppe volte centralmente e che non regala mai la dovuta sicurezza negli ultimi metri, un problema che potrebbe diventare pesante nel corso degli Europei se non venisse risolto in maniera adeguata. Nell’amichevole dell’Auf Schalke Arena la Mannschaft va sotto al 18’ minuto per un nuovo errore di Metzelder, che si fa trovare fuori posizione e si fa infilare su un passaggio filtrante che permette a Jankovic di partire in solitaria e di battere facilmente Lehmann per la rete del vantaggio serbo: la cosa più preoccupante è che la Germania aveva già subito un gol molto simile a questo contro la Bielorussia, a causa di un altro errore di Metzelder. Il centrale tedesco ha giocato pochissimo quest’anno con il Real Madrid e questo potrebbe essere un fattore determinante in negativo per Low, che tra l’altro in rosa non ha altri difensori centrali particolarmente affidabili: gli unici in grado di giocare al centro della difesa sono Friedrich, che non sempre convince ad alti livelli, e Westermann, che però ha giocato tutta la stagione da terzino sinistro nello Schalke 04. In avanti, invece, i problemi sono minori per la Germania che, nonostante la prova opaca di Kuranyi, crea un discreto numero di palle gol, con Mario Gomez in particolare che nel primo tempo sbaglia in modo abbastanza clamoroso, mancando il tocco in rete da pochi passi. Nella ripresa Joachim Low gioca con una formazione più offensiva, una soluzione interessante che potrebbe anche essere attuata nel corso degli Europei per permettere a Gomes di affiancare Klose in attacco: il ct tedesco, infatti, ha optato per un 4-4-2 di elevata ispirazione offensiva, con Podolski a fare l’esterno sinistro a centrocampo. La rimonta della Germania arriva nei minuti finali e prima è il solito “vecchio” Oliver Neuville a trovare la via della rete, deviando un cross basso di Jansen a conclusione di una bella azione dei teutonici, che poi trovano anche la rete del vantaggio con una punizione di Michael Ballack: proprio dal centrocampista del Chelsea arrivano buone notizie, visto che sembra essere più nel vivo del gioco rispetto alle precedenti versioni in Nazionale e sembra finalmente pronto ad essere il vero leader di questa squadra.

Spagna-Perù 2-1: Giocare una grande stagione non paga con Luis Aragones in panchina: dopo aver lasciato a casa Raul, il ct spagnolo sembra intenzionato a giocare gli Europei escludendo addirittura un fenomeno come Cesc Fabregas dalla formazione titolare, davvero un’altra follia di un ct molto controverso (anche più di Domenech). Sarebbe davvero assurdo vedere una Spagna priva di due dei tre calciatori spagnoli autori di una stagione strepitosa (insieme a Fernando Torres) per scelta tecnica. La Spagna affronta il Perù con un 4-4-2 che vede David Villa in campo dal primo minuto e proprio l’attaccante del Valencia (ma destinato a lasciare il club di appartenenza nel corso del mercato estivo) trova la rete che sblocca il match. Le Furie Rosse non trovano la rete del raddoppio e nella ripresa vengono puniti anche per un clamoroso errore di Marchena, che disimpegna male anticipando Casillas e regalando a Rengifo un pallone d’oro che il peruviano trasforma in rete con un pallonetto di testa. Nella ripresa gioca anche Fabregas che mette dentro l’assist per la rete di Capdevila, che trova il suo terzo gol in Nazionale con una bellissima volèe al 92’ minuto. La Spagna trova quindi una vittoria molto sofferta, ma la prestazione non ha convinto in modo particolare, soprattutto perché le Furie Rosse non hanno imposto grande superiorità contro una Nazionale non eccelsa.

Portogallo-Georgia 2-0: Le potenzialità offensive non mancano neanche al Portogallo e l’amichevole con la Georgia è servita proprio per mostrarle in modo chiaro ed evidente: i lusitani probabilmente si trovano con una squadra molto più efficace sottoporta rispetto alla loro tradizione, una squadra che vede con più costanza la porta avversaria. Gli Europei potrebbero confermare questa sensazione e in caso di risposta positiva il Portogallo diventerebbe una delle Nazionali più temibili. L’amichevole di Viseu potrebbe essere decisiva per Joao Moutinho e per le sue ambizioni di ottenere un posto da titolare per gli Europei, visto che il talentino dello Sporting Lisbona gioca un’ottima partita e sblocca anche il match con una gran conclusione dal limite. Successivamente, Cristiano Ronaldo colpisce una traversa su calcio di punizione e Ricardo Carvalho manca il tap-in vincente da posizione ravvicinata colpendo un’altra traversa. Nel finale di tempo, poi, il portiere Loria travolge Simao in area di rigore e la stessa ala trasforma il susseguente penalty. Nella ripresa c’è sempre una supremazia del Portogallo ma appare più sterile, a parte una traversa colpita da Quaresma.

Ungheria-Croazia 1-1: Dopo aver battuto la Grecia nel corso della scorsa settimana, l’Ungheria fa il bis fermando sul pareggio un’altra Nazionale prossima protagonista degli Europei, ovvero la Croazia di Slaven Bilic, apparsa un po’ imballata e meno brillante fisicamente rispetto alla squadra che vedremo dalla sfida contro l’Austria in poi. In particolare, la squadra croata ha faticato troppo in difesa, non riuscendo a difendere il vantaggio arrivato grazie alla rete di Niko Kovac. Lo stesso Kovac nel finale di primo tempo è sfortunato protagonista del gol del pareggio, visto che il pallone gli carambola addosso dopo un pasticcio difensivo che vede il portiere Pletikosa protagonista e poi finisce in rete, per un incredibile autogol. La giornata di Niko Kovac è davvero incredibile, visto che sfiora la “tripletta” andando vicinissimo al secondo gol nella porta giusta e colpendo prima il palo e poi la traversa con un gran colpo di testa su corner di Srna.

Romania-Montenegro 4-0: La Romania batte il Montenegro con un risultato che nasconde le eccessive difficoltà avute dalla squadra di Piturca, che balla davvero troppo in difesa. Passano pochi secondi dall’inizio del match e Tamas atterra Vucinic in area di rigore, ma l’attaccante della Roma si fa parare il rigore dal Lobont, che comunque ci mette molto del suo nell’intercettare la conclusione dell’avversario. La Romania sembra soffrire ma al quarto d’ora trova il gol del vantaggio con un bel diagonale di Mutu. Il resto del primo tempo è costellato da grandi occasioni da ambo le parti, con Lobont che sembra essere in grande forma e riesce a tenere la propria porta imbattuta, così come Mladen Bozovic evita il raddoppio rumeno fino all’intervallo. Nella ripresa la Romania dilaga grazie a due nei sei neo entrati nel corso dell’intervallo: Ghionea, infatti, incorna su calcio d’angolo e raddoppia, mentre Dica chiude i conti prima con un gran pallonetto a superare Mladen Bozovic e poi con una secca conclusione da fuori che coglie impreparato il portiere avversario. La Francia, però, è un cliente ben più complicato rispetto al Montenegro e la squadra di Piturca dovrà riassestare la propria difesa prima del proprio esordio negli Europei.


Questi sono i risultati delle amichevoli di sabato:

Sabato 31 Maggio:

Francia-Paraguay 0-0
Germania-Serbia 2-1: 18’ Jankovic (S), 74’ Neuville (G), 82’ Ballack (G)
Portogallo-Georgia 2-0: 19’ Joao Moutinho, 45’ rigore Simao
Romania-Montenegro 4-0: 15’ Mutu, 49’ Ghionea, 55’ Dica, 70’ Dica
Spagna-Perù 2-1: 38’ Villa (S), 76’ Rengifo (P), 92’ Capdevila (S)
Ungheria-Croazia 1-1: 23’ Niko Kovac (C), 44’ autogol Niko Kovac (C)


Saranno quattro invece le amichevoli che si giocheranno nella giornata di domenica:

Domenica 1 Giugno:

ore 15.00
Olanda-Galles

ore 16.00
Polonia-Danimarca
Svezia-Ucraina

ore 20.15
Armenia-Grecia