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lunedì 16 giugno 2008

Nihat completa la rimonta vincente di una folle Turchia

La squadra di Terim rimonta dallo 0-2 negli ultimi 15 minuti e ottiene la qualificazione ai quarti, sfruttando anche l’erroraccio di Petr Cech



Sulla carta il match tra Turchia e Repubblica Ceca aveva tutto per essere tra i più avvincenti della terza giornata dei gironi di Euro 2008 perché di fatto era un vero e proprio spareggio per il passaggio del turno, un vero ottavo di finale visto anche il possibile approdo ai calci di rigore in caso di parità dopo il 90’ minuto, visto che le due squadre si prevalevano sia come punti che come differenza reti e gol segnati. Ebbene, il match visto a Ginevra è stato anche più emozionante delle attese, vista la grande alternanza di risultato e di stati d’animo. A poco più di 15 minuti dalla fine sembrava tutto scritto, con la Repubblica Ceca in vantaggio per 2-0 e molto pungente in contropiede, sfiorando il colpo del ko varie volte, colpendo pure un palo clamoroso con Jan Polak. Di fronte all’undici di Karel Bruckner però c’era la squadra più folle del torneo, quella Turchia che già contro la Svizzera era riuscita a ribaltare il risultato nella ripresa e vincere a recupero inoltrato, che rientrava in partita e regalava un finale di fuoco. E il finale è stato davvero elettrizzante, visto che a 3 minuti dalla fine Petr Cech commette uno di quegli errori che non avrebbe commesso mai e poi mai prima dell’incidente con Stephen Hunt del Reading e concede il gol del pareggio, ma i turchi non si accontentano e con Nihat trovano in bello stile la rete della vittoria e dell’accesso ai quarti di finale. Questo non prima di rischiare a sua volta di subire il gol del 3-3 e di finire il match in 10 uomini e con Tuncay in porta, dopo l’espulsione del portiere Volkan. Dire che è successo di tutto in questo finale potrebbe suonare riduttivo con la Turchia che ottiene la qualificazione nel modo più drammatico possibile, confermando quel luogo comune calcistico che vuole i turchi capaci di non mollare mai fino all’ultimo istante: proprio il carattere è servito per ribaltare una situazione notevolmente compromessa, con la squadra di Fatih Terim che si conferma ancora una volta in difficoltà psicologica quando il suo ct la imposta con un atteggiamento molto coperto, mentre diventa decisamente più brillante e pericolosa quando c’è da pungere e da attaccare furiosamente in attacco. Contro la Croazia ai quarti di finale sarà fondamentale capire con qualche atteggiamento la Turchia comincerà la partita, perché iniziare nuovamente nel modo sbagliato il match questa volta potrebbe costare caro ai turchi, visto che di fronte si troveranno una formazione molto ben organizzata. E’ incredibile invece la delusione subita dalla Repubblica Ceca, quasi sicura ormai dell’accesso ai quarti di finale visto che sul 2-0 sembrava incunearsi con grande disinvoltura nella difesa della Turchia, ma che non è riuscita a reggere in difesa quando la Turchia l’ha messa alle corde e ha mostrato diversi errori individuali, soprattutto da parte di Marek Jankulovski, completamente abbattuto dalle folate offensive sulla sua corsia e colpevole di due dei tre gol. Il gol del 2-2, infatti, è un caso a parte e porta il volto del dramma sportivo di Petr Cech, uno che ha perso la finale di Champions League per lo scivolone del proprio capitano nel rigore decisivo e che poco meno di un mese dopo esce dagli Europei per aver sbagliato una presa del tutto banale e in totale solitudine.

Dopo la vittoria ottenuta contro la Svizzera, la Turchia rivoluzione nuovamente il proprio undici titolare, schierando stavolta un più classico 4-4-2 con Nihat che trova la spalla in Semih Senturk, mentre Tuncay parte sulla destra con Arda Turan sulla fascia sinistra. Novità anche al centro della difesa, dove Servet Cetin ha la terza spalla diversa in tre partita: dopo aver giocato con Gokhan Zan contro il Portogallo e con Emre Asik contro la Svizzera, stavolta al fianco del difensore di origini azere c’è Emre Gungor. Sicuramente meno sorprendente l’undici schierato dalla Repubblica Ceca, che gioca con il solito 4-1-4-1 e presenta soltanto un cambio di formazione rispetto all’ultimo match, riproponendo cioè Jan Koller al centro dell’attacco al posto di Milan Baros.

Inizialmente non convince molto l’atteggiamento della Turchia, che sembra pensare più a coprirsi che ad altro, con Fatih Terim che continua a proporre una sua personale imitazione della Grecia che Otto Rehhagel ha portato sul tetto Europeo quattro anni fa, ma di fatto questo tipo di tattica non premia per nulla la Turchia ma la limita completamente, rendendola quasi inoffensiva nella metà campo avversaria: oltretutto, la squadra di Fatih Terim commette un gran numero di falli nei primissimi minuti e già al 10’ si ritrova con due ammoniti, i due mediani Mehmet Topal e Mehmet Aurelio. La Repubblica Ceca inizia a premere maggiormente provando a giocare con velocità, mettendo in difficoltà la difesa turca soprattutto sul centro-sinistra difensivo, con Hakan Balta e Servet Cetin che soffrono tantissimo la rapidità e gli inserimenti di Libor Sionko e faticano molto per limitarlo.

I cechi però faticano a creare delle limpide palle gol e si affidano ai calci piazzati: all’11 Jankulovski batte una punizione dalla trequarti con traiettoria morbida, al centro Jan Koller va a colpire di testa ma manda alto il suo tentativo.

Il ritmo di gioco è basso perché nel primi 25 minuti la partita è troppo spezzettata dalla squadra turca, con la Repubblica Ceca che attacca sempre con più continuità e di fatto il match di svolge soltanto in una metà campo, quella offensiva dei cechi. Nonostante le difficoltà della difesa della Turchia, la Repubblica Ceca sembra avere grosse difficoltà a trovare la profondità, perché centralmente Koller può imporre il suo gran fisico nelle palle alte ma è poco reattivo, mentre i centrocampisti non s’inseriscono mai con troppa convinzione sugli spazi che il gigante del Norimberga lascia aperti. L’unico quindi ad attaccare con convinzione gli spazi e a dare la profondità è il solito Sionko, sicuramente uno degli elementi più positivi nell’Europeo della Repubblica Ceca. Nella Turchia, Nihat è poco supportato e riceve raramente palloni giocabili, mentre il gioiellino Arda Turan si vede poco perché troppo sacrificato in compiti di copertura per la tattica adoperata da Terim in questo primo tempo.

Il primo tentativo turco arriva al 17’ con Tuncay che da 30 metri rallenta l’azione e poi tenta il destro, mandando largo con Cech che controllava.

Decisamente più pericolosa dall’alta parte la Repubblica Ceca sul ribaltamento di fronte con Matejovsky che tenta la bella conclusione da fuori approfittando di un pallone a spiovere alzato da Koller, ma il tiro del centrocampista del Reading non è angolatissimo e Volkan riesce a bloccare.

Matejovsky è assolutamente uno dei più attivi e dei più positivi tra i 22 calciatori in campo e al 25’ allarga a destra dopo aver ricevuto una sponda di Koller, Sionko è accerchiato da tre avversari al limite dell’area ma ancora una volta si rivela elemento indigesto per la difesa turca, visto che riesce ad accentrarsi e a caricare un sinistro velenoso con palla a giro verso l’angolo più lontano, mandando alto il suo tentativo per non più di un metro.

Secondo la statistica, la Turchia ha il 58% di possesso palla ma è un possesso quanto mai sterile, con in particolare i due mediani turchi che non vanno mai al passaggio in avanti, manco stessero giocando a rugby: a deludere è soprattutto Mehmet Topal, lui che ha maggiori compiti di regia ma che si limita ad un comportamento molto difensivo.

La Repubblica Ceca trova un buono spazio per inserirsi al 34’ e lo sfrutta Matejovsky che avanza e poi tocca sulla destra per Grygera, il quale crossa con precisione al centro: Emre Gungor prova a trattenere in tutti i modi Koller ma i centimetri dell’attaccante ceco hanno la meglio e il suo colpo di testa e molto calibrato, Volkan riesce a toccare il pallone ma non può far meglio che deviarlo sulla parte bassa della traversa, con la sfera che poi rimbalza dentro la rete per lo 0-1. Jan Koller non è certamente il giocatore dei bei tempi all’Anderlecht o al Borussia Dortmund, ma è sempre un elemento difficilmente marcabile sulle palle alte per la sua statura e la sua stazza fisica.

La partita sembra mettersi bene per la Repubblica Ceca ma al 39’ arriva la brutta notizia dell’infortunio abbastanza incredibile di Matejovsky: Sionko infatti subisce fallo a centrocampo e nella caduta va a sbattere sulla caviglia del compagno con tutto il corpo e lo mette ko. Sfortunatissima la Repubblica Ceca, anche perché il centrocampista stava giocando molto bene, mentre il neo entrato Jarolim non avrà lo stesso impatto negli equilibri di gioco.

All’intervallo Terim sprona la sua squadra e libera i suoi da compiti difensivi, proponendo anche una sostituzione con l’uscita dal campo dell’anonimo Semih Senturk e l’inserimento di Sabri Sarioglu, che va a fare l’esterno destro a centrocampo con Tuncay in attacco.

Il secondo tempo ha subito ritmi molto più infuocati con la Turchia che mette subito in difficoltà la difesa ceca e in particolare Jankulovski, che al 47’ respinge male un pallone alto: prova ad approfittarne Nihat che sul pallone alto in area di rigore prova a colpire con inedito esterno destro volante, ma l’imprevedibile gesto atletico non ha l’effetto voluto perché il pallone termina alto.

La Turchia è ripartita subito con il piede sull’acceleratore e adesso sembra un’altra squadra visto che con due esterni veri a centrocampo mette dentro tanti palloni insidiosi, sia con Sabri Sarioglu a destra che, soprattutto, con Arda Turan sulla sinistra, il quale nella ripresa ha sicuramente più libertà offensive e gioca anche in una posizione più avanzata: proprio il 21enne centrocampista del Galatasaray (ma che ha attirato l’interesse di un paio di club di Premier League) guida la reazione turca, con la Repubblica Ceca che sembra andare in grossa difficoltà contro l’aggressività e il dinamismo degli avversari.

Al 57’ la Turchia diventa ancora più offensiva, perché esce Mehmet Topal (davvero molto deludente) ed entra Colin Kazim-Richards (o Kazim-Kazim secondo la sua “nuova” denominazione turca), il quale va a destra con Sabri Sarioglu che stringe in posizione più interna, anche se il giocatore del Galatasaray ha sempre la tendenza ad allargarsi per creare superiorità numerica sul lato di uno Jankulovski in netta difficoltà.

La Turchia però concede spazi in difesa e lo fa ancor di più perché è costretta a rimanere in 10 uomini per qualche minuto, perché Emre Gungor si fa male e rimane fuori dal campo. La Repubblica Ceca ne approfitta e al 61’ è pericolosissima: Galasek sulla propria trequarti protegge palla e trova il tocco in verticale per Koller che scatta dalla linea di centrocampo e va via, con la difesa turca che non riesce a far scattare il fuorigioco. L’attaccante probabilmente arriva in panne all’ingresso dell’area di rigore e il suo sinistro termina largo.

Un minuto dopo Emre Gungor è ancora fuori dal campo sembra esser stato sostituito e la Repubblica Ceca ha ancora praterie offensive, con Sionko che è ancora molto bravo nell’azione sulla destra e mette dentro il cross, dall’altra parte Plasil anticipa Sabri Sarioglu e colpisce in scivolata verso la porta, con Volkan che ancora una volta tocca il pallone ma non riesce a respingerlo fuori dalla porta, questa volta in modo più colpevole rispetto al primo gol. E’ la rete dello 0-2 che sembra chiudere il match e Fatih Terim si infuria con il quarto uomo perché, a suo modo di dire, la sostituzione di Emre Gungor andava effettuata in precedenza e la Turchia in questo modo ha subito un gol pesante in inferiorità numerica: va detto, però, che i turchi potevano sistemarsi meglio in difesa per questo paio di minuti in 10 uomini invece di concedere due occasioni ghiottissime agli avversari.

La Turchia sembra sotto shock e disunita in mezzo al campo, concedendo grazi spazi in contropiede agli avversari anche in parità numerica per l’ingresso di Emre Asik.

Al 70’ è ancora Sionko ad infuocare la fascia destra con un’azione personale che gli permette di mettere dentro un pallone basso, al centro dell’area Servet Cetin è troppo lento e si fa anticipare netto da Polak che calcia a colpo sicuro con il piatto destro ma la conclusione potente termina sul palo: sarebbe stato il colpo del ko definitivo, ma la Repubblica Ceca protesta perché sulla respinta Polak si lancia per tentare il tap-in di testa con il portiere a terra ma viene colpito proprio sulla testa dalla gamba altissima di Emre Asik, che gli provoca anche un discreto taglio alla fronte. Appurato che il contatto c’era effettivamente stato (visto il segno sulla fronte di Polak), l’intervento pericoloso doveva essere punito con il calcio di rigore: sono davvero tanti gli errori arbitrali in questi Europei.

La Turchia rimane in piedi e al 75’ riapre a sorpresa la partita: azione parte sulla destra dove Hamit Altintop appoggia a Sabri Sarioglu e scatta prontamente in avanti per ricevere in area di rigore la verticalizzazione del compagno e per mettere in area di rigore un cross arretrato che trova troppo schiacciata la difesa ceca, dall’altra parte infatti arriva a rimorchio Arda Turan che calcia basso e con grande precisione, mandando il pallone a sfiorare il palo interno e battendo Cech per la rete dell’1-2. Dopo il gol che ha eliminato la Svizzera nel turno precedente, il talentino turco concede il bis rimettendo in partita la sua squadra e confermandosi un elemento di grande prospettiva.

Terim si gioca il tutto per tutto e lancia la propria squadra in avanti, spostando anche l’ottimo Arda Turan per qualche minuto sulla fascia destra per attaccare il punto debole della difesa ceca in tutti i modi: questo punto debole ha il nome di Marek Jankulovski, davvero in bambola sotto la pressione di Sabri Sarioglu e Hamit Altintop.

La grande chance per il pareggio sembra arrivare all’82’, quando dopo un corner Hamit Altintop crossa dalla mediana, la difesa ceca è ancora piazzata male e Servet Cetin stacca da posizione ravvicinatissima: il difensore centrale può incornare da pochi metri ma non colpisce il pallone con la fronte piena e lo sfiora appena, mandando larga una grandissima occasione.

Il finale è elettrizzante e la difesa della Repubblica Ceca sembra aver perso tutti i meccanismi: Bruckner prova a coprire la falla della corsia mancina inserendo Kadlec in costante aiuto a Jankulovski e questo sembra togliere un po’ di ritmo al forcing turco, con Arda Turan che torna più stabilmente sulla sinistra. La Turchia cerca disperatamente il gol.

All’87’ arriva l’impensabile patatrac: cross da destra di Hamit Altintop con traiettoria troppo stretta sul portiere e prevedibile, Cech esce con grande libertà e senza nessuno che lo contrasti ma sbaglia clamorosamente la presa a mani aperte, lasciando lì il pallone con Nihat che deve soltanto appoggiarlo in rete trovando la rete del 2-2. Davvero incredibile l’errore di Cech, non il primo in questa disgraziata stagione: dopo l’incidente di Reading, infatti, il portiere ceco non è più stato realmente sé stesso e ha commesso anche in Premier League diverse ingenuità clamorose e, a vedere quest’azione, non può che balzare all’occhio l’errore commesso all’Emirates Stadium nel big match tra Arsenal e Chelsea dello scorso Dicembre, quando sbagliò un’uscita in modo identico e senza pressioni particolari da avversari, permettendo a William Gallas di trovare il gol decisivo. E’ triste dirlo ma sembra davvero evidente che prima dell’incidente Cech non commettesse questi errori così grave.

La partita non è ancora finita e passano due minuti che la Turchia trova il modo di completare la rimonta, riuscendo ad evitare anche i calci di rigore: su lancio lungo Ujfalusi interviene malissimo con la coscia e lascia il pallone sulla trequarti e un buco in difesa, il pallone è ripreso da Hamit Altintop che avanza e serve filtrante sulla sua sinistra a Nihat, tenuto in gioco dal pessimo piazzamento ancora di Jankulovski, che rimane un paio di metri dietro la propria linea difensiva. L’attaccante del Villarreal ha un grande spazio, si ferma a caricare il tiro e trova una traiettoria perfetta con il destro verso l’angolo lontano, mandando il pallone sulla traversa interna e poi in rete per far scattare il delirio turco: rimonta completata in meno di un quarto d’ora e 3-2 che proietta la squadra di Terim ai quarti di finale.

Ma le emozioni in questo finale pazzesco di gara non sono finite perché al 92’ Volkan esce malissimo su un lancio lungo e profondo, andando a sbattere su Servet e lasciando lì il pallone anche contrastato (e impaurito) da Koller, Vlcek colpisce di testa il pallone vagante ma non ha né precisione né forza nel tentativo e Sabri Sarioglu lascia il pallone sul fondo. L’azione è conclusa e Volkan si alza e va a spingere Koller, il quale accentua notevolmente la caduta: il gigante ceco non è l’unico ad esagerare, perché si ci mette anche l’arbitro Frojdfeldt che va addirittura ad espellere il portiere. Decisione molto discutibile (per spingere via in quel modo uno dalla stazza fisica di Koller ci vorrebbe una forza disumana e pare difficile che Volkan ce ne abbia messa così tanta) che potrebbe essere pesante, visto che la Turchia ha finito le sostituzioni e deve inserire in porta Tuncay Sanli a difendere la porta per tutto il recupero, mentre la Repubblica Ceca spera nel pareggio per poi trovarsi ai calci di rigore con gli avversari senza un vero portiere.

Ma la Turchia riesce a stringere i denti e a proteggersi fino al fischio finale, accedendo ai quarti di finale dopo una vera battaglia e dopo un match dall’enorme tasso emotivo. A vincere è la squadra più determinata e adesso la Turchia si prepara ad affrontare la Croazia nei quarti di finale, provando a mettere a segno un altro miracolo sportivo.

Si chiude invece l’Europeo della Repubblica Ceca e lo fa in modo amaro: se quattro anni fa il match s’esordio degli Europei aveva visto in campo le stesse de squadre che poi si sarebbero giocate la finale (Grecia e Portogallo), quest’anno le cose sono andate in modo diverso perché sia Svizzera che Repubblica Ceca vengono eliminate al primo turno, con i cechi condannati sicuramente dagli episodi in quest’ultimo match, ma condannati anche da una difesa che lascia delle falle paurose quando è attaccata con determinazione. Di certo, stupisce come il match winner del match d’esordio Vaclav Sverkos non sia più stato utilizzato dal ct Bruckner nemmeno per un minuto, né in questo match né contro il Portogallo, così come altri due elementi interessanti come il talento Fenin e l’esterno dalla buonissima tecnica Skacel non abbiano avuto modo di vedere il campo nemmeno per un minuto, quando invece avrebbero potuto far comodo più di elementi che invece hanno visto il campo e hanno reso poco.


Turchia-Repubblica Ceca 3-2

Turchia (4-4-2): Volkan 5,5 – Hamit Altintop 7 Emre Gungor 5 (65’ Emre Asik 6) Servet Cetin 4 Hakan Balta 5 – Tuncay 6 Mehmet Topal 4 (57’ Kazim-Richards 5,5) Mehmet Aurelio 6 Arda Turan 7,5 – Semih Senturk 3,5 (46’ Sabri Sarioglu 7) Nihat 7,5

In panchina: Rustu, Tolga, Gokhan Zan, Emre Belozoglu, Gokdeniz, Tumer Metin, Ugur Boral, Ayhan, Erding
Commissario tecnico: Fatih Terim 6

Repubblica Ceca (4-1-4-1): Cech 4 – Grygera 6 Ujfalusi 4,5 Rozehnal 5 Jankulovski 3 – Galasek 5 – Sionko 7 (84’ Vlcek sv) Matejovsky 7 (39’ Jarolim 5) Polak 5,5 Plasil 6,5 (80’ Kadlec sv) – Koller 6,5

In panchina: Blazek, Zitka, Kovac, Fenin, Sverkos, Pospech, Baros, Sivok, Skacel
Commissario tecnico: Karl Bruckner 6

Arbitro: Peter Frojdfeldt (Svezia) 4

Gol: 34’ Koller (RC), 62’ Plasil (RC), 75’ Arda Turan (T), 87’ Nihat (T), 89’ Nihat (T)
Ammoniti: Mehmet Topal, Mehmet Aurelio, Emre Asik (T), Ujfalusi, Galasek (RC)
Espulso: 92’ Volkan (T)

giovedì 12 giugno 2008

Portogallo fa rima con spettacolo: i lusitani si qualificano per i quarti

Cristiano Ronaldo e Deco deliziano la platea in una partita bellissima, anche per merito di un’arcigna Repubblica Ceca



Tra le grandi squadre del calcio europeo ormai stabilmente c’è anche il Portogallo, merito del proprio ct Felipe Scolari che ha ormai fatto fare un buon salto di qualità alla sua squadra da quando (nel 2002) s’è seduto sulla panchina dei lusitani, ottenendo anche risultati di tutto rilievo come la finale ottenuta agli Europei del 2004 (con la scioccante sconfitta subita dalla Grecia in una competizione organizzata proprio dai lusitani) e la semifinale ottenuta nei Mondiali del 2006. Al Portogallo manca l’ultimo salto di qualità, quello più importante, quello che porta alla vittoria di una grande competizione e si potrebbe anche pensare che questa sia la volta giusta, perché i lusitani giocano un calcio di ottimo livello e in questo modo hanno già raggiunto i quarti di finale di Euro 2008: adesso il bello deve venire, con Scolari che ha a disposizione fuoriclasse di livello massimo, come quel Cristiano Ronaldo che sempre più conferma di essere il miglior calciatore del mondo, come quel Deco che ha ritrovano la vena migliore con la maglia della Nazionale, dopo due annate molto cupe al Barcellona. Il 3-1 inflitto alla Repubblica Ceca non è arrivato facilmente, ma ha espresso tutta la forza di questa squadra, che ha qualche difetto (qualche lacuna difensiva che per poco permetteva ai cechi di trovare il pareggio) ma che quando ha il pallone tra i piedi regala diversi minuti di gioco eccelso, di grande qualità tecnica e ottimo anche sul piano estetico. Allora, dopo l’Olanda del primo tempo contro l’Italia, sembra che anche le Nazionali stiano tornando a proporre un calcio divertente e bello da vedere, un netto passo avanti rispetto alle ultime tre grandi competizioni (i Mondali 2002 e 2006 e gli Europei 2004) in cui questo è accaduto troppo raramente. La qualificazione ai quarti di finale arriva nello stesso giorno in cui viene ufficializzato il futuro di Felipe Scolari, che sarà lontano dal Portogallo e precisamente allo Stamford Bridge, sulla panchina del Chelsea vicecampione d’Europa. In Inghilterra, il tecnico brasiliano ritroverà diversi giocatori della Nazionale portoghese, da Ricardo Carvalho e Paulo Ferreira che già c’erano e che probabilmente saranno confermati, a Josè Bosingwa che il Chelsea ha acquistato proprio quest’estate. La Repubblica Ceca ha paradossalmente mostrato un gioco migliore rispetto a quello che l’aveva portata a battere la Svizzera nel match d’esordio, ma la superiorità del Portogallo è apparso evidente e non è bastato il buon dinamismo dei centrocampisti a limitare quei momenti di dominio che la squadra di Karel Bruckner ha dovuto soffrire. La squadra ceca ha meccanismi di gioco ben oliati e sarebbe stato decisamente utile avere un elemento di ottima qualità come Tomas Rosicky a dare brillantezza al gioco e magari maggiori appoggi per l’unica punta, che in alcune fasi di gioco viene lasciata sola a sé stessa.

La Repubblica Ceca conferma il suo solito 4-1-4-1 ma cambia due uomini rispetto al match d’esordio contro la Svizzera, inserendo Milan Baros come unica punta al posto di Jan Koller e puntando su Matejovsky come interno di centrocampo al posto di Jarolim. Modulo e uomini già affiatati vengono proposti dal Portogallo, che conferma la stessa formazione del primo match, con il modulo di partenza che è nuovamente il 4-3-3 con Deco ad alternarsi tra il ruolo di interno di centrocampo e quello di trequartista. L’unica vera novità è quindi lo spostamento di Cristiano Ronaldo sulla fascia sinistra, con Simao che così si sposta sulla corsia destra.

Inizio del match è subito a buon ritmo, soprattutto per merito della Repubblica Ceca che attacca con velocità una volta recuperato il pallone, mentre il Portogallo ragiona maggiormente per poi tentare l’accelerazione fulminea.

Accelerazione che arriva all’8’ minuto e che porta i lusitani in vantaggio: grandissimo triangolo negli ultimi metri con Deco che va via con un movimento in verticale e poi tocca sul breve, Cristiano Ronaldo prolunga bene di prima per Nuno Gomes che gli ritorna subito palla con un gran tocco di esterno ancora di prima che manda in bambola Rozehnal, il quale viene sorpreso e non arriva all’intervento non riuscendo ad intercettare un pallone che smarca Cristiano Ronaldo solo davanti al portiere. Cech esce sulla trequarti della propria area di rigore e riesce ad intercettare il tentativo di dribbling del giocatore avversario con un tuffo sui suoi piedi, ma il pallone arriva a Deco che ha davanti la porta spalancata, Cech tenta un nuovo intervento disperato ma il fantasista del Barcellona riesce a resistere e piazza perfettamente in porta, rendendo vano anche il tentativo di salvataggio sulla linea di Jankulovski, realizzando la rete dello 0-1. Davvero pregevole la triangolazione che ha aperto la difesa ceca e per una volta sul mancato intervento di Rozehnal ci sono diverse attenuanti, tutte derivanti dalla qualità della giocata nata dall’asse Cristiano Ronaldo-Nuno Gomes.

La Repubblica Ceca risponde bene e mette in difficoltà la difesa avversaria grazie ad i continui movimenti ed inserimenti dei due interni Polak e Matejovsky, molto continui nel primo tempo. L’elemento probabilmente fondamentale nella crescita di qualità di gioco della squadra di Bruckner rispetto al match d’esordio è nato dalla prestazione di Jaroslav Plasil, il quale riesce ad esprimere tutto il suo dinamismo e dà fastidio a Bosingwa con i suoi movimenti a tagliare verso il centro.

Questa buona fase permette alla Repubblica Ceca di trovare il pareggio su calcio piazzato, al 17’ minuto: corner da destra battuto da Plasil, al centro Sionko si libera di Petit e in tuffo trova un colpo di testa davvero imparabile verso l’angolo più lontano, realizzando la rete dell’1-1 e rimettendo in partita la squadra ceca anche sul piano del risultato.

Il match è davvero acceso e le due squadre si affrontano a ritmi alti, con il Portogallo che tiene maggiormente palla ma che riesce sempre a giocare con buona rapidità, attaccando così continuamente la difesa avversaria: i grandi meriti per questo ce li ha sempre Deco, che tocca una serie impressionanti di palloni (a fine partita si conteranno ben 73 passaggi totali del talentino del Barcellona), la maggior parte dei quali scaricati verso i compagni in maniera illuminante, con servizi non banali.

Oltretutto, pur non essendo un velocista, Deco macina chilometri su chilometri, muovendosi sempre molto come al 24’, quando riceve palla sulla sinistra, si accentra in orizzontale saltando un uomo per poi calciare in maniera pericolosissima dal limite dell’area, trovando un tiro con velenosa traiettoria ad uscire che termina largo davvero di poco.

Passa appena un minuto e Cristiano Ronaldo trova un break centrale che gli permette di provare il tiro da lontano, la traiettoria non è molto angolata e Cech è sicuro nella presa.

Nel finale di primo tempo il Portogallo ha un’evidente superiorità a centrocampo e domina lo scenario, con Deco e Cristiano Ronaldo che trovano sempre il modo di rendersi pericolosi, il primo con un lavoro di ricamo di una pulizia sublime, il secondo con un tipo di gioco forse più vistoso fatto di continue accelerazioni che mandano in netta difficoltà Zdenek Grygera, autore di un primo tempo davvero pessimo perché spesso si trova a fronteggiare anche Paulo Ferreira che avanza in appoggio al compagno. La Repubblica Ceca soffre molto la pressione senza pause del Portogallo e si difende con i denti, non riuscendo più a ripartire in contropiede, anche perché in avanti sembra mancare in fase di conclusione, con Baros che si muove molto ma che come sempre finisce per essere troppo fumoso, anche quando riesce a superare il velocità un paio di difensori avversari per poi perdersi da solo in un bicchier d’acqua: è sempre molto strano l’atteggiamento del giocatore del Portsmouth, che a sprazzi sembra quasi non avere il dna dell’attaccante.

Al 42’ è ancora Cristiano Ronaldo protagonista quando recupera palla e non ci pensa su per sparare il sinistro potentissimo dalla distanza, ma Cech è sempre molto attento e riesce ad opporsi alla respinta.

Nonostante la superiorità evidente in tutta la seconda metà del primo tempo, il Portogallo non riesce a tornare negli spogliatoi in vantaggio e questo è un aspetto su cui Scolari deve riflettere per perfezionare la sua squadra, che (a parte il gol) ha avuto occasioni soltanto con tiri dalla distanza: Nuno Gomes deve sempre lavorare molto spalle alla porta ma spesso viene ignorato dai compagni, mentre Simao Sabrosa appare decisamente il più spento degli elementi offensivi portoghesi, non riuscendo mai a trovare uno spunto personale degno di nota.

Dopo la pausa, la Repubblica Ceca sembra difendersi con più calma per ripartire meglio in contropiede, soprattutto grazie alla velocità di Sionko sulla destra.

Al 53’ il Portogallo è pericoloso nonostante una combinazione non riuscita al limite dell’area con Simao che sbaglia il tocco per un compagno, Ujfalusi però si addormenta sul pallone e se lo fa strappare da Nuno Gomes, che così può calciare da buona posizione ma lo fa troppo centralmente, permettendo a Cech la facile presa alta.

Al 58’ Deco è ancora strepitoso riuscendo a passare in mezzo a due avversario per poi vedere lo spazio per Simao e servirlo con un delizioso esterno: Simao, però, non angola bene la sua conclusione a tu per tu con Cech e permette al portiere di respingere di piede, commettendo un nuovo errore nel suo match opaco.

La difesa della Repubblica Ceca soffre molto perché fatica a trovare le giuste posizioni in mezzo al campo e spesso commette dei grossi errori individuali, come quelli che appartengono particolarmente al dna di Rozehnal. In questo modo, il Portogallo ritrova continuità in attacco e torna a macinare gioco in maniera brillante.

Su calcio da fermo, però, la Repubblica Ceca mette i brividi a Ricardo: corner da destra, sul primo palo Ujfalusi colpisce bene ma sul secondo palo Baros manca la deviazione a porta vuota e la palla esce sul fondo.

Un minuto dopo il Portogallo torna in vantaggio con un’azione molto astuta: la difesa della Repubblica Ceca, infatti, si fa sorprendere su una punizione battuta velocemente sulla destra per Deco, il quale d’esterno tocca in orizzontale in area di rigore per Cristiano Ronaldo che di prima spara una botta radente ad incrociare, prendendo anche il tempo all’incolpevole Cech e realizzando in bello stile la rete dell’1-2. Anche con la maglia della propria Nazionale, quindi, Cristiano Ronaldo ritrova le buone abitudini realizzative. E’ impressionante la qualità offensiva portoghese, con la squadra di Scolari che proprio per questo avrebbe dovuto però segnare diversi minuti prima.

Al 68’ Bruckner decide di togliere Matejovsky (decisamente spento nella ripresa) per inserire Vlcek, il quale si piazza a destra a fare l’esterno con attitudine offensiva, con Sionko che passa sulla sinistra e Plasil a fare l’interno di centrocampo: la Repubblica Ceca crea diversi importanti pericoli potenziali, anche perché Ricardo appare sempre molto incerto in uscita, confermando come grosso punto debole della Nazionale portoghese.

Al 73’ la Repubblica Ceca dà anche maggior peso offensivo, inserendo Koller al posto di Galasek e passando al 4-4-2. La squadra di Bruckner ci prova con volontà ma anche con tanta confusione, anche perché in avanti Baros ne combina di tutti i colori, togliendo anche una grande palla gol a Sionko per anticiparlo di testa e sprecare una grossa occasione. La difesa del Portogallo non può contare della grande sicurezza data dal proprio portiere, ma lo stesso Pepe in alcune occasioni ci mette del suo facendosi trovare fuori posizione.

Il Portogallo soffre quest’assalto finale e appare in difficoltà dopo aver dominato in lungo e in largo la partita e all’83’ la Repubblica Ceca ha la più grande occasione per tentare di pareggiare il match: Plasil serve Vlcek sulla destra, il quale trova lo spazio per il cross ben calibrato, al centro dell’area nessuno marca Sionko (anche in questo caso Pepe ha colpe evidenti) che di testa ha la grande occasione per colpire, ma non è altissimo di statura e arriva a colpire con la parte alta della fronte, non riuscendo a dare così grande angolo al proprio colpo di testa e permettendo a Ricardo di alzare in corner. Il Portogallo, però, rischia di pagare la dormita difensiva.

Il Portogallo riesce a porre fine alla sofferenza al 91’, realizzando ancora una volta in modo astuto: Pepe guadagna punizione in difesa e Deco la batte immediatamente servendo intelligentemente Cristiano Ronaldo sulla profondità, il fuoriclasse del Manchester United parte in posizione regolare e approfitta della difesa ferma per guadagnare una decina di metri sugli avversari e quando si trova solo davanti a Cech tocca in orizzontale sul breve per Quaresma, il quale deve soltanto appoggiare e festeggiare la rete dell’1-3 che chiude definitivamente i conti.

E’ un Portogallo che diverte sicuramente sul piano estetico e qualitativo, ma che deve migliorare qualcosa in fase difensiva per non rischiare di non vincere delle partite dominate in modo così netto, come accaduto contro la squadra ceca. I lusitani strappano così il pass per il prossimo turno assicurandosi già il primo posto del girone, che potranno così chiudere con una sgambata contro la Svizzera, in un match che mette in palio soltanto il prestigio visto che anche gli elvetici non hanno più nulla da chiedere a questi Europei, essendo già eliminati.

La Repubblica Ceca esce dal campo con la sensazione di aver giocato comunque una buona partita e di potersi giocare ad armi pari la qualificazione contro la Turchia, in quello che è diventato un vero e proprio spareggio: la squadra ceca e quella turca, infatti, sono in perfetta parità in classifica anche per quanto riguarda differenza reti e gol segnati e (naturalmente) andrebbero ai quarti di finale in caso di vittoria, mentre in caso di pareggio il regolamento della Uefa prevede addirittura la sequenza dei calci di rigore da battere dopo il 90’ minuto. Infatti, essendo in parità i primi 5 criteri regolamentari (tra cui anche i punti negli scontri diretti visto che questo caso può verificarsi solo con un pareggio), il regolamento prevede che qualora le squadre in totale parità in classifica fossero anche di fronte nella terza giornata del girone, risolverebbero la questione proprio con i calci di rigore, mentre in caso di incontro precedente (alla prima o alla seconda giornata) ci sarebbe stato da affrontare dei calcoli abbastanza complicati, cominciando dalla media dei punti ottenuta nei gironi di qualificazione ai Mondiali del 2006 e agli Europei del 2008, mentre in caso di nuova parità si sarebbero calcolati i punti fair play relativi a questo girone e successivamente il sorteggio come ultimo parametro, con un regolamento davvero complesso e controverso. Comunque sia, in tutto ciò l’importante è capire che quello tra Repubblica Ceca e Turchia sarà un vero spareggio, che potrebbe regalare anche l’appendice dei calci di rigore per assegnare un posto ai quarti di finale.


Repubblica Ceca-Portogallo 1-3

Repubblica Ceca (4-1-4-1): Cech 6,5 – Grygera 4,5 Ujfalusi 6 Rozehnal 5 Jankulovski 6 – Galasek 5 (73’ Koller sv) – Sionko 6,5 Matejovsky 5,5 (68’ Vlcek 6,5) Polak 6 Plasil 7 (85’ Jarolim sv) – Baros 4

In panchina: Blazek, Zitka, Kovac, Fenin, Sverkos, Pospech, Kadlec, Sivok, Skacel
Commissario tecnico: Karel Bruckner 6

Portogallo (4-3-3): Ricardo 5 – Bosingwa 6 Pepe 5 Ricardo Carvalho 6,5 Paulo Ferreira 6 – Joao Moutinho 6 (74’ Fernando Meira sv) Petit 6,5 Deco 8,5 – Simao 5 (80’ Quaresma 6,5) Nuno Gomes 6,5 (79’ Hugo Almeida sv) Cristiano Ronaldo 8,5

In panchina: Nuno, Rui Patricio, Bruno Alves, Raul Meireles, Miguel, Jorge Ribeiro, Miguel Veloso, Nani, Helder Postiga
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari 7

Arbitro: Kyros Vassaras (Grecia) 6

Gol: 8’ Deco (P), 17’ Sionko (RC), 63’ Cristiano Ronaldo (P), 91’ Quaresma (P)
Ammoniti: Polak (RC), Bosingwa (P)

domenica 8 giugno 2008

Svizzera sfortunata e poco creativa, la Repubblica Ceca ne approfitta col minimo sforzo

Vaclav Sverkos infligge un duro colpo alle speranze di qualificazione dei padroni di casa, che mancano di qualità in mediana ma che hanno anche la sfortuna di incappare in Rosetti



Quando l’uomo che tocca più palloni non è un mediano o un regista ma è uno dai piedi quadrati come Philippe Senderos si capiscono molte cose e si capisce soprattutto perché la Svizzera fatichi così tanto nella manovra per aprire una ostica Repubblica Ceca, squadra che crea un gran mucchio a centrocampo e che punta a concedere il meno possibile agli avversari: è questa la chiave tattica del match di esordio degli Europei, competizione che come quattro anni fa si apre con la sconfitta dei padroni di casa, nel 2004 il Portogallo, in questo 2008 la Svizzera che ospita la competizione insieme all’Austria. Se però quattro anni fa i lusitani ebbero modo di recuperare quella pesante sconfitta contro la Grecia fino ad andare in finale per poi perdere proprio contro gli ellenici, questo ko potrebbe avere effetti devastanti per il cammino della Svizzera, anche perché i Rossocrociati hanno anche perso l’unico elemento d’attacco che abbinava qualità ed esperienza, ovvero Alexander Frei che è stato azzoppato in maniera evidente da Zdenek Grygera e che s’è procurato uno strappo ai legamenti del ginocchio che gli impedirà di scendere in campo per il resto degli Europei. E’ una Svizzera che può considerarsi sfortunata per questo infortunio, per la traversa colpita da Vonlanthen e per esser incappata in un arbitraggio decisamente ostile da parte di Rosetti, ma è anche una Svizzera che deve ragionare molto sul proprio centrocampo, che sugli esterni ha anche dei buoni giocatori ma che pecca decisamente in mediana dove non c’è un uomo in grado di fare gioco e imporsi in regia, finendo per rendere il gioco prevedibile e lento. Dall’altra parte la Repubblica Ceca vince quasi col minimo sforzo, chiudendo sempre gli spazi più per l’ammucchiamento di uomini che non per la qualità delle chiusure difensiva (a parte il “pallavolista” Ujfalusi, infatti, gli altri difensori e mediani hanno mostrato qualche pecca): l’impressione, infatti, è che sia stata la Svizzera incapace a fare gioco e non la squadra di Karel Bruckner ad imbrigliarla. Di loro i cechi ci hanno messo il minimo indispensabile, tirando soltanto due volte in tutta la partita (questo per le statistiche di mezzo mondo e per gli occhi di chi ha visto la partita, mentre le statistiche della Uefa segnalano in maniera a dir poco ottimista addirittura 8 tiri, considerando forse anche i tiri effettuati nel riscaldamento o all’intervallo) e trovando il Vaclav Sverkos l’elemento decisivo, con un gol che potrebbe anche lanciare la Repubblica Ceca ai quarti di finale, anche se ancora mancano due giornate e ogni discorso è prematuro.

La Svizzera di Kobi Kuhn si presenta con il classico 4-4-2 che punta su Frei e Streller in attacco, mentre come prevedibile per il ruolo di terzino destro Lichtsteiner è preferito a Philipp Degen. La Repubblica Ceca risponde con in 4-1-4-1 in cui Galasek di fatto fa lo stopper davanti alla difesa, mentre Bruckner punta su Libor Sionko sulla corsia di destra chiedendo a lui una spinta offensiva che non può contare sulla qualità dell’infortunato Tomas Rosicky.

La prima occasione degli Europei 2008 arriva al 3’ minuto per una brutta palla persa da Galasek a centrocampo, i giocatori svizzeri provano ad approfittarne gettandosi subito nello spazio aperto e Frei prova il destro preciso da fuori area, con la palla che termina fuori di poco.

La Svizzera prova a tenere palla ma da subito si nota un’assenza di qualità nella manovra, con Gelson Fernandes che non ha grande visione di gioco e spesso si limita a passaggi corti, tipico di un giocatore più di quantità che di creatività quale il mediano del Manchester City è, mentre al suo fianco Gokhan Inler sembra totalmente carente di personalità e non si prende mai le responsabilità che uno pseudo-regista dovrebbe prendersi: se l’attitudine di Gelson è comprensibile per le caratteristiche stesse del calciatore, quella di Inler è davvero inaccettabile a questi livelli. Le uniche fiammate per i Rossocrociati arrivano sulla destra dove Behrami salta con continuità Jankulovski nell’uno contro uno, ma il buon esterno della Lazio non sempre è servito in maniera dovuta e nel finale di primo tempo finisce per spegnersi un po’, perdendo ritmo ma non certo per colpa sua. La Repubblica Ceca ha un gioco abbastanza semplice ma che non incanta di certo, con i mediani che alternano tocchi corti a lanci lunghi per cercare la fisicità di Koller o la velocità di Sionko sulla destra, ma entrambi non mostrano grandi cose. La partita così è molto lenta e decisamente noiosa.

Al 16’ Behrami tenta il jolly da fuori area ma non trova un angolo e Cech blocca: sarebbe un’azione di normale amministrazione ma da questo sprazzo si nota subito il tipo di traiettoria assurda che prende il pallone, che sembra più un Super Tele che non un pallone professionistico. Chi ama questo sport non può che odiare questi palloni che le varie case vanno creando con l’ambizione di regalare spettacolo, anche se francamente lo spettacolo lo devono dare i giocatori e non i palloni che viaggiano per conto loro e senza un criterio logico.

Frei gioca un buon primo tempo anche se è sempre troppo lontano dalla porta e al 19’ tocca bene di tacco di prima per l’inserimento di Inler, il quale al limite dell’area sembra quasi perdersi da solo per poi calciare con un sinistro debolissimo e centrale che diventa facile per la presa di Cech.

La Repubblica Ceca si difende molto ma non ha una difesa che spicca per solidità e l’azione del 21’ minuto lo dimostra in pieno in quanto un lancio lungo di Benaglio finisce per diventare un pallone filtrante per Frei, che approfitta nel solito stacco a vuoto di Rozehnal (i tifosi del Newcastle hanno ancora gli incubi al solo pensare al suo nome), Ujfalusi dorme un po’ ed è in ritardo sulla punta del Borussia Dortmund ma Cech è splendido nell’accorgersi dell’errore difensivo e nell’uscire con il tempo giusto su Frei, respingendo con i piedi la conclusione dell’avversario.

Dopo un inizio sofferto la Repubblica Ceca prova a prendere campo con la manovra lenta ma non arriva mai negli ultimi metri, con Jan Koller che sembra notevolmente appesantito nei movimento e che non ha più la mobilità sufficiente per fare l’unica punta a questi livelli. Unica punta che poi rimane troppo solitaria, perché gli interni di centrocampo rimangono molto chiusi e non si inseriscono mai (nonostante questo aspetto di giochi rientri anche nelle caratteristiche di Jarolim), mentre neppure gli esterni fanno molto perché Sionko va ad intermittenza mentre Plasil non riesce ad esprimere il suo dinamismo, che sarebbe anche la componente essenziale del suo gioco.

Dopo tanta noia, al 36’ arriva un break svizzero a distoglierci dalla catalessi, con Barnetta che porta avanti palla e tocca a Frei, il quale si ferma e prova da 25 metri e trova un Cech non sicurissimo nella respinta a mani aperte, Streller riprende palla ma viene fermato in offside e l’azione sfuma.

Il momento che spezza probabilmente l’Europeo della Svizzera arriva al 42’: Frei riceve palla ma finisce per trovarsi troppo avanti rispetto alla sfera e prova a farla scorrere con una serie di movimenti davvero strani che gli fanno prendere un equilibrio precario e lo espongono troppo all’entrata brutta di Grygera che finisce per fargli partire il ginocchio sinistro. Il ceco non viene ammonito da Rosetti e qui finisce l’Europeo di Frei, che dopo l’intervallo verrà sostituito da Hakan Yakin, il quale fa il trequartista nel 4-4-1-1.

Al 50’ proprio Yakin prova con una punizione dal limite ben calibrata che termina alta di poco, ma Cech sembrava sulla traiettoria.

Il match rimane molto tattico, con la Svizzera che ha qualche folata, sempre in particolare con Behrami sulla destra, ma che in attacco fatica molto, anche perché è rimasto soltanto Marco Streller, o meglio il fantasma dell’ex attaccante dello Stoccarda che adesso gioca al Basilea: la sua è una prova terribile e soltanto Inler gli strappa la palma di peggiore in campo.

Al 56’ Bruckner decide di aumentare la mobilità del proprio attacco e toglie Koller per inserire Sverkos.

Al 65’ arriva il primo tiro della Repubblica Ceca, con punizione battuta a giro da Jankulovski che per un attimo fa pensare tutti di assistere ad una moviola ma che in realtà è lenta di suo e comunque termina alta senza creare pericoli a Benaglio.

Le cose più belle (o meno brutte visto l’andamento del match) si vedono sulla corsia di destra dell’attacco della Svizzera dove al 66’ Behrami vede bene la solita puntuale sovrapposizione di Lichtsteiner, il quale crossa preciso in area di rigore per lo stacco di Hakan Yakin che però non trova la porta e manda largo da buonissima posizione, sprecando una grande chance.

E’ la Svizzera a fare qualcosina in più ma al 70’ arriva la beffa: dopo un corner per la Repubblica Ceca, la difesa svizzera (e in particolare il solito Senderos) sale malissimo a fare il fuorigioco e un colpo di testa in alleggerimento a centrocampo di Galasek finisce per diventare un assist in profondità per Sverkos, il quale sorprende la linea difensiva e in qualche modo trova con l’esterno un tiro imparabile per Benaglio, realizzando la rete dello 0-1. Brutta la lettura difensiva della Svizzera e tiro vincente ancorché fortunoso di Sverkos, punta del Banik Ostrava che in passato ha giocato (e fallito) con Borussia Monchengladbach, Herta Berlino e Austria Vienna.

La Repubblica Ceca adesso fa soltanto densità difensiva ma la manovra della Svizzera è inguardabile: è indecente la prestazione di Inler che gioca in una posizione assurda in mezzo al campo, finendo nella terra di nessuno e non prendendosi mai la responsabilità di impostare (o perlomeno provarci) il gioco, quasi come stesse giocando uno sport tutto suo (o magari è stato lui l’unico a capire per quale sport inesistente è stato creato quell’inguardabile pallone). In questo modo, la palla finisce sempre sui piedi dei difensori centrali svizzeri e il gioco finisce per essere impostato da Philippe Senderos, che non è certo famoso per essere un calciatore dai piedi morbidi, anche se in questi ultimi due anni ha fatto fatica pure ad essere considerato un calciatore.

Al 75’ Kobi Kuhn ci prova togliendo Lichtsteiner (comunque uno dei migliori visti in campo) per inserire Vonlanthen, il quale va a fare l’esterno offensivo del 4-4-2 con Behrami retrocesso nel ruolo di terzino destro.

All’80 la difesa ceca sbanda ancora, rimanendo immobile su un lancio lungo e rischiando tantissimo: Streller fa la sponda, Ujfalusi tocca il pallone con la mano molto larga ma l’arbitro non fischia nulla e la Svizzera continua a giocare con Barnetta che s’inserisce e fa la cosa più bella della sua partita (lui che è un ottimo giocatore ma che è sembrato sottotono in questo match) calciando basso e potente, Cech ha il riflesso giusto per respingere e mandare anche lateralmente la propria respinta ma Vonlanthen si getta sul pallone in velocità arrivando prima di Jankulovski e colpisce una clamorosa traversa. Azione sfortunatissima per la Svizzera, ma qui l’arbitro Rossetti commette un errore madornale ed imperdonabile nel non concedere un rigore nettissimo per il fallo di mano di Ujfalusi: è davvero incredibile come un arbitro internazionale non veda un episodio del genere.

La Svizzera ci prova nel finale con grande confusione e al 94’ reclama un altro fallo di mano di Ujfalusi sul tentativo di dribbling di Derdiyok, ma questo intervento del difensore è meno clamoroso di quello precedente, anche se allarga un po’ il proprio gomito in modo volontario, ma le polemiche sull’arbitro sono incentrate tutte sul primo fallo di mano e non su questo.

Finisce allora male per la Svizzera, che adesso sarà costretta a giocarsi il tutto per tutto nel prossimo match contro la Turchia, anche perché si affrontano due squadre sconfitte in questa prima giornata e che non possono più sbagliare.

La Repubblica Ceca ottiene il massimo con il minimo sforzo, portando a casa un risultato di buon auspicio per il cammino nel girone: un risultato positivo nel prossimo match contro il Portogallo potrebbe mettere in discesa la strada verso la qualificazione per gli uomini di Bruckner.


Svizzera-Repubblica Ceca 0-1

Svizzera (4-4-2): Benaglio sv – Lichtsteiner 6,5 (75’ Vonlanthen 6) Muller 6 Senderos 5 Magnin 5,5 – Behrami 6,5 (83’ Derdiyok sv) Gelson 6 Inler 2 Barnetta 5,5 – Frei 6 (46’ Yakin 6) Streller 3

In panchina: Zuberbuhler, Jakupovic, Djourou, Huggel, Cabanas, Grichting, Gygax, Spycher, Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn 5,5

Repubblica Ceca (4-1-4-1): Cech 6,5 – Grygera 5,5 Ujfalusi 6 Rozehnal 5 Jankulovski 5 – Galasek 6 – Sionko 5,5 (83’ Vlcek sv) Jarolim 6 (87’ Kovac sv) Polak 6 Plasil 5 – Koller 5 (56’ Sverkos 7)

In panchina: Blazek, Zitka, Fenin, Pospech, Kadlec, Baros, Matejovsky, Sivok, Skacel
Commissario tecnico: Karel Bruckner 6

Arbitro: Roberto Rosetti (Italia) 4

Gol: 70’ Sverkos
Ammoniti: Magnin, Barnetta, Vonlanthen (S)


Classifica Gruppo A (tra parentesi la differenza reti):

Portogallo 3 (+2)
Repubblica Ceca 3 (+1)
-----------------------------------------
Svizzera 0 (-1)
Turchia 0 (-2)

venerdì 6 giugno 2008

Si parte dal Sankt Jacob Park di Basilea

Ecco il calendario degli Europei 2008, che verrà inaugurato da Svizzera-Repubblica Ceca



Tutto è ormai pronto per il fischio d’inizio degli Europei e allora mettiamo un po’ di ordine e scorriamo il calendario dei 31 match che infiammeranno Austria e Svizzera e l’intera Europa.

FASE A GIRONI:

Sabato 7 Giugno:

ore 18.00
Svizzera-Repubblica Ceca (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)

ore 20.45
Portogallo-Turchia (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

Domenica 8 Giugno:

ore 18.00
Austria-Croazia (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

ore 20.45
Germania-Polonia (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)

Lunedì 9 Giugno:

ore 18.00
Romania-Francia (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

ore 20.45
Olanda-Italia (Girone C – Stade De Suisse, Berna)

Martedì 10 Giugno:

ore 18.00
Spagna-Russia (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)

ore 20.45
Grecia-Svezia (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)

Mercoledì 11 Giugno:

ore 18.00
Repubblica Ceca-Portogallo (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

ore 20.45
Svizzera-Turchia (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)

Giovedì 12 Giugno:

ore 18.00
Croazia-Germania (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)

ore 20.45
Austria-Polonia (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Venerdì 13 Giugno:

ore 18.00
Italia-Romania (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

ore 20.45
Olanda-Francia (Girone C – Stade De Suisse, Berna)

Sabato 14 Giugno:

ore 18.00
Svezia-Spagna (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)

ore 20.45
Grecia-Russia (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)

Domenica 15 Giugno:

ore 20.45
Svizzera-Portogallo (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)
Turchia-Repubblica Ceca (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

Lunedì 16 Giugno:

ore 20.45
Polonia-Croazia (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)
Austria-Germania (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Martedì 17 Giugno:

ore 20.45
Olanda-Romania (Girone C – Stade De Suisse, Berna)
Francia-Italia (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

Mercoledì 18 Giugno:

ore 20.45
Grecia-Spagna (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)
Russia-Svezia (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)


QUARTI DI FINALE:

Giovedì 19 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo A-2° Gruppo B (Primo Quarto di Finale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Venerdì 20 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo B-2° Gruppo A (Secondo Quarto di Finale – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Sabato 21 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo C-2° Gruppo D (Terzo Quarto di Finale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Domenica 22 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo D-2° Gruppo C (Quarto Quarto di Finale – Ernst Happel Stadion, Vienna)


SEMIFINALI:

Mercoledì 25 Giugno:

ore 20.45
Vincente Primo Quarto di Finale-Vincente Secondo Quarto di Finale (Prima Semifinale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Giovedì 26 Giugno:

ore 20.45
Vincente Terzo Quarto di Finale-Vincente Quarto Quarto di Finale (Seconda Semifinale – Ernst Happel Stadion, Vienna)


FINALE:

Domenica 29 Giugno:

ore 20.45
Vincente Prima Semifinale-Vincente Seconda Semifinale (Ernst Happel Stadion, Vienna)

martedì 3 giugno 2008

Le possibili formazioni titolari delle quattro Nazionali del girone A

Proviamo a leggere i possibili schieramenti e le eventuali tattiche di Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo e Turchia



SVIZZERA:

Schema tattico: La Nazionale di Kobi Kuhn gioca con il classico 4-4-2, nel quale che gerarchie sembrano essere ormai chiare, visto che il ct svizzero ha schierato la medesima formazione nelle ultime due amichevoli.

Difesa: In porta, il titolare fisso è Diego Benaglio, che ormai ha preso stabilmente il posto al “vecchio” Pascal Zuberbuhler, mentre la difesa è composta da un centrale esperto come Patrick Muller, affiancato da Philippe Senderos che regala molte garanzie in meno rispetto a due anni fa. Alle loro spalle, la prima alternativa sembra essere un altro centrale dell’Arsenal, ovvero Johan Djourou che però potrebbe essere impiegato anche in mediana per aumentare la fase di copertura in alcuni finali di partita. Sulla sinistra gioca un terzino dal buon piede e di buona spinta come Ludovic Magnin, mentre sulla destra Kuhn opta sempre per un terzino più difensivo: agli ultimi Mondiali il titolare era Philipp Degen, ma il nuovo terzino del Liverpool è reduce da una stagione difficile per i problemi fisici affrontati e ormai è stato scalzato da Stephan Lichtsteiner.

Centrocampo: A differenza di quanto visto in qualche amichevole precedente, Valon Behrami giocherà nel suo vecchio ruolo di esterno di centrocampo, anche perché le alternative sulla corsia di destra non sono poi tantissime. Sembrano scontate anche le scelte in mediana, dove Ricardo Cabanas è la prima alternativa ai due centrali titolari, l’incontrista Gelson Fernandes e il dinamico Gokhan Inler. L’unico piccolo dubbio riguarda la corsia sinistra, dove il titolare Tranquillo Barnetta ha saltato parte della preparazione per un problema fisico: qualora non riesca a rientrare in tempo per il match d’esordio sarà Johan Vonlanthen a prendere il suo posto, con il 22enne che è stato già rodato in questo ruolo nelle ultime due amichevoli.

Attacco: La Svizzera ha convocato soltanto tre attaccanti e allora è scontato identificare in Frei e Streller la coppia titolare, con Derdiyok primo rimpiazzo.

Ecco allora il probabile undici titolare della Svizzera:

(4-4-2)
Benaglio;
Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin;
Behrami, Inler, Gelson, Barnetta;
Frei, Streller

Possibile alternativa tattica: La convocazione di soli tre attaccanti (dovuta anche all’infortunio di Blaise Nkufo) sottintende la possibilità di utilizzare un modulo un po’ più coperto sia per difendere alcuni eventuali vantaggi (in questo caso con l’inserimento di Djourou si passerebbe al 4-5-1 con un centrocampo molto coperto), sia per eventuali 4-4-1-1 da schierare per un numero maggiore di minuti, in questo caso con l’inserimento del trequartista Hakan Yakin al posto di una delle due punte. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-4-1-1)
Benaglio;
Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin;
Behrami, Inler, Gelson, Barnetta;
Yakin;
Frei


REPUBBLICA CECA:

Schema tattico: Il ct Karel Bruckner opterà probabilmente ad un 4-1-4-1 di vocazione abbastanza difensiva, provando a sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti e a dare grande protezione alla terza linea.

Difesa: Dando per scontata e inattaccabile la presenza tra i pali di Petr Cech, anche la linea dei 4 centrali sembra essere ben delineata, visto che difficilmente nel corso del biennio Bruckner ha rinunciato allo schieramento con (da destra a sinistra) Grygera, Ujfalusi, Rozehnal e Jankulovski. Le uniche vere alternative riguardano Pospech per la corsia destra e Skacel per quella mancina, ma il ct ceco sembra intenzionato ad utilizzare quest’ultimo più nel ruolo di centrocampista che in quello di terzino, in cui verrebbe inserito solo in caso di assenza di Jankulovski.

Centrocampo: Più svariate le variabili possibili a centrocampo, dove però mancherà l’elemento di maggiore qualità, ovvero l’infortunato Rosicky. Se davanti alla difesa Galasek sembra sicuro del posto, diverse sono le alternativa possibili nella linea dei 4 da schierare dietro all’unica punta, anche perché il centrocampo ceco è pieno di giocatori molto duttili, capaci di giocare sia sulla fascia che centralmente. I due interni titolari dovrebbero essere Matejovsky e Jarolim, mentre anche i due esterni Polak e Plasil possono ricoprire il ruolo di centrale, dando a Bruckner la possibilità di puntare su Sionko a destra e Skacel a sinistra. Con l’assenza di Rosicky, però, è probabile che il ct ceco opti su Sionko come titolare sulla corsia di destra, visto che il giocatore dell’FC Copenaghen è probabilmente l’elemento di maggiore fantasia rimastogli a centrocampo e potrebbe sfruttare la sua capacità di inserimento per le sponde di Jan Koller.

Attacco: L’unica punta sarà con ogni probabilità Jan Koller, sempre elemento indispensabile della Nazionale ceca nonostante ormai abbia 35 anni e sia molto meno mobile rispetto ad alcuni anni fa. Bruckner ha bisogno però della sua forza fisica e aerea per permettere gli inserimenti dei centrocampisti e il gigante del Norimberga sarà preferito a Milan Baros, giocatore sempre più fumoso e sempre meno incisivo negli ultimi metri. Da non sottovalutare l’alternativa rappresentata dal giovane talentuoso Martin Fenin.

Ecco allora il probabile undici titolare della Repubblica Ceca:

(4-1-4-1)
Cech;
Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski;
Galasek;
Sionko, Matejovsky, Jarolim, Plasil;
Koller

Possibile alternativa tattica: La pesante assenza di Rosicky potrebbe spingere Bruckner ad optare in alcuni match il 4-4-2, con la i due attaccanti Koller e Baros a giocare molto vicini, per sfruttare la velocità di quest’ultimo sulle sponde dell’ex Borussia Dortmund. In questo caso, il gioco diventerebbe meno manovrato e più diretto, puntando in particolare sulle palle lunghe e prevedendo un centrocampo più compatto, con l’esclusione di Sionko per l’inserimento di Polak. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-4-2)
Cech;
Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski;
Polak, Galasek, Jarolim, Plasil;
Koller, Baros


PORTOGALLO:

Schema tattico: Felipe Scolari sembra aver ormai accantonato il classico 4-2-3-1 portoghese per puntare ad un 4-3-3 che sembra poter dare più efficacia in avanti rispetto alla tradizione del Portogallo, soprattutto per la presenza di Cristiano Ronaldo.

Difesa: Davanti a Ricardo, il Portogallo ha sempre optato per una linea a 4 abbastanza oliata, ma l’assenza del terzino sinistro Caneira cambia un po’ i piani di Scolari, che sulla corsia mancina dovrebbe adattare Paulo Ferreira, il quale ha giocato in questo ruolo anche nell’amichevole contro la Georgia ma che non convince moltissimo su questa fascia. Per il resto, nelle ultime grandi competizioni il titolare sulla corsia di destra era Miguel, il quale ha giocato da titolare anche nel girone di qualificazione ma che sembra ormai essere scavalcato da Bosingwa nelle gerarchie di Scolari. I due centrali titolari dovrebbero essere Ricardo Carvalho e Pepe, con Fernando Meira come prima alternativa.

Centrocampo: Scolari deve scegliere se optare per un centrocampo con due mediani ed un regista, oppure per schierare due playmaker e un solo giocatore difensivo, con quest’ultima soluzione che sembra ormai essere quella preferita per il tecnico brasiliano, anche perché si sta imponendo con sempre maggiore autorità il quasi 22enne Joao Moutinho, talento dello Sporting Lisbona che dovrebbe essersi guadagnato la maglia da titolare con la bella prestazione fornita contro la Georgia. Nonostante la brutta stagione da cui proviene, l’altro playmaker titolare dovrebbe essere Deco, mentre l’altra maglia se la giocano Petit e Miguel Veloso.

Attacco: Come tradizione, la punta centrale sarà un attaccante non particolarmente prolifico come Nuno Gomes, con Hugo Almeida e Helder Postiga come alternative, mentre più promettenti sono i talenti su cui Scolari può puntare sulle corsie, in primis Cristiano Ronaldo, che avrà il compito di finalizzare in qualche modo il gioco portoghese pur partendo dalla fascia destra. Sulla sinistra il titolare dovrebbe essere Simao Sabrosa, mentre spazio importante potrebbero avranno sicuramente anche altri due talenti come Quaresma e Nani.

Ecco allora il probabile undici titolare del Portogallo:

(4-3-3)
Ricardo;
Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Paulo Ferreira;
Joao Moutinho, Petit, Deco;
Cristiano Ronaldo, Nuno Gomes, Simao

Possibile alternativa tattica: Con il prosieguo della competizione, Scolari potrebbe optare per un ritorno al 4-2-3-1, aggiungendo un mediano nella formazione titolare e inserendo Cristiano Ronaldo in posizione di centravanti. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-2-3-1)
Ricardo;
Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Paulo Ferreira;
Miguel Veloso, Petit;
Quaresma, Deco, Simao;
Cristiano Ronaldo


TURCHIA:

Schema tattico: Una delle Nazionali di più difficile lettura è proprio quella di Fatih Terim, soprattutto perché il ct turco ha lasciato a casa giocatori importanti come Halil Altintop e Basturk. Molto probabilmente la Turchia opterà per un 4-3-3 che chiederà alle punte laterali un grosso lavoro di sacrificio.

Difesa: Il reparto con meno dubbi per la scelta dei titolari sembrava essere quello difensivo, ma l’infortunio del terzino destro Gokhan Gonul lascia libero un posto nell’undici titolare, in un ruolo che potrebbe essere ricoperto da Sabri Sarioglu. Le altre tre maglie da titolare dovrebbero già essere assegnate, con Servet Cetin, Gokhan Zan e il terzino sinistro Hakan Balta che hanno anche disputato da titolari l’ultima amichevole, mentre Emre Asik sembra essere il primo rimpiazzo al centro della difesa.

Centrocampo: Al fianco del mediano Mehmet Aurelio, giocatore che probabilmente si piazzerà davanti alla difesa a fare filtro, tre giocatori si giocano due posti da interno titolare, alternandosi in fase di creazione e di rottura di gioco: Hamit Altintop e Emre Belozoglu sembrano essere i favoriti, davanti a Gokdeniz. Il primo sostituto nel ruolo di interno può essere Ayhan Akman, mentre Mehmet Topal si candida come prima alternativa a Mehmet Aurelio.

Attacco: Il tridente offensivo della Turchia sarò poco classico, con giocatori in grado di scambiarsi continuamente di posizione e di aiutare la squadra pressando molto alto, per poi provare a sfruttare il proprio estro. Non dovrebbero esserci dubbi sulla presenza da titolare di Erding al centro dell’attacco, mentre al suo fianco giocheranno due giocatori di grande corsa come Tuncay e Nihat. Discreta anche la qualità delle riserve, con la punta centrale Semih Senturk e i due esterni Arda Turan e Colin Kazim-Richards (che in Turchia viene chiamato Kazim-Kazim) pronti a subentrare.

Ecco allora il probabile undici titolare della Turchia:

(4-3-3)
Volkan;
Sabri, Servet Cetin, Gokhan Zan, Hakan Balta;
Hamit Altintop, Mehmet Aurelio, Emre;
Tuncay, Erding, Nihat

sabato 31 maggio 2008

Libor Sionko regala grande fiducia alla Repubblica Ceca

Nelle amichevoli del venerdì, vittorie scontate per Svizzera e Austria contro Liechtenstein e Malta



Repubblica Ceca-Scozia 3-1: Dopo una serie di stenti, la preparazione della Repubblica Ceca ad Euro 2008 sembra adesso procedere a gonfie vele: dopo la discreta vittoria sulla Lituania, la squadra di Bruckner è riuscita a ripetersi nel migliore dei modi, giocando un buon calcio e ottenendo un risultato importante contro una squadra apparsa in grande crescita in questo biennio, ovvero la Scozia. I cechi rinunciano a Baros e giocano con il 4-1-4-1, con Koller a fare l’unica punta, ma nel primo tempo non riescono a sfondare nonostante una discreta superiorità, con la Scozia che si fa vedere raramente in avanti. All’intervallo Bruckner opera cinque cambi e soprattutto cambia la prima punta, facendo riposare Jan Koller ed inserendo Vaclav Sverkos e la Repubblica Ceca aumenta la propria pressione offensiva e trova incisività, passando in vantaggio grazie ad un buon inserimento in area di Libor Sionko sul cross corto di Pospech e alla fredda finalizzazione dell’esterno offensivo dell’FC Copenaghen. Il portiere Gordon si produce in un paio di buone parate, ma all’84’ una bella azione personale di Kadlec viene conclusa con un gran destro rasoterra in diagonale e la Repubblica Ceca raddoppia. Un minuto dopo arriva l’unica bella notizia del pomeriggio scozzese, con l’esordiente David Clarkson (attaccante del Motherwell) che trova una bella esecuzione in area di rigore in palleggio e tiro ad accorciare le distanze. Ma al 90’ la difesa della Scozia si fa trovare completamente slegata e permette a Sionko di inserirsi in area per poi concludere bene, regalando alla Repubblica Ceca il meritato 3-1. Adesso per i cechi si lavora sul serio, visto che non ci sono più altre amichevoli prima della sfida contro la Svizzera nel match di apertura degli Europei.

Italia-Belgio 3-1: Nella prima amichevoli dopo la scomparsa dello sfortunato attaccante Francois Sterchele, il Belgio conferma la propria crisi generazionale e perde nettamente contro l’Italia, che dal canto suo era all’ultimo impegno prima del suo esordio ad Euro 2008 che sarà proprio con i cugini del Belgio, ovvero contro l’Olanda di Marco Van Basten. Donadoni presenta il 4-3-2-1 con la formazione che con ogni probabilità sarà quella titolare degli Europei e non ha difficoltà a sbloccare il match grazie alla volèe di Di Natale sul cross di Pirlo. Il gioco è nettamente in mano agli Azzurri che prima dell’intervallo raddoppiano nuovamente con Di Natale, che finalizza una transizione portata avanti da Aquilani. La ripresa è condizionata dalle tante sostituzioni, con l’Italia che trova anche il terzo gol con Camoranesi, mentre il Belgio riesce perlomeno a trovare una consolazione grazie alla rete di Wesley Sonck. Difficile, però, che la squadra di Donadoni possa avere così vita facile anche agli Europei, visto che è improbabile trovare squadre così in difficoltà come questo Belgio in piena crisi.

Svizzera-Liechtenstein 3-0: Se l’amichevole dell’Italia può avere comunque dei dettagli significativi, molto meno lo hanno le amichevoli delle due squadre padrone di case ad Euro 2008: la Svizzera, infatti, ha affrontato il piccolissimo Liechtenstein nella sua ultima amichevole prima della fase finale e ottiene una vittoria abbastanza facile e scontata. L’occasione è ghiotta per Alexander Frei per superare il record realizzativo di Kubilay Turkylmaz e diventare il miglior realizzatore della storia della Nazionale elvetica, tentativo riuscito grazie ad una doppietta. Turkylmaz viene raggiunto al 23’ minuto grazie ad un facile colpo di testa ravvicinato, mentre al 31’ minuto l’attaccante del Borussia Dortmund diventa il giocatore più prolifico della Svizzera concludendo brillantemente con un destro al volo sul cross proveniente dalla sinistra. Nella ripresa arriva anche il gol di Vonlanthen, che adesso contende a Tranquillo Barnetta la maglia da titolare sulla fascia sinistra del centrocampo, ma l’esterno del Bayer Leverkusen dovrebbe essere avvantaggiato qualora riuscisse a recuperare pienamente dall’infortunio che sta condizionando la sua preparazione.

Austria-Malta 5-1: Amichevole semplice anche per l’Austria che perlomeno riesce a prendere un po’ di fiducia realizzando cinque reti al Malta e ottenendo la prima vittoria dal mese di Novembre a questa parte, segno di una situazione non eccelsa per la squadra di Hickersberger. Gli austriaci partono subito bene e all’8’ minuto trovano il vantaggio grazie all’incornata di Aufhauser dopo un corner, mentre tre minuti dopo un’azione in velocità e in verticale permette a Linz il facile appoggio in rete da pochi passi per il raddoppio. L’Austria si ferma un po’ e nel finale del primo tempo Mifsud approfitta di un disastroso piazzamento della difesa per accorciare le distanze. Nella seconda metà della ripresa l’Austria dilaga, prima grazie al rigore di Linz, poi con la zampata decisiva di Ivica Vastic (che dopo aver ritrovato la Nazionale ritrova anche il gol) e con il contropiede finalizzato da Harnik, ma agli Europei sarà tutt’altra storia.


Questi sono i risultati delle amichevoli del venerdì:

Venerdì 30 Maggio:

Austria-Malta 5-1: 8’ Aufhauser (A), 11’ Linz (A), 41’ Mifsud (M), 67’ rigore Linz (A), 77’ Vastic (A), 92’ Harnik (A)
Italia-Belgio 3-1: 9’ Di Natale (I), 41’ Di Natale (I), 49’ Camoranesi (I), 90’ Sonck (B)
Repubblica Ceca-Scozia 3-1: 59’ Sionko (RC), 84’ Kadlec (RC), 85’ Clarkson (S), 90’ Sionko (RC)
Svizzera-Liechtenstein 3-0: 23’ Frei, 31’ Frei, 68’ Vonlanthen


Queste sono invece le amichevoli in programma questo sabato:

Sabato 31 Maggio:

ore 17.30
Germania-Serbia

ore 19.15
Portogallo-Georgia

ore 19.45
Romania-Montenegro

ore 20.30
Ungheria-Croazia

ore 21.00
Francia-Paraguay

ore 22.00
Spagna-Perù

giovedì 29 maggio 2008

Le 16 Nazioni assegnano i numeri di maglia

Ecco i nomi dei 368 protagonisti del prossimo Europeo



I 16 commissari tecnici hanno annunciato le loro liste ufficiali e hanno assegnato i numeri di maglia ai 23 giocatori selezionati e questi sono i nomi dei protagonisti che calcheranno i campi di Austria e Svizzera provando a conquistare quello scettro che quattro anni fa fu della Grecia.


Austria:
1 Alex Manninger
2 Joachim Standfest
3 Martin Stranzl
4 Emanuel Pogatetz
5 Christian Fuchs
6 René Aufhauser
7 Ivica Vastic
8 Christoph Leitgeb
9 Roland Linz
10 Andreas Ivanschitz
11 Umit Korkmaz
12 Ronald Gercaliu
13 Markus Katzer
14 Gyorgy Garics
15 Sebastian Prodl
16 Jurgen Patocka
17 Martin Hiden
18 Roman Kienast
19 Jurgen Saumel
20 Martin Harnik
21 Jurgen Macho
22 Erwin Hoffer
23 Ramazan Ozcan
Commissario tecnico: Josef Hickersberger


Croazia:
1 Stipe Pletikosa
2 Dario Simic
3 Josip Simunic
4 Robert Kovac
5 Vedran Corluka
6 Hrvoje Vejic
7 Ivan Rakitic
8 Ognjen Vukojevic
9 Nikola Kalinic
10 Niko Kovac
11 Darijo Srna
12 Mario Galinovic
13 Nikola Pokrivac
14 Luka Modric
15 Dario Knezevic
16 Jerko Leko
17 Ivan Klasnic
18 Ivica Olic
19 Niko Kranjcar
20 Igor Budan
21 Mladen Petric
22 Danijel Pranjic
23 Vedran Runje
Commissario tecnico: Slaven Bilic


Repubblica Ceca:
1 Petr Cech
2 Zdenek Grygera
3 Jan Polak
4 Tomas Galasek
5 Radoslav Kovac
6 Marek Jankulovski
7 Libor Sionko
8 Martin Fenin
9 Jan Koller
10 Vaclav Sverkos
11 Stanislav Vlcek
12 Zdenek Pospech
13 Michal Kadlec
14 David Jarolim
15 Milan Baros
16 Jaromir Blazek
17 Marek Matejovsky
18 Tomas Sivok
19 Rudolf Skacel
20 Jaroslav Plasil
21 Tomas Ujfalusi
22 David Rozehnal
23 Daniel Zitka
Commissario tecnico: Karel Bruckner


Francia:
1 Steve Mandanda
2 Jean-Alain Boumsong
3 Eric Abidal
4 Patrick Vieira
5 William Gallas
6 Claude Makelele
7 Florent Malouda
8 Nicolas Anelka
9 Karim Benzema
10 Sidney Govou
11 Samir Nasri
12 Thierry Henry
13 Patrice Evra
14 François Clerc
15 Lilian Thuram
16 Sebastien Frey
17 Sebastien Squillaci
18 Bafetimbi Gomis
19 Willy Sagnol
20 Jeremy Toulalan
21 Lassana Diarra
22 Franck Ribery
23 Gregory Coupet
Commissario tecnico: Raymond Domenech


Germania:
1 Jens Lehmann
2 Marcell Jansen
3 Arne Friedrich
4 Clemens Fritz
5 Heiko Westermann
6 Simon Rolfes
7 Bastian Schweinsteiger
8 Torsten Frings
9 Mario Gomez
10 Oliver Neuville
11 Miroslav Klose
12 Robert Enke
13 Michael Ballack
14 Piotr Trochowski
15 Thomas Hitzlsperger
16 Philipp Lahm
17 Per Mertesacker
18 Tim Borowski
19 David Odonkor
20 Lukas Podolski
21 Christoph Metzelder
22 Kevin Kuranyi
23 René Adler
Commissario tecnico: Joachim Low


Grecia:
1 Antonios Nikopolidis
2 Giourkas Seitaridis
3 Christos Patsatzoglou
4 Nikolaos Spiropoulos
5 Traianos Dellas
6 Angelos Basinas
7 Georgios Samaras
8 Stelios Giannakopoulos
9 Angelos Charisteas
10 Georgios Karagounis
11 Loukas Vintra
12 Konstantinos Chalkias
13 Alexandros Tzorvas
14 Dimitrios Salpingidis
15 Vassilis Torosidis
16 Sotirios Kyrgiakos
17 Theofanis Gekas
18 Ioannis Goumas
19 Paraskevas Antzas
20 Ioannis Amanatidis
21 Konstantinos Katsouranis
22 Alexandros Tziolis
23 Nikolaos Liberopoulos
Commissario tecnico: Otto Rehhagel


Italia:
1 Gianluigi Buffon
2 Christian Panucci
3 Fabio Grosso
4 Giorgio Chiellini
5 Fabio Cannavaro
6 Andrea Barzagli
7 Alessandro Del Piero
8 Gennaro Gattuso
9 Luca Toni
10 Daniele De Rossi
11 Antonio Di Natale
12 Marco Borriello
13 Massimo Ambrosini
14 Marco Amelia
15 Fabio Quagliarella
16 Mauro Camoranesi
17 Morgan De Sanctis
18 Antonio Cassano
19 Gianluca Zambrotta
20 Simone Perrotta
21 Andrea Pirlo
22 Alberto Aquilani
23 Marco Materazzi
Commissario tecnico: Roberto Donadoni


Olanda:
1 Edwin Van der Sar
2 André Ooijer
3 John Heitinga
4 Joris Mathijsen
5 Giovanni Van Bronckhorst
6 Demy De Zeeuw
7 Robin Van Persie
8 Orlando Engelaar
9 Ruud Van Nistelrooy
10 Wesley Sneijder
11 Arjen Robben
12 Mario Melchiot
13 Henk Timmer
14 Wilfred Bouma
15 Tim De Cler
16 Maarten Stekelenburg
17 Nigel De Jong
18 Dirk Kuyt
19 Klaas Jan Huntelaar
20 Ibrahim Afellay
21 Ryan Babel
22 Jan Vennegoor of Hesselink
23 Rafael Van der Vaart
Commissario tecnico: Marco Van Basten


Polonia:
1 Artur Boruc
2 Mariusz Jop
3 Jakub Wawrzyniak
4 Pawel Golanski
5 Dariusz Dudka
6 Jacek Bak
7 Euzebiusz Smolarek
8 Jacek Krzynowek
9 Maciej Zurawski
10 Lukasz Gargula
11 Marek Saganowski
12 Tomasz Kuszczak
13 Marcin Wasilewski
14 Michal Żewlakow
15 Michal Pazdan
16 Jakub Blaszczykowski
17 Wojciech Lobodzinski
18 Mariusz Lewandowski
19 Rafal Murawski
20 Roger Guerreiro
21 Tomasz Zahorski
22 Lukasz Fabianski
23 Adam Kokoszka
Commissario tecnico: Leo Beenhakker


Portogallo:
1 Ricardo
2 Paulo Ferreira
3 Bruno Alves
4 Bosingwa
5 Fernando Meira
6 Raul Meireles
7 Cristiano Ronaldo
8 Petit
9 Hugo Almeida
10 Joao Moutinho
11 Simao
12 Quim
13 Miguel
14 Jorge Ribeiro
15 Pepe
16 Ricardo Carvalho
17 Ricardo Quaresma
18 Miguel Veloso
19 Nani
20 Deco
21 Nuno Gomes
22 Rui Patricio
23 Helder Postiga
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari


Romania:
1 Bogdan Lobont
2 Cosmin Contra
3 Razvan Rat
4 Gabriel Tamas
5 Cristian Chivu
6 Mirel Radoi
7 Florentin Petre
8 Paul Codrea
9 Ciprian Marica
10 Adrian Mutu
11 Razvan Cocis
12 Marius Cornel Popa
13 Cristian Sapunaru
14 Sorin Ghionea
15 Dorin Goian
16 Banel Nicolita
17 Cosmin Moti
18 Marius Niculae
19 Adrian Cristea
20 Nicolae Dica
21 Daniel Niculae
22 Stefan Radu
23 Eduard Stancioiu
Commissario tecnico: Victor Piturca


Russia:
1 Igor Akinfeev
2 Vasili Berezutski
3 Renat Yanbaev
4 Sergei Ignashevich
5 Aleksei Berezutski
6 Roman Adamov
7 Dmitri Torbinskiy
8 Denis Kolodin
9 Ivan Saenko
10 Andrei Arshavin
11 Sergei Semak
12 Vladimir Gabulov
13 Pavel Pogrebnyak
14 Roman Shirokov
15 Diniyar Bilyaletdinov
16 Vyacheslav Malafeev
17 Konstantin Zyrianov
18 Yuri Zhirkov
19 Roman Pavlyuchenko
20 Igor Semshov
21 Dmitri Sychev
22 Aleksandr Anyukov
23 Vladimir Bystrov
Commissario tecnico: Guus Hiddink


Spagna:
1 Iker Casillas
2 Raul Albiol
3 Fernando Navarro
4 Carlos Marchena
5 Charles Puyol
6 Andres Iniesta
7 David Villa
8 Xavi Hernandez
9 Fernando Torres
10 Cesc Fabregas
11 Joan Capdevila
12 Santi Cazorla
13 Andres Palop
14 Xabi Alonso
15 Sergio Ramos
16 Sergio García
17 Daniel Guiza
18 Alvaro Arbeloa
19 Marcos Senna
20 Juanito Gutierrez
21 David Silva
22 Ruben De La Red
23 Pepe Reina
Commissario tecnico: Luis Aragones


Svezia:
1 Andreas Isaksson
2 Mikael Nilsson
3 Olof Mellberg
4 Petter Hansson
5 Fredrik Stoor
6 Tobias Linderoth
7 Niclas Alexandersson
8 Anders Svensson
9 Fredrik Ljungberg
10 Zlatan Ibrahimovic
11 Johan Elmander
12 Rami Shaaban
13 Johan Wiland
14 Daniel Majstorovic
15 Andreas Granqvist
16 Kim Kallstrom
17 Henrik Larsson
18 Sebastian Larsson
19 Daniel Andersson
20 Marcus Allback
21 Christian Wilhelmsson
22 Markus Rosenberg
23 Mikael Dorsin
Commissario tecnico: Lars Lagerback


Svizzera:
1 Diego Benaglio
2 Johan Djourou
3 Ludovic Magnin
4 Philippe Senderos
5 Stephan Lichtsteiner
6 Benjamin Huggel
7 Ricardo Cabanas
8 Gokhan Inler
9 Alexander Frei
10 Hakan Yakin
11 Marco Streller
12 Eren Derdiyok
13 Stephane Grichting
14 Daniel Gygax
15 Gelson Fernandes
16 Tranquillo Barnetta
17 Christoph Spycher
18 Pascal Zuberbuhler
19 Valon Behrami
20 Patrick Müller
21 Eldin Jakupovic
22 Johan Vonlanthen
23 Philipp Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn


Turchia:
1 Rustu Recber
2 Servet Cetin
3 Hakan Balta
4 Gokhan Zan
5 Emre Belozoglu
6 Mehmet Topal
7 Mehmet Aurelio
8 Nihat Kahveci
9 Semih Senturk
10 Gokdeniz Karadeniz
11 Tumer Metin
12 Tolga Zengin
13 Emre Gungor
14 Arda Turan
15 Emre Asik
16 Ugur Boral
17 Tuncay Sanli
18 Colin Kazim-Richards
19 Ayhan Akman
20 Sabri Sarioglu
21 Mevlut Erding
22 Hamit Altintop
23 Volkan Demirel
Commissario tecnico: Fatih Terim

mercoledì 28 maggio 2008

La Bielorussia smaschera i problemi difensivi della Germania

Nella altre amichevoli della giornata l’Austria mostra qualche piccolo passo in avanti, mentre Koller trascina la Repubblica Ceca


Germania-Bielorussia 2-2: Una Germania molto in chiaroscuro ottiene un pareggio non esaltante a Kaiserslautern, contro una Bielorussia che cerca di ricostruirsi dopo un pessimo girone di qualificazione per gli Europei. La Germania di Low fa molto bene in attacco e dopo 10 minuti è già in vantaggio grazie ad una bella intuizione di Podolski che libera in area Klose, il quale non ha problemi a superare il portiere Khomutovski e ad appoggiare nella porta sguarnita. Al 20’ minuti i tedeschi trovano anche il raddoppio, con Odonkor che scatta bene sulla destra e crossa al centro provocando il goffissimo autogol di Vladimir Korytko. Sembra il preludio di una goleada per i tedeschi, ma nella ripresa è la Bielorussia ad essere più propositiva e ad evidenziare delle grandi carenze difensive della Germania, che tra l’altro era scesa in campo con tre quarti della difesa titolare e che affronterà quindi gli Europei con i difensori visti in campo in questo match: pazzesco l’errore di Mertesacker e Metzelder al 61’ che fanno scorrere una verticalizzazione non particolarmente insidiosa di Aleksandr Kulchiy che così libera un’autostrada per Vitali Bulyga, il quale non ha difficoltà a battere Lehmann e a riaprire la partita. All’88’ è un errore di Jones ad aprire la strada per lo stesso Bulyga, che al limite dell’area non viene contrastato dai difensori avversari e trova lo spazio per la bella conclusione radente, per il definitivo 2-2. E’ però da registrare questa difesa della Germania, perché errori del genere potrebbero essere pagati a caro prezzo nel corso degli Europei.

Austria-Nigeria 1-1: Il 3-5-2 dell’Austria non riesce a contenere bene l’attacco della Nigeria ma, dopo diverse sconfortanti amichevoli, il match disputato all’UPC Arena di Graz regala qualche piccolo passo avanti per la Nazionale di Josef Hickersberger, che in particolare mostra buone cose nella ripresa. I gol però arrivano entrambi ad inizio gara, con Ronald Linz che all’11’ minuto porta in vantaggio la Nazionale europea, ma immediato arriva il pareggio di Kalu Uche al 18’. Nella ripresa è l’Austria ad andare più vicino al gol al 47’, con la traversa colpita da Erwin Hoffer, mentre è da segnalare il ritorno in Nazionale del 38enne Ivica Vastic, subentrato al 70’ al posto di Ivanschitz.

Repubblica Ceca-Lituania 2-0: La prima amichevole in preparazione agli Europei mostra ancora come la Repubblica Ceca sia direttamente dipendente sulle giocate del gigante Jan Koller, decisivo anche contro la Lituania. Allo Sparta Stadium di Praga, la squadra di Bruckner domina abbastanza evidentemente la partita, ma il portiere Kacemarskas nega il gol del vantaggio a Vlcek e Baros. Nei cechi manca la qualità di Rosicky (che salterà anche gli Europei), per questo diventa ancora più importante il gioco aereo di Jan Koller, che infatti al 39’ trova il modo di incornare un cross di Grygera proveniente dalla destra, trovando grande precisione nel suo colpo di testa e realizzando il gol dell’1-0. Più manovrata e più bella è l’azione del raddoppio, con Sverkos (subentrato nella ripresa al posto di Baros) che va a ricevere una verticalizzazione al limite dell’area e poi tocca di prima con il tacco per Koller, il quale batte il portiere avversario con una precisa rasoiata di destra che vale il 2-0. Per il gigante del Norimberga è la 54esima rete in 85 presenze in Nazionale, davvero una media di tutto rispetto. Koller va pure vicino alla tripletta, ma il portiere Kacemarskas gli nega l’hat-trick. La Repubblica Ceca ottiene una convincente vittoria, ma una controprova verrà data venerdì prossimo, quando la squadra di Bruckner affronterà una squadra di livello decisamente maggiore come la Scozia.

Albania-Polonia 0-1: Un gol di Zurawski al 3’ minuto accende una partita con poche fiammate, con la Polonia che continua la propria preparazione ma che stenta ancora a mostrare una sufficiente brillantezza di gioco. L’assist per il gol arriva direttamente da una lunga rimessa laterale di Wasilewski, che trova Zurawski bravo a controllare e a calciare in porta, ma è evidente l’ingenuità della difesa albanese che lascia troppo spazio all’attaccante avversario, mentre il portiere Hidi si fa passare il pallone tra le gambe e non riesce ad intervenire.


Questi sono quindi i risultati delle amichevoli che vedevano in scena le Nazionali qualificate ai prossimi Europei:

Martedì 27 Maggio:

Albania-Polonia 0-1: 3’ Zurawski
Austria-Nigeria 1-1: 12’ Kienast (A), 19’ Kalu Uche (N)
Francia-Ecuador 2-0: 59’ Gomis, 85’ Gomis
Germania-Bielorussia 2-2: 10’ Klose (G), 20’ autogol Korytko (B), 61’ Bulyga (B), 88’ Bulyga (B)
Repubblica Ceca-Lituania 2-0: 39’ Koller, 62’ Koller


Nella giornata di mercoledì verrà giocata un’amichevole riguardante una delle prossima partecipanti agli Europei:

Mercoledì 28 Maggio:

ore 19.00
Russia-Serbia