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lunedì 16 giugno 2008

Hakan Yakin rende vincente la partita d’addio di Kobi Kuhn

Le seconde linee del Portogallo sono un po’ fumose (Quaresma in particolare) e la Svizzera riesce a vincere 2-0 giocando un buon secondo tempo



Dopo sette anni intensi e conditi da buoni risultati e un Europeo vissuto in modo molto particolare, Kobi Kuhn lascia la panchina della Svizzera con un’onorevole vittoria, la prima della Nazionale elvetica ad una fase finale degli Europei: il 64enne tecnico ha stabilizzato la Svizzera su buoni livelli, qualificandola agli Europei del 2004 e ai Mondali del 2006 (dove arrivò agli ottavi di finale per poi essere eliminata ai rigori dall’Ucraina), vivendo però l’Europeo del 2008 nel modo peggiore possibile, visto che proprio pochi giorni prima del match d’esordio la moglie è entrata in coma, uscendone solo qualche giorno fa. Allora è giusto ed anche bello che Kuhn lasci la sua Svizzera con una vittoria, che è ininfluente ai fini del passaggio del turno dopo le sconfitte subite nelle prime due partite, ma che permette al ct di dare l’addio con un sorriso per lasciare il posto ad Ottmar Hitzfeld, il quale avrà il compito di continuare la crescita di questa Nazionale. Quello di Basilea era un match ininfluente ai fini del girone, visto che anche il Portogallo conosceva in modo preciso il proprio destino, avendo già la certezza della vittoria del girone: i lusitani hanno dato spazio a molte riserve, creando diverse occasioni nel primo tempo ma dando la sensazione di essere una squadra troppo fumosa, quasi tornando agli storici luoghi comuni sul calcio portoghese. Il primo tempo ha visto la squadra di Felipe Scolari creare diverse occasioni sfruttando le corsie esterne, ma nella ripresa proprio uno dei due esterni ha finito per fare più danni che altro, ovvero Ricardo Quaresma, autore di un secondo tempo davvero sconcertante. D’altro canto, il primo tempo della Svizzera è apparso troppo simile ai 90 minuti giocati contro la Repubblica Ceca, con un gioco poco fluido e molto bloccato, mentre nelle ripresa gli elvetici hanno cambiato passo sulle fasce, sono apparsi più solidi a centrocampo e hanno mostrato un buon calcio, meritando tutto sommato la vittoria per aver cercato un gioco più concreto rispetto al Portogallo. A firmare la vittoria è Hakan Yakin, che conferma di essere in palla in fase realizzativa, dopo aver realizzato un buon numero di gol anche negli ultimi campionati svizzeri.

La Svizzera presenta la formazione migliore possibile in questo momento, a parte l’innesto del secondo portiere Zuberbuhler al posto del titolare Benaglio e con Vonlanthen preferito a Barnetta sulla sinistra. Come contro la Turchia, il modulo tattico è il 4-4-1-1, con Hakan Yakin a giocare alle spalle di Derdiyok. Fa ampia rotazione invece il Portogallo, con Scolari che conferma il 4-3-3 ma che dà spazio a riserve come Miguel, Fernando Meira, Miguel Veloso e Nani.

L’inizio di gara è lento e molto equilibrato, con la Svizzera che appare un po’ più continua nella manovra ma che non incide molto in avanti. Il Portogallo attende e riparte senza trovare gran ritmo se non con qualche fiammata dei due esterni, con Fernando Meira che come suo solito abbasso molto la sua posizione e protegge la difesa come uno stopper aggiunto, partecipando però pochissimo alla manovra offensiva. A tenere basso il ritmo ci pensa anche l’arbitro Plautz, che come suo solito fischia una caterva di falli e spezzetta troppo il gioco: in questo modo, l’austriaco si rende insopportabile anche in match che contano poco, con lo spettatore medio che spera quasi che quel fischietto che si sente quasi ogni secondo venga prima o poi ingoiato dall’arbitro, in modo da avere un gioco più fluido.

Che poi Plautz sia un arbitro che fischi a caso è confermato al 15’, quando Lichtsteiner interviene in ritardo su Nani in area di rigore e nei pressi della linea di fondo: l’esterno portoghese accentua un po’ il contatto, ma il rigore c’era sicuramente.

In questa fase aumenta il possesso palla del Portogallo, che al 18’ ha una grande occasione per passare in vantaggio: punizione da trequarti che Quaresma batte diretto verso la porta con traiettoria potente e bassa, in area di rigore arriva la deviazione di piatto destro di Pepe che sorprende un po’ Zuberbuhler, che si propone in un intervento non perfetto che non blocca la corsa della sfera ma la alza, mandandola in qualche modo sulla traversa.

Quaresma si rende utile nella battuta dei calci piazzati, dove almeno è meno difficile tentare le sue solite giocate lezione: al 20’ batte morbido una punizione da destra, Bruno Alves si stacca sul secondo palo e prova l’incornata, non colpendo in modo potente e permettendo a Zuberbuhler la presa.

Adesso la partita prende un po’ di ritmo, con le due squadre che cominciano a spingere bene sull’acceleratore e creare qualche buona chance, con il Portogallo che è più continuo e più pericoloso, in particolare con i due esterni. La Svizzera è invece più manovriera, ma fatica ad accendere Derdiyok, il quale si vede poco.

Al 23’ Inler cerca la botta da posizione centrale, con traiettoria insidiosa anche se poco angolata e Ricardo riesce a smanacciare in corner.

Un minuto dopo lo stesso Inler perde malamente palla e Nani parte in transizione sulla sinistra, entra in area di rigore e tocca d’esterno destro per Helder Postiga, il quale tenta il piatto destro e, con Zuberbuhler che appariva battuto, l’intervento di Senderos è provvidenziale a salvare la porta svizzera.

Al 32’ la Svizzera batte un corner da destra, sul secondo palo Yakin ha la meglio su Paulo Ferreira e gira bene di testa, ma Ricardo è pronto a rispondere.

Il Portogallo fa bene sulle fasce (in particolare con Nani) ma in mediana non appare molto brillante, con Miguel Veloso che non entusiasma, nonostante molte squadre (tra cui il Manchester United) sembrino pronte a svenarsi pur di acquistarlo.

Al 41’ Scolari decide di togliere Paulo Ferreira, il quale era già stato ammonito per un brutto fallo su Behrami: al suo posto entra Jorge Ribeiro.

La Svizzera parte un po’ meglio nella ripresa, soprattutto per la buona spinta data sulle fasce dal continuo Behrami e da Vonlanthen, il quale è più estemporaneo nella sua azione. Il Portogallo però tiene bene il campo, soprattutto perché Fernando Meira compie un discreto lavoro d’interdizione.

Nonostante gli elvetici sembrino più in palla in questa ripresa, a creare le prime due occasioni del secondo tempo è il Portogallo: al 53’ il lancio a cambiare gioco di Miguel Veloso apre un contropiede interessante perché Lichtsteiner non riesce ad intercettare il pallone in scivolata, lasciando spazio sulla sinistra a Nani che va a tu per tu con Zuberbuhler e poi calcia verso l’angolino più vicino, spiazzando il portiere ma trovando il palo a negare il gol.

Al 58’ poi ci pensa il solito Senderos a perdere un pallone terribile in palleggio al limite della propria area, Quaresma conquista palla e tenta da fuori una conclusione con buon effetto, ma Zuberbuhler respinge bene.

La Svizzera è un po’ confusionaria nel gioco ma al 65’ riesce a rendersi molto pericolosa con un’azione insistita che vede vari tiri ribattuti, finché il pallone non arriva ad Inler che scarica una sassata di collo pieno che lascia immobile Ricardo ma che colpisce il palo esterno e termina fuori.

La partita si apre e la Svizzere insiste bene nei suoi attacchi e si fa preferire al Portogallo perché riesce ad essere veloce nel proprio gioco e ad accelerare con notevole intensità sulla sinistra, dove Magnin e Barnetta (subentrato al posto di Vonlanthen) fanno impazzire Miguel, il quale soffre anche per le mancate coperture dell’anarchico Quaresma, che in tutto questo secondo tempo dimostra perché al massimo può essere un giocatore circense e non un vero campione: il giocatore del Porto è sempre troppo individuale e lezioso e a tratti finisce per essere irritante per i suoi atteggiamenti. Anche per merito suo, il Portogallo appare troppo fumoso e soffre gli avversari.

Al 71’ Muller avanza a centrocampo e verticalizza in avanti, Derdiyok va incontro al pallone e appoggia benissimo di prima per Yakin, che in questo modo si libera solo davanti al portiere ed è freddo a batterlo con una precisa conclusione, che vale la rete dell’1-0. In questo match, Derdiyok s’è visto davvero poco ma in questo caso dimostra di avere qualità importanti, visto che il suo assist di prima è stato delizioso, anche se sul gol c’è qualche colpa di Bruno Alves che è stato assente in copertura.

Contro un centrocampo del Portogallo che non appare perfetto, Inler appare un giocatore decisamente più solido rispetto a quello che s’era visto nei primi due match, in particolare in quello contro la Repubblica Ceca in cui il quasi 24enne non sembrava neanche un giocatore di calcio. Al suo fianco, invece, Gelson Fernandes conferma il suo anonimato, visto che raramente lo si vede fare cose importanti (non solo agli Europei ma anche in Premier League con il Manchester City) e ogni tanto ha ingenuità pazzesche, come al 77’ quando perde un brutto pallone a centrocampo e libera in contropiede in superiorità numerica: per sua fortuna, quel contropiede è stato portato avanti da Quaresma che poi lo conclude in modo terribile e ancora una volta incredibilmente lezioso, confermando il suo secondo tempo raccapricciante.

E’ buono invece il secondo tempo di Barnetta, che all’83’ prende il tempo a Fernando Meira e viene toccato in area di rigore: l’arbitro concede il penalty che Yakin batte perfettamente sulla sinistra, il pararigori Ricardo indovina l’angolo ma non può proprio arrivarci e non riesce ad impedire la rete del 2-0. Per Yakin poi ci sarà la giusta ovazione, visto che in questo Europeo ha saputo mettere a segno tre reti, pur non partendo da titolare nel primo match contro la Repubblica Ceca.

Finisce con un buon match un Europeo abbastanza deludente per i padroni di casa della Svizzera, che erano attesi a fare qualcosa di più ma che hanno finito per pagare qualche limite strutturale a centrocampo e anche qualche crescita non del tutto riuscita di un paio di elementi giovani.

Il Portogallo chiude con una sconfitta il girone ma di fatto cambia poco, anche se Scolari avrebbe richiesto una prestazione migliore da qualche riserva, come Miguel Veloso e Helder Postiga. I lusitani torneranno in campo giovedì prossimo per il primo dei quarti di finale in cui affronteranno una tra Germania (sicuramente l’avversario più probabile, in quello che sarebbe un grande match), Austria e Polonia.


Svizzera-Portogallo 2-0

Svizzera (4-4-1-1): Zuberbuhler 6 – Lichtsteiner 6 (85’ Grichting sv) Muller 6,5 Senderos 5,5 Magnin 6,5 – Behrami 7 Gelson 5 Inler 6,5 Vonlanthen 6 (61’ Barnetta 7) – Yakin 7,5 (86’ Cabanas) – Derdiyok 6

In panchina: Benaglio, Jakupovic, Djourou, Huggel, Gygax, Spycher, Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn 6,5

Portogallo (4-3-3): Ricardo 6 – Miguel 4,5 Pepe 6 Bruno Alves 5 Paulo Ferreira 5,5 (41’ Jorge Ribeiro 6) – Raul Meireles 6 Fernando Meira 6 Miguel Veloso 5 (70’ Joao Moutinho 5,5) – Quaresma 3 Helder Postiga 4 (74’ Hugo Almeida sv) Nani 6,5

In panchina: Nuno, Rui Patricio, Bosingwa, Cristiano Ronaldo, Petit, Simao, Ricardo Carvalho, Deco, Nuno Gomes
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari 5,5

Arbitro: Konrad Plautz (Austria) 4,5

Gol: 71’ Yakin, 83’ rigore Yakin
Ammoniti: Gelson, Vonlanthen, Yakin, Barnetta (S), Miguel, Paulo Ferreira, Fernando Meira, Jorge Ribeiro (P)


Classifica Girone A:

Portogallo 6 (+2)
Turchia 6 (=)
--------------------------------
Repubblica Ceca 3 (-2)
Svizzera 3 (=)

Portogallo vince il Girone A
Turchia qualificata ai quarti di finale

giovedì 12 giugno 2008

Arda Turan spegne i sogni della Svizzera

Partita accesissima e a tratti condizionata dalla pioggia, con la Turchia che ottiene la vittoria all’ultimo sussulto, prendendosi una grande rivincita



Ormai la situazione era lampante già prima del calcio di inizio degli Europei, ma adesso il fallimento del biennio della Svizzera è diventato ufficiale e abbastanza clamoroso, soprattutto considerando la bella impressione che la squadra di Kobi Kuhn aveva lasciato nei Mondiali di due anni fa: in Germania, infatti, la Svizzera si era imposta addirittura nel girone della futura finalista dei Mondiali, ovvero la Francia, mostrando un buon calcio e una grande solidità difensiva, iniziando un processo di crescita che il biennio successivo avrebbe dovuto completare, proprio perché la Nazionale elvetica si trovava ad ospitare gli Europei successivi e perché la squadra era composta da tanti giovani che in quei due anni avrebbero dovuto completare il percorso di maturazione e presentarsi agli Europei casalinghi pronti a sorprendere, considerando che gran parte di quel gruppo era stato capace di vincere gli Europei Under 17 nel 2002. Invece, in questi due anni la crescita di gran parte di questi giocatori è stata molto più lenta rispetto alle attese, con qualcuno che ha avuto anche un percorso di evoluzione: l’esempio lampante è Philippe Senderos che solo due anni fa aveva impressionato molti ai Mondiali per la sua forza fisica e Wenger all’Arsenal considerava addirittura l’erede di Sol Campbell (a cui era stato anche preferito nella finale di FA Cup del 2005), ma che in questi due anni non è riuscito a fare il salto di qualità, finendo anzi per evidenziare sempre di più i propri difetti tecnici e di concentrazione, incappando in partite assolutamente disastrose come quella che quest’anno costò all’Arsenal l’eliminazione dalla Champions League a favore del Liverpool. Senderos è il simbolo di una Svizzera che s’era presentata agli Europei senza quell’alone di promesse lanciate soltanto due anni fa e che puntualmente ha fallito la competizione casalinga anche in modo clamoroso, essendo già fuori dai giochi al quinto giorno della manifestazione: certo, la squadra di Kuhn non ha avuto neppure un percorso fortunato, con l’infortunio di Frei, le decisioni assurde di Rosetti che hanno condizionato il match contro la Repubblica Ceca o gli errori difensivi che sono costati la sconfitta contro la Turchia, ma nel calcio la sfortuna non può nascondere da sola l’evidenza di una squadra che ha deluso molto. Ad estromettere la Svizzera definitivamente dagli Europei è un gol beffardo realizzato al 92’ da Arda Turan, che permette alla Turchia di prendersi la più incredibile delle rivincite, dopo gli avvenimenti di fine 2005 quando elvetici e turchi si affrontarono nel playoff che regalava un posto ai Mondiali del 2006, con la squadra di Kobi Kuhn che ebbe la meglio in un match di ritorno davvero infuocato, finito in una megarissa in cui gli svizzeri furono aggrediti barbaramente da giocatori e polizia turca. Per fortuna, episodi del genere non si sono ripetuti, ma in campo è apparso evidente che tra le due squadre non scorrere buon sangue (anche se di sangue se n’è pure visto nel mezzo della battaglia, con Hakan Balta ed Emre Asik che si sono ritrovato feriti, ma per fortuna soltanto in scontri di gioco e non volontari), in quella che è stata una vera e propria battaglia, condizionata anche dal terreno di gioco che nel primo tempo era totalmente allagato d’acqua e ha reso i primi 45 minuti una sorta di lotta nel fango, in cui la tecnica è stata messa completamente da parte ma in cui è uscito tutto l’agonismo delle due Nazionali. E allora, rivincita è stata, perché gli uomini di Fatih Terim si sono presi la soddisfazione di estromettere gli svizzeri dalla manifestazione casalinga, una soddisfazione doppia se aggiunta a quella di una vittoria che consentirà alla Turchia di giocarsi un vero e proprio spareggio nell’ultimo turno del girone contro la Repubblica Ceca per l’accesso ai quarti di finale.

La Svizzera scende in campo con due cambi di formazione, entrambi in attacco ed entrambi forzati: oltre a Frei, infatti, anche Streller è costretto a rinunciare al match per problemi all’inguine e Kobi Kuhn si trova quasi obbligato ad optare sulla coppia Hakan Yakin-Derdiyok, con il primo che parte qualche metro indietro in posizione di trequartista. C’è aria di rivoluzione anche in casa Turchia, soprattutto a centrocampo dove Terim opta per tre cambi, schierando in campo un 4-1-4-1 con Mehmet Aurelio davanti alla difesa, Gokdeniz e Arda Turan sulle due corsie e Tuncay e Tumer Metin interni alle spalle dell’unica punta Nihat.

La partita inizia con il campo in condizioni normali e proprio su questo tipo di terreno di gioco il primo quarto d’ora delude molto sul piano spettacolare: la Svizzera è sempre troppo macchinosa in manovra e fatica ad arrivare negli ultimi metri per servire le due punte, cosa che invece riesce a fare con maggiore rapidità la Turchia, che tiene per un tempo minore ma che inizialmente è più insidiosa. I quattro uomini alle spalle di Nihat si muovono costantemente e provano a non lasciare punti di riferimento alla retroguardia svizzera, in un match che però è troppo lento in queste fasi iniziali.

Il primo tiro arriva addirittura al 19’ e lo prova Inler di sinistro da 30 metri, con la palla che scivola sul terreno bagnato e il portiere Volkan quasi manca la presa.

Proprio il terreno di gioco comincia ad influire la partita e a cambiare decisamente le carte in tavola: su Basilea, infatti, piove a dirotto e si nota una delle prime pecche organizzative in questi Europei, perché il campo cede un po’ troppo facilmente alla pioggia e il terreno si rallenta subito, creando via via delle enormi difficoltà al gioco delle due squadre, che già prima sul campo asciutto non era certo eccelso. La Svizzera riesce poco a servire le due punte, nonostante il solito massimo impegno di Behrami sulla fascia, mentre nella Turchia si vede con buona continuità Arda Turan, al contrario di Gokdeniz che sulla destra è assolutamente fuori dal gioco.

Il campo cede sempre più col passare dei minuti e in quasi tutto il terreno di gioco si creano delle pozze d’acqua che rallentano il pallone in modo imprevedibile nei passaggi rasoterra, con grandi difficoltà anche per chi cerca di andarsene in solitaria palla al piede ma che spesso si ritrova nella corsa davanti al pallone, perché la sfera non riesce a scivolare sull’erba del St Jakob Park: le due squadre lottano in modo incredibile su ogni pallone con grande agonismo, ma c’è grossa difficoltà a fare gioco.

La Svizzera prova ad infiammare il match nella metà della prima frazione: al 24’ gli elvetici muovono bene palla verso la sinistra e dal limite Yakin prova la botta verso il primo palo, ma Volkan è pronto a deviare in corner.

Un minuto dopo la Svizzera guadagna una punizione dal limite e leggermente defilata sulla sinistra, Barnetta calcia basso cercando il palo del portiere Volkan che deve impegnarsi su una palla accelerata dal terreno di gioco e devia in corner con grande difficoltà.

Se Volkan in qualche modo riesce sempre ad evitare l’errore, dall’altra parte c’è un portiere decisamente incerto: al 29’, infatti, la Turchia si guadagna una punizione sul fondo della fascia sinistra per quello che è un vero e proprio corner corto, la batte Nihat con un cross stretto, Benaglio va malissimo all’intervento con la mano aperta e respinga addosso al corpo di Arda Turan piazzato nell’area piccola, creando un rimpallo che fa finire il pallone sul palo e poi sul fondo.

Il tono da battaglia rischia di far accendere gli animi in qualche fase di gioco, come al 31’ quando Tuncay si rende protagonista di un bruttissimo intervento a forbice su Inler, con l’arbitro che estrae soltanto un cartellino giallo su un fallo che meritava anche il rosso diretto.

La Svizzera protesta ma se ne dimentica subito, perché un minuto dopo riesce ad approfittare di un’azione incredibilmente condizionata dal terreno di gioco per passare in vantaggio: lancio lungo di Senderos in verticale che trova Derdiyok in posizione regolare, Servet Cetin si perde malamente la sua marcatura e l’attaccante rincorre il pallone che toccando terra accelera imprevedibilmente e mette in difficoltà il portiere Volkan che era uscito quasi al limite della sua area per chiudere lo spazio all’avversario ma che in questo modo si trova facilmente saltato da Derdiyok, visto che il rimbalzo strano del pallone rende sbagliata la sua posizione. L’attaccante del Basilea ne approfitta e a porta vuota da posizione defilata guarda al centro e tocca il orizzontale per un Hakan Yakin solissimo dall’altra parte, il passaggio è buono ma quasi quasi viene reso vano dal terreno di gioco visto che il pallone si impana su una pozzanghera al centro dell’area piccola e si rallenta, ma Hakan Yakin è talmente solo che non ha difficoltà a trovare il tempo giusto per appoggiare comunque il pallone nella porta vuota e trovare l’1-0 con uno dei gol più strani possibili nel calcio.

Il più in difficoltà di tutti sul terreno di gioco è Valon Behrami, che non riesce a partire palla al piede senza che il pallone vada da tutt’altra parte, ma al 34’ l’esterno della Lazio riesce comunque a mettere dentro un grande cross dalla fascia destra che manda in totale difficoltà sulla destra e pesca Yakin sul secondo palo da posizione ravvicinatissima, ma il 31enne trequartista solissimo in area piccola si mangia un gol incredibile mandando largo con il sinistro. La Svizzera avrebbe potuto già chiudere la partita e l’erroraccio di Yakin sarà pesantissimo nel proseguimento del match.

Più passano i minuti nel primo tempo e più lo sport a cui le due squadre sono costrette a giocare è sempre più lontano dall’amato calcio: si gioca in una piscina e il pallone a terra è sempre rallentato. E allora vanno fatti i complimenti più vivi alla Uefa che fa le campagne per aumentare lo spettacolo, optando anche per palloni che hanno traiettorie alla Holly e Benji per quanto abbattono le leggi della fisica e rendendo la vita del portiere più difficile di quella di un super-ricercato da tutte le autorità internazionali, ma poi la stessa federazione permette lo svolgimento di un match in un campo del genere, quanto di più antispettacolare possa essersi: soprattutto, però, è eticamente ingiusto che due squadre debbano giocarsi la qualificazione in un Europeo di calcio giocando a pallanuoto.

Per fortuna, nell’intervallo la pioggia cessa di scendere e il campo viene riportato in condizioni più decenti e si può tornare a giocare a calcio, nonostante comunque le due squadre paghino lo stesso lo sforzo della battaglia del primo tempo e siano molto meno lucide nella ripresa. Terim presenta subito una doppia sostituzione in questa ripresa, togliendo Tumer Metin e Gokdeniz per inserire Mehmet Topal e Semih Senturk, passando al 4-4-2 che vede l’attaccante del Fenerbahce affiancare Nihat e Tuncay spostarsi largo sulla destra, ricoprendo l’ennesimo ruolo diverso di questi Europei.

La partita rimane una vera e propria battaglia con agonismo alle stelle e la Turchia prova a riversarsi in attacco, mentre la Svizzera si copra in massa e cerca il contropiede con le ripartenze di Derdiyok.

Al 57’ Mehmet Topal avanza sulla sinistra ma sembra perdere l’inerzia dell’azione rallentando troppo, toccando poi per Nihat che dalla linea laterale va subito al cross a rientrare che pesca perfettamente la testa di Semih Senturk al centro dell’area, Senderos e Magnin si addormentano in modo imbarazzante e lasciano libero di colpire l’attaccante turco che di testa trova una buona traiettoria ma che non è angolatissima, Benaglio va sul pallone a mani aperta ma pasticcia e non riesce a respingerlo all’esterno della porta, facendosi bucare le mani e deviando il pallone nel proprio angolino, concedendo in questo modo la rete dell’1-1. Bravo Semih Senturk a colpire ma davvero clamoroso l’errore del portiere.

Il ritmo allora diventa infernale, con i giocatori che continuano a darsele di santa ragione e lottare al massimo, caricate anche da un pubblico che crea un’atmosfera fantastica tra le tribune con continui incitamenti alle due squadre.

Al 60’ la Svizzera batte un corner da sinistra ma la difesa respinge, Magnin riprende e controlla al limite per poi cercare il sinistro, non trovando al giusta traiettoria e mandando largo.

Tecnicamente la partita è scadente ma questo secondo tempo è reso interessantissimo dal tono da battaglia mostrato dalle due squadre, che lottano fisicamente su ogni pallone. Lottando in questo modo così acceso, per giunta su un campo che nel primo tempo era impossibile, le due squadra finiscono per essere stanche col passare dei minuti e soprattutto meno lucide nella giocata, fattore che rende basso il numero di reali occasioni da rete nonostante il ritmo di gioco sia abbastanza elevato.

All’84’ la Svizzera ha la grandissima occasione per trovare il gol della vittoria che riaprirebbe le speranze di qualificazione: la Turchia si fa infilare in contropiede e gli elvetici dispongono di un 4 contro due portato avanti da Derdiyok, il quale taglia in diagonale servendo Vonlanthen, che tocca subito di prima per il tentativo di sinistro di Yakin, che a campo aperto dal limite dell’area non dà grande angolo alla sua conclusione, permettendo a Volkan. Il portiere però respinge centralmente e troppo corto e deve nuovamente impegnarsi anche sul tentativo di tap-in di Cabanas, mantenendo vive le speranze della Turchia. Volkan non è mai esteticamente convincente nei propri interventi, ma in questo match riesce in qualche modo ad essere sempre efficace, risultando decisivo per la sua squadra.

Sembra la Svizzera a provarci di più ma i padroni di casa subiscono la beffa al 92’: la Turchia ha spazio per il contropiede e Tuncay apre benissimo sulla sinistra per l’avanzata di Arda Turan, il quale corre fino al limite dell’area, decide di accentrarsi e tenta il destro, trovando la deviazione di Patrick Muller che alza il pallone e rende impossibile l’intervento di Benaglio, con il pallone che entra in rete per l’1-2 che sancisce l’eliminazione della Svizzera.

Per i padroni di casa, infatti, ormai c’è poco da fare e l’Europeo si chiude in modo anche beffardo, visto che comunque la Svizzera nelle sue due partite ha cercato con volontà la vittoria ma è stata decisamente condannata dagli episodi, che hanno reso ancora più pesanti i difetti strutturali di questa Nazionale. Il gol di Arda Turan rende così inutile il match finale contro il Portogallo, in cui la squadra di Kobi Kuhn giocherà giusto per salvare l’onore e non concludere l’Europeo casalingo a quota zero punti.

La Turchia si prende la più beffarda delle rivincite e adesso si proietta alla sfida contro la Repubblica Ceca, in quello che è diventato un vero e proprio spareggio per i quarti di finale visto che le due squadre arrivano alla terza giornata totalmente alla pari anche per differenza reti e gol segnati: chi vince passa ai quarti di finale, mentre in caso di pareggio ci saranno addirittura i calci di rigore, che sarebbero una vera e propria novità in partite di girone.


Svizzera-Turchia 1-2

Svizzera (4-4-1-1): Benaglio 4 – Lichtsteiner 6 Muller 6 Senderos 4,5 Magnin 5 – Behrami 6,5 Gelson 5 (76’ Cabanas sv) Inler 6 Barnetta 5 (66’ Vonlanthen 5,5) – Yakin 5 (85’ Gygax sv) – Derdiyok 5,5

In panchina: Zuberbuhler, Jakupovic, Djourou, Huggel, Grichting, Spycher, Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn 6

Turchia (4-1-4-1): Volkan 6,5 – Hamit Altintop 6 Emre Asik 6 Servet Cetin 5 Hakan Balta 5,5 – Mehmet Aurelio 6 – Gokdeniz 4 (46’ Semih Senturk 6,5) Tuncay 6 Tumer Metin 5 (46’ Mehmet Topal 6) Arda Turan 6,5 – Nihat 6 (85’ Kazim-Richards sv)

In panchina: Rustu, Tolga, Gokhan Zan, Emre Belozoglu, Emre Gungor, Ugur Boral, Ayhan, Sabri Sarioglu, Erding
Commissario tecnico: Fatih Terim 6

Arbitro: Lubos Michel (Slovacchia) 5

Gol: 32’ Yakin (S), 57’ Semih Senturk (T), 92’ Arda Turan (T)
Ammoniti: Derdiyok (S), Hakan Balta, Mehmet Aurelio, Tuncay (T)


Classifica Gruppo A:

Portogallo 6 (+4)
Repubblica Ceca 3 (-1)
---------------------------------------------
Turchia 3 (-1)
Svizzera 0 (-2)

Portogallo già qualificato come vincente del girone

domenica 8 giugno 2008

Svizzera sfortunata e poco creativa, la Repubblica Ceca ne approfitta col minimo sforzo

Vaclav Sverkos infligge un duro colpo alle speranze di qualificazione dei padroni di casa, che mancano di qualità in mediana ma che hanno anche la sfortuna di incappare in Rosetti



Quando l’uomo che tocca più palloni non è un mediano o un regista ma è uno dai piedi quadrati come Philippe Senderos si capiscono molte cose e si capisce soprattutto perché la Svizzera fatichi così tanto nella manovra per aprire una ostica Repubblica Ceca, squadra che crea un gran mucchio a centrocampo e che punta a concedere il meno possibile agli avversari: è questa la chiave tattica del match di esordio degli Europei, competizione che come quattro anni fa si apre con la sconfitta dei padroni di casa, nel 2004 il Portogallo, in questo 2008 la Svizzera che ospita la competizione insieme all’Austria. Se però quattro anni fa i lusitani ebbero modo di recuperare quella pesante sconfitta contro la Grecia fino ad andare in finale per poi perdere proprio contro gli ellenici, questo ko potrebbe avere effetti devastanti per il cammino della Svizzera, anche perché i Rossocrociati hanno anche perso l’unico elemento d’attacco che abbinava qualità ed esperienza, ovvero Alexander Frei che è stato azzoppato in maniera evidente da Zdenek Grygera e che s’è procurato uno strappo ai legamenti del ginocchio che gli impedirà di scendere in campo per il resto degli Europei. E’ una Svizzera che può considerarsi sfortunata per questo infortunio, per la traversa colpita da Vonlanthen e per esser incappata in un arbitraggio decisamente ostile da parte di Rosetti, ma è anche una Svizzera che deve ragionare molto sul proprio centrocampo, che sugli esterni ha anche dei buoni giocatori ma che pecca decisamente in mediana dove non c’è un uomo in grado di fare gioco e imporsi in regia, finendo per rendere il gioco prevedibile e lento. Dall’altra parte la Repubblica Ceca vince quasi col minimo sforzo, chiudendo sempre gli spazi più per l’ammucchiamento di uomini che non per la qualità delle chiusure difensiva (a parte il “pallavolista” Ujfalusi, infatti, gli altri difensori e mediani hanno mostrato qualche pecca): l’impressione, infatti, è che sia stata la Svizzera incapace a fare gioco e non la squadra di Karel Bruckner ad imbrigliarla. Di loro i cechi ci hanno messo il minimo indispensabile, tirando soltanto due volte in tutta la partita (questo per le statistiche di mezzo mondo e per gli occhi di chi ha visto la partita, mentre le statistiche della Uefa segnalano in maniera a dir poco ottimista addirittura 8 tiri, considerando forse anche i tiri effettuati nel riscaldamento o all’intervallo) e trovando il Vaclav Sverkos l’elemento decisivo, con un gol che potrebbe anche lanciare la Repubblica Ceca ai quarti di finale, anche se ancora mancano due giornate e ogni discorso è prematuro.

La Svizzera di Kobi Kuhn si presenta con il classico 4-4-2 che punta su Frei e Streller in attacco, mentre come prevedibile per il ruolo di terzino destro Lichtsteiner è preferito a Philipp Degen. La Repubblica Ceca risponde con in 4-1-4-1 in cui Galasek di fatto fa lo stopper davanti alla difesa, mentre Bruckner punta su Libor Sionko sulla corsia di destra chiedendo a lui una spinta offensiva che non può contare sulla qualità dell’infortunato Tomas Rosicky.

La prima occasione degli Europei 2008 arriva al 3’ minuto per una brutta palla persa da Galasek a centrocampo, i giocatori svizzeri provano ad approfittarne gettandosi subito nello spazio aperto e Frei prova il destro preciso da fuori area, con la palla che termina fuori di poco.

La Svizzera prova a tenere palla ma da subito si nota un’assenza di qualità nella manovra, con Gelson Fernandes che non ha grande visione di gioco e spesso si limita a passaggi corti, tipico di un giocatore più di quantità che di creatività quale il mediano del Manchester City è, mentre al suo fianco Gokhan Inler sembra totalmente carente di personalità e non si prende mai le responsabilità che uno pseudo-regista dovrebbe prendersi: se l’attitudine di Gelson è comprensibile per le caratteristiche stesse del calciatore, quella di Inler è davvero inaccettabile a questi livelli. Le uniche fiammate per i Rossocrociati arrivano sulla destra dove Behrami salta con continuità Jankulovski nell’uno contro uno, ma il buon esterno della Lazio non sempre è servito in maniera dovuta e nel finale di primo tempo finisce per spegnersi un po’, perdendo ritmo ma non certo per colpa sua. La Repubblica Ceca ha un gioco abbastanza semplice ma che non incanta di certo, con i mediani che alternano tocchi corti a lanci lunghi per cercare la fisicità di Koller o la velocità di Sionko sulla destra, ma entrambi non mostrano grandi cose. La partita così è molto lenta e decisamente noiosa.

Al 16’ Behrami tenta il jolly da fuori area ma non trova un angolo e Cech blocca: sarebbe un’azione di normale amministrazione ma da questo sprazzo si nota subito il tipo di traiettoria assurda che prende il pallone, che sembra più un Super Tele che non un pallone professionistico. Chi ama questo sport non può che odiare questi palloni che le varie case vanno creando con l’ambizione di regalare spettacolo, anche se francamente lo spettacolo lo devono dare i giocatori e non i palloni che viaggiano per conto loro e senza un criterio logico.

Frei gioca un buon primo tempo anche se è sempre troppo lontano dalla porta e al 19’ tocca bene di tacco di prima per l’inserimento di Inler, il quale al limite dell’area sembra quasi perdersi da solo per poi calciare con un sinistro debolissimo e centrale che diventa facile per la presa di Cech.

La Repubblica Ceca si difende molto ma non ha una difesa che spicca per solidità e l’azione del 21’ minuto lo dimostra in pieno in quanto un lancio lungo di Benaglio finisce per diventare un pallone filtrante per Frei, che approfitta nel solito stacco a vuoto di Rozehnal (i tifosi del Newcastle hanno ancora gli incubi al solo pensare al suo nome), Ujfalusi dorme un po’ ed è in ritardo sulla punta del Borussia Dortmund ma Cech è splendido nell’accorgersi dell’errore difensivo e nell’uscire con il tempo giusto su Frei, respingendo con i piedi la conclusione dell’avversario.

Dopo un inizio sofferto la Repubblica Ceca prova a prendere campo con la manovra lenta ma non arriva mai negli ultimi metri, con Jan Koller che sembra notevolmente appesantito nei movimento e che non ha più la mobilità sufficiente per fare l’unica punta a questi livelli. Unica punta che poi rimane troppo solitaria, perché gli interni di centrocampo rimangono molto chiusi e non si inseriscono mai (nonostante questo aspetto di giochi rientri anche nelle caratteristiche di Jarolim), mentre neppure gli esterni fanno molto perché Sionko va ad intermittenza mentre Plasil non riesce ad esprimere il suo dinamismo, che sarebbe anche la componente essenziale del suo gioco.

Dopo tanta noia, al 36’ arriva un break svizzero a distoglierci dalla catalessi, con Barnetta che porta avanti palla e tocca a Frei, il quale si ferma e prova da 25 metri e trova un Cech non sicurissimo nella respinta a mani aperte, Streller riprende palla ma viene fermato in offside e l’azione sfuma.

Il momento che spezza probabilmente l’Europeo della Svizzera arriva al 42’: Frei riceve palla ma finisce per trovarsi troppo avanti rispetto alla sfera e prova a farla scorrere con una serie di movimenti davvero strani che gli fanno prendere un equilibrio precario e lo espongono troppo all’entrata brutta di Grygera che finisce per fargli partire il ginocchio sinistro. Il ceco non viene ammonito da Rosetti e qui finisce l’Europeo di Frei, che dopo l’intervallo verrà sostituito da Hakan Yakin, il quale fa il trequartista nel 4-4-1-1.

Al 50’ proprio Yakin prova con una punizione dal limite ben calibrata che termina alta di poco, ma Cech sembrava sulla traiettoria.

Il match rimane molto tattico, con la Svizzera che ha qualche folata, sempre in particolare con Behrami sulla destra, ma che in attacco fatica molto, anche perché è rimasto soltanto Marco Streller, o meglio il fantasma dell’ex attaccante dello Stoccarda che adesso gioca al Basilea: la sua è una prova terribile e soltanto Inler gli strappa la palma di peggiore in campo.

Al 56’ Bruckner decide di aumentare la mobilità del proprio attacco e toglie Koller per inserire Sverkos.

Al 65’ arriva il primo tiro della Repubblica Ceca, con punizione battuta a giro da Jankulovski che per un attimo fa pensare tutti di assistere ad una moviola ma che in realtà è lenta di suo e comunque termina alta senza creare pericoli a Benaglio.

Le cose più belle (o meno brutte visto l’andamento del match) si vedono sulla corsia di destra dell’attacco della Svizzera dove al 66’ Behrami vede bene la solita puntuale sovrapposizione di Lichtsteiner, il quale crossa preciso in area di rigore per lo stacco di Hakan Yakin che però non trova la porta e manda largo da buonissima posizione, sprecando una grande chance.

E’ la Svizzera a fare qualcosina in più ma al 70’ arriva la beffa: dopo un corner per la Repubblica Ceca, la difesa svizzera (e in particolare il solito Senderos) sale malissimo a fare il fuorigioco e un colpo di testa in alleggerimento a centrocampo di Galasek finisce per diventare un assist in profondità per Sverkos, il quale sorprende la linea difensiva e in qualche modo trova con l’esterno un tiro imparabile per Benaglio, realizzando la rete dello 0-1. Brutta la lettura difensiva della Svizzera e tiro vincente ancorché fortunoso di Sverkos, punta del Banik Ostrava che in passato ha giocato (e fallito) con Borussia Monchengladbach, Herta Berlino e Austria Vienna.

La Repubblica Ceca adesso fa soltanto densità difensiva ma la manovra della Svizzera è inguardabile: è indecente la prestazione di Inler che gioca in una posizione assurda in mezzo al campo, finendo nella terra di nessuno e non prendendosi mai la responsabilità di impostare (o perlomeno provarci) il gioco, quasi come stesse giocando uno sport tutto suo (o magari è stato lui l’unico a capire per quale sport inesistente è stato creato quell’inguardabile pallone). In questo modo, la palla finisce sempre sui piedi dei difensori centrali svizzeri e il gioco finisce per essere impostato da Philippe Senderos, che non è certo famoso per essere un calciatore dai piedi morbidi, anche se in questi ultimi due anni ha fatto fatica pure ad essere considerato un calciatore.

Al 75’ Kobi Kuhn ci prova togliendo Lichtsteiner (comunque uno dei migliori visti in campo) per inserire Vonlanthen, il quale va a fare l’esterno offensivo del 4-4-2 con Behrami retrocesso nel ruolo di terzino destro.

All’80 la difesa ceca sbanda ancora, rimanendo immobile su un lancio lungo e rischiando tantissimo: Streller fa la sponda, Ujfalusi tocca il pallone con la mano molto larga ma l’arbitro non fischia nulla e la Svizzera continua a giocare con Barnetta che s’inserisce e fa la cosa più bella della sua partita (lui che è un ottimo giocatore ma che è sembrato sottotono in questo match) calciando basso e potente, Cech ha il riflesso giusto per respingere e mandare anche lateralmente la propria respinta ma Vonlanthen si getta sul pallone in velocità arrivando prima di Jankulovski e colpisce una clamorosa traversa. Azione sfortunatissima per la Svizzera, ma qui l’arbitro Rossetti commette un errore madornale ed imperdonabile nel non concedere un rigore nettissimo per il fallo di mano di Ujfalusi: è davvero incredibile come un arbitro internazionale non veda un episodio del genere.

La Svizzera ci prova nel finale con grande confusione e al 94’ reclama un altro fallo di mano di Ujfalusi sul tentativo di dribbling di Derdiyok, ma questo intervento del difensore è meno clamoroso di quello precedente, anche se allarga un po’ il proprio gomito in modo volontario, ma le polemiche sull’arbitro sono incentrate tutte sul primo fallo di mano e non su questo.

Finisce allora male per la Svizzera, che adesso sarà costretta a giocarsi il tutto per tutto nel prossimo match contro la Turchia, anche perché si affrontano due squadre sconfitte in questa prima giornata e che non possono più sbagliare.

La Repubblica Ceca ottiene il massimo con il minimo sforzo, portando a casa un risultato di buon auspicio per il cammino nel girone: un risultato positivo nel prossimo match contro il Portogallo potrebbe mettere in discesa la strada verso la qualificazione per gli uomini di Bruckner.


Svizzera-Repubblica Ceca 0-1

Svizzera (4-4-2): Benaglio sv – Lichtsteiner 6,5 (75’ Vonlanthen 6) Muller 6 Senderos 5 Magnin 5,5 – Behrami 6,5 (83’ Derdiyok sv) Gelson 6 Inler 2 Barnetta 5,5 – Frei 6 (46’ Yakin 6) Streller 3

In panchina: Zuberbuhler, Jakupovic, Djourou, Huggel, Cabanas, Grichting, Gygax, Spycher, Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn 5,5

Repubblica Ceca (4-1-4-1): Cech 6,5 – Grygera 5,5 Ujfalusi 6 Rozehnal 5 Jankulovski 5 – Galasek 6 – Sionko 5,5 (83’ Vlcek sv) Jarolim 6 (87’ Kovac sv) Polak 6 Plasil 5 – Koller 5 (56’ Sverkos 7)

In panchina: Blazek, Zitka, Fenin, Pospech, Kadlec, Baros, Matejovsky, Sivok, Skacel
Commissario tecnico: Karel Bruckner 6

Arbitro: Roberto Rosetti (Italia) 4

Gol: 70’ Sverkos
Ammoniti: Magnin, Barnetta, Vonlanthen (S)


Classifica Gruppo A (tra parentesi la differenza reti):

Portogallo 3 (+2)
Repubblica Ceca 3 (+1)
-----------------------------------------
Svizzera 0 (-1)
Turchia 0 (-2)

venerdì 6 giugno 2008

Si parte dal Sankt Jacob Park di Basilea

Ecco il calendario degli Europei 2008, che verrà inaugurato da Svizzera-Repubblica Ceca



Tutto è ormai pronto per il fischio d’inizio degli Europei e allora mettiamo un po’ di ordine e scorriamo il calendario dei 31 match che infiammeranno Austria e Svizzera e l’intera Europa.

FASE A GIRONI:

Sabato 7 Giugno:

ore 18.00
Svizzera-Repubblica Ceca (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)

ore 20.45
Portogallo-Turchia (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

Domenica 8 Giugno:

ore 18.00
Austria-Croazia (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

ore 20.45
Germania-Polonia (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)

Lunedì 9 Giugno:

ore 18.00
Romania-Francia (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

ore 20.45
Olanda-Italia (Girone C – Stade De Suisse, Berna)

Martedì 10 Giugno:

ore 18.00
Spagna-Russia (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)

ore 20.45
Grecia-Svezia (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)

Mercoledì 11 Giugno:

ore 18.00
Repubblica Ceca-Portogallo (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

ore 20.45
Svizzera-Turchia (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)

Giovedì 12 Giugno:

ore 18.00
Croazia-Germania (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)

ore 20.45
Austria-Polonia (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Venerdì 13 Giugno:

ore 18.00
Italia-Romania (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

ore 20.45
Olanda-Francia (Girone C – Stade De Suisse, Berna)

Sabato 14 Giugno:

ore 18.00
Svezia-Spagna (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)

ore 20.45
Grecia-Russia (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)

Domenica 15 Giugno:

ore 20.45
Svizzera-Portogallo (Girone A – Sankt Jacob Park, Basilea)
Turchia-Repubblica Ceca (Girone A – Stade De Geneve, Ginevra)

Lunedì 16 Giugno:

ore 20.45
Polonia-Croazia (Girone B – Worthersee Stadion, Klagenfurt)
Austria-Germania (Girone B – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Martedì 17 Giugno:

ore 20.45
Olanda-Romania (Girone C – Stade De Suisse, Berna)
Francia-Italia (Girone C – Letzigrund Stadion, Zurigo)

Mercoledì 18 Giugno:

ore 20.45
Grecia-Spagna (Girone D – Wais-Siezenheim Stadion, Salisburgo)
Russia-Svezia (Girone D – Tivoli Neu Stadion, Innsbruck)


QUARTI DI FINALE:

Giovedì 19 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo A-2° Gruppo B (Primo Quarto di Finale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Venerdì 20 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo B-2° Gruppo A (Secondo Quarto di Finale – Ernst Happel Stadion, Vienna)

Sabato 21 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo C-2° Gruppo D (Terzo Quarto di Finale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Domenica 22 Giugno:

ore 20.45
1° Gruppo D-2° Gruppo C (Quarto Quarto di Finale – Ernst Happel Stadion, Vienna)


SEMIFINALI:

Mercoledì 25 Giugno:

ore 20.45
Vincente Primo Quarto di Finale-Vincente Secondo Quarto di Finale (Prima Semifinale – Sankt Jacob Park, Basilea)

Giovedì 26 Giugno:

ore 20.45
Vincente Terzo Quarto di Finale-Vincente Quarto Quarto di Finale (Seconda Semifinale – Ernst Happel Stadion, Vienna)


FINALE:

Domenica 29 Giugno:

ore 20.45
Vincente Prima Semifinale-Vincente Seconda Semifinale (Ernst Happel Stadion, Vienna)

mercoledì 4 giugno 2008

E’ l’Italia la squadra più vecchia del torneo

L’età media della squadra di Donadoni è addirittura di 29,57 mentre la Russia è la squadra più giovane



Che in Italia non si dia alcuno spazio ai giovani (se non nelle serie inferiori, quando va bene) è risaputo, ma guardando le statistiche sui 23 convocati si ha una conferma ancora più lampante: la squadra di Donadoni, infatti, è la più vecchia dell’intero Europeo con un età media di 29,57, sintomo di un movimento che non riesce a creare un adeguato sviluppo di giocatori giovani, nonostante una Nazionale Under 21 che ottiene spesso buoni risultati. D’altronde, non è neppure una novità in Italia, dove persino in tutti settori sociali il ricambio generazionale procede totalmente a rilento, basti guardare anche la classe politica. E’ davvero curioso pensare che una squadra così “vecchia” sia stata convocata da uno come Donadoni, che al contrario è il terzo commissario tecnico più giovane degli Europei, alle spalle soltanto di Bilic della Croazia e Van Basten dell’Olanda (il ct meno giovane è invece Luis Aragones della Spagna, seguito a ruota da Otto Rehhagel della Grecia e Karel Bruckner della Repubblica Ceca). Non molto migliore è la situazione della Svezia, che presenta invece un’età media di 29,35.

In linea generale, molti commissari tecnici si sono affidati a molti elementi di esperienza, visto che l’età media dei 368 giocatori è di 27,60. La squadra più “giovane” in questo senso è la Russia di Guus Hiddink, che puntando su un gruppo molto omogeneo (ci sono 5 giocatori del 1982 e altri 5 dell’83) ha un gruppo dall’età media di 26,26, più bassa anche di quella della Svizzera che punta su un mix di giovani e di elementi esperti e che ha un età media di 26,39.

Il ct svizzero Kobi Kuhn è anche l’unico ad aver convocato un teenager, ovvero l’unico giocatore sotto i 20 anni, con la chiamata di Eren Derdiyok, che comunque compirà 20 anni il 12 Giugno. Altri classe ’88 (ma che hanno già compiuto 20 anni in questi primi mesi dell’anno) sono i croati Ivan Rakitic e Nikola Kalinic, oltre al portiere portoghese Rui Patricio. Se il giocatore più giovane milita nella Svizzera, l’altra Nazionale che ospita gli Europei può disporre del giocatore più anziano, ovvero l’austriaco Ivica Vastic, che nel Girone B potrebbe trovarsi di fronte un altro classe ’69 come il tedesco Jens Lehmann.

Il campionato più rappresentato in questi Europei è la Bundesliga tedesca, che porta in Austria e Svizzera ben 56 calciatori, seguito a ruota dalla onnipresente Premier League inglese che, nonostante sia penalizzata dall’assenza dell’Inghilterra, porta in dote ben 44 elementi.

Infine, se agli ultimi Mondiali le due squadre rappresentate dal maggior numero di calciatori erano due big consolidate nel calcio europeo come Arsenal e Chelsea, in questi Europei sorprende come la squadra più rappresentata di tutte sia il Panathinaikos, che porta in Austria e Svizzera ben 10 calciatori appartenenti al proprio club, alla pari del Lione, squadra che presta ben 7 giocatori alla Francia di Domenech oltre allo svizzero Patrick Muller, all’italiano Fabio Grosso e allo svedese Kim Kallstrom. Nove sono i calciatori sotto contratto per Galatasaray (di cui 7 nella Turchia) e Bayern Monaco, mentre ben rappresentate sono anche Werder Brema e Barcellona con otto giocatori, cifra a cui può arrivare anche l’Arsenal qualora Flamini prenda il posto di Vieira nella Francia (il corso viene considerato ancora dei Gunners perché ha giocato nei londinesi l’ultima stagione, anche se ormai è ben noto il suo passaggio al Milan), mentre anche il Real Madrid inizialmente portava agli Europei 8 elementi prima di “perdere” Fabio Cannavaro e scendere a 7.

martedì 3 giugno 2008

Le possibili formazioni titolari delle quattro Nazionali del girone A

Proviamo a leggere i possibili schieramenti e le eventuali tattiche di Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo e Turchia



SVIZZERA:

Schema tattico: La Nazionale di Kobi Kuhn gioca con il classico 4-4-2, nel quale che gerarchie sembrano essere ormai chiare, visto che il ct svizzero ha schierato la medesima formazione nelle ultime due amichevoli.

Difesa: In porta, il titolare fisso è Diego Benaglio, che ormai ha preso stabilmente il posto al “vecchio” Pascal Zuberbuhler, mentre la difesa è composta da un centrale esperto come Patrick Muller, affiancato da Philippe Senderos che regala molte garanzie in meno rispetto a due anni fa. Alle loro spalle, la prima alternativa sembra essere un altro centrale dell’Arsenal, ovvero Johan Djourou che però potrebbe essere impiegato anche in mediana per aumentare la fase di copertura in alcuni finali di partita. Sulla sinistra gioca un terzino dal buon piede e di buona spinta come Ludovic Magnin, mentre sulla destra Kuhn opta sempre per un terzino più difensivo: agli ultimi Mondiali il titolare era Philipp Degen, ma il nuovo terzino del Liverpool è reduce da una stagione difficile per i problemi fisici affrontati e ormai è stato scalzato da Stephan Lichtsteiner.

Centrocampo: A differenza di quanto visto in qualche amichevole precedente, Valon Behrami giocherà nel suo vecchio ruolo di esterno di centrocampo, anche perché le alternative sulla corsia di destra non sono poi tantissime. Sembrano scontate anche le scelte in mediana, dove Ricardo Cabanas è la prima alternativa ai due centrali titolari, l’incontrista Gelson Fernandes e il dinamico Gokhan Inler. L’unico piccolo dubbio riguarda la corsia sinistra, dove il titolare Tranquillo Barnetta ha saltato parte della preparazione per un problema fisico: qualora non riesca a rientrare in tempo per il match d’esordio sarà Johan Vonlanthen a prendere il suo posto, con il 22enne che è stato già rodato in questo ruolo nelle ultime due amichevoli.

Attacco: La Svizzera ha convocato soltanto tre attaccanti e allora è scontato identificare in Frei e Streller la coppia titolare, con Derdiyok primo rimpiazzo.

Ecco allora il probabile undici titolare della Svizzera:

(4-4-2)
Benaglio;
Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin;
Behrami, Inler, Gelson, Barnetta;
Frei, Streller

Possibile alternativa tattica: La convocazione di soli tre attaccanti (dovuta anche all’infortunio di Blaise Nkufo) sottintende la possibilità di utilizzare un modulo un po’ più coperto sia per difendere alcuni eventuali vantaggi (in questo caso con l’inserimento di Djourou si passerebbe al 4-5-1 con un centrocampo molto coperto), sia per eventuali 4-4-1-1 da schierare per un numero maggiore di minuti, in questo caso con l’inserimento del trequartista Hakan Yakin al posto di una delle due punte. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-4-1-1)
Benaglio;
Lichtsteiner, Muller, Senderos, Magnin;
Behrami, Inler, Gelson, Barnetta;
Yakin;
Frei


REPUBBLICA CECA:

Schema tattico: Il ct Karel Bruckner opterà probabilmente ad un 4-1-4-1 di vocazione abbastanza difensiva, provando a sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti e a dare grande protezione alla terza linea.

Difesa: Dando per scontata e inattaccabile la presenza tra i pali di Petr Cech, anche la linea dei 4 centrali sembra essere ben delineata, visto che difficilmente nel corso del biennio Bruckner ha rinunciato allo schieramento con (da destra a sinistra) Grygera, Ujfalusi, Rozehnal e Jankulovski. Le uniche vere alternative riguardano Pospech per la corsia destra e Skacel per quella mancina, ma il ct ceco sembra intenzionato ad utilizzare quest’ultimo più nel ruolo di centrocampista che in quello di terzino, in cui verrebbe inserito solo in caso di assenza di Jankulovski.

Centrocampo: Più svariate le variabili possibili a centrocampo, dove però mancherà l’elemento di maggiore qualità, ovvero l’infortunato Rosicky. Se davanti alla difesa Galasek sembra sicuro del posto, diverse sono le alternativa possibili nella linea dei 4 da schierare dietro all’unica punta, anche perché il centrocampo ceco è pieno di giocatori molto duttili, capaci di giocare sia sulla fascia che centralmente. I due interni titolari dovrebbero essere Matejovsky e Jarolim, mentre anche i due esterni Polak e Plasil possono ricoprire il ruolo di centrale, dando a Bruckner la possibilità di puntare su Sionko a destra e Skacel a sinistra. Con l’assenza di Rosicky, però, è probabile che il ct ceco opti su Sionko come titolare sulla corsia di destra, visto che il giocatore dell’FC Copenaghen è probabilmente l’elemento di maggiore fantasia rimastogli a centrocampo e potrebbe sfruttare la sua capacità di inserimento per le sponde di Jan Koller.

Attacco: L’unica punta sarà con ogni probabilità Jan Koller, sempre elemento indispensabile della Nazionale ceca nonostante ormai abbia 35 anni e sia molto meno mobile rispetto ad alcuni anni fa. Bruckner ha bisogno però della sua forza fisica e aerea per permettere gli inserimenti dei centrocampisti e il gigante del Norimberga sarà preferito a Milan Baros, giocatore sempre più fumoso e sempre meno incisivo negli ultimi metri. Da non sottovalutare l’alternativa rappresentata dal giovane talentuoso Martin Fenin.

Ecco allora il probabile undici titolare della Repubblica Ceca:

(4-1-4-1)
Cech;
Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski;
Galasek;
Sionko, Matejovsky, Jarolim, Plasil;
Koller

Possibile alternativa tattica: La pesante assenza di Rosicky potrebbe spingere Bruckner ad optare in alcuni match il 4-4-2, con la i due attaccanti Koller e Baros a giocare molto vicini, per sfruttare la velocità di quest’ultimo sulle sponde dell’ex Borussia Dortmund. In questo caso, il gioco diventerebbe meno manovrato e più diretto, puntando in particolare sulle palle lunghe e prevedendo un centrocampo più compatto, con l’esclusione di Sionko per l’inserimento di Polak. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-4-2)
Cech;
Grygera, Ujfalusi, Rozehnal, Jankulovski;
Polak, Galasek, Jarolim, Plasil;
Koller, Baros


PORTOGALLO:

Schema tattico: Felipe Scolari sembra aver ormai accantonato il classico 4-2-3-1 portoghese per puntare ad un 4-3-3 che sembra poter dare più efficacia in avanti rispetto alla tradizione del Portogallo, soprattutto per la presenza di Cristiano Ronaldo.

Difesa: Davanti a Ricardo, il Portogallo ha sempre optato per una linea a 4 abbastanza oliata, ma l’assenza del terzino sinistro Caneira cambia un po’ i piani di Scolari, che sulla corsia mancina dovrebbe adattare Paulo Ferreira, il quale ha giocato in questo ruolo anche nell’amichevole contro la Georgia ma che non convince moltissimo su questa fascia. Per il resto, nelle ultime grandi competizioni il titolare sulla corsia di destra era Miguel, il quale ha giocato da titolare anche nel girone di qualificazione ma che sembra ormai essere scavalcato da Bosingwa nelle gerarchie di Scolari. I due centrali titolari dovrebbero essere Ricardo Carvalho e Pepe, con Fernando Meira come prima alternativa.

Centrocampo: Scolari deve scegliere se optare per un centrocampo con due mediani ed un regista, oppure per schierare due playmaker e un solo giocatore difensivo, con quest’ultima soluzione che sembra ormai essere quella preferita per il tecnico brasiliano, anche perché si sta imponendo con sempre maggiore autorità il quasi 22enne Joao Moutinho, talento dello Sporting Lisbona che dovrebbe essersi guadagnato la maglia da titolare con la bella prestazione fornita contro la Georgia. Nonostante la brutta stagione da cui proviene, l’altro playmaker titolare dovrebbe essere Deco, mentre l’altra maglia se la giocano Petit e Miguel Veloso.

Attacco: Come tradizione, la punta centrale sarà un attaccante non particolarmente prolifico come Nuno Gomes, con Hugo Almeida e Helder Postiga come alternative, mentre più promettenti sono i talenti su cui Scolari può puntare sulle corsie, in primis Cristiano Ronaldo, che avrà il compito di finalizzare in qualche modo il gioco portoghese pur partendo dalla fascia destra. Sulla sinistra il titolare dovrebbe essere Simao Sabrosa, mentre spazio importante potrebbero avranno sicuramente anche altri due talenti come Quaresma e Nani.

Ecco allora il probabile undici titolare del Portogallo:

(4-3-3)
Ricardo;
Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Paulo Ferreira;
Joao Moutinho, Petit, Deco;
Cristiano Ronaldo, Nuno Gomes, Simao

Possibile alternativa tattica: Con il prosieguo della competizione, Scolari potrebbe optare per un ritorno al 4-2-3-1, aggiungendo un mediano nella formazione titolare e inserendo Cristiano Ronaldo in posizione di centravanti. Questo sarebbe quindi l’eventuale schieramento:

(4-2-3-1)
Ricardo;
Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Paulo Ferreira;
Miguel Veloso, Petit;
Quaresma, Deco, Simao;
Cristiano Ronaldo


TURCHIA:

Schema tattico: Una delle Nazionali di più difficile lettura è proprio quella di Fatih Terim, soprattutto perché il ct turco ha lasciato a casa giocatori importanti come Halil Altintop e Basturk. Molto probabilmente la Turchia opterà per un 4-3-3 che chiederà alle punte laterali un grosso lavoro di sacrificio.

Difesa: Il reparto con meno dubbi per la scelta dei titolari sembrava essere quello difensivo, ma l’infortunio del terzino destro Gokhan Gonul lascia libero un posto nell’undici titolare, in un ruolo che potrebbe essere ricoperto da Sabri Sarioglu. Le altre tre maglie da titolare dovrebbero già essere assegnate, con Servet Cetin, Gokhan Zan e il terzino sinistro Hakan Balta che hanno anche disputato da titolari l’ultima amichevole, mentre Emre Asik sembra essere il primo rimpiazzo al centro della difesa.

Centrocampo: Al fianco del mediano Mehmet Aurelio, giocatore che probabilmente si piazzerà davanti alla difesa a fare filtro, tre giocatori si giocano due posti da interno titolare, alternandosi in fase di creazione e di rottura di gioco: Hamit Altintop e Emre Belozoglu sembrano essere i favoriti, davanti a Gokdeniz. Il primo sostituto nel ruolo di interno può essere Ayhan Akman, mentre Mehmet Topal si candida come prima alternativa a Mehmet Aurelio.

Attacco: Il tridente offensivo della Turchia sarò poco classico, con giocatori in grado di scambiarsi continuamente di posizione e di aiutare la squadra pressando molto alto, per poi provare a sfruttare il proprio estro. Non dovrebbero esserci dubbi sulla presenza da titolare di Erding al centro dell’attacco, mentre al suo fianco giocheranno due giocatori di grande corsa come Tuncay e Nihat. Discreta anche la qualità delle riserve, con la punta centrale Semih Senturk e i due esterni Arda Turan e Colin Kazim-Richards (che in Turchia viene chiamato Kazim-Kazim) pronti a subentrare.

Ecco allora il probabile undici titolare della Turchia:

(4-3-3)
Volkan;
Sabri, Servet Cetin, Gokhan Zan, Hakan Balta;
Hamit Altintop, Mehmet Aurelio, Emre;
Tuncay, Erding, Nihat

sabato 31 maggio 2008

Libor Sionko regala grande fiducia alla Repubblica Ceca

Nelle amichevoli del venerdì, vittorie scontate per Svizzera e Austria contro Liechtenstein e Malta



Repubblica Ceca-Scozia 3-1: Dopo una serie di stenti, la preparazione della Repubblica Ceca ad Euro 2008 sembra adesso procedere a gonfie vele: dopo la discreta vittoria sulla Lituania, la squadra di Bruckner è riuscita a ripetersi nel migliore dei modi, giocando un buon calcio e ottenendo un risultato importante contro una squadra apparsa in grande crescita in questo biennio, ovvero la Scozia. I cechi rinunciano a Baros e giocano con il 4-1-4-1, con Koller a fare l’unica punta, ma nel primo tempo non riescono a sfondare nonostante una discreta superiorità, con la Scozia che si fa vedere raramente in avanti. All’intervallo Bruckner opera cinque cambi e soprattutto cambia la prima punta, facendo riposare Jan Koller ed inserendo Vaclav Sverkos e la Repubblica Ceca aumenta la propria pressione offensiva e trova incisività, passando in vantaggio grazie ad un buon inserimento in area di Libor Sionko sul cross corto di Pospech e alla fredda finalizzazione dell’esterno offensivo dell’FC Copenaghen. Il portiere Gordon si produce in un paio di buone parate, ma all’84’ una bella azione personale di Kadlec viene conclusa con un gran destro rasoterra in diagonale e la Repubblica Ceca raddoppia. Un minuto dopo arriva l’unica bella notizia del pomeriggio scozzese, con l’esordiente David Clarkson (attaccante del Motherwell) che trova una bella esecuzione in area di rigore in palleggio e tiro ad accorciare le distanze. Ma al 90’ la difesa della Scozia si fa trovare completamente slegata e permette a Sionko di inserirsi in area per poi concludere bene, regalando alla Repubblica Ceca il meritato 3-1. Adesso per i cechi si lavora sul serio, visto che non ci sono più altre amichevoli prima della sfida contro la Svizzera nel match di apertura degli Europei.

Italia-Belgio 3-1: Nella prima amichevoli dopo la scomparsa dello sfortunato attaccante Francois Sterchele, il Belgio conferma la propria crisi generazionale e perde nettamente contro l’Italia, che dal canto suo era all’ultimo impegno prima del suo esordio ad Euro 2008 che sarà proprio con i cugini del Belgio, ovvero contro l’Olanda di Marco Van Basten. Donadoni presenta il 4-3-2-1 con la formazione che con ogni probabilità sarà quella titolare degli Europei e non ha difficoltà a sbloccare il match grazie alla volèe di Di Natale sul cross di Pirlo. Il gioco è nettamente in mano agli Azzurri che prima dell’intervallo raddoppiano nuovamente con Di Natale, che finalizza una transizione portata avanti da Aquilani. La ripresa è condizionata dalle tante sostituzioni, con l’Italia che trova anche il terzo gol con Camoranesi, mentre il Belgio riesce perlomeno a trovare una consolazione grazie alla rete di Wesley Sonck. Difficile, però, che la squadra di Donadoni possa avere così vita facile anche agli Europei, visto che è improbabile trovare squadre così in difficoltà come questo Belgio in piena crisi.

Svizzera-Liechtenstein 3-0: Se l’amichevole dell’Italia può avere comunque dei dettagli significativi, molto meno lo hanno le amichevoli delle due squadre padrone di case ad Euro 2008: la Svizzera, infatti, ha affrontato il piccolissimo Liechtenstein nella sua ultima amichevole prima della fase finale e ottiene una vittoria abbastanza facile e scontata. L’occasione è ghiotta per Alexander Frei per superare il record realizzativo di Kubilay Turkylmaz e diventare il miglior realizzatore della storia della Nazionale elvetica, tentativo riuscito grazie ad una doppietta. Turkylmaz viene raggiunto al 23’ minuto grazie ad un facile colpo di testa ravvicinato, mentre al 31’ minuto l’attaccante del Borussia Dortmund diventa il giocatore più prolifico della Svizzera concludendo brillantemente con un destro al volo sul cross proveniente dalla sinistra. Nella ripresa arriva anche il gol di Vonlanthen, che adesso contende a Tranquillo Barnetta la maglia da titolare sulla fascia sinistra del centrocampo, ma l’esterno del Bayer Leverkusen dovrebbe essere avvantaggiato qualora riuscisse a recuperare pienamente dall’infortunio che sta condizionando la sua preparazione.

Austria-Malta 5-1: Amichevole semplice anche per l’Austria che perlomeno riesce a prendere un po’ di fiducia realizzando cinque reti al Malta e ottenendo la prima vittoria dal mese di Novembre a questa parte, segno di una situazione non eccelsa per la squadra di Hickersberger. Gli austriaci partono subito bene e all’8’ minuto trovano il vantaggio grazie all’incornata di Aufhauser dopo un corner, mentre tre minuti dopo un’azione in velocità e in verticale permette a Linz il facile appoggio in rete da pochi passi per il raddoppio. L’Austria si ferma un po’ e nel finale del primo tempo Mifsud approfitta di un disastroso piazzamento della difesa per accorciare le distanze. Nella seconda metà della ripresa l’Austria dilaga, prima grazie al rigore di Linz, poi con la zampata decisiva di Ivica Vastic (che dopo aver ritrovato la Nazionale ritrova anche il gol) e con il contropiede finalizzato da Harnik, ma agli Europei sarà tutt’altra storia.


Questi sono i risultati delle amichevoli del venerdì:

Venerdì 30 Maggio:

Austria-Malta 5-1: 8’ Aufhauser (A), 11’ Linz (A), 41’ Mifsud (M), 67’ rigore Linz (A), 77’ Vastic (A), 92’ Harnik (A)
Italia-Belgio 3-1: 9’ Di Natale (I), 41’ Di Natale (I), 49’ Camoranesi (I), 90’ Sonck (B)
Repubblica Ceca-Scozia 3-1: 59’ Sionko (RC), 84’ Kadlec (RC), 85’ Clarkson (S), 90’ Sionko (RC)
Svizzera-Liechtenstein 3-0: 23’ Frei, 31’ Frei, 68’ Vonlanthen


Queste sono invece le amichevoli in programma questo sabato:

Sabato 31 Maggio:

ore 17.30
Germania-Serbia

ore 19.15
Portogallo-Georgia

ore 19.45
Romania-Montenegro

ore 20.30
Ungheria-Croazia

ore 21.00
Francia-Paraguay

ore 22.00
Spagna-Perù

giovedì 29 maggio 2008

Le 16 Nazioni assegnano i numeri di maglia

Ecco i nomi dei 368 protagonisti del prossimo Europeo



I 16 commissari tecnici hanno annunciato le loro liste ufficiali e hanno assegnato i numeri di maglia ai 23 giocatori selezionati e questi sono i nomi dei protagonisti che calcheranno i campi di Austria e Svizzera provando a conquistare quello scettro che quattro anni fa fu della Grecia.


Austria:
1 Alex Manninger
2 Joachim Standfest
3 Martin Stranzl
4 Emanuel Pogatetz
5 Christian Fuchs
6 René Aufhauser
7 Ivica Vastic
8 Christoph Leitgeb
9 Roland Linz
10 Andreas Ivanschitz
11 Umit Korkmaz
12 Ronald Gercaliu
13 Markus Katzer
14 Gyorgy Garics
15 Sebastian Prodl
16 Jurgen Patocka
17 Martin Hiden
18 Roman Kienast
19 Jurgen Saumel
20 Martin Harnik
21 Jurgen Macho
22 Erwin Hoffer
23 Ramazan Ozcan
Commissario tecnico: Josef Hickersberger


Croazia:
1 Stipe Pletikosa
2 Dario Simic
3 Josip Simunic
4 Robert Kovac
5 Vedran Corluka
6 Hrvoje Vejic
7 Ivan Rakitic
8 Ognjen Vukojevic
9 Nikola Kalinic
10 Niko Kovac
11 Darijo Srna
12 Mario Galinovic
13 Nikola Pokrivac
14 Luka Modric
15 Dario Knezevic
16 Jerko Leko
17 Ivan Klasnic
18 Ivica Olic
19 Niko Kranjcar
20 Igor Budan
21 Mladen Petric
22 Danijel Pranjic
23 Vedran Runje
Commissario tecnico: Slaven Bilic


Repubblica Ceca:
1 Petr Cech
2 Zdenek Grygera
3 Jan Polak
4 Tomas Galasek
5 Radoslav Kovac
6 Marek Jankulovski
7 Libor Sionko
8 Martin Fenin
9 Jan Koller
10 Vaclav Sverkos
11 Stanislav Vlcek
12 Zdenek Pospech
13 Michal Kadlec
14 David Jarolim
15 Milan Baros
16 Jaromir Blazek
17 Marek Matejovsky
18 Tomas Sivok
19 Rudolf Skacel
20 Jaroslav Plasil
21 Tomas Ujfalusi
22 David Rozehnal
23 Daniel Zitka
Commissario tecnico: Karel Bruckner


Francia:
1 Steve Mandanda
2 Jean-Alain Boumsong
3 Eric Abidal
4 Patrick Vieira
5 William Gallas
6 Claude Makelele
7 Florent Malouda
8 Nicolas Anelka
9 Karim Benzema
10 Sidney Govou
11 Samir Nasri
12 Thierry Henry
13 Patrice Evra
14 François Clerc
15 Lilian Thuram
16 Sebastien Frey
17 Sebastien Squillaci
18 Bafetimbi Gomis
19 Willy Sagnol
20 Jeremy Toulalan
21 Lassana Diarra
22 Franck Ribery
23 Gregory Coupet
Commissario tecnico: Raymond Domenech


Germania:
1 Jens Lehmann
2 Marcell Jansen
3 Arne Friedrich
4 Clemens Fritz
5 Heiko Westermann
6 Simon Rolfes
7 Bastian Schweinsteiger
8 Torsten Frings
9 Mario Gomez
10 Oliver Neuville
11 Miroslav Klose
12 Robert Enke
13 Michael Ballack
14 Piotr Trochowski
15 Thomas Hitzlsperger
16 Philipp Lahm
17 Per Mertesacker
18 Tim Borowski
19 David Odonkor
20 Lukas Podolski
21 Christoph Metzelder
22 Kevin Kuranyi
23 René Adler
Commissario tecnico: Joachim Low


Grecia:
1 Antonios Nikopolidis
2 Giourkas Seitaridis
3 Christos Patsatzoglou
4 Nikolaos Spiropoulos
5 Traianos Dellas
6 Angelos Basinas
7 Georgios Samaras
8 Stelios Giannakopoulos
9 Angelos Charisteas
10 Georgios Karagounis
11 Loukas Vintra
12 Konstantinos Chalkias
13 Alexandros Tzorvas
14 Dimitrios Salpingidis
15 Vassilis Torosidis
16 Sotirios Kyrgiakos
17 Theofanis Gekas
18 Ioannis Goumas
19 Paraskevas Antzas
20 Ioannis Amanatidis
21 Konstantinos Katsouranis
22 Alexandros Tziolis
23 Nikolaos Liberopoulos
Commissario tecnico: Otto Rehhagel


Italia:
1 Gianluigi Buffon
2 Christian Panucci
3 Fabio Grosso
4 Giorgio Chiellini
5 Fabio Cannavaro
6 Andrea Barzagli
7 Alessandro Del Piero
8 Gennaro Gattuso
9 Luca Toni
10 Daniele De Rossi
11 Antonio Di Natale
12 Marco Borriello
13 Massimo Ambrosini
14 Marco Amelia
15 Fabio Quagliarella
16 Mauro Camoranesi
17 Morgan De Sanctis
18 Antonio Cassano
19 Gianluca Zambrotta
20 Simone Perrotta
21 Andrea Pirlo
22 Alberto Aquilani
23 Marco Materazzi
Commissario tecnico: Roberto Donadoni


Olanda:
1 Edwin Van der Sar
2 André Ooijer
3 John Heitinga
4 Joris Mathijsen
5 Giovanni Van Bronckhorst
6 Demy De Zeeuw
7 Robin Van Persie
8 Orlando Engelaar
9 Ruud Van Nistelrooy
10 Wesley Sneijder
11 Arjen Robben
12 Mario Melchiot
13 Henk Timmer
14 Wilfred Bouma
15 Tim De Cler
16 Maarten Stekelenburg
17 Nigel De Jong
18 Dirk Kuyt
19 Klaas Jan Huntelaar
20 Ibrahim Afellay
21 Ryan Babel
22 Jan Vennegoor of Hesselink
23 Rafael Van der Vaart
Commissario tecnico: Marco Van Basten


Polonia:
1 Artur Boruc
2 Mariusz Jop
3 Jakub Wawrzyniak
4 Pawel Golanski
5 Dariusz Dudka
6 Jacek Bak
7 Euzebiusz Smolarek
8 Jacek Krzynowek
9 Maciej Zurawski
10 Lukasz Gargula
11 Marek Saganowski
12 Tomasz Kuszczak
13 Marcin Wasilewski
14 Michal Żewlakow
15 Michal Pazdan
16 Jakub Blaszczykowski
17 Wojciech Lobodzinski
18 Mariusz Lewandowski
19 Rafal Murawski
20 Roger Guerreiro
21 Tomasz Zahorski
22 Lukasz Fabianski
23 Adam Kokoszka
Commissario tecnico: Leo Beenhakker


Portogallo:
1 Ricardo
2 Paulo Ferreira
3 Bruno Alves
4 Bosingwa
5 Fernando Meira
6 Raul Meireles
7 Cristiano Ronaldo
8 Petit
9 Hugo Almeida
10 Joao Moutinho
11 Simao
12 Quim
13 Miguel
14 Jorge Ribeiro
15 Pepe
16 Ricardo Carvalho
17 Ricardo Quaresma
18 Miguel Veloso
19 Nani
20 Deco
21 Nuno Gomes
22 Rui Patricio
23 Helder Postiga
Commissario tecnico: Luiz Felipe Scolari


Romania:
1 Bogdan Lobont
2 Cosmin Contra
3 Razvan Rat
4 Gabriel Tamas
5 Cristian Chivu
6 Mirel Radoi
7 Florentin Petre
8 Paul Codrea
9 Ciprian Marica
10 Adrian Mutu
11 Razvan Cocis
12 Marius Cornel Popa
13 Cristian Sapunaru
14 Sorin Ghionea
15 Dorin Goian
16 Banel Nicolita
17 Cosmin Moti
18 Marius Niculae
19 Adrian Cristea
20 Nicolae Dica
21 Daniel Niculae
22 Stefan Radu
23 Eduard Stancioiu
Commissario tecnico: Victor Piturca


Russia:
1 Igor Akinfeev
2 Vasili Berezutski
3 Renat Yanbaev
4 Sergei Ignashevich
5 Aleksei Berezutski
6 Roman Adamov
7 Dmitri Torbinskiy
8 Denis Kolodin
9 Ivan Saenko
10 Andrei Arshavin
11 Sergei Semak
12 Vladimir Gabulov
13 Pavel Pogrebnyak
14 Roman Shirokov
15 Diniyar Bilyaletdinov
16 Vyacheslav Malafeev
17 Konstantin Zyrianov
18 Yuri Zhirkov
19 Roman Pavlyuchenko
20 Igor Semshov
21 Dmitri Sychev
22 Aleksandr Anyukov
23 Vladimir Bystrov
Commissario tecnico: Guus Hiddink


Spagna:
1 Iker Casillas
2 Raul Albiol
3 Fernando Navarro
4 Carlos Marchena
5 Charles Puyol
6 Andres Iniesta
7 David Villa
8 Xavi Hernandez
9 Fernando Torres
10 Cesc Fabregas
11 Joan Capdevila
12 Santi Cazorla
13 Andres Palop
14 Xabi Alonso
15 Sergio Ramos
16 Sergio García
17 Daniel Guiza
18 Alvaro Arbeloa
19 Marcos Senna
20 Juanito Gutierrez
21 David Silva
22 Ruben De La Red
23 Pepe Reina
Commissario tecnico: Luis Aragones


Svezia:
1 Andreas Isaksson
2 Mikael Nilsson
3 Olof Mellberg
4 Petter Hansson
5 Fredrik Stoor
6 Tobias Linderoth
7 Niclas Alexandersson
8 Anders Svensson
9 Fredrik Ljungberg
10 Zlatan Ibrahimovic
11 Johan Elmander
12 Rami Shaaban
13 Johan Wiland
14 Daniel Majstorovic
15 Andreas Granqvist
16 Kim Kallstrom
17 Henrik Larsson
18 Sebastian Larsson
19 Daniel Andersson
20 Marcus Allback
21 Christian Wilhelmsson
22 Markus Rosenberg
23 Mikael Dorsin
Commissario tecnico: Lars Lagerback


Svizzera:
1 Diego Benaglio
2 Johan Djourou
3 Ludovic Magnin
4 Philippe Senderos
5 Stephan Lichtsteiner
6 Benjamin Huggel
7 Ricardo Cabanas
8 Gokhan Inler
9 Alexander Frei
10 Hakan Yakin
11 Marco Streller
12 Eren Derdiyok
13 Stephane Grichting
14 Daniel Gygax
15 Gelson Fernandes
16 Tranquillo Barnetta
17 Christoph Spycher
18 Pascal Zuberbuhler
19 Valon Behrami
20 Patrick Müller
21 Eldin Jakupovic
22 Johan Vonlanthen
23 Philipp Degen
Commissario tecnico: Jakob Kuhn


Turchia:
1 Rustu Recber
2 Servet Cetin
3 Hakan Balta
4 Gokhan Zan
5 Emre Belozoglu
6 Mehmet Topal
7 Mehmet Aurelio
8 Nihat Kahveci
9 Semih Senturk
10 Gokdeniz Karadeniz
11 Tumer Metin
12 Tolga Zengin
13 Emre Gungor
14 Arda Turan
15 Emre Asik
16 Ugur Boral
17 Tuncay Sanli
18 Colin Kazim-Richards
19 Ayhan Akman
20 Sabri Sarioglu
21 Mevlut Erding
22 Hamit Altintop
23 Volkan Demirel
Commissario tecnico: Fatih Terim

mercoledì 28 maggio 2008

Jakob Khun punta sul veterano Patrick Muller

Tempo di tagli anche per la Svizzera, che nella lista dei 23 lascia fuori Eggimann, Von Bergen e Haberli



Nonostante una stagione passata più in infermeria che in campo, il difensore del Lione Patrick Muller riesce ad entrare nella lista dei 23 che parteciperà agli Europei con la Svizzera co-padrona di casa: Kobi Khun, infatti, decide di puntare sulla sua esperienza, preferendolo al 27enne Eggiman che così è costretto a lasciare il ritiro.

Niente da fare anche per il 34enne Haberli, convocato appena una settimana fa per la defezione di Nkufo ma che non ha convinto in pieno il ct svizzero, che così preferisce affidarsi a soli tre attaccanti di ruolo per affrontare la competizione. L’ultimo taglio invece è stato forzato, visto che qualche giorno fa Von Bergen si era fratturato un polso e che sarà un assenza pesante, anche perché il difensore 24enne aveva disputato una buonissima stagione con l’Herta Berlino e perché la Svizzera dovrà affidarsi a difensori reduci da lunghi infortuni, visto che oltre a Muller anche Johan Djourou ha avuto problemi simili nella seconda metà di stagione e che Philipp Degen (neo acquisto del Liverpool) ha avuto continui fastidi muscolari per tutta la stagione.

Non è quindi una Svizzera in grandissima forma quella che si presenterà all’appuntamento con gli Europei, ma Khun rimane fiducioso e punta tutto sui seguenti 23 elementi:

Portieri: Diego Benaglio (Wolfsburg), Pascal Zuberbuhler (Neuchatel Xamax), Eldin Jakupovic (Grasshoppers)

Difensori: Philipp Degen (Borussia Dortmund), Johan Djourou (Arsenal), Stephane Grichting (Auxerre), Stephan Lichtsteiner (Lille), Ludovic Magnin (Stoccarda), Patrick Muller (Lione), Philippe Senderos (Arsenal), Christoph Spycher (Eintracht Francoforte)

Centrocampisti: Tranquillo Barnetta (Bayer Leverkusen), Valon Behrami (Lazio), Ricardo Cabanas (Grasshoppers), Gelson Fernandes (Manchester City), Daniel Gygax (Metz), Benjamin Huggel (Basilea), Gokhan Inler (Udinese), Johan Vonlanthen (Red Bull Salisburgo), Hakan Yakin (Young Boys)

Attaccanti: Eren Derdiyok (Basilea), Alexander Frei (Borussia Dortmund), Marco Streller (Basilea)

lunedì 26 maggio 2008

L’Olanda taglia Boschker e Landzaat dalla propria lista

A pochi giorni dal via, i ct cominciano a definire le proprie liste: problemi di infortuni per Svizzera e Romania



Mancano solo 12 giorni al calcio d’avvio dei campionati Europei e ormai per i commissari tecnici il tempo di lavorare sugli schemi e sui dettagli tattici è sempre inferiore, una situazione che non sempre va a favore dello spettacolo, visto che il calcio delle Nazionali è decisamente un altro sport rispetto a quello dei club, visto che è impossibile per i vari tecnici creare un vero gioco di squadra in questo piccolo lasso di tempo. La situazione è la stessa da circa un decennio e anche per gli Europei i ct devono lavorare in fretta e in furia e tra questi c’è anche Marco Van Basten, che ha cominciato molto bene la preparazione con la sua Olanda battendo con un netto 3-0 l’Ucraina in una delle tante amichevoli che vedranno impegnate le 16 protagoniste di Austria-Svizzera 2008. Van Basten, però, sta già cominciando a potare la lista di giocatori a propria disposizione e un po’ a sorpresa ha tagliato il centrocampista Denny Landzaat: l’ex Wigan, infatti, era in lizza per un posto a centrocampo con Orlando Engelaar, ma a convincere il proprio ct è stato proprio il centrocampista del Twente, reduce tra l’altro da una grande stagione in Eredivisie. Meno sorprendente è il taglio di Sander Boschker, portiere 37enne del Twente che ha visto premiata la propria buona stagione con la convocazione in Nazionale ma che non è riuscito a ritagliarsi il posto di terzo portiere, visto che Van Basten ha deciso di affidarsi a Timmer alle spalle del titolare Van der Sar e della riserva Stekelenburg.

Notizie importanti arrivano anche dai ritiri di altre tre Nazionali, che sono state costrette a modificare la propria lista. Grossi problemi ci sono per la Svizzera, che deve fare a meno degli infortunati Nkufo e Coltorti, sostituiti rispettivamente da Thomas Haberli (attaccante 34enne dello Young Boys che vanta soltanto una presenza in Nazionale e che è quindi una soluzione di assoluto ripiego e di non scontata affidabilità) e da Eldin Jakupovic, portiere di proprietà del Lokomotiv Mosca ma che ha disputato l’ultima stagione nel Grasshoppers. Un ulteriore problema ha riguardato il difensore Steve Von Bergen, che ha dovuto abbandonare il ritiro per una frattura alla mano.

Infortuni pesanti anche per la Romania, che perde il centrocampista Ovidiu Petre per un problema al ginocchio e il portiere Danut Coman per la frattura di un pollice: al posto di quest’ultimo è stato chiamato Eduard Stancioiu, portiere che ha vinto il campionato rumeno con il Cluj.

Infine, un altro giocatore che non potrà partecipare agli Europei è il 23enne Gokhan Gonul, il quale ha già lasciato il ritiro della Turchia: il difensore del Fenerbahce s’è infortunato al piede destro e non sarà disponibile prima di un mese, per cui il ct Fatih Terim ha saggiamente deciso di non rischiarlo e di puntare su difensori in migliore condizione fisica.